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Blog  di Caranas

LIBIA : ORA E' GUERRA A GHEDDAFI

18 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

* Consiglio sicurezza autorizza "tutte le misure necessarie"

* Gran Bretagna annuncia preparazioni aerei per operazione Libia

* Misurata sotto pesanti bombardamenti, ribelli chiedono aiuto 

di Maria Golovnina e Patrick Worsnip

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TRIPOLI/NAZIONI UNITE (Reuters) - Il governo di Muammar Gheddafi ha detto di aver dichiarato un cessate-il-fuoco unilaterale nella sua offensiva per soffocare la ribellione in Libia, mentre gli aerei militari dell'Occidente si preparano ad attaccare le sue forze armate.

 

"Abbiamo deciso un immediato cessate-il-fuoco e un immediato stop a tutte le operazioni militari", ha detto ai giornalisti a Tripoli il ministro degli Esteri Moussa Koussa, dopo che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato una risoluzione che autorizza l'azione militare.

 

Nel frattempo da Madrid il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon, che domani incontrerà i leader europei e africani, ha dichiarato che è assolutamente necessario che le autorità libiche cessino le ostilità immediatamente.

 

Il ministro degli Esteri libico ha invocato il dialogo fra tutte le parti. Gheddafi ieri aveva proclamato che "non avrà pietà", e i ribelli hanno invocato l'aiuto dall'estero prima che sia troppo tardi, aggiungendo che la città di Misurata è sottoposta a un pesante bombardamento da parte delle forze governative da stamattina.

 

La Francia, una delle principali nazioni sostenitrici dell'intervento militare, ha detto di essere cauta a proposito dell'annuncio del cessate-il-fuoco e che "la minaccia sul terreno non è cambiata".

 

Le autorità occidentali hanno dichiarato che l'azione militare potrebbe includere Francia, Gran Bretagna, gli Stati Uniti e uno o più Paesi arabi.

 

Il primo ministro britannico David Cameron ha annunciato oggi che la Gran Bretagna sta per spostare i suoi aerei militari verso basi da cui potranno poi partire verso l'operazione in Libia.

 

Il Qatar ha comunicato che prenderà parte all'operazione ma non è chiaro se questo significhi un aiuto militare, mentre la Danimarca ha detto che fornirà aerei da guerra. La Francia ospiterà domani dei colloqui per discutere l'azione da intraprendere.

 

Gli abitanti di Misurata hanno riferito che la città, in mano ai ribelli, si trova sotto bombardamenti a tappeto delle forze di Gheddafi.

 

"Stanno bombardando tutto, case, moschee e persino ambulanze", ha detto al telefono a Reuters Gemal, un portavoce dei ribelli dall'ultima roccaforte degli insorti nell'ovest del Paese.

 

Secondo un medico, nella città in mano agli insorti si contano almeno 25 morti.

 

Un altro ribelle che si fa chiamare Saadoun ha detto: "Riteniamo che vogliano entrare nella città ad ogni costo prima che la comunità internazionale inizi a mettere in pratica la risoluzione dell'Onu. Chiediamo alla comunità internazionale di fare qualcosa prima che sia troppo tardi. Devono agire ora".

 

"CASA PER CASA"

 

Il tempo sta scadendo anche per Bengasi, la città orientale che è stata il cuore della ribellione in Libia.

 

Le truppe di Gheddafi non hanno dato corso alla minaccia di conquistare la roccaforte dei ribelli nella notte, dopo che la loro rapida controffensiva li ha portati a meno di 100 chilometri dalla città.

 

"Stiamo arrivando. Casa per casa, stanza per stanza", ha detto Gheddafi ieri in un discorso alla radio rivolto alla città di Bengasi, nell'est del Paese. "Vi staneremo dai vostri nascondigli. Non avremo alcuna pietà".

 

La tv Al Jazeera ha mostrato migliaia di persone che ascoltavano il discorso nella piazza centrale di Bengasi e poi l'esplodere dei festeggiamenti dopo la notizia del voto dell'Onu. Ci sono stati anche fuochi d'artificio e sono risuonati colpi d'arma da fuoco.

 

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riunito in seduta d'emergenza, ha approvato una risoluzione che prevede la creazione di una no-fly zone per fermare le truppe governative e che autorizza "tutte le misure necessarie" per proteggere i civili dalle forze di Gheddafi.

 

Dieci dei 15 membri del Consiglio di sicurezza hanno votato a favore della risoluzione, mentre Russia, Cina e Germania sono tra gli astenuti. La risoluzione è stata proposta da Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Libano.

 

Oltre all'azione militare il testo allarga lo spettro delle sanzioni contro Gheddafi e il suo clan. Tra le aziende i cui beni sono stati congelati dall'Onu c'è la Libyan National Oil e la banca centrale.

 

Il presidente Usa Barack Obama ha chiamato i leader di Francia e Gran Bretagna, che si sono detti d'accordo per coordinare le prossime mosse.

 

L'Italia è pronta a mettere a disposizione le proprie basi militari, ha detto a Reuters una fonte governativa. La base aerea di Sigonella in Sicilia, che fornisce supporto logistico alla Sesta Flotta degli Stati Uniti, è una delle più vicine alla Libia.

 

"E' uno sviluppo positivo", ha detto la fonte alcuni minuti dopo l'approvazione della risoluzione a favore della no- fly zone. Alla domanda se l'Italia abbia deciso di mettere a disposizione le proprie basi, la fonte ha risposto: "Sì, abbiamo detto che siamo pronti a farlo".

 

Un'azione militare straniera potrebbe comprendere il rispetto del divieto del volo di aerei e del passaggio di mezzi via terra in certe aree del paese, una zona di esclusione marittima, interferenze nelle comunicazioni militari e aiuto di intelligence ai ribelli. Eventuali raid aerei avrebbero quasi certamente come obiettivo la messa fuori uso dei radar e delle difese aeree libiche.

 

L'ente europeo di controllo del traffico aereo, Eurocontrol, ha detto di avere ricevuto informazioni da Malta secondo cui il controllo del traffico aereo di Tripoli non accettà più velivoli nel suo spazio aereo "fino a nuovo avviso".

 Fonte : Reuters

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Cenzino Ciofi 03/19/2011 06:30



Se un incompetente come me  (non sono un veggente) che si informa in via ordinaria sulle cose del mondo ha potuto prevedere gli sviluppi  della crisi Libica, come mai un'azione della
diplomazia arriva così in ritardo? Si vuole la guerra ad ogni costo!



CARANAS 03/19/2011 08:30



Meglio tardi che mai! Se la guerra è necessaria per mandare via Gheddafi e salvare il 50 % della popolazione libica non pagata dal Rais , che ben venga.