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Blog  di Caranas

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E l'Italia resta fuori dal tavolo dei Grandi

29 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

da il Riformista

 Frattini.jpg

di Paolo Iorio

Videoconferenza a quattro. Cameron, Sarkozy, Merkel e Obama. Per Frattini «Non è uno schiaffo, lì non si decide nulla». Oggi il gruppo di contatto a Londra

Bruxelles. I grandi del mondo si confrontano in video-conferenza sulla missione in Libia e l’Italia non viene nemmeno convocata.

Il ministro degli esteri Franco Frattini prova a far buon viso a cattivo gioco: «Non si sta decidendo niente e l’Italia non soffre affatto da sindrome di esclusione». Più che lecito nutrire qualche dubbio, perché

alla videoconferenza partecipano oltre al “nemico” Nicolas Sarkozy e al co-belligerante David Cameron anche Barack Obama e perfino l’astensionista Angela Merkel. Noi no. E mentre il tandem franco-britannico dovrebbe presentarsi compatto oggi alla prima riunione del “Gruppo di Contatto” a Londra, l’asse Roma-Berlino dura il tempo di un titolo. Quello lanciato da Repubblica domenica su un’intervista a Franco Frattini e poi sgonfiato con il passare delle ore. «Non c’è una posizione comunque, ci sono contatti e scambi di informazioni», ricalibrano dalla Farnesina. Una precisazione determinata da un fatto molto semplice: da Berlino erano caduti tutti dalle nuvole. La Germania, dice un portavoce del ministero degli Esteri tedesco, «è in costante contatto con tutti i suoi partner internazionali, anche con l’Italia, ma non solo». Niente piano comune, quindi. «Ci sono stati degli scambi di opinioni in vista della riunione di Londra (di oggi del gruppo di contatto sulla Libia, ndr) - continuano dal ministero degli Esteri italiano - c’è vicinanza tra noi e la Germania, ma non c’è una posizione comune». Anche perché, se su una via diplomatica Roma e Berlino potrebbero pure trovarsi d’accordo, restano ancora assai lontane su altre questioni relazionate al caos libico, come quella della ripartizione nella Ue dei migranti che stanno arrivando a migliaia a Lampedusa. Se l’Italia potrebbe quindi avere tutto l’interesse ad agganciare la Germania per recuperare il terreno diplomatico perso di fronte all’irruenza di Sarkozy e preparare un terreno propizio a una condivisione dell’onere migratorio, il discorso inverso non sembra funzionare.

E così Parigi e Londra continuano di comune accordo a premere sull’acceleratore, Berlino continua a frenare e Roma, penalizzata a livello diplomatico da un governo che non ha le idee proprio chiarissime - soprattutto in Berlusconi e Maroni - sull’utilità dell’intervento militare a cui partecipa, cerca di giocare di sponda, senza però avvisare la sponda di turno. «Ci sono stati scambi di lettere con i direttori politici di altri paesi - dicono sempre dalla Farnesina - in questo quadro l’Italia cerca una soluzione che passi per il cessate il fuoco. Prematuro invece dire che cosa sarà di Gheddafi in futuro». Frattini insiste sull’idea dell’esilio: «Vi sono paesi africani - ha detto ieri - che potrebbero offrirgli ospitalità», anche se al momento «non ci sono proposte formali. Gheddafi deve comprendere che da parte sua sarebbe un gesto di coraggio dire “me ne devo andare”».

Sarkozy e Cameron hanno anticipato la riunione di Londra con una decisa dichiarazione congiunta. «Gheddafi se ne deve andare immediatamente», il diktat rivolto dai due leader europei al Colonnello e girato anche ai suoi accoliti: «Arrendetevi, prima che sia troppo tardi». «Ci appelliamo a tutti i libici che ritengono che Gheddafi stia portando il paese alla catastrofe a mobilitarsi subito per dar vita a un processo di transizione», si legge ancora. Sarkozy e Cameron sponsorizzano il Consiglio nazionale di Bengasi (riconosciuto da Parigi e ieri anche dal Qatar), di cui lodano il «ruolo pionieristico» nella rivolta, ma poi allargano l’invito a scendere in politica anche «ai rappresentanti della società civile e a tutti quanti vogliono partecipare a un processo di transizione verso la democrazia». «Li esortiamo - insistono Sarkozy e Cameron - a instaurare un dialogo politico nazionale che porti a un processo di transizione rappresentativo, a una riforma costituzionale e all’organizzazione di elezioni libere e regolari». Intanto continuano a bombardare il suolo libico, in attesa che da giovedì il comando delle operazioni belliche passi definitivamente alla Nato.

Oggi a Londra verranno messe sul tavolo delle opzioni diplomatiche da far convergere in un piano da attuare, presumibilmente, solo dopo che l’aviazione franco-britannica avrà completato la sua opera. Parigi, spalleggiata da Londra, ha le idee chiare e le porta avanti. Frattini meno, e probabilmente cercherà di recuperare il terreno perduto sul campo, tessendo contatti con altri paesi meno decisionisti e puntando anche sull’incontro di domani a Washington con Hillary Clinton.

 

 

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SILVIO BERLUSCONI E I DIRITTI DELLE PROSTITUTE

28 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Giochiamo a pallone con Berlusconi, ma non è lui che ha portato il pallone.

28 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Mi è venuto un dubbio : gli stiamo facendo propaganda ?

Temo proprio che il problema non sia Berlusconi.

Non siamo più bambini che giocano a calcio nel campo di cemento vicino alla chiesa, e Berlusconi non è quello che ha portato il pallone. Non ha diritto a decidere le squadre, e tantomeno a prendere il pallone e di punto in bianco dire “il pallone è mio e ci gioco io”.

Siamo noi a guardarlo come se il pallone fosse suo, e non solo il pallone, il campetto da calcio, le nostre divise, la strada vicina e oltre.

Questo perché la nostra vita segue senza chiedersi un perché i binari costruiti dal modello berlusconiano.

Il modello berlusconiano è ovunque. Tutto intorno a te. Lo avrete già sentito dire una miriade di volte: Berlusconi è un venditore, sarebbe capace anche di vendere due scarpe spaiate, entrambe destre, diceva Dario Fo.

Anche la merda sarebbe capace di vendere, continuava. E’ proprio questo il punto: la riduzione del rapporto sociale e politico in rapporto di compravendita.

 

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SENZA LA LEGA BERLUSCONI NON VA DA NESSUNA PARTE

27 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Bossi: “Berlusconi non fa niente senza la Lega”

“Senza il contributo fondamentale del Partito Democratico, il federalismo fiscale non sarebbe uscito dalla bicamerale. Vi ringraziamo”. E’ il leader della Lega Umberto Bossi a elogiare pubblicamente il primo partito dell’opposizione. L’occasione è un convengo su Carlo Cattaneo e il federalismo organizzato a Besozzo (Varese) al quale è intervenuto anche il parlamentare del Pd Daniele Marantelli, varesino e buon amico di Bobo Maroni. Considerato un uomo di collegamento con il Carroccio, Marantelli incassa gli apprezzamenti del Senatùr: “Fa piacere vedere che c’è coscienza anche a sinistra – ha detto Bossi – quando si tratta del bene del Paese”. E’ andata peggio a Berlusconi, l’alleato principale della Lega. “Il prossimo passo è il decentramento – ha proseguito il leader leghista – e se proponiamo il Senato delle Regioni, Berlusconi non ha motivo di dirci di no. Del resto, cosa fa Berlusconi senza la Lega? Niente”. Incalzato dai cronisti, Bossi chiarisce ancora una volta: “Non siamo noi ad avere bisogno di lui”. Video di Franz Baraggino

FONTE : Il fatto quotidiano

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IO QUI IN LOMBARDIA, ACCANTO AI LEGHISTI, NON CI VOGLIO PIU' VIVERE

26 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Fuori i calabresi ? No, Castelli. Fuori lei e il suo sporco razzismo !

 la-padania.jpg

 

Sul quotidiano La Padania, organo di stampa della Lega Nord, appare a caratteri cubitali un titolo inquietante: “Expo, Castelli: fuori i calabresi”. Il Ministro dice di essere preoccupato per le infiltrazioni di stampo mafioso all’interno dei lavori dell’Expo 2015. Quindi, si appresta, “efficiente e solerte” a chiedere un decreto ad hoc per evitare che tali lavori possano vedere la partecipazione di aziende collegate con la ‘ndrangheta. E fin qui sembrerebbe tutto normale (anche se a dirla tutta non si capisce perché solo la ‘drangheta. La camorra è forse consentita? Non sarebbe stato meglio usare un termine generico come mafia o criminalità organizzata?). E’ il seguito che appare ingiurioso e inquietante: “In poche parole, escludiamo le ditte calabresi”. 

Ma Bravo Castelli! Fa bene! Non sia mai detto che anche per l’Expo accada quanto successo per i lavori della Salerno-Reggio Calabria. Ricorda Ministro come si chiamavano i tre azionisti chiave di Impregilo che allegramente elargivano alla ‘drangheta il 3% del valore dell’appalto (e non erano bruscolini!) a titolo di “tassa di sicurezza”? Quelli che mascheravano questo “esborso” illecito di soldi pubblici con donazioni ambientali o a onlus per il contrasto alla fame e alla miseria nei Paesi del Terzo Mondo? Non lo ricorda? Le rinfreschiamo noi la memoria: Zeffirio Benetton, Lavio e Ligresti. Se questi “signori” abbiano o meno antenati calabresi non possiamo saperlo. Di certo sappiamo che sono di Bruzzano un quartiere della periferia nord di Milano. Ops!!

E vogliamo anche parlare delle centinaia ditte del Nord che per anni hanno foraggiato la camorra nell’affare rifiuti, per liberarsi della loro “monnezza” tossica e no, facendo diventare la Campania la pattumiera d’Italia?

Si risente il Ministro perché da “da Saviano a Gratteri a Vendola, ormai sembra diventata un’abitudine sparare sul Nord”. Non ci provi Ministro! Non si azzardi nemmeno ad alimentare odi fratricidi. Al Nord e al Sud ci sono tante persone perbene, che lavorano e vivono degnamente  nonostante lei e i suoi colleghi cerchino in tutti i modi di rendere loro la vita un’erta invalicabile. Se si parla di malaffare al Nord è perché dalla mega “Operazione Arca“, ai tanti dossier fino alle numerose inchieste, i fatti dicono che questo è un “fatto” reale. Così come esiste al Sud. La criminalità organizzata in tutta Italia è una piaga in cui i politici come lei si divertono a rigirare il coltello per tenerla sempre sanguinante e aperta. 

Lei non è preoccupato delle infiltrazioni camorristiche, senza le quali, molti dei suoi colleghi non occuperebbero la poltrona dove si sono fin troppo comodamente seduti. In piena sintonia con la Lega da lei “degnamente” rappresentata, porta avanti un becero, incivile e pure ignorante, tentativo di scatenare un conflitto razziale atto a spaccare il nostro Paese.

 

No. Non fuori i calabresi. Fuori lei, ministro Castelli e quelli come lei. Fuori non solo dal posto che “immeritatamente” occupate, ma anche dall’Italia perché solo così il nostro Paese avrebbe speranza di risalire il precipizio in cui l’avete, irresponsabilmente, gettata.

 

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Nella casa dei RESPONSABILI arriva la disinfestazione ?

26 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Responsabili, tutti contro tutti per 8300 € (oltre i normali 20.000 )

E' uno stipendio da sottosegretario

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di Mario Ajello

ROMA - Fra i Responsabili, l’unico che parrebbe un po’ responsabile è Silvano Moffa: «Basta con questa corsa alle poltrone. Stiamo dando un pessimo spettacolo di noi stessi». Fra i Responsabili, impegnati in una acerrima lotta di tutti contro tutti a caccia di una poltrona da sottosegretario o da vice-ministro (e in palio ce ne sono per ora cinque e poi almeno altre cinque), l’unico paciere e mediatore, sennò s’arriverebbe al reciproco sterminio, è Mario Pepe. Il berlusconiano in prestito al nuovo e assai rissoso gruppo, che già quasi minaccia la crisi di governo, se non viene ricompensato dal Cavaliere.

«Vogliamo almeno un terzo dei sottosegretari del governo Berlusconi!», minaccia Francesco Pionati a nome del suo micro-partitellino, l’Alleanza di Centro, una delle componenti (sono cinque: cinque!) della ”terza gamba” della maggioranza. Pionati spara a zero su Saverio Romano, che è appena diventato ministro: «Ha avuto troppo!». Ossia un dicastero, l’Agricoltura, più la segreteria di presidenza della Camere, con Pisacane.

Antonio Razzi, l’ex dipietrista che doveva avere il mutuo pagato e invece avrebbe incassato per ora la promessa di pubblicare la propria autobiografia con Mondadori e la possibilità d’indicare il candidato sindaco di Francavilla (Abruzzo), ce l’ha con quelli della sua ex componente «Noi Sud» (capeggiata da Enzo Scotti, sottosegretario), perchè pur di avere la presidenza dei Responsabili, con Sardelli, sembrano aver rinunciato, ma non è detto, ad altre poltrone importanti di cui una sarebbe potuta finire sotto il suo popò. Intanto, anche quelli di «Noi Sud» sono invidiosi di Romano, che è già ministro e loro non o non ancora, perchè anche il suo Partito (il Pid) pesca nel medesimo elettorato, meridionale ex democristiano, dei colleghi-rivali.

In Campania, dove «Noi Sud» è forte con Scotti e Milo, Romano ha piazzato Pisacane, che è una vera macchina da voti: se ne porta appresso a decine di migliaia in qualunque partito egli stia, prima l’Udeur, poi l’Udc, poi il Pdl e ora «Noi Sud». E in uno di questi passaggi è anche riuscito a far eleggere la moglie, Vessella Pisacane, con ventimila preferenze al consiglio regionale campano.[...]

Qualcuno non vuole niente: Pepe poteva essere ministro, in ricompensa dei servigi resi al Cavaliere durante la crisi di governo, ma a lui non interessa diventarlo. Grassano, ex leghista e ex diniano, propone: «Rinunciamo a tutte le poltrone! Non possiamo dare dei Responsabili l’immagine di una sporca dozzina». Ma si tratta di casi isolati.

A Montecitorio, si fanno questi scenari o fanta-scenari. Razzi vorrebbe il sottosegretariato agli Italiani nel mondo. Pionati aspirerebbe a diventare vice-ministro della Comunicazione (ma i ”romaniani”: «Non se lo merita, rappresenta solo se stesso!»). Mentre Scilipoti, che gira con auto blu e scorta, e produce cinque o sei comunicati al giorno, ormai viene chiamato l’Oracolo. «Che cosa dobbiamo fare sulla Libia? Guardate il mio comunicato e troverete la risposta ai vostri problemi!». Ormai è in questa dimensione ”oltrista”, rispetto a quella di una poltrona.

 

«Noi Sud» punta a due sottosegretariati, per Milo e Belcastro. Cesario e Calearo: uno all’Economia, l’altro al Commercio estero. Moffa aspirerebbe a prendere il posto di Sardelli come capogruppo. La Siliquini e la Polidori, ex finiane, avrebbero l’assicurazione del premier che le vede a loro volta come sottosegretarie a

qualche cosa. Ecco, sottosegretariati che lievitano, si moltiplicano, si sdoppiano, si triplicano, si spacchettano e vengono mantecati con tanto lievito. Resta però da chiedersi. Visto che un posto da sottosegretario costa ai cittadini 8.300 euro netti al mese, esiste fra i Responsabili qualcuno che merita tanto?

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De Magistris assolto. Avvertite Ferrara onde evitare che spari craxate

25 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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L’assoluzione di Luigi De Magistris a Salerno dall’accusa di abuso d’ufficio, peraltro prevedibile vista la fumosità del caso, è una notizia come tante e meriterebbe, in un paese normale, poche righe in cronaca. Invece in Italia è quasi un affare di Stato e come tale va trattata. Ai nemici interni di De Magistris nell’Idv non era parso vero di sfruttare il suo rinvio a giudizio per intimargli di farsi da parte e accusarlo di incoerenza perché non lo faceva. E questo giornale scrisse che De Magistris avrebbe fatto bene ad autosospendersi dal partito, com’è buona regola per i rinviati a giudizio: oggi che è stato assolto, la sua posizione sarebbe uscita ancor più forte. Ma non è questo il punto. Qualche giorno fa una delle indagini da lui avviate a Catanzaro, detta “Toghe lucane”, è stata archiviata dal gip su richiesta del nuovo pm che l’aveva ereditata dopo il suo trasferimento forzato a Napoli da parte del Csm. Anche quella era una normale notizia: capita che certe indagini vengano archiviate e altre vadano a giudizio: i processi si fanno apposta per sapere se uno è colpevole o innocente. L’anomalia, semmai, è che De Magistris si fosse visto scippare tutti i fascicoli prima di portarli a termine: “Poseidone” glielo sfilò il suo capo; “Why Not” glielo levò il Pg (ora indagato per corruzione giudiziaria); “Toghe lucane” glielo fregarono il Csm e Alfano, trasferendolo in anticipo a Napoli proprio mentre scriveva la richiesta di rinvio a giudizio. Ora, siccome De Magistris non ha potuto portare davanti al gip nessuna delle sue tre indagini, quel che è accaduto dopo non compete più a lui, ma ai successori. I quali, per Why Not e Poseidone, hanno ottenuto ora condanne, ora rinvii a giudizio, ora assoluzioni, ora archiviazioni. Per Toghe lucane, tutto in archivio. Un fatto fisiologico. Invece Corriere, Riformatorio, Giornale, Libero e Ferrara si scatenano contro De Magistris, che dovrebbe pentirsi non si sa di che, scusarsi non si sa con chi, “pagare” non si sa che. Una tesi da malati di mente: se l’imputato viene assolto, non vuol dire solo che l’imputato è innocente, ma pure che il pm è colpevole. Naturalmente non vale sempre, ma solo quando il pm è sgradito a lor signori. Ferrara è come il suo datore di lavoro: lavora ad personam.

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Cartelli letti alle porte delle chiese

25 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

Stasera in parrocchia cena a base di fagioli. Seguirà concerto

 

  1. Ricordate nella preghiera tutti quanti sono stanchi e sfiduciati della nostra parrocchia.
  2. Per tutti quanti tra voi hanno figli e non lo sanno, abbiamo un'area attrezzata per i bambini!
  3. Giovedì alle 5 del pomeriggio ci sarà un raduno del Gruppo Mamme. Tutte coloro che vogliono entrare a far parte delle Mamme sono pregate di rivolgersi al parroco nel suo ufficio.
  4. Il gruppo dei volontari ha deposto tutti gli indumenti. Ora li potrete vedere nel salone parrocchiale.
  5. Martedì sera, cena a base di fagioli nel salone parrocchiale. Seguirà concerto.
  6. Il gruppo di recupero della fiducia in se stessi si riunisce Giovedì sera alle 7. Per cortesia usate la porta sul retro.
  7. Venerdì sera alle 7 i bambini dell'oratorio presenteranno l'"Amleto" di Shakespeare nel salone della chiesa. La comunità è invitata a prendere parte a questa tragedia.
  8. Un nuovo impianto di altoparlanti è stato installato in chiesa. È stato donato da uno dei nostri fedeli, in memoria di sua moglie.
  9. Care signore, non dimenticate la vendita di beneficenza! È un buon modo per liberarvi di quelle cose inutili che vi ingombrano la casa. Portate i vostri mariti.
  10. Tema della catechesi di oggi: "Gesù cammina sulle acque". Catechesi di domani: "In cerca di Gesù".
  11. Barbara C. è ancora in ospedale, e ha bisogno di donatori di sangue per trasfusioni. Ha anche problemi di insonnia, e richiede le registrazioni delle catechesi del parroco.
  12. Il coro degli ultrasessantenni verrà sciolto per tutta l'estate, con ringraziamenti di tutta la parrocchia.
  13. Il torneo di basket delle parrocchie prosegue con la partita di mercoledì sera: venite a fare il tifo per noi mentre cercheremo di sconfiggere il Cristo Re!
  14. Il costo per la partecipazione al Convegno su "preghiera e digiuno" è comprensivo dei pasti.
  15. Il concerto parrocchiale è stato un grande successo. Un ringraziamento speciale alla figlia del diacono, che si è data da fare per tutta la sera al pianoforte, che come al solito è caduto sulle sue spalle.
  16. Per favore mettete le vostre offerte nella busta, assieme ai defunti che volete far ricordare.
  17. Ringraziamo quanti hanno pulito il giardino della chiesa e il parroco.
  18. Il parroco accenderà la sua candela da quella dell'altare. Il diacono accenderà la sua candela da quella del parroco, e voltandosi accenderà uno a uno i fedeli della prima fila.
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Giappone : quando onore vuol dire efficienza

25 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

OSAKA - Il settimo giorno si sono riposati. In soli sei giorni gli ingegneri della società di gestione Nexco sono riusciti a ripristinare un tratto dell'autostrada a nord di Tokyo devastata dal terremoto dell'11 marzo.

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In tempi da record inizia il miracolo della ricostruzione. Una foto, scattata poche ore dal sisma di 9 gradi Richter da una squadra di pronto intervento, mostra le voragini di alcuni metri sull'asfalto disarticolato e sconnesso. In altri Paesi probabilmente avrebbero usato strade alternative per un lungo periodo, ma non in Giappone, dove dopo il terremoto-tsunami, il premier giapponese ha subito dichiarato: «Ricostruiremo il nostro Paese dalle fondamenta». Nella foto scattata il 17 marzo alle ore 17, ovvero a sei giorni di distanza dalla prima immagine, l'asfalto sembra perfetto, come se non fosse successo nulla. Ma quello di Naka non è l'unico tratto (150 metri) riaperto al traffico in pochissimo. La Nexco, sul suo sito, spiega che su 20 differenti strade e autostrade, circa 813 chilometri su 870 danneggiati dal terremoto sono già stati riaperti alla circolazione, anche se con interventi d'emergenza e «salti» di corsia. La Nexco ha dovuto ripetere le riparazioni anche più volte, perché le scosse di assestamento hanno danneggiato l'asfalto nuovamente in molti punti, anche se certo non con gli stessi effetti del grande terremoto di due settimane fa. Intanto, la stima del governo, fa sapere il segretario di gabinetto Yukio Edano, parla di 25 mila miliardi di yen - circa 220 miliardi di euro - in danni alle infrastrutture, agli impianti industriali, agli edifici pubblici e privati. Edano ha fatto sapere che l'esecutivo sta valutando la possibilità di costituire un'«agenzia per la ricostruzione» simile a quella che dopo la Seconda guerra mondiale si era occupata di far ripartire un Paese raso al suolo, con due città, Hiroshima e Nagasaki, annichilite dalle bombe atomiche e molte altre, Tokyo compresa, semi distrutte dai bombardamenti americani. Ora centomila soldati dell'Esercito di autodifesa sono impegnati nelle regioni colpite dal disastro: insieme a migliaia di volontari hanno iniziato a sgomberare le macerie, ripulire i porti e le strade. Vanno aiutati 250 mila sfollati senza più casa né lavoro. Proprio in proposito, il governo di Tokyo si aspetta una contrazione della crescita economica nazionale fino allo 0,5% nel prossimo anno fiscale, che in Giappone inizia il primo aprile. Il Paese, però, ha dimostrato di aver iniziato subito a rimboccarsi le maniche.

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