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Blog  di Caranas
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RENZI PREMIER ADESSO ? NON SI PUO'

4 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Da Wittgenstein alcuni interessanti commenti su Renzi premier ( cosa antidemocratica in questa fase perché Renzi ha perso le primarie)

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Reta scrive

Ho votato Bersani alle primarie e vorrei essere rispettata. Adesso che Grillo pretenda di scegliere perfino il candidato leader del pd è inaccettabile. A quelli di Sel vorrei dire che…senza Bersani Nicki avrebbe fatto la fine di Ingroia. Comunque basta civettare con Grillo. Metta on line i suoi redditi e quelli del partito. Il fatto quotidiano dica chi sono i suoi proprietari. E Crozza qualche volta faccia pure l’imitazione di Grillo, Casaleggio, Pizzarotti e di qualche grillino. Non avrebbe che l’imbarazzo della scelta

Lowresolution scrive

È interessante osservare come i maggiori mezzi di informazione italiani in questi giorni stiano rilanciando ogni possibile diceria sollevando un polverone mediatico in cui si capisce più nulla e chi stia dicendo che cosa. Anche la smentita di Renzi, che a me è sembrata chiara, viene riportata e distorta fino a suggerire qualcos’altro.

Comunque a mente un po’ più fredda mi sto convincendo che il PD deve stare calmo, fermare le dichiarazioni, mettere da parte i vecchi e smettere di rincorrere o inseguire Grillo, facendo il suo gioco, peraltro.

In un certo senso questa situazione potrebbe essere una grande occasione per il PD: le regole sono saltate, la vecchia politica non c’é più, e sarebbe un colossale errore apparire come difensori della vecchia politica e delle vecchie manfrine. Il PD, almeno sulla carta, ha sempre avuto una vocazione riformista e rinnovatrice. Bene: se la giochi. Ora o mai più. Basta tatticismi, fumose dichiarazioni e incertezze. Sfidi Grillo sui contenuti e sulle riforme e non si faccia coinvolgere nei pettegolezzi mediatici.

Il PD mostri al Paese che ha capito la richiesta di vero rinnovamento uscito dalle urne, e lo cavalchi con decisione e energia. Acune di quelle proposte sono anche nostre: portiamole in Parlamento subito. Non è più il momento della difesa, bisogna andare all’attacco. Dobbiamo dire al Paese: “Volete il cambiamento? Bene, siamo pronti, facciamolo subito. E vediamo davvero chi ci sta. Costringiamo gli altri a decidere se cambiare qualcosa subito o continuare con il teatrino della vecchia politica e delle convenienze personali.

Capisco che ci vuole coraggio, che per questo PD una simile mossa è difficile e pericolosa. Ma non ci sono molte alternative. Bisogna farlo anche per lanciare Un nuovo PD al prossimo giro di elezioni, che non sarà lontano. Giocare in difesa, anche dietro la narrativa della responsabilità e della difesa del sistema, significherebbe perderle di brutto le prossime elezioni e consegnare il Paese a Grillo, o peggio al ritorno di Berlusconi e della sua banda.

Restiamo calmi, secondo me questa è la nostra grande opportunità: abbiamo detto tante volte che volevamo il cambiamento e ora possiamo farlo. Giochiamocela e dimostriamo che questo paese possiamo cambiarlo.

 

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Bersani a “ Che tempo che fa” parla del “suo” governo

4 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA


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Pier Luigi Bersani è favorevole a ridiscutere la legge sul finanziamento pubblico ai partiti, ma si è detto convinto che ‘la politica una qualche forma di sostegno pubblico debba averlo’. Anche fosse per un solo euro – ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani a Che Tempo Che Fa – non sono disposto a rinunciare al principio che da Clistene in poi e’ un principio collegato alla democrazia: la politica deve avere una qualche forma di sostegno pubblico, altrimenti la fanno solo gli ottimati e i miliardari’. ‘Un partito azzoppato nella sua democrazia – ha aggiunto – una volta al governo azzoppa tutta la democrazia come si e’ visto in questi ultimi dieci anni’.

E NAPOLITANO? – ‘Dopo un presidente cosi’ non e’ semplicissimo trovare una soluzione ma penso che troveremo una convergenza, perche’ in ultima analisi i numeri si possono trovare’, dice su Napolitano e sul prossimo presidente. Il segretario del Pd ha spiegato quali saranno i punti su cui puntera’ il suo governo per ottenere la fiducia in Parlamento. “Legge anticorruzione, riforma elettorale, conflitto d’interesse, sobrieta’ della politica, interventi propositivi nell’economia ed emergenza sociali, ma anche diritti come quelli per le coppie omosessuali. Il nuovo governo si presentera’ inizialmente in Parlamento con questi 7 o 8 punti su cui chiedera’ la fiducia. Sono punti dal lato del cambiamento e quindi ci rivolgeremo ad un Parlamento largamente rinnovato, il piu’ giovane d’Europa, che avra’ la responsabilita’ di dare o meno il suo sostegno. Di certo non mi aspetto il sostegno di chi negli ultimi 10 anni ha bloccato il cambiamento”.

BERSANI E GRILLO – Nel M5S, ‘ci sono cose di sinistra e cose che non lo sono affatto. Grillo non vuole che un figlio di immigrati nato qui sia italiano e mi sembra molto tiepido sull’evasione fiscale. Questo non e’ di sinistra’. Lo dice Bersani a Che Tempo Che Fa. Con lui ‘ci sono punti di dissenso radicale. Chi vuol stare fuori da euro non sa cosa dice’. Secondo Bersani, ‘questa ondata di protesta, di cambiamento, e questa volonta’ di riforma non corrono solo nel movimento di Grillo, ma e’ un fatto piu’ generale’. Nel movimento 5 Stelle, comunque ‘c’e’ un pezzo d’Italia, ci sono proteste generiche, insofferenze, ma c’e’ anche la volonta’ di dare un segnale’. Su Renzi: “Non sottovaluto affatto il contributo di Renzi. Avra’ un ruolo importante e lo decidera’ lui insieme al partito”. Matteo Renzi, ha insistito Bersani, “avra’ certamente un ruolo nel futuro”. (ANSA)

 

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LO STIPENDIO DEI NEOPARLAMENTARI GRILLINI

3 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

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LO STIPENDIO: 5 MILA EURO CIRCA NETTI. Innanzitutto va considerata l’indennità di cui i grillini hanno preannunciato il dimezzamento. Si tratta di 12 mensilità da 10.435 euro lordi l’una, che si riducono a circa 5 mila euro per effetto di trattenute Irpef più addizionali regionali e comunali (che dipendono dal luogo di residenza dell’eletto), ritenute previdenziali e assistenziali. Inoltre la cifra scende a 4.750 euro per gli eletti che svolgono intanto un’altra attività lavorativa.

DIARIA: CIRCA 3.500 EURO. Poi c’è la diaria (una sorta di indennità di trasferta) che dopo i tagli del 2010 vale al massimo 3.503,11 euro e che viene decurtata di 206,58 euro per ogni assenza alle sedute d'assemblea in cui è prevista una votazione. Il taglio può arrivare fino a 500 euro mensili in rapporto alla percentuale di assenze dalle sedute delle Giunte, delle Commissioni permanenti e speciali, del Comitato per la legislazione, delle Commissioni bicamerali e d'inchiesta, nonché delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30% delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.

RIMBORSO PER L'ESERCIZIO DEL MANDATO: 3.700 EURO. Esiste poi un rimborso di 3.690 euro in relazione alle spese per «l’esercizio del mandato», voce che dal 2012 sostituisce il famigerato contributo per il rapporto eletto-elettore. Dal 2010 è stato ridotto di 500 euro ed è forfettario per il 50%, mentre l’altra metà va giustificata con documentazioni contrattuali o contabili relative alle prestazioni di collaboratori, consulenze, convegni, ricerche, gestione dell’ufficio, utilizzo di database pubblici.

SPESE TELEFONICHE: 3 MILA EURO L'ANNO. I deputati hanno poi a disposizione 3.098,74 euro all’anno (258 euro al mese) per le spese telefoniche. E qui Grillo precisa inopinatamente che i soldi possono essere intascati in maniera «forfettaria».

RIMBORSO PER TRASPORTI: CIRCA 4 MILA EURO OGNI TRE MESI. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è inoltre previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per chi deve percorrere fino a 100 chilometri per raggiungere l'aeroporto, e pari a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 chilometri. In pratica più di mille euro al mese in ogni caso. Gli eletti godono inoltre di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.

ASSISTENZA SANITARIA: VERSAMENTO DI 526 EURO AL MESE. Sul fronte dell’assistenza sanitaria, il parlamentare versa ogni mese, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema integrativo che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

IL M5S RINUNCIA ALL'ASSEGNO DI FINE MANDATO. Mentre è noto che gli attivisti M5s rinunceranno all’assegno di fine mandato che è pari all'80% dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

C’è da dire tuttavia che questo benefit fa capo a un fondo alimentato da una quota mensile dell’indennità lorda dell’eletto, pari a 784,14 euro. Visto che i grillini rinunceranno a incassare, eviteranno allora anche di versare? In quel caso si tratterebbe di una partita di giro a beneficio zero per le casse dello Stato (l’unico beneficio resta legato alla rinuncia di mezza indennità di cui detto all’inizio).

IL NODO DELLE PENSIONI. Sul fronte pensionistico sappiamo infine che tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012 l’Ufficio di presidenza della Camera ha deciso l’addio al vitalizio e ha introdotto il regime contributivo assimilabile a quello dei pubblici dipendenti. Il nuovo sistema di calcolo contributivo si applica integralmente agli eletti dopo il primo gennaio 2012.

I deputati cessati dal mandato, indipendentemente dall'inizio dello stesso, conseguono il diritto alla pensione al compimento dei 65 anni di età e a seguito della presenza in parlamento per almeno cinque anni effettivi. Per ogni anno di mandato ulteriore, l'età richiesta per il conseguimento del diritto si abbassa di un anno fino al limite minimo anagrafico di 60 anni.

Facendo un po’ di conti, l’unica vera rinuncia per i neo-parlamentari esplicitata nel Codice di comportamento del 5 stelle riguarda il 50% dell’indennità.

STIPENDIO NETTO DEI GRILLINI VIRTUOSI: 11 MILA EURO. Dunque lo stipendio netto degli attivisti eletti sarebbe di circa 11 mila euro netti contro i 13-14 mila attuali dei parlamentari in genere. È un primo passo, non c’è che dire, ma rappresenta comunque una cifra otto volte superiore a ciò che stabilisce da tempo il programma del M5s, secondo cui l’emolumento degli eletti dovrebbe essere «allineato alla media degli stipendi nazionali», che secondo l’Istat è di circa 1.400-1.500 euro.

 

 

Fonte : lettera 43.it

 

 

 

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HANNO VINTO DUE COMICI, IL TERZO PERO' LO VOTEREI COME PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

2 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

BENIGNI FOR PRESIDENT

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BEPPE, MA PER CHI CI HAI PRESI ? PERCHE’ NON LO FAI TU UN GOVERNO CON BERLUSCONI E TI TIRI FUORI DALLE PALLE VISTO CHE NON SEI PER NIENTE COSTRUTTIVO ?

2 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Grillo: "Sì a governo Pd-Pdl"

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Grillo: "Se Bersani e Berlusconi proponessero l'immediata modifica della legge elettorale, la cancellazione dei rimborsi elettorali e la durata massima di due legislature per ogni parlamentare, sosterremmo ovviamente subito un governo del genere". Ma il guru Casaleggio: "Nessuna fiducia"

 

Quando finirà questo gioco del comico al massacro ?

 

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INCIUCI IN VISTA

2 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

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MIA MARTINI DISTRUTTA DALL'IGNORANZA DELLA GENTE

2 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

DA DAGOSPIA

IO SONO MIA – ALDO NOVE RACCONTA COME ‘’MIA MARTINI È STATA DISTRUTTA DALL'IGNORANZA E DALLA CATTIVERIA DELLA GENTE. QUANDO MI DISSERO CHE PORTAVA JELLA MI COLPÌ VEDERE QUANTO HA SOFFERTO. UNA COSA INACCETTABILE IN UN MONDO CIVILE’’ – E’ STATA “LA PIÙ GRANDE CANTANTE BLUES ITALIANA, INTENDENDO LA SUA CAPACITÀ DI TIRAR FUORI L'ANIMA”…

 

Antonio Lodetti per IlGiornale.it

MIA MARTINIMIA MARTINI

Si dice che sia un poeta-scrittore maledetto e nichilista, lui ribatte: «Mi annoia la superficialità, si vede che sono pesante, se guardo una commedia brillante mi addormento».

Così Aldo Nove è andato a pescare una figura drammatica come Mia Martini e ne ha ricostruito la tragedia in Mi chiamo... (Skira, pagg. 125, 14 euro).
Lei sceglie sempre personaggi tormentati in cui riflettersi.
«Mia Martini è stata distrutta dall'ignoranza e dalla cattiveria della gente. Quando mi dissero che portava jella mi colpì vedere quanto ha sofferto. Una cosa inaccettabile in un mondo civile. Comunque la mia è una biografia romanzata, non confessional».

MIA MARTINIMIA MARTINI

Lei come la definisce?
«La più grande cantante blues italiana, intendendo la sua capacità di tirar fuori l'anima. Ho raccontato la complessità del suo mondo che guardava all'America rock di Jim Morrison ma al tempo stesso alle radici mediterranee di Murolo e Gragnaniello. Quando è morta stava preparando un disco di cover di Tom Waits e Janis Joplin».

Dal libro sarà tratto uno spettacolo teatrale...
«Il libro si ispira a La voce umana di Cocteau che fu portato al cinema da Rossellini. Andrà in scena a Milano a giugno, in forma di monologo, con protagonista Erika Urban».

Ci sono dei paralleli tra la sua vita e quella di Mia Martini?
«Gli anni '60 e gli '80 sono molto diversi. Prima c'erano l'impegno e l'ingenuità; negli '80 tanta superficialità. Al liceo nel Varesotto c'erano solo paninari, fascisti e ciellini, io mi rifugiavo in Lou Reed, nell'anarchia distruttiva dei Cure e dei Joy Division e nelle letture».

Che tipo di letture?
«Mi sono formato con la filosofia classica tedesca, tanto Hegel e la sinistra hegeliana, da Feuerbach a Marx. E Schopenhauer, insomma tutto il contesto filosofico ottocentesco tedesco».

MIA MARTINI - ARMANIMIA MARTINI - ARMANIAldo NoveALDO NOVE

Lei ha detto di essersi formato anche con la pornografia.
«Oggi un ragazzo va su un sito e trova 5 milioni di film porno. Ai miei tempi si andava in una discarica a cercare i resti di qualche rivista pornografica. Era un modo di gestire il desiderio senza realizzarlo perché, come dice Tiziano Scarpa: purtroppo a volte i desideri si avverano».

Lei è stato protagonista della stagione dei «cannibali» come li ricorda?
«Fu un fenomeno mediatico nato da una strana alchimia reale. Siamo stati un gruppo di autori (Niccolò Ammaniti, Isabella Santacroce) che, attraverso il linguaggio, ha creato un presente inedito. Abbiamo rinnovato la letteratura ciascuno seguendo il suo percorso personale. Ad esempio io amo la poesia e Ammaniti no così come lui ama la narrativa contemporanea americana di cui io non so nulla».

ALDO NOVE MI CHIAMO IL LIBRO DEDICATO A MIA MARTINIALDO NOVE MI CHIAMO IL LIBRO DEDICATO A MIA MARTINI

Com'è il mondo degli scrittori e degli intellettuali oggi?
«Non esiste più. Ci sono diverse personalità isolate come Aldo Busi, Umberto Eco, Walter Siti, Nanni Balestrini che mi ha scoperto, ma non c'è più quella scena che poteva esserci fino a dieci anni fa».

Una ricetta per ricrearlo?
«Non lo so, io frequento personaggi dell'arte e della musica. Tra i miei migliori amici ci sono ultraottantenni come Arnaldo Pomodoro, da cui imparo il '900 che non conosco, e Arturo Schwarz che mi tiene in contatto con l'avanguardia».

Come si definisce?
«Uno che cerca di capire».

E la poesia?
«La poesia rappresenta la supremazia della parola. L'anno prossimo uscirà per Einaudi la mia raccolta Addio mio Novecento»

 

FONTE DAGOSPIA

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ORA LA PAURA DEL CAVALIERE DIVENTA PANICO

2 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

E i nodi arrivarono al pettine tutti insieme

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di Caranas


A mali estremi,  estremi rimedi . Ed ecco il Cavaliere lanciarsi in una nuova crociata anti-giustizialista con la discesa in piazza dei suoi prodi prevista per il 23 marzo p.v. non a caso , visto che per quel giorno  è attesa la sentenza d’appello del processo Mediaset.

La paura diventa panico per Berlusconi , e questo perché ora in Parlamento c’è una maggioranza diversa, molto diversa, c'è gran parte di quella piazza che l'ha sempre combattuto, compresi i NoTav e lui questo lo sa.

I toni diventano quindi sempre più accesi perché per B. c’è un rischio reale di finire in prigione nonostante abbia  conseguito un grande risultato alle elezioni . Secondo la sua logica, il nuovo sarà il Parlamento più “giustizialista” di sempre. E questo non può che aumentare il rischio.

Basta fare quattro conti : nell’aula di Palazzo Madama, centrosinistra più Movimento 5 stelle fa 177 voti, 19 in più della famigerata asticella della maggioranza assoluta. Questo significa che, qualora nell’emiciclo del Senato arrivi qualsiasi cosa che sta bene ad entrambi gli schieramenti, i numeri per approvarla a forza ci sono. E vedremo all’opera grillini e pddini “forcaioli” contro il caimano. Le due forze contro Silvio si incontreranno  e sarà come innestare il pilota automatico.

Oltre alle nuove accuse di Napoli, nel corso del mese di marzo Berlusconi potrebbe subire ben tre sentenze di condanna da parte della giustizia milanese dove è imputato oltre che nel già citato processo d'appello sui diritti tv (il PG ha chiesto la conferma della condanna a 4 anni subita in primo grado), anche in  quello sulla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche di Piero Fassino nell'ambito dell'indagine su Bnl-Unipol (i PM hanno chiesto la condanna ad un anno di reclusione) e poi c’è anche il processo per il caso Ruby.

A questo punto, si spera solo che il baffino grigio del PD se ne stia zitto una volta per tutte senza mettere bastoni tra le ruote a Bersani e che il PD non cerchi inciuci ed in caso di votazione, non dimentichi tutto il male fatto da Berlusconi alla nostra Italia.

PS : il 23 tutti in Val di Susa

 

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