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Pressione fiscale al 52 % - (vignetta)

5 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

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IL DISSIDENTE RIZZETTO M5S: “DOVEVAMO DIRE SI’ A BERSANI”

5 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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E’ la questione del governo – o del non governo – a tenere banco, mentre un sondaggio Emg/Servizio pubblico mostra che una larga fetta di elettori del Movimento non appoggia la linea del no al dialogo con i “vecchi partiti” propugnata da Grillo.

Il Movimento 5 stelle doveva fare il governo con Bersani, ottenere dei ministeri e cominciare a lavorare, dice per esempio il deputato friulano grillino Walter Rizzetto in una intervista a Il Secolo XIX. Rizzetto spiega che con Bersani avrebbe “cercato una mediazione” per ottenere “dei ministeri”. “Faceva il premier, alle nostre condizioni, e intanto ci sedevamo nel governo e iniziavamo seriamente a lavorare – ha detto il deputato -. Ci potevamo dare una possibilità. E lo dice uno che sulla fiducia a Bersani ha votato no. Però le cose sono cambiate”. Ma “ormai il tempo è scaduto, non si torna indietro. Credo che il destino del M5s sia all’opposizione”. Rizzetto ha difeso il collega Tommaso Currò, che nei giorni scorsi aveva aperto all’ipotesi di un sostegno a Bersani: “Ha fatto bene. Una persona è libera di esprimere il proprio dissenso, di avere le proprie idee diverse dagli altri, e non deve avere paura di dichiararlo”. Per Rizzetto anche il silenzio con i giornalisti è un “atteggiamento che danneggia il movimento… questa paranoia asfissiante sull’informazione, gli sguardi sospetti tra di noi. Ci stiamo facendo del male, e se ora se la prenderanno con Tommaso, lo emargineranno, sarà solo l’ennesimo errore. Aria di caccia alle streghe, non mi piace”.

 

 

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CHI VORRESTI COME PRESIDENTE ?

5 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Per me : NO Prodi, SI Bersani, SI Rodotà. Poi se vogliamo scherzare, aggiungiamo la MINETTI !

E tu ? Commenta cliccando qui sotto

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Lo strappo del deputato Currò “Serve un confronto con il Pd”

5 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

”Non siamo automi, se Beppe vuole parlarci venga qui”
fonte : La Stampa
ANDREA MALAGUTI
ROMA

Poi c’è uno che alza la mano e dice: scusate, così non va. Gli altri lo guardano male. E all’inizio lo ignorano. Solo che lui insiste. E allora finisce per aggregare un gruppo di persone. Che piano si allarga. Fino a diventare un piccolo plotone di trenta parlamentari che la pensano come lui. Così, quell’uno, che si chiama Tommaso Currò ed è un fisico che viene dalla Sicilia, smette di discutere all’interno delle stanze segrete ed esce (coraggiosamente?) allo scoperto. E mentre parla il cuore gli salta nel petto. Non sa se per emozione o per rabbia.  

 

Onorevole Currò, sabato andate in processione da Grillo a Firenze?  

«Io sicuramente no. Mi rifiuto. Non ha senso». 

 

Che fa, si ribella?  

«Non mi ribello. Ragiono. È surreale che centosessantratré persone si muovano per andare incontro a una sola. Venga lui da noi. Qui. In Parlamento. Saremo felici di confrontarci».  

 

Il capo politico del MoVimento però è lui.  

«Ma in Parlamento ci siamo noi. E questo luogo va rispettato».  

 

Il vostro leader non lo rispetta?  

«Non è questo il punto. Noi parlamentari non siamo automi. E nemmeno bambini. Nessuno ci può svuotare della nostra personalità politica. Diversamente diventiamo schiavi di un manovratore». 

 

N on lo siete?  

«No. Ma se andiamo avanti così questo dubbio si cristallizzerà. Con Grillo e soprattutto con Casaleggio. Io non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi». 

 

Chi è lei?  

«Un cittadino che vuole dialogare. Se entri nel Palazzo grazie a otto milioni di voti, devi prenderti le tue responsabilità».  

 

Un errore non accordarsi con il Pd?  

«La parola accordo non mi piace. Ma io sono convinto che un confronto fosse - e sia - necessario». 

 

Cito Grillo: chi vuole l’accordo col Pd ha sbagliato a votarci.  

«I giorni passano. E il Paese soffre. Non possiamo permetterci di perdere tempo. Di aspettare tre mesi per poi tornare a votare. Le piccole e medie imprese non ce la fanno più. Non amo i toni drammatici, ma qui è una questione di vita o di morte. Ogni giorno ci sono imprenditori che si tolgono la vita e migliaia di persone perdono il posto. Non si può stare ad aspettare lo sfascio». 

 

Che si deve fare?  

«Discutere. Intervenire. Sarebbe tutto più facile se il Pd avesse la forza di rinunciare a Bersani». 

 

Il modello Sicilia?  

«Il modello Sicilia. Con in più la fiducia. Riflettiamoci». 

 

Niente esecutivo a Cinque Stelle?  

«Non credo che siamo pronti per governare da soli, bisogna avere la forza di riconoscerlo. Ci serve una nave scuola. Il MoVimento ha una forza straordinaria. Una grande energia. E ha spostato l’asse del dibattito politico. Quello che è successo è meraviglioso. Abbiamo un’occasione storica». 

 

Perchè il Pd sì e il Pdl no?  

«Perché col Pd la sensibilità è comune su molti temi. Penso agli immigrati, all’ambiente, ai diritti civili. Purtroppo in questo Paese la destra non ha un respiro europeo. E non dico altro». 

 

Non ha paura che la rete la crocifigga?  

«La rete è una risorsa insostituibile. Con la rete ci si deve confrontare. È sempre stata la nostra forza. Ma non può trasformarsi in un freno. Nel web trovi ogni cosa. Gente straordinaria e banditi. E serve intelligenza per mediare». 

 

Mediare? Grillo inorridirebbe.  

«Ma è per questo che siamo in Parlamento. Per servire i cittadini. Ce lo impone la Costituzione. Noi rappresentiamo il 25% del Paese. C’è un 75% che ha altre posizioni. La diversità è ricchezza». 

 

Sul vostro blog «gli altri» spesso sono descritti come nemici.  

«Questo è un punto chiave. I nostri elettori non sono diversi dai venti milioni di uomini e donne che hanno votato Pd o Pdl. E se non usi il buonsenso poi finisci per non stringere la mano alla Bindi. Una reazione distruttiva. Drammatica». 

 

Onorevole Currò, come prenderà questa sua intervista il gruppo di «comunicatori» che dovrebbero regolare i vostri interventi?  

«Non lo so e non mi interessa. A me può anche stare bene che venga nominato un gruppo che si occupa di comunicazione, purché la comunicazione non si sostituisca alla politica. Anzi, comprimiamo il potere dei comunicatori ed espandiamo quello dei parlamentari. Altrimenti la nostra diventa solo propaganda. E a me la propaganda puzza di fascismo». 

 

 

Il dibattito scatenato dall’articolo di Malaguti sulla pagina Facebook del grillino Currò  

 

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PROPOSTE OSCENE di B. e D.

4 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

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RUBY INDIGNATA NERA

4 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

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IN PARLAMENTO LA CRISI NON ESISTE. GLI INCREDIBILI PRIVILEGI DEI DIPENDENTI DI CAMERA E SENATO

4 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

                         ...ed io pago !

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Un documento riservato di Palazzo Madama datato fine 2012, riporta gli stipendi lordi dei dipendenti, con gli scatti per ogni anno di servizio e la simulazione della loro curva retributiva. Le scandalose progressioni di stipendio di commessi, uscieri, segretarie e funzionari, grazie ai 13 (!) sindacati interni - 28 richieste di pensionamento anticipato a 52 anni - Malaschini, Segretario generale del Senato, una liquidazione di 1,2 mln € e una pensione da 520mila l’anno; inoltre , grazie a Monti  per i suoi  rapporti col Parlamento, prende dopo la pensione, 1.500 euro al giorno.

I dipendenti sono circa 800 al Senato, 1.540 alla Camera, distinti in commessi, uscieri, stenografi, addetti alle pizzette in buvette, segretarie, assistenti e dirigenti.

Le tabelle ( scovata da Marzia Maglio di Ballarò ) sono il frutto di un tentativo, fatto dagli appositi comitati per il personale di Senato e Camera, di ridurre un po' gli stipendi finali dei dipendenti del Parlamento, portandoli da 27mila a 21mila euro per il livello fine carriera.

Naturalmente nulla da fare dopo il niet dei sindacati compresa la Cgil , la più decisa a difendere i privilegi dei lavoratori da 30mila euro al mese.

Vediamo qualche dettaglio :

commessi e barbieri : stipendio iniziale lordo  2.482 euro al Senato e 2.338 euro alla Camera. Dopo soltanto 12 mesi, per contratto, scattano rispettivamente a 2.659 euro e 3.199.

Con 40 anni di anzianità l'ultimo stipendio dell'usciere è di 10.477 euro lordi mensili (aumentato del 400% rispetto inizio carriera), che moltiplicati per 15 mesi fanno 157.500 euro all'anno, come un dirigente di una grossa azienda.

Assistenti  amministrativi  (le segretarie che fanno le fotocopie e mandano le convocazioni delle commissioni),  partono appena assunti da 3.048 euro al mese e finiscono la carriera con 12.627 euro mensili al Senato e 11.949 alla Camera.

Funzionari,  partono da 3.700 come neoassunti e finiscono a 17mila euro, fino ai dirigenti, che progrediscono da 5.593 a 27.885 euro mensili.

Quando la Corte costituzionale ha bocciato il taglio del 5% sugli stipendi pubblici oltre i 90mila euro, i dipendenti del Senato hanno fatto ricorso. E Palazzo Madama ha dovuto sborsare 2,2 milioni sull'unghia per risarcirli. Mentre le casse pubbliche andavano, e vanno, a picco. Capito cari esodati dove vanno a finire i vostri soldi?

 

 

 

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IL ROTTAMATORE RENZI ROMPE CON IL PD

4 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

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Valerio Onida: "Saggi inutili, servono a coprire stallo" Scherzo telefonico alla Zanzara - AUDIO ORIGINALE

4 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA


Valerio Onida, ex presidente della Consulta

Una finta Margherita Hack beffa Valerio Onida, ex presidente della Consulta, uno dei "saggi" nominati da Giorgio Napolitano. Tutto orchestrato da La Zanzara, su Radio 24. Dice Onida alla finta Hack: "I saggi? Inutili, servono a coprire questo periodo di stallo. Andremo a votare presto. Berlusconi vuole solo protezione, è anziano e speriamo decida di godersi la vecchiaia lasciando in pace gli italiani". Poi, per il Quirinale: "Fosse per me metterei Giuliano Amato". "Questa cosa dei saggi, a me sembra sinceramente una cosa inutile", esordisce l'imitatore dell'astrofisica toscana. "Ma guardi, sì, è probabilmente inutile...Serve a coprire questo periodo di stallo, dovuto al fatto che dal Parlamento non è venuta fuori una soluzione mentre l'elezione del nuovo Presidente è tra quindici giorni...allora il nuovo presidente potrà fare nuovi tentativi o al limite sciogliere le Camere, cosa che Napolitano non può fare." e conclude sono d'accordo che non servirà nella sostanza...".

"C'è possibilità di cambiare legge elettorale?" chiede poi sempre la finta Hack. La risposta "...Cercheremo di fare una proposta, quello sarebbe un bel risultato. Penso che andremo a votare ancora, presto o prestissimo. E' un parlamento bloccato, Grillo non ne vuol sapere, il Pdl vuole solo garantirsi di essere in campo, Berlusconi naturalmente spera sempre di avere qualche vantaggio o protezine, il Pd ha fatto questo tentativo di buttarsi con Grillo e non ce l'ha fatta. E c'è il blocco". E per il Quirinale che succede? "Si fanno tanti nomi, ma non c'è accordo - risponde il costituzionalista - personalmente dico che Amato sarebbe un ottimo presidente della Repubblica, fosse per me lo farei subito...". Quindi ancora una critica a Berlusconi: "E' anziano, speriamo si decida a godersi la sua vecchiaia, è un mio coetaneo. Potrebbe andare a godersi la sua vecchiaia e lasciare in pace gli italiani".

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