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La nebbia è la metafora meteorologica della sofferenza dell'anima: quando non vedi più nemmeno te stesso, quando hai perso tutti i punti di riferimento, e non sai più dove andare... Poi, a volte, esce il sole.

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Nella Nebbia (G.Pascoli)

 

E guardai nella valle: era sparito

tutto! sommerso! Era un gran mare piano,

grigio, senz'onde, senza lidi, unito.

 

E c'era appena, qua e là, lo strano

vocìo di gridi piccoli e selvaggi:

uccelli spersi per quel mondo vano.

 

E alto, in cielo, scheletri di faggi,

come sospesi, e sogni di rovine

e di silenzïosi eremitaggi.

 

Ed un cane uggiolava senza fine,

né seppi donde, forse a certe péste

che sentii, né lontane né vicine;

 

eco di péste né tarde né preste,

alterne, eterne. E io laggiù guardai:

nulla ancora e nessuno, occhi, vedeste.

 

Chiesero i sogni di rovine: - Mai

non giungerà? - Gli scheletri di piante

chiesero: - E tu chi sei, che sempre vai? -

 

Io, forse, un'ombra vidi, un'ombra errante

con sopra il capo un largo fascio. Vidi,

e più non vidi, nello stesso istante.

 

Sentii soltanto gl'inquïeti gridi

d'uccelli spersi, l'uggiolar del cane,

e, per il mar senz'onde e senza lidi,

 

le péste né vicine né lontane.

°°°°°°°°°

 

Poi a volte esce il sole, unico stordimento piacevole in questa valle

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Tag(s) : #POESIA

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