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Blog  di Caranas
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Silvio Berlusconi decaduto da senatore

28 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS

di Caranas

Qualcuno lo definisce un voto storico quello di ieri a Palazzo Madama. Il Cavaliere non sarà ora né senatore né Cavaliere. Un decadenza beffata ancor di più dal subentro di un politico alfaniano , un certo Ulisse Di Giacomo già pronto a sostenere il governo di larghe intese a rischio restringimento. E’ quasi finita in rissa con  due litiganti che si sono insultati in Aula : Formigoni e Bondi . Spettacolo tutto italiano  durante la grande cacciata dal Palazzo e poi  donne vestite a lutto e brindisi  (negli uffici) che ricorda la famosa mortadella spregio durante il governo Prodi.  

Si vociferava su un discorso solenne (alla Craxi) in Aula da parte di Berlusconi , no, non c’è stato. A Palazzo Madama non si è visto.

Cacciato con voto palese, alle 17.43 del 27 novembre 2013 con addio ad un seggio frequentato pochissimo visti i record di assenteismo.

Palazzo Chigi non dà peso alla faccenda ma Letta sa benissimo che il governo non è ora più forte; possiamo augurarcelo ma non vedo ottimismi all’orizzonte. Questo Berlusconi ci ha sorpreso tante volte, è un po’ come quello di Manzoniana memoria “due volte nella polvere, due volte sull'altar “

Fine politica o morte apparente ? Si vedrà !

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Un governo normale è ...

27 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS

Un governo normale è ...

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Italia zimbello d'Europa. Berlusconi VATTENE !

25 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS

Italia zimbello d'Europa. Berlusconi VATTENE !

Danimarca, un succo di frutta che favorisce le difese immunitarie, sempre per quella storia dell'autorevolezza.

"Più immunità di Berlusconi"

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Quando si tocca il fondo

25 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS

Quando si tocca il fondo
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Devastante servizio di Report sul Movimento5Stelle

24 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS

Devastante servizio di Report sul Movimento5Stelle: la candidata al Quirinale Milena Gabanelli svela il mistero del finanziamento del partito di Beppe Grillo. O meglio, della Casaleggio Associati Srl.

 

Da “Il transatlantico delle nebbie” di Sabrina Giannini: la politica italiana da anni nasconde ai cittadini gli enormi flussi di denaro che i partiti ricevono, fra tutti, anche da fondazioni private istituite ad-hoc al fine di non dover rendicontare i movimenti effettuati per finanziare campagne elettorali e tanto altro. Il Movimento 5 Stelle da sempre ha fatto suo il baluardo della campagna elettorale a costo zero, almeno stando alle parole di Grillo nelle piazze. In realtà emerge che è impossibile affermare un concetto simile, a meno che non lo si intenda nel non chiedere finanziamenti pubblici. Allora da dove arrivano tutti i soldi per mantenere gli estenuanti tour di Beppe Grillo&co? In molti disillusi lo avevano già intuito: blog, in particolare pubblicità d’oro su di esso e soprattutto Gian Roberto Casaleggio. Proprio quest’ultimo è quello che più di tutti ha tenuto nascosto agli organi di informazione tutti i meccanismi di finanziamento del suo partito politico, per non parlare del suo passato poco glorioso. In pratica tanto più Grillo la butta in caciara, tanto più il suo giocattolo (blog) sforna soldi da visite e click sulla pubblicità. Mettendo insieme le sue bugie, cambiamenti di idea, persone scelte in modo unilaterale, insieme alle espulsioni e tant’altro maturato negli anni, Report e Milena Gabanelli scoperchiano il primo “vaso di Pandora” sul conto del Movimento 5 Stelle, oltre che sulla sua trasparenza e sincerità verso l’elettorato. Chissà se ora i grillini puro sangue la vorranno ancora come presidente della Repubblica, dopo aver messo in difficolta il loro giocattolo dei miracoli … Il concetto in conclusione è semplice: la politica ha bisogno dei finanziamenti pubblici per andare avanti e non lo si può negare. Ciò che è importante è che questi soldi vengano spesi per la giusta causa e non per altro, come purtroppo è avvenuto finora.

 

 

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Conad e freddure

24 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS

Conad e freddure

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Tutti gli uomini di Angelino Alfano

24 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS

 Tutti gli uomini di Angelino Alfano

ed eccovi il NCD di Angelino Alfano orfano del Cavaliere - 57 politici

Governativi (4 ministri e 3 sottosegretari)

Gaetano Quagliariello, senatore e ministro per le riforme istituzionali

Maurizio Lupi, deputato e ministro dei trasporti

Nunzia De Girolamo, deputato e ministro per le politiche agricole

Beatrice Lorenzin, deputato ministro della Salute

Alberto Giorgetti, deputato e sottosegretario all’Economia

Gioacchino Alfano, deputato e sottosegretario alla Difesa

Simona Vicari, senatrice e sottosegretario allo sviluppo economico

Con cariche istituzionali (2)

Fabrizio Cicchitto, senatore eletto presidente della Commissione esteri della Camera

Antonio Azzolini, senatore e presidente della commissione Bilancio del Senato

Senatori (29)

Renato Schifani, Roberto Formigoni, Carlo Giovannardi, Antonio Gentile, Andrea Augello, Pietro Aiello, Stefano Caridi, Massimo Cassano, Federica Chiavaroli, Francesco Colucci, Franco Conte, Antonio D’Ali’, Vincenzo Mario Domenico D’Ascola, Mario Dalla Tor, Marcello Gualdani, Bruno Mancuso, Giuseppe Francesco Maria Marinello, Pippo Pagano, Luciano Rossi, Salvatore Torrisi.

Deputati (18)

Raffaello Vignali, Vincenzo Piso, Dorina Bianchi, Eugenia Roccella, Gianfranco Sammarco, Raffaello Vignali, Raffaela Calabro, Paolo Alli, Sergio Pizzolante, Alessandro Pagano, Barbara Saltamartini, Antonio ‘Nino’ Bosco, Filippo Piccone, Paolo Tancredi, Vincenzo ‘Enzo’ Garofalo, Dore Misuraca, Giuseppe Castiglione, Rosanna Scopelliti,

e naturalmente Scopelliti governatore della Calabria

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Riina: “Questi cornuti portano pure Napolitano”

24 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 Riina: “Questi cornuti portano pure Napolitano”

Nel carcere di Opera il Capo dei capi, intercettato, parla con un boss della Sacra corona unita e tocca vari argomenti. Minacce contro i pm di Palermo: "Gli macinerei le ossa". E torna sugli attentati a Rocco Chinnici e a Giovanni Falcone: "Gli ho fatto fare la fine del tonno”

Questi cornuti… (i pm di Palermo, ndr), se fossi fuori gli macinerei le ossa”. Totò Riina si guarda intorno, volta le spalle ai sorveglianti, si piega verso il suo interlocutore, poi bisbiglia: “Sono stati capaci di portarsi pure Napolitano”. Il boss è seduto su una panchina: accanto a lui c’è Alberto Lorusso, personaggio di spicco della Sacra corona unita, la mafia pugliese, un uomo rispettoso che sa ascoltare. Lorusso tace, Riina parla: “Berlusconi? A quello carcere non gliene fanno fare… Ci vuole solo che gli concedano la grazia”. E poi: “Io sono sempre stato un potentoso… e se fossi libero, saprei cosa fare, non perderei un minuto”.

L’immagine catturata dalla micro-telecamera nascosta è nitida e la voce registrata dalle cimici piazzate nel cortile del carcere di Opera arriva agli uomini della Dia forte e chiara: dopo vent’anni trascorsi in carcere al 41-bis, nel più assoluto silenzio, il capo dei capi non si trattiene più. La sua camera di decompressione, il suo sfogatoio, è l’ora d’aria: ricorda, commenta, si sfoga, chiacchiera a ruota libera di Berlusconi, cita Napolitano, critica il suo complice Bernardo Provenzano, giudicandolo poco coraggioso, e per la prima volta rivendica la piena paternità delle stragi di Capaci e via D’Amelio, gonfiandosi d’orgoglio: “Quello venne per i tonni – dice alludendo a Falcone che nel maggio del ’92 era stato invitato a Favignana ad assistere alla mattanza – e gli ho fatto fare la fine del tonno”.

“Che bella la mia stagione delle stragi”

Riina “il purosangue” (così lo ha definito il pentito Nino Giuffrè, alludendo alla sua fama di irriducibile all’interno di Cosa Nostra) perde l’autocontrollo che sfoggia nelle aule giudiziarie e appare come un fiume in piena, vomitando tutta la sua rabbia per il processo sulla trattativa Stato-mafia. Dice: “Mi fa impazzire”. E ancora: “Questi pm mi fanno impazzire”. Ce l’ha in particolare con Nino Di Matteo: “Ma che vuole questo? Perché mi guarda? A questo devo fargli fare la fine degli altri”. Di Matteo è il suo chiodo fisso. È uno che “fa parlare i pentiti, gli tira le cose di bocca”, uno “troppo accanito”.

È una svolta epocale. Per la prima volta, i pm di Palermo e gli investigatori della Dia ascoltano in presa diretta la storia di un ventennio di stragi attraverso i ricordi dello stratega mafioso più sfrenato. Quando parla di Rocco Chinnici, il magistrato assassinato con un’autobomba in via Pipitone Federico nel luglio dell’83, Riina è compiaciuto: “A quello l’ho fatto volare in aria, saltò in aria e poi tornò per terra, fece un volo”. Quando parla di Falcone e Borsellino, quasi si commuove al pensiero di quanto fosse gloriosa quella stagione di sangue. “Io sono sempre stato un potentoso, deciso, non ho mai perso tempo”. Il pugliese Lorusso, a questo punto, lo lusinga: “Che bella stagione quella, peccato che sia finita”. E Riina: “Se fossi fuori, non starei a perdere tempo, a questi cornuti gli macinerei le ossa”.

Fonte Il Fatto - continua a leggere : http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/11/23/trattativa-stato-mafia-riina-questi-cornuti-portano-pure-napolitano/788611/

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L’immaginario occidentale e l’omosessualità nella cultura arabo-islamica

23 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #Sesso e religione

Molte magrebine preferiscono auto-escludersi dalla società e abbandonare la propria  religione. Altre si battono per un'interpretazione progressista dei testi religiosi.

di Caranas

Le primavere arabe non hanno sfatato alcuni concetti omofobi tipicamente occidentali. Non ci riuscì neanche Lawrence d’Arabia (che pure ebbe una sessualità molto discussa) con le sue controverse confessioni epistolari [ ne venne fuori che non era né gay né etero]. Non esiste un approccio islamico tipico e generalizzato nei confronti dell’omosessualità.

La foto postata qui sopra mi ha colpito molto perché non immaginavo che la motivazione della condanna fosse legata all’identità gay di questi due giovani (siamo in Iran). E sorprende ancora di più che proprio in questo Paese è permesso per legge il passaggio da un sesso all’altro con garanzia di assistenza psicologica e sanitaria. Una vera contraddizione.

Gli arabi che approdano a Lampedusa non sono tutti poveracci in cerca di lavoro. Diversi provengono dal mondo islamico dove l’omosessualità non solo è considerata peccato ma addirittura punita con pene pesanti fino a quella di morte. Qualche settimana fa mi è capitato di vedere in un video due gay arabi bruciati vivi, scene aberranti in cui colpisce la remissività dei ragazzi che affrontano la morte senza opporre alcuna resistenza pur non essendo legati. Eppure in alcuni Paesi islamici l’amore omosessuale è esplicitamente celebrato, tanto da diventare oggetto di satira, e le società musulmane , almeno in passato, sono state più tolleranti di ora.

La letteratura occidentale ha indagato finora soprattutto la sfera maschile mentre il rapporto/amore lesbico non viene quasi mai esplorato , come se non esistesse pur avendo la sua importanza essendo considerato anch’esso una “malattia occidentale”.

Non credo che l’omosessualità sia favorita dalla segregazione delle donne in quei Paesi, arabi o comunque islamici. Noi occidentali certamente abbiamo alimentato la fantasia dell’harem popolato da donne lesbiche per mancanza di contatti con uomini esterni, ma non è così. Questo tipo di segregazione non c’entra , le nostre sono solo paturnie che si concretizzano in una triplice discriminazione disprezzante : delle donne musulmane, della civiltà islamica in genere e dell’omosessualità ridotta ad una costrizione. La realtà viene fuori dal nostro immaginario collettivo ed è sicuramente condizionata dal non aver mai visitato quei luoghi . In una società come la nostra, i ruoli sono ben delineati e l’ambiguità sessuale è quasi sempre bandita perché mette in discussione il proprio valore. Come nelle società chiuse, nonostante le “primavere”, si va avanti per ipocrisia e si preferisce non parlarne. Tanto si sa , gay è peccato !

Leggi anche : http://foranastasis.over-blog.it/dopo-barilla-ecco-cosa-pensano-gli-italiani-dei-gay

 

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Oltre il buio

23 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS

 

 

La strada

 

Caos in questo mondo di merda

prigioniero di consuetudini consolidate.

Libertà perse senza più fragranza

di vita solitaria.

Il ritmo continuo assale,

soffoca, opprime e sopprime.

Non più pensieri,

non più parole,

non più opere.

Tutto resta vago.

Nonostante il nero,

il bianco miracolo

anelito di vita,

ricomincia a percorrere la via

dove era stata lasciata

mirando il nulla.

Nulla che non sembra mutato

e a poco a poco,

ti svegli ancora prigioniero del tempo,

alzando piano la testa,

rimirando il lungo cammino da fare.

 

 

da Non c’è verso di Carmelo Anastasio  Ed. BookSprint

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