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Blog  di Caranas

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INGRATO ED EGOISTA, PRIMA CON PREVITI, MILLS, CRAXI E ORA ANCHE GHEDDAFI

21 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Ormai lo si vede in compagnia solo di Ghedini Nosferatu e di quell’altro Alnano . Gira e rigira la frittata come vuole desideroso di indossare (ora) una  tuta mimetica e porsi al comando delle forze Nato.

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Tempo per i processi che lo riguardano  non ne ha e resta in  contumacia ma Longo e Ghedini si proclamano fiduciosi  “da 13 anni difendiamo Berlusconi e non abbiamo mai perso”.

Non si è mai presentato ad essere precisi, al resto ci hanno pensato le leggi ad personam.

Governa  (!) da tanti anni ma le cose vanno sempre peggio e la colpa della situazione è dei governi di sinistra che hanno governato prima di lui.

Ingrato e bugiardo. Intanto non fu  la sinistra ma il centrosinistra del suo compare Craxi che non ha fatto niente per l’Italia ma moltissimo per il piduista a capo della televisione privata più grande al mondo ed illegale, anticostituzionale . Inoltre deve ringraziare i decreti legge dell’amico compare e corrotto se ha potuto espandersi in barba alla legge ed alla costituzione ed un po’ anche il baffino  D’Alema.

E’ egoista ed ingrato, per la truffa e la corruzione della Mondadori ha pagato Previti, altro buono, nell’altro processo per corruzione ha pagato solo Mills il corrotto e non il corruttore.

Persino con l’amico fraterno Gheddafi si è dimostrato una carogna, dopo aver tentato una ridicola difesa che ha fatto il giro del mondo esponendoci ad una figuraccia spaziale, l’ha mollato al suo destino.

Conoscendo il personaggio non è escluso che diventi il peggior giudice moralizzatore del suo amico fraterno, compagno di bunga-bunga e di festini.

Ci sono ancora italiani che gli credono, oltre a quelli che lo fanno a pagamento, Santanchè, Gasparri, Cota, La Russa, Miccichè, Bossi e compagnia bella, ci sono quelli che fanno volontariato e gli credono sulla parola.

Ma quello che ha detto  sul latitante del garofano  avrà offeso profondamente la Stefania Craxi, degna erede del cinghiale e senza vergogna come il padre.

Imputare le nostre difficoltà attuali al debito pubblico lasciato dai governi precedenti della sinistra è una pugnalata alle spalle all’amico di tante battaglie, quello che gli ha fatto tanti favori anche se a pagamento come una Ruby qualsiasi.

Pensandoci bene l’unico amico al quale ha sempre riservato rispetto e gratitudine è il mafioso Mangano, quello che non ha mai parlato nemmeno in punta di morte, tutti gli altri li ha abbandonati al loro destino. Dimenticati.

L’unico per il quale ha speso buone parole, insieme all’amico Dell’Utri, è Vittorio Mangano considerato addirittura un eroe.

Nemmeno con Previti, con il quale hanno rubato insieme villa S. Martino e Mondadori, è stato così gentile, forse non hanno rubato abbastanza per considerarlo un eroe degno del mausoleo di Arcore.

Continuate a credere al mafioso piduista, arrivati al capolinea faremo la rivoluzione.

Mi auguro che questa volta sia senza sconti e senza falsa democrazia, che tutti paghino il conto dal bandito all’ultimo dei suoi pali. Coscienti o incoscienti che siano.

 

 

Nuovaresistenza

 

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LIBIA - immagini della guerra

21 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

E’ di nuovo guerra

 

Ad ogni sparo un urlo

e spesso solo un tonfo!

E pullula la morte

ora in basso ora in alto

sui terreni arrossati

e l’uomo urla al vento,

alle pietraie mute

la sua storia di sangue.

Vanno senza calzari nella notte,

di sentiero in sentiero,

l’anime revelte dei morti

e sono perle al mattino

le lacrime cadute .

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BUON COMPLEANNO FORANASTASIS

21 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #STATISTICHE

OGGI FORANASTASIS COMPIE DUE ANNI - AUGURI !!!

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FORANASTASIS OGGI HA RICEVUTO  UN BEL REGALO

20.3.2011 -1294 visitatori unici - 5300 pagine viste

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O.P.G. Ospedali Psichiatrici Giudiziari

20 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

 

 

«Semplicemente un inferno». Lapidario, Ignazio Marino definisce così i sei ospedali giudiziari psichiatrici italiani. Li ha visitati a sorpresa, in qualità di presidente della commissione parlamentare d′inchiesta sul servizio sanitario nazionale. E v′ha trovato 1.500 dannati. Donne e uomini «dimenticati».

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Insieme a lui gli altri membri della commissione, Michele Saccomanno, senatore del Pdl, e Daniele Bosone, democratico, hanno presentato ieri in conferenza stampa un video shock, che sarà trasmesso domenica nel corso dell′ultima puntata di Presa Diretta, su Rai Tre. Qui se ne può vedere un estratto.

 

Il filmato è eloquente. Luoghi sozzi, angusti, degradati. Spazzatura ovunque. Un bagno alla turca otturato con bottiglie rotte per impedire ai ratti di uscire. Pazienti abbandonati, spogliati della loro dignità, trattati in modo disumano. Metodi di contenzione al limite della tortura. Uno dei malati dev′essere stato perennemente immobilizzato, legato braccia e gambe ad un letto arrugginito dalla sua urina e con un buco, al centro, per farne defluire le feci. Intollerabile


Non tutti i detenuti sono pericolosi. Ce ne sono 376 che potrebbero essere «liberati» subito. Uno di questi è stato rinchiuso «per aver rubato 7 mila lire». Un altro perché s′è mostrato vestito da donna, 25 anni fa, all′uscita di una scuola. La commissione parlamentare si occuperà soprattutto di quelli come loro. Internati per decenni, reclusi per reati minori, diventano ergastolani perché nessuno lavora a percorsi di assistenza alternativi. Nessuno li vuole.

 

«Raccogliere i dati - ha raccontato Marino - non è stato per niente semplice. Reticenze, diffidenze, inesattezze hanno scandito il lavoro fin dalle prime settimane». Saccomanno annuncia il finanziamento di dieci milioni di euro, per le dimissioni dei pazienti che non sono socialmente pericolosi. Più drastico Bosone, che è anche un medico: «gli ospedali giudiziari psichiatrici - dice - debbono chiudere».

 

Fonti

Il Messaggero

Il Fatto Quotidiano

 


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LA FIDANZATA DI BERLUSCONI

20 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

Finalmente scoperta la fidanzata di Berlusconi

 

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Twitter mi chiede cosa sto facendo

Facebook mi chiede cosa sto pensando

Foursquare mi chiede dove mi trovo.

 

Internet è la mia fidanzata !

 

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Chi salvò la vita al dittatore Gheddafi? Berluscones leggete un po'

20 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Tra il 1985 e il 1986 diversi episodi generarono tensione e crisi nelle relazioni fra Italia, Stati Uniti e Libia.

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Dal 7 all'11 ottobre 1985 si consumò la cosiddetta "Crisi di Sigonella", un complesso caso diplomatico che rischiò di sfociare in uno scontro armato tra militari italiani da una parte e gli uomini della Delta Force statunitensi dall'altro. A Sigonella i militari italiani avevano impedito a quelli della Delta Force Usa di catturare i dirottatori dell'Achille Lauro ed Abu Abbas, loro capo, che aveva mediato per conto dell'OLP e su richiesta del governo italiano la liberazione della nave[2].

Il 24 e il 25 marzo 1986, nel golfo della Sirte si svolse un'azione bellica aero-navale degli Stati Uniti d'America contro la Libia.

Il 14 aprile 1986, la sera precedente all'attacco libico missilistico su Lampedusa, gli Stati Uniti d'America sferrarono tre attacchi aerei sulla Libia, al fine di assassinare il presidente Muammar Gheddafi[3], nome in codice dell'Operazione fu "El Dorado Canyon". 24 aerei [4] bombardieri americani attaccano la capitale libica, Tripoli, e altri 6 obiettivi, distruggendo la residenza di Muʿammar Gheddafi. Fu un'operazione decisa dal presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, in risposta all'attentato alla discoteca La Belle di Berlino del 5 aprile 1986, frequentata da soldati Usa in Germania, con un bilancio di tre morti e 250 feriti [2][5]. Il presidente libico sfuggì alle bombe, ma tra le vittime dei bombardamenti statunitensi vi furono Hanna Gheddafi, una delle sue figlie adottive (di 15 mesi d'età) e decine di vittime civili. Gli aerei statunitensi erano decollati dalla Gran Bretagna e dalle portaerei USS America e USS Coral Sea, che incrociavano nel Golfo della Sirte.

Secondo quanto riferito dalle autorità libiche e confermato da Giulio Andreotti, Bettino Craxi, allora presidente del consiglio italiano, avrebbe avvisato Gheddafi dell'imminente attacco [5] consentendogli così di salvarsi.

 

 FONTE : Wikipedia

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Raid dei caccia francesi attorno a Bengasi

19 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

Migliaia di civili in fuga dalla città. Sono stati distrutti quattro tank delle truppe del Colonnello

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(Ap) In Libia, alle 17,45, è stata sganciata la prima bomba occidentale. Muammar Gheddafi non molla ma i caccia francesi hanno iniziato a colpire i suoi obiettivi militari.

Nel giorno del summit di Parigi che ha deciso l'intervento internazionale, e all'indomani della dichiarazione di «cessate il fuoco» (e dei dubbi sollevati dagli Stati Uniti, secondo i quali il Colonnello non starebbe rispettando la tregua), il Colonnello aveva attaccato Bengasi e minacciato l'Occidente.

RAID AEREI IN CORSO: COLPITI QUATTRO TANK - «Da 30 minuti sono in corso raid dell'aviazione francese su obiettivi militari» appartenenti alle truppe del colonnello Muammar Gheddafi ha riferito l'emittente Al-Arabiya, senza aggiungere ulteriori dettagli. Sono stati distrutti quattro carri armati appartenenti alle truppe del Colonnello Muammar Gheddafi, secondo quanto ha riferito l'emittente Al-Jazeera, citando una propria fonte in Libia, secondo cui il raid è avvenuto a sud-ovest di Bengasi. Poco più tardi è arrivata anche la conferma del ministero della Difesa francese.

Alle 17:45 ora italiana erano iniziate le operazioni militari aeree contro le forze libiche leali a Muammar Gheddafi, in una zona di 100-150 chilometri intorno a Bengasi, bastione dei rivoltosi nell'est del Paese. Due fregate di difesa aerea francesi sono attualmente al largo della Libia: la fregata Jean Bart e la Forbin.

 

«RIMPIANGERETE L'INGERENZA» - In precedenza, in una lettera indirizzata a Nicolas Sarkozy e a David Cameron, il Raìs aveva minacciato il presidente francese e il premier

 

Gheddafi sfida il mondo britannico, spiegando che le potenze occidentali non hanno diritto di intervenire in Libia e che «si pentiranno» della loro ingerenza.

 

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I RESPONSABILI (?) ALZANO IL PREZZO

19 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Visto il mancato rimpasto, Iniziativa responsabile chiede un accordo organico con il centrodestra. Scilipoti: "Se Pdl e Lega non accettano un programma condiviso, non entriamo nel governo e decidiamo di volta in volta che cosa votare"

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Mani libere. Perché “la terza gamba della maggioranza è afflitta da crampi sempre più forti e rischia di andare in cancrena…”. Mentre scoppia la guerra con la Libia, il Cavaliere viene mollato dai fedeli “Responsabili”. Visto il no al rimpasto decretato dal Capo dello Stato, gli uomini di Moffa e Scilipoti tirano i remi in barca e minacciano; se non ci sarà un “programma condiviso” con Pdl e Lega, non solo “non entreremo nel governo”, ma “decideremo di volta in volta come comportarci al momento del voto”. Dunque la maggioranza su cui contava Berlusconi per far passare liscio anche il processo breve e altre norme ad personam – e di cui aveva annunciato giusto l’altro giorno alla Camera un ulteriore incremento con l’arrivo di “altri tre uomini di Fli”- in realtà gli si sta rivoltando contro. E, di certo, non lo tutela più come prima.

Gli mancava solo questa al Cavaliere. In pratica, nonostante la melina messa in atto in questi giorni e le assicurazioni date a più riprese allo stesso Moffa che “il rimpasto si farà, solo in un’unica soluzione”, i seguaci di Saverio Romano si sono sentiti menati per il naso. Fin dal rifiuto di Napolitano di consentire un allargamento della compagine di governo con un decreto che superasse i paletti della Bassanini, a tutti è apparso chiaro che mai i posti di governo disponibili sarebbero stati abbastanza per accontentare tutti. Anzi. A ben guardare il Cavaliere avrebbe messo in palio solo quelli lasciati vacanti dai finiani in fuga. Troppo pochi. Ecco, allora, la necessità di alzare il tiro per avere quel “riconoscimento politico” invocato anche l’altro giorno da Saverio Romano, ancora scosso per la bocciatura del Colle sul suo nome. Il clima, comunque, è sempre più teso: “Stavolta il Cavaliere sta scherzando con il fuoco”, sibila una fonte interna a Iniziativa Responsabile. Il ricatto serve comunque per arrivare alla conquista di almeno qualcuna delle poltrone vacanti. I posti al governo su cui i Responsabili hanno puntato gli occhi sono sei (sui 12 disponibili): uno di questi è quello da ministro (in pole resta Saverio Romano per l’Agricoltura con Giancarlo Galan pronto a traslocare ai Beni culturali). La ‘cinquina’ comprende anche due caselle da ‘vice ministri’: Massimo Calearo punta al Commercio con l’estero, mentre Francesco Pionati è tra i papabili per la delega alle Comunicazioni. “E’ chiaro – ha avvertito Pionati – che per dare forza al premier ci vuole una soluzione equilibrata e contestuale”. E se non ci sarà, il Cavaliere stavolta si troverà in un mare di guai. Perché uomini come Domenico Scilipoti, nonostante le apparenze, non hanno alcuna voglia di cedere. E’ stato lui a chiarire quali saranno le prossime mosse dei “Responsabili” per tenere sulla graticola Berlusconi: “Lunedì ci riuniremo e martedì definiremo il programma. Successivamente lo sottoporremo al Pdl e alla Lega”. E se il programma non dovesse essere condiviso? “A quel punto non ci sarebbe nessuna necessità di entrare nel governo – ecco la sua risposta – e decideremo che cosa fare di volta in volta”.

Berlusconi comincia dunque a vedere l’abisso? Ieri è tornato a parlare anche il leader del Pid Saverio Romano: “Incontreremo il presidente del Consiglio per capire cosa fare da qui alla fine della legislatura. Solo dopo discuteremo della nostra integrazione nel governo. Noi – ha spiegato l’esponente di Ir su cui pende un’indagine scaturita da alcune dichiarazioni di MassimoCiancimino – vogliamo fare un accordo organico col centrodestra. Il 14 dicembre siamo intervenuti per evitare una crisi al buio, per evitare il ribaltone. Oggi c’è una fase nuova. E’ bene che una maggioranza con 10 voti di fiducia in più si articoli anche sulle questioni di governo”. “Serve da parte nostra – ragionava dal canto suo Silvano Moffa – una compiuta elaborazione politico-programmatica che sappia essere interlocutrice del governo come terza gamba della coalizione. E sono convinto che non ci possa essere un progetto politico senza un progetto culturale”. Infine, ovviamente la lista della spesa delle richieste: “Che ci sia anche una rappresentanza del nostro gruppo al governo è fisiologico – ha convenuto Moffa – è nelle cose: non è un’esigenza che nasce da logiche di do ut des o di compensazione che non appartengono alla mia cultura”. A quella dei suoi sodali, però, forse sì.

 

Fonte : Il Fatto

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BEPPE GRILLO : QUESTI POLITICI SON TUTTI MORTI

18 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

ED ECCO BUSI , ALTRA VERITA'
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LIBIA : ORA E' GUERRA A GHEDDAFI

18 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

* Consiglio sicurezza autorizza "tutte le misure necessarie"

* Gran Bretagna annuncia preparazioni aerei per operazione Libia

* Misurata sotto pesanti bombardamenti, ribelli chiedono aiuto 

di Maria Golovnina e Patrick Worsnip

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TRIPOLI/NAZIONI UNITE (Reuters) - Il governo di Muammar Gheddafi ha detto di aver dichiarato un cessate-il-fuoco unilaterale nella sua offensiva per soffocare la ribellione in Libia, mentre gli aerei militari dell'Occidente si preparano ad attaccare le sue forze armate.

 

"Abbiamo deciso un immediato cessate-il-fuoco e un immediato stop a tutte le operazioni militari", ha detto ai giornalisti a Tripoli il ministro degli Esteri Moussa Koussa, dopo che il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato una risoluzione che autorizza l'azione militare.

 

Nel frattempo da Madrid il segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon, che domani incontrerà i leader europei e africani, ha dichiarato che è assolutamente necessario che le autorità libiche cessino le ostilità immediatamente.

 

Il ministro degli Esteri libico ha invocato il dialogo fra tutte le parti. Gheddafi ieri aveva proclamato che "non avrà pietà", e i ribelli hanno invocato l'aiuto dall'estero prima che sia troppo tardi, aggiungendo che la città di Misurata è sottoposta a un pesante bombardamento da parte delle forze governative da stamattina.

 

La Francia, una delle principali nazioni sostenitrici dell'intervento militare, ha detto di essere cauta a proposito dell'annuncio del cessate-il-fuoco e che "la minaccia sul terreno non è cambiata".

 

Le autorità occidentali hanno dichiarato che l'azione militare potrebbe includere Francia, Gran Bretagna, gli Stati Uniti e uno o più Paesi arabi.

 

Il primo ministro britannico David Cameron ha annunciato oggi che la Gran Bretagna sta per spostare i suoi aerei militari verso basi da cui potranno poi partire verso l'operazione in Libia.

 

Il Qatar ha comunicato che prenderà parte all'operazione ma non è chiaro se questo significhi un aiuto militare, mentre la Danimarca ha detto che fornirà aerei da guerra. La Francia ospiterà domani dei colloqui per discutere l'azione da intraprendere.

 

Gli abitanti di Misurata hanno riferito che la città, in mano ai ribelli, si trova sotto bombardamenti a tappeto delle forze di Gheddafi.

 

"Stanno bombardando tutto, case, moschee e persino ambulanze", ha detto al telefono a Reuters Gemal, un portavoce dei ribelli dall'ultima roccaforte degli insorti nell'ovest del Paese.

 

Secondo un medico, nella città in mano agli insorti si contano almeno 25 morti.

 

Un altro ribelle che si fa chiamare Saadoun ha detto: "Riteniamo che vogliano entrare nella città ad ogni costo prima che la comunità internazionale inizi a mettere in pratica la risoluzione dell'Onu. Chiediamo alla comunità internazionale di fare qualcosa prima che sia troppo tardi. Devono agire ora".

 

"CASA PER CASA"

 

Il tempo sta scadendo anche per Bengasi, la città orientale che è stata il cuore della ribellione in Libia.

 

Le truppe di Gheddafi non hanno dato corso alla minaccia di conquistare la roccaforte dei ribelli nella notte, dopo che la loro rapida controffensiva li ha portati a meno di 100 chilometri dalla città.

 

"Stiamo arrivando. Casa per casa, stanza per stanza", ha detto Gheddafi ieri in un discorso alla radio rivolto alla città di Bengasi, nell'est del Paese. "Vi staneremo dai vostri nascondigli. Non avremo alcuna pietà".

 

La tv Al Jazeera ha mostrato migliaia di persone che ascoltavano il discorso nella piazza centrale di Bengasi e poi l'esplodere dei festeggiamenti dopo la notizia del voto dell'Onu. Ci sono stati anche fuochi d'artificio e sono risuonati colpi d'arma da fuoco.

 

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, riunito in seduta d'emergenza, ha approvato una risoluzione che prevede la creazione di una no-fly zone per fermare le truppe governative e che autorizza "tutte le misure necessarie" per proteggere i civili dalle forze di Gheddafi.

 

Dieci dei 15 membri del Consiglio di sicurezza hanno votato a favore della risoluzione, mentre Russia, Cina e Germania sono tra gli astenuti. La risoluzione è stata proposta da Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e Libano.

 

Oltre all'azione militare il testo allarga lo spettro delle sanzioni contro Gheddafi e il suo clan. Tra le aziende i cui beni sono stati congelati dall'Onu c'è la Libyan National Oil e la banca centrale.

 

Il presidente Usa Barack Obama ha chiamato i leader di Francia e Gran Bretagna, che si sono detti d'accordo per coordinare le prossime mosse.

 

L'Italia è pronta a mettere a disposizione le proprie basi militari, ha detto a Reuters una fonte governativa. La base aerea di Sigonella in Sicilia, che fornisce supporto logistico alla Sesta Flotta degli Stati Uniti, è una delle più vicine alla Libia.

 

"E' uno sviluppo positivo", ha detto la fonte alcuni minuti dopo l'approvazione della risoluzione a favore della no- fly zone. Alla domanda se l'Italia abbia deciso di mettere a disposizione le proprie basi, la fonte ha risposto: "Sì, abbiamo detto che siamo pronti a farlo".

 

Un'azione militare straniera potrebbe comprendere il rispetto del divieto del volo di aerei e del passaggio di mezzi via terra in certe aree del paese, una zona di esclusione marittima, interferenze nelle comunicazioni militari e aiuto di intelligence ai ribelli. Eventuali raid aerei avrebbero quasi certamente come obiettivo la messa fuori uso dei radar e delle difese aeree libiche.

 

L'ente europeo di controllo del traffico aereo, Eurocontrol, ha detto di avere ricevuto informazioni da Malta secondo cui il controllo del traffico aereo di Tripoli non accettà più velivoli nel suo spazio aereo "fino a nuovo avviso".

 Fonte : Reuters

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