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Mubarak, Gheddafi e Berlusconi : riflessioni per un divorzio all'italiana

25 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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C’é una singolare analogia, tra le dichiarazioni di Mubarak di qualche settimana fa, del figlio di Gheddafi di ieri, e di Berlusconi da sempre. In tutti e tre i casi, di fronte al montare della protesta popolare, si promettono riforme e cambiamenti costituzionali. E in tutti e tre i casi, ci si dimentica che si é stati al governo da decenni, e che dunque quelle riforme e quei cambiamenti si sarebbero potuti fare prima, se veramente li si fossero voluti.

Il parallelo tra i tre leader non é balzano. Sappiamo tutti che Mubarak é stato tirato in ballo da Berlusconi stesso, nel suo sgraziato tentativo di coprire le sue fregole sessuali di fronte ai poliziotti che avevano arrestato una delle odalische del suo harem. Analogamente, anche Gheddafi é stato tirato in ballo da Berlusconi stesso, come il vero inventore iniziale di quel bunga-bunga di cui lui é stato l’utilizzatore finale nei suoi festini.

Ci dimentichiamo spesso, invece, che Berlusconi é  finora stato presidente del Consiglio per 3071 giorni. Solo Mussolini, Giolitti e De Pretis hanno governato piú a lungo di lui, nei centocinquant’anni dell” unitá d’Italia. E nessuno ha governato piú a lungo di lui, nei piú di sessant”anni della repubblica: nemmeno De Gasperi, che pur essendo stato a Palazzo Chigi per un anno di meno, aveva comunque trovato il tempo di fare riforme epocali, a partire da quella agraria.

Naturalmente, in tutti e tre i casi, quello che mancava ai tre leader non era il tempo per fare le riforme, ma la volontá o la capacitá di farle, troppo intenti com’erano a fare invece affari e festini. La pazienza popolare é esplosa in Egitto e in Libia, facendo cadere Mubarak e traballare Gheddafi. Anche la nostra pazienza popolare sta traboccando, ma é lecito sperare in un esito analogo?

Temo purtroppo di no. Mubarak e Gheddafi derivavano infatti il loro potere dall’esercito: é quest’ultimo che ha deciso le sorti del primo, e potrebbe decidere le sorti del secondo. Naturalmente, con l’appoggio piu o meno diretto e piú o meno discreto degli Stati Uniti e dell’Europa. Il dissenso popolare, in realtá, é servito solo da detonatore per il passaggio di mano del potere all’interno dell’esercito.

Berlusconi, invece, deriva il suo potere da un voto popolare. I questo caso, il gioco dela democrazia rivela tutta la sua debolezza intrinseca. Non ci si puó appellare al malcontento popolare, perché questo si puó appunto esprimere soltanto attraverso i voti diretti, nelle elezioni, e indiretti, nel parlamento. E la destra ha facile gioco a ricordare che la fiducia a Berlusconi é stata rinnovate sia nelle elezioni europee e amministrative tenute dopo le politiche, sia nei ripetuti voti di fiducia che il governo ha ottenuto alla Camera e al Senato.

Coloro, dunque, che vorrebbero far cadere il governo sulla base delle manifestazioni di piazza, rivelano una scarso spirito democratico.  Ed é paradossale che sia la destra a rivendicare i principi della democrazia formale, mentre é la sinistra a invocare l’appello alla democrazia sostanziale, alla maniera di Cossiga.

D’altronde, quello democratico é un matrimonio di convenienza, che si tiene in vita fin che fa comodo, e dal quale si divorzia quando non lo fa piú. Basta pensare a cosa successe in Algeria nel 1990 e 1991, quando il fronte islamico vinse le elezioni con la maggioranza assoluta dei voti, e il parlamento fu sciolto dai militari, con la connivenza dei governi occidentali.

Per ora, noi siamo sposati. Il nostro destino é forse che, per liberarci da Berlusconi, dovremo anche divorziare dalla democrazia?

 

Fonte sito di Piergiorgio Odifreddi 21.2.2011

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Essere o non essere (italiani)

25 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

gaber3

Mi scusi Presidente

non è per colpa mia

ma questa nostra Patria

non so che cosa sia.

Può darsi che mi sbagli

che sia una bella idea

ma temo che diventi

una brutta poesia.

Mi scusi Presidente

non sento un gran bisogno

dell’inno nazionale

di cui un po’ mi vergogno.

In quanto ai calciatori

non voglio giudicare

i nostri non lo sanno

o hanno più pudore.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Mi scusi Presidente

se arrivo all’impudenza

di dire che non sento

alcuna appartenenza.

E tranne Garibaldi

e altri eroi gloriosi

non vedo alcun motivo

per essere orgogliosi.

Mi scusi Presidente

ma ho in mente il fanatismo

delle camicie nere

al tempo del fascismo.

Da cui un bel giorno nacque

questa democrazia

che a farle i complimenti

ci vuole fantasia.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Questo bel Paese

pieno di poesia

ha tante pretese

ma nel nostro mondo occidentale

è la periferia.

 

Mi scusi Presidente

ma questo nostro Stato

che voi rappresentate

mi sembra un po’ sfasciato.

E’ anche troppo chiaro

agli occhi della gente

che tutto è calcolato

e non funziona niente.

Sarà che gli italiani

per lunga tradizione

son troppo appassionati

di ogni discussione.

Persino in parlamento

c’è un’aria incandescente

si scannano su tutto

e poi non cambia niente.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Mi scusi Presidente

dovete convenire

che i limiti che abbiamo

ce li dobbiamo dire.

Ma a parte il disfattismo

noi siamo quel che siamo

e abbiamo anche un passato

che non dimentichiamo.

Mi scusi Presidente

ma forse noi italiani

per gli altri siamo solo

spaghetti e mandolini.

Allora qui mi incazzo

son fiero e me ne vanto

gli sbatto sulla faccia

cos’è il Rinascimento.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Questo bel Paese

forse è poco saggio

ha le idee confuse

ma se fossi nato in altri luoghi

poteva andarmi peggio.

 

Mi scusi Presidente

ormai ne ho dette tante

c’è un’altra osservazione

che credo sia importante.

Rispetto agli stranieri

noi ci crediamo meno

ma forse abbiam capito

che il mondo è un teatrino.

Mi scusi Presidente

lo so che non gioite

se il grido “Italia, Italia”

c’è solo alle partite.

Ma un po’ per non morire

o forse un po’ per celia

abbiam fatto l’Europa

facciamo anche l’Italia.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo lo sono.

 

Io non mi sento italiano

ma per fortuna o purtroppo

per fortuna o purtroppo

per fortuna

per fortuna lo sono.

 

(Giorgio Gaber)

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Perchè imbrogliare cosi ?

23 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'


"Santanchè, il master è un falso"

Alla Bocconi non ne sanno niente 

santa

Secondo il settimanale Oggi, nel curriculum del sottosegretario compare un riferimento ad un corso in direzione aziendale. Ma negli archivi dell'ateneo non risulta alcuna iscrizione. Poco tempo fa, le dimissioni di un ministro in germania, per aver copiato parte della tesi di laurea

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Daniela Santanché

ROMA - Il Master della prestigiosa Università Bocconi di Milano che Daniela Santanchè ha inserito nel suo curriculum di sottosegretario alla presidenza del Consiglio "è falso". Così scrive il settimanale Oggi di questa settimana, nella sua versione online e cartacea. Sottolineando che della Santanchè e del suddetto master ottenuto presso la Sda, la scuola di direzione aziendale dell'ateneo milanese, non esiste alcuna traccia.

 

Alla verifica richiesta dal settimanale, la Bocconi ha così risposto: "Abbiamo verificato e dalla nostra banca dati degli ex studenti, non risulta che Daniela Santanchè abbia frequentato un nostro master. Non possiamo escludere, ma non abbiamo modo di verificare, che abbia frequentato un corso breve".  La Sda Bocconi, ha riferito per completezza l'articolo di Oggi, "organizza di continuo seminari di aggiornamento per manager che durano uno o più giornate, e di queste decine di migliaia di persone non conserva traccia". Ma si tratta di corsi, evidenzia l'articolo, "che non possono essere certo confusi con un master".

 

Il settimanale chiude il pezzo con una domanda, citando un fatto di cronaca:  "Pochi giorni fa", scrive Oggi, "l'astro nascente della politica tedesca, il ministro della Difesa Guttenberg si è dimesso perché si è scoperto che aveva copiato parti della tesi di dottorato. Cosa farà adesso Daniela Santanchè?"

 

 

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INGRATO ED EGOISTA, PRIMA CON PREVITI, MILLS, CRAXI E ORA ANCHE GHEDDAFI

21 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Ormai lo si vede in compagnia solo di Ghedini Nosferatu e di quell’altro Alnano . Gira e rigira la frittata come vuole desideroso di indossare (ora) una  tuta mimetica e porsi al comando delle forze Nato.

craxi_berlusconi1.jpg

Tempo per i processi che lo riguardano  non ne ha e resta in  contumacia ma Longo e Ghedini si proclamano fiduciosi  “da 13 anni difendiamo Berlusconi e non abbiamo mai perso”.

Non si è mai presentato ad essere precisi, al resto ci hanno pensato le leggi ad personam.

Governa  (!) da tanti anni ma le cose vanno sempre peggio e la colpa della situazione è dei governi di sinistra che hanno governato prima di lui.

Ingrato e bugiardo. Intanto non fu  la sinistra ma il centrosinistra del suo compare Craxi che non ha fatto niente per l’Italia ma moltissimo per il piduista a capo della televisione privata più grande al mondo ed illegale, anticostituzionale . Inoltre deve ringraziare i decreti legge dell’amico compare e corrotto se ha potuto espandersi in barba alla legge ed alla costituzione ed un po’ anche il baffino  D’Alema.

E’ egoista ed ingrato, per la truffa e la corruzione della Mondadori ha pagato Previti, altro buono, nell’altro processo per corruzione ha pagato solo Mills il corrotto e non il corruttore.

Persino con l’amico fraterno Gheddafi si è dimostrato una carogna, dopo aver tentato una ridicola difesa che ha fatto il giro del mondo esponendoci ad una figuraccia spaziale, l’ha mollato al suo destino.

Conoscendo il personaggio non è escluso che diventi il peggior giudice moralizzatore del suo amico fraterno, compagno di bunga-bunga e di festini.

Ci sono ancora italiani che gli credono, oltre a quelli che lo fanno a pagamento, Santanchè, Gasparri, Cota, La Russa, Miccichè, Bossi e compagnia bella, ci sono quelli che fanno volontariato e gli credono sulla parola.

Ma quello che ha detto  sul latitante del garofano  avrà offeso profondamente la Stefania Craxi, degna erede del cinghiale e senza vergogna come il padre.

Imputare le nostre difficoltà attuali al debito pubblico lasciato dai governi precedenti della sinistra è una pugnalata alle spalle all’amico di tante battaglie, quello che gli ha fatto tanti favori anche se a pagamento come una Ruby qualsiasi.

Pensandoci bene l’unico amico al quale ha sempre riservato rispetto e gratitudine è il mafioso Mangano, quello che non ha mai parlato nemmeno in punta di morte, tutti gli altri li ha abbandonati al loro destino. Dimenticati.

L’unico per il quale ha speso buone parole, insieme all’amico Dell’Utri, è Vittorio Mangano considerato addirittura un eroe.

Nemmeno con Previti, con il quale hanno rubato insieme villa S. Martino e Mondadori, è stato così gentile, forse non hanno rubato abbastanza per considerarlo un eroe degno del mausoleo di Arcore.

Continuate a credere al mafioso piduista, arrivati al capolinea faremo la rivoluzione.

Mi auguro che questa volta sia senza sconti e senza falsa democrazia, che tutti paghino il conto dal bandito all’ultimo dei suoi pali. Coscienti o incoscienti che siano.

 

 

Nuovaresistenza

 

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LIBIA - immagini della guerra

21 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

E’ di nuovo guerra

 

Ad ogni sparo un urlo

e spesso solo un tonfo!

E pullula la morte

ora in basso ora in alto

sui terreni arrossati

e l’uomo urla al vento,

alle pietraie mute

la sua storia di sangue.

Vanno senza calzari nella notte,

di sentiero in sentiero,

l’anime revelte dei morti

e sono perle al mattino

le lacrime cadute .

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BUON COMPLEANNO FORANASTASIS

21 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #STATISTICHE

OGGI FORANASTASIS COMPIE DUE ANNI - AUGURI !!!

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FORANASTASIS OGGI HA RICEVUTO  UN BEL REGALO

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O.P.G. Ospedali Psichiatrici Giudiziari

20 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

 

 

«Semplicemente un inferno». Lapidario, Ignazio Marino definisce così i sei ospedali giudiziari psichiatrici italiani. Li ha visitati a sorpresa, in qualità di presidente della commissione parlamentare d′inchiesta sul servizio sanitario nazionale. E v′ha trovato 1.500 dannati. Donne e uomini «dimenticati».

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Insieme a lui gli altri membri della commissione, Michele Saccomanno, senatore del Pdl, e Daniele Bosone, democratico, hanno presentato ieri in conferenza stampa un video shock, che sarà trasmesso domenica nel corso dell′ultima puntata di Presa Diretta, su Rai Tre. Qui se ne può vedere un estratto.

 

Il filmato è eloquente. Luoghi sozzi, angusti, degradati. Spazzatura ovunque. Un bagno alla turca otturato con bottiglie rotte per impedire ai ratti di uscire. Pazienti abbandonati, spogliati della loro dignità, trattati in modo disumano. Metodi di contenzione al limite della tortura. Uno dei malati dev′essere stato perennemente immobilizzato, legato braccia e gambe ad un letto arrugginito dalla sua urina e con un buco, al centro, per farne defluire le feci. Intollerabile


Non tutti i detenuti sono pericolosi. Ce ne sono 376 che potrebbero essere «liberati» subito. Uno di questi è stato rinchiuso «per aver rubato 7 mila lire». Un altro perché s′è mostrato vestito da donna, 25 anni fa, all′uscita di una scuola. La commissione parlamentare si occuperà soprattutto di quelli come loro. Internati per decenni, reclusi per reati minori, diventano ergastolani perché nessuno lavora a percorsi di assistenza alternativi. Nessuno li vuole.

 

«Raccogliere i dati - ha raccontato Marino - non è stato per niente semplice. Reticenze, diffidenze, inesattezze hanno scandito il lavoro fin dalle prime settimane». Saccomanno annuncia il finanziamento di dieci milioni di euro, per le dimissioni dei pazienti che non sono socialmente pericolosi. Più drastico Bosone, che è anche un medico: «gli ospedali giudiziari psichiatrici - dice - debbono chiudere».

 

Fonti

Il Messaggero

Il Fatto Quotidiano

 


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LA FIDANZATA DI BERLUSCONI

20 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

Finalmente scoperta la fidanzata di Berlusconi

 

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Twitter mi chiede cosa sto facendo

Facebook mi chiede cosa sto pensando

Foursquare mi chiede dove mi trovo.

 

Internet è la mia fidanzata !

 

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Chi salvò la vita al dittatore Gheddafi? Berluscones leggete un po'

20 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Tra il 1985 e il 1986 diversi episodi generarono tensione e crisi nelle relazioni fra Italia, Stati Uniti e Libia.

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Dal 7 all'11 ottobre 1985 si consumò la cosiddetta "Crisi di Sigonella", un complesso caso diplomatico che rischiò di sfociare in uno scontro armato tra militari italiani da una parte e gli uomini della Delta Force statunitensi dall'altro. A Sigonella i militari italiani avevano impedito a quelli della Delta Force Usa di catturare i dirottatori dell'Achille Lauro ed Abu Abbas, loro capo, che aveva mediato per conto dell'OLP e su richiesta del governo italiano la liberazione della nave[2].

Il 24 e il 25 marzo 1986, nel golfo della Sirte si svolse un'azione bellica aero-navale degli Stati Uniti d'America contro la Libia.

Il 14 aprile 1986, la sera precedente all'attacco libico missilistico su Lampedusa, gli Stati Uniti d'America sferrarono tre attacchi aerei sulla Libia, al fine di assassinare il presidente Muammar Gheddafi[3], nome in codice dell'Operazione fu "El Dorado Canyon". 24 aerei [4] bombardieri americani attaccano la capitale libica, Tripoli, e altri 6 obiettivi, distruggendo la residenza di Muʿammar Gheddafi. Fu un'operazione decisa dal presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, in risposta all'attentato alla discoteca La Belle di Berlino del 5 aprile 1986, frequentata da soldati Usa in Germania, con un bilancio di tre morti e 250 feriti [2][5]. Il presidente libico sfuggì alle bombe, ma tra le vittime dei bombardamenti statunitensi vi furono Hanna Gheddafi, una delle sue figlie adottive (di 15 mesi d'età) e decine di vittime civili. Gli aerei statunitensi erano decollati dalla Gran Bretagna e dalle portaerei USS America e USS Coral Sea, che incrociavano nel Golfo della Sirte.

Secondo quanto riferito dalle autorità libiche e confermato da Giulio Andreotti, Bettino Craxi, allora presidente del consiglio italiano, avrebbe avvisato Gheddafi dell'imminente attacco [5] consentendogli così di salvarsi.

 

 FONTE : Wikipedia

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