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Blog  di Caranas

NUOVA TASSA SUI FARMACI GENERICI

30 Aprile 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Tassa stangata sulla  Sanità… dal 10 al 40% sui farmaci generici

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Si parla di sconti per i farmaci generici voluti dall'AIFA, in modo da allinearci ai prezzi europei.

In Italia che si fa? Perché regalare tanti soldi?  Mettiamo su una bella tassa così intaschiamo noi la differenza...e magari anche qualcosa  in più.

 

Grazie all’informazione data da Federfarma siamo nella condizione di denunciare quello che è un ulteriore attacco alle tasche degli italiani. Questa volta non si tratta dei soliti aumenti delle tariffe; si incide direttamente sul bene primario per eccellenza: la salute. Il fatto che l’AIFA abbia deciso di pagare meno ( dal 10 al 40%) i farmaci generici alle aziende produttrici, e che non vi sia contestualmente l’obbligo per le medesime di adeguare i listini ai prezzi applicati, ha un solo significato: a pagare la differenza saranno i consumatori.

 

Detto in soldoni questo significa che se un medicinale “generico” sino a ieri costava 10 euro e questi erano a carico del servizio sanitario, ora lo stesso medicinale continuerà a costare come prima ma, se la molecola rientra fra quelle che l’AIFA ha deciso di abbassare del 40%, quattro dei dieci euro saranno a carico del malato.

Non solo: se si sceglierà di preferire il farmaco di fiducia (il cosiddetto “griffato”) all’equivalente, anche quello, a parità di prezzo rispetto a settimana scorsa, verrà a costare quattro euro più di prima. Alla fine il risultato sarà che le case farmaceutiche e i farmacisti vedranno inalterati i propri margini di utile, il Governo spenderà qualche milione di euro in meno per le cure sanitarie e questi soldi li pagherà come al solito Totò!

Quanto descritto ha, inoltre, il sapore della beffa: la scelta di concentrare i consumi di medicine su quei prodotti definiti prima “generici” e poi più persuasivamente “equivalenti” ci era stata descritta come un mezzo intelligente per risparmiare risorse altrimenti utilizzabili. Ora che la gente ha dimostrato di capire e condividere la necessaria lotta allo spreco, si ritrova a dover  sostenere di tasca propria dei costi che credeva di avere contribuito ad abbattere. Queste decisioni, oltre che gravare pesantemente sui bilanci di coloro che si devono curare, hanno il grave difetto di fare venire meno la fiducia dei Cittadini nelle Istituzioni

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