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Blog  di Caranas

FUSCALDO : tutto l’amore di un piccolo paese del sud.

25 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

Bestia.jpg
 
 
 

di Carmelo Anastasio    (già pubblicato nel gennaio 2011)

 

A Fuscaldo, tutto l'amore dell'uomo (ma soprattutto della donna) verso i propri simili,  lo apprendi  già da bambino  giocando nelle vie del proprio quartiere o altro, come apprendevo  ad esempio nei  pomeriggi estivi degli  anni '50  giocando a :  " liberi ' Ndri vineddre ".

 

Cosi come ho scritto già su questo blog, camminando nelle viuzze strette tali da passarci solo   " nu ciuccio con due sarmi "   ( regola antichissima del piano regolatore medioevale )  ,  senti  le "vive" colloquiare con i morti, o anche le loro imprecazioni (ed è già bene chiamarle così ) contro tutti,  anche contro i bambini che giocano.

 

Faceva molto caldo nei mesi di luglio e agosto negli anni '50. In casa non c'erano frigoriferi e spesso,  quando le sorelle piů grandi dovevano lavare le stoviglie e pulire dopo  il pranzo, nei meriggi estivi noi bambini eravamo  con nostra gioia " cacciati fora "in quel mondo tutto da scoprire:   i vineddri, l ' Ortu di Ballerfino, u Bagnu 'ndra  cibbia, i capanni di l'indiani, i chianguli, i trumbi i cipuddra ( ora vuzuela), u Carru cchi timpagni ecc.

 

E quando la calura ti raspava la gola, andavi da "Donna Pituzza" che il frigo ce l'aveva, chiedendo un po 'di ghiaccio che puntualmente con generosità e gentilezza veniva dato anche se avevamo disturbato il riposino pomeridiano. 

 

Un amico  ha ricordato su Forborn.it  "Decu", Personaggio a me caro, perché da  adolescente  lo vedevo  spesso nella camera dei messi in municipio perchè povero e decorato, veniva a chiedere l'elemosina agli  amministratori che uscivano dalla  riunione di giunta. Diversi bambini lo sfottevano, era prassi incosciente e quindi  inconsapevole per quella età. Decu  però il non era da solo, ce n'era un altro che veniva apostrofato dai discoli  con: "Don Ci, 'cchi jurnu è dumani?"  La risposta era  quasi sempre uguale: "Luni dumani è luni,  . afissimammita, afissimammita "  Non voglio scrivere adesso di altri personaggi che hanno in qualche modo  involontariamente influito nel mare di ricordi dell'infanzia mia e di coetanei, vi assicuro che  ci  sarebbe da raccontare moltissimo, lo farò un'altra volta a partire da "Maria a cioriva". 

Mi interessa ora  ritornare al tema del titolo di questo scritto che riguarda soprattutto il modo di relazionarsi con gli altri di questi miei paesani nei momenti d'ira, di rabbia, di voglia di spaccare tutto.  Si dice: « a gastima coglia a chini a manda », Sarà vero? Ma questo è un altro discorso. Quello che voglio far notare adesso è invece il grado di cattiveria che costituisce il DNA di talune gastime apprese in quel di Fuscaldo.

 

Ed ecco un elenco di frasi che da piccolo, nel vagagiocare con altri nelle vineddre , sentivo dire da donne fuscaldesi  (rarissimo dagli uomini -  a voi la misura del grado di cattiveria intrinseca):

«Ti vo piglià nu cangaru»

«Vo Jitta sangu ammenna»

«Ti vo piglià nu zurdu»

«Ti vonu purtà ndra na sporta»

«Ca vo Jiri e nun ti vò ricogli ammenna»

«Ca ti vonu mangiari i cani»

«Vo essi ca 'cci rimani»

«Ti vonu raga 'ppi capiddri»

«Ti vonu cogli 'ndoppi' ndoppi»

«ti vonu scurcià cumi nu porcu»

«Ca cci vo rimani ammenna»

«Ti vò bini na disgrazia tinda e nivura»

«Ca cci vo sc-cattari»

«Ca ti vo binì n'attaccu»

«Un 'bbo pruvà mai ricettu»

«Ti vonu fa l'occhi cumi reglia»

«'Ndi vo ì ndirrupatu»

«Ti vo suca nu lampu»

«Ti vo binì na mala nova»

«Ti vo piglia nu murmuru»

«Ti vonu teniri supu u candaru»

«Ti vo ghesci l'arma»

«Ti vonu purtari a via i vasciu ammenna»

«Ti vo 'bbini na tripizia»

«'Ndi vo jì annicalatu»

«Ti vo sicca una lingua»

«Ca vo ji sutta a na trebbia»

«Ti vo binì nu scuru cumi a  menzanotti »

«Ca ti vonu sciumbrà i morti»

«Vo piscia sangu»

Sono 30 ma ne esistono tantissime altre che non ricordo bene.

Quello che mi colpisce di più è che spesso la bestemmia / offesa diventa ancor più cattiva perché non coinvolge la sola persona cui ê diretta ma anche i suoi parenti (anche quelli defunti) e  con un pizzico di "pornografia"  per renderla ancor più pesante con una scenografia accompagnata da gesti ( manichiata ) ormai secolare, cosi come si nota in:

«'Nculu a cchi t'e mortu attia e tutta a razza tua»

«Ti vonu fa sc-camari allarganduti u culu a tia e mammita»

«'Nculu a chiddra puttana i mammita»

«Si a stessa pisciazza i chi t'e mortu»

«T'adda Jiri 'nculu' nculu amaruu cumi u culu du citrulu attia e mammita»

«Ma va sburrià 'ndri cosci i sorta»

«Ti vonu piglia i sc-camuni cumi a mammita»

«Ca vo fa piriti  mentri  ti pombu»

«Ti vò  piglia  stu pessulu tu e tutti i sori to »

 

E così via.

 

«Se prendete  un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l'albero >>


 

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Nicola 01/21/2011 21:52



Ciao, ben tornato. Ho letto volentieri, con il viso sorridente, l'articolo. Mi sono venute in mente le sceneggiate a cui ho asistito fra donne che si ingiuriavano di bestemmie, da
te elencate,durante le loro liti per fortuna a distanza.La loro rabbia urlata e gesticolata, era da commedia.Fatti di costumi


a presto



CARANAS 01/21/2011 23:54



Ci volevo fare un fumetto ma occorreva parecchio tempo. Ciao



Gennaro Gelmini 01/20/2011 19:42



Grazie Carmelo, ti auguro di tornare presto alle prime posizioni della classifica di over-blog, questo tuo blog serve eccome, tutti leggono i tuoi articoli e ne sono contenti, questo è un bel
motivo per scrivere, ciao alla prossima.



CARANAS 01/20/2011 19:57



In effetti il blog è letto parecchio. Dall'articolo recente su Fusclado , le visite sono salite a circa 400 /die  con picchi di 1000 pg/die. la classifica come sai non m'interessa. Il Br è
salito a 71.


Anche il tuo Nibiru (che suggerisco agli amici ) va forte e i commenti sono ora moltissimi.


http://gennaro-gelmini.over-blog.it/


Ciao, Carmelo



Gennaro Gelmini 01/20/2011 11:42



Caro Carmelo, ho letto con piacere i tuoi nuovi articoli, bello questo degli anni ’50, che a pensarci bene non erano tanto diversi
dagli anni ’70, quando ero bambino io, solamente che oggi ogni attività è diventata talmente veloce da tralasciare tal volta i rapporti umani, giusto invece ritagliarsi un po’ di
tempo.



CARANAS 01/20/2011 12:31



Ho ripreso a scrivere nonostante rimangano tanti dubbi sull'utilità di questo lavoro che però, in qualche modo aiuta a non fossilizzarsi dentro. Gli anni '50, i più belli ! Ora invece è solo un
puttanaio con impronta politica. Ho letto i tuoi ultimi articoli, ho anche letto il notevole numero di commenti ; non sono intervenuto perchè con alcuni commentatori non vale la pena. Ciao Gennà,
alla prossima.



pinokappa 01/19/2011 22:28



ah! ca ndi vo ji' curiusu, ma chi fin'aviji fattu? come puoi vedere ogni tanto passiamo sotto il balcone a vedere si ti affacci. Dai di la verita' volevi stare con noi a vedere come va a finire
questa storia del Drago. Bonu ricoto comunquemende...



CARANAS 01/20/2011 17:29



Non ho capito perché era finito negli spam. L'ho trovato solo ora nella posta Alice



pino kappa 01/19/2011 19:30


ah! ca ti vo binì na cosa bbona!!! ca ndi vo ghì curiusu. Bono ricóto nù. come vedi quasi quotidianamente qualcuno è passato a trovarti sutt'u barcuno poi vidi si t'affacciavi. Jamo ca mo' cià
minamu a ciurlata giusta a stu sdtrunzu


Mario Selvaggio 01/18/2011 13:27



Veramente a  gastigna giusta é : Ca tinti vonu purtà 'mbaiardu.E' importante chiddru  tinti vonu......perchè  evidentemente  non sarà il " gastimato" a decidere se tornare o
meno in groppa a Baiardo ( il forte cavallo di Rinaldo)....ma saranno altri a caricarlo su Baiardo per riportarlo a casa.....perchè lui é morto in battaglia.Quindi é intrinseco il desiderio di
vederlo ritornare MORTO! Nonostante questo a gastigna denota una certa cultura......epica!!!! Un pensu ca nu bergamasco......u sa  chi n'é Baiardo.



CARANAS 01/18/2011 16:59



L'ho inserita nella vignetta proprio perché racchiude in sé tutti i motivi che tu magistralmente hai riportato sopra . Il trota sicuramente non ha questo tipo di conoscenze . Spero di non
trovarmelo istituzionalmente e quantunquemente impegnato in futuro nell'educazione su qualche scranno.



Mario Selvagio 01/18/2011 11:54



....e noi siamo i frutti di quegli alberi..........però siamo dei frutti fortunati......n'hanu cunzatu ( ppì feste si cridianu)...n'anu ' mbachettatu 'ntra na valigia i cartunu...e n'hanu
spedito......forse augurandosi ca ni cuglia ancuna  di chiddre  gastigne......Per nostra fortuna però simu arrivati a ra meta sani e sarvi......ed abbiamo trapiantato i nostri
semi  in terreni un tantino più fertili ed accoglienti......e gli alberi che quei semi hanno generato ora crescono forti e rigogliosi......e generano altri frutti che di chiddre gastigne un
l'inti potrà fricà di meno......Bentornato Nuzzo.....sentivo la tua mancanza. 



CARANAS 01/18/2011 16:40



Grazie Mario, riprendo un po' alla volta. Anche voi mi siete mancati.