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Blog  di Caranas

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FUSCALDO, MACONDO E IL VOLO

28 Giugno 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

      

FUSCALDO  MACONDO E IL VOLO

 

         ovvero …la solitudine dei vinti

 

Viaggio di giugno a Fuscaldo. E’ ancora li, immobile, quasi in trance avvolto nella sua persistente coltre di nebbia, un misto di acqua e anice.

Nella passeggiata allo zenit, nessuno per strada; per accompagnatore nemmeno la mia ombra.

Fuscaldo è rupestre come Orvieto e come Orte cui assomiglia molto anche per i contrafforti sotto la chiesa di San Giuseppe. Bisognerebbe proporre l’ennesimo gemellaggio.

Le città rupestri, si sa, invitano al volo. Un po’ come dire che sono altrettante piattaforme di tormento .Non puoi non sentirti aquila in questo posto. Ma sentirsi aquila e non esser aquila non è condizione felice.

Dopo aver disceso le vineddre  vuote , riempite solo di chiacchiere con gli antenati, a questo penso affacciato alla ringhiera del belvedere che offre la piazza, davanti al quadro meraviglioso di verdi terrazzi digradanti sostenuti da bassi muri a secco , della collinetta del Convento del Santo e del mare laggiù , non tanto luminoso ma tranquillo e non più azzurra pista da ballo della ninfa Scilla.

Ma anche così, davanti a questo triplice sogno ricorrente sin dall’adolescenza, diventa più forte il desiderio di spiccare il volo da quassù e vederli dall’alto gli uomini parcati nel PdL, PD e una miriade di partiti minori nei loro giochi mentali ove gli affetti,  il welfare , le azioni , rimangono incapsulati in rigide forme feudali tra spartizioni di disavanzo.

È un volo impossibile. Fuscaldo con i suoi uomini predestinati alla sconfitta, come più in generale in questa terra di Calabria, assomiglia sempre di più a Macondo, senza i Buendìa però,  e mancano le compagnie bananifere.

Meglio allora ritirarmi da questo sito di bellezza e errore di natura. Piano mi avvio a casa, luogo più angusto ma pieno di risorse come la stanza di Melquìades. Guardando la facciata di casa, su per le scale, cerco di ricordarmi dove ho letto che “l’edificio non deve aprire ma chiudere”. Niente, non mi viene. Ricordo però altro : in questi edifici moderni Tommaso Campanella non avrebbe scritto “Del senso delle cose “ perché qui le cose non hanno più senso. Campanella ha pensato e scritto tanto finché stava dentro, in carcere. Una volta libero in Francia non ha prodotto più nulla.

Ma anche nella stanza più cubica, quella di Melquìades , non riesco a chiudere questi appunti. La domanda sull’edificio sta diventando tarlo accompagnata da De Andrè : il pozzo è profondo, più fondo della notte del pianto.

Ho dimenticato a Milano la “catena” che già mi manca……….internet!

Domani riparto. Dal terrazzino guardo su. E intanto Rino Gaetano rompe l’intervallo di silenzio con le sue note : ma il cielo è sempre più blu.  Fuscaldo get well soon!

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filidiparole...

27 Giugno 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

 

                            

E se DIO fosse un UFO?

 

Un contributo all’interrogativo viene dall’arte. In un video inglese trovato su youtube , si vede un quadro pieno di mistero che si trova in una chiesa nel bresciano . Il mistero che l’avvolge, nasce dalla rappresentazione della crocefissione di Gesù Cristo, contornata ai due lati da due non meglio identificati oggetti “volanti”, così almeno li vedo ; non certamente raffigurazioni consone al tema, nel senso tradizionale del termine. I due oggetti infatti appaiono in stile astronave UFO e racchiudono all’interno una figura umana maschile (sparizione del corpo di Cristo? E l’altro? Il buon ladrone?)- Cosa ci fanno li i due oggetti? Qual è il messaggio dell’autore ? Trattasi di una partenza che annuncia una seconda venuta? Un teletrasporto di due eletti? Le due immagini suggestive sembrano  il prologo annunciante l’apocalisse, quasi una predizione profetica se collegate a  resurrezioni e giudizio finale di cui neanche il Figlio conosce il giorno e l’ora. E se fossimo stati creati ad immagine e somiglianza di extraterrestri ? Nella Bibbia quando si parla di Dio, le descrizioni sono sempre accompagnate da luci, bagliori e fuochi provenienti dal cielo. Potrebbe trattarsi di navicelle spaziali che al tempo in cui la bibbia è stata scritta , magari venivano interpretate come apparizioni divine. Magari lo stesso Eden era Atlantide scomparsa perché … non lo so!

Che filminteressante sarebbe! Vediamoci allora quest’altro video :

 

   

            
              
 

Il Popol Vuh, libro sacro dei Maya, narrava:

<< ... un diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo (...)
una pesante resina cadde dal cielo (...)
la faccia della terra si oscurò,
e una nera pioggia cadde su di essa,
notte e giorno>>.

Nella nostra epoca, dunque, starebbe per concludersi, secondo il calendario Maya, la quinta Era e, se non sono stati sbagliati i calcoli, il tutto si compirà nel 2012. Povero premier !!!

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Vorrei avere... mille lire al mese...

16 Giugno 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA


Crisi, crisi, ma si rendono conto i nostri governanti che le banche danno ai risparmiatori un tasso netto di 0.1 % mentre chiedono il 13 o il 15%?

 

Anche il Governatore Draghi segnala il credito difficile ma Berlusconi fa orecchie da mercante.

Attacchi e sollecitazioni provengono da più parti, ma dall’altra non si muove una foglia. Si continua a tenere giustamente sotto tiro le banche , ma queste, soddisfatte della loro situazione più positiva rispetto ad altre nell’Apocalisse della crisi, se ne sbattono. Finanche la Presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia parla di fidi negati e/o revocati , ma la reazione non c’è, o meglio l’unica realtà è che le condizioni di credito si inaspriscono . Come si giustifica tutto questo? Quale Onda può spazzare questa arroganza? Non si può essere così severi verso i clienti; il risultato non potrà essere che un peggioramento dei conti italiani. Loro si rifanno rivalendosi sui tassi applicati; sui medi risparmiatori ad esempio il tasso lordo è passato in moltissimi casi dal 3% allo 0.3% agendo quindi sullo spread. Non va bene! I Tremonti-bond  ( che gli possa venire un attacco di diarrea) , sono stati accolti con distacco dalle banche e allora perché non intervenire in altro modo se i tassi chiesti sono molto alti e le banche non li vogliono? Dobbiamo consolarci.L’azione di Draghi e della Banca d’Italia ha , in qualche modo assicurato una certa stabilità. Come dire, meglio uno 0.1 % che la bancarotta.La raccolta del risparmio è tutelata dalla Costituzione, le banche devono fare profitto ma non in queste condizioni che massacrano l’economia.

La crisi del 29 fu risolta con l’intervento dello Stato, come  ora in altri Paesi. In Italia no. Eppure Berlusconi continua a prendere voti. Si vede che in questo Paese è la mentalità a essere ammalata.

 




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FEDERALISMO : parliamone

12 Maggio 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Federalismo fiscale : perché il più
debole non soccomba  e  il  più  forte
non prevalga  
 

 

Il 50 per cento circa delle retribuzioni finisce nelle casse dello stato e
intanto gli stipendi non permettono di arrivare alla fine del mese.

 


di Caranas

Non molti anni fa si aspettava il 27 di ogni mese e già al 24 si gioiva senza eccessive preoccupazioni per l’arrivo imminente della busta paga .

Oggi, i più fortunati lavoratori dipendenti non gioiscono più, i soldi che riceveranno sono stati in buona parte  già impegnati o addirittura spesi nelle forme d’impegno più diverse. A rincarare la dose di pessimismo, oltre alla crisi, ci pensa lo stato che trattiene circa il 50 per cento tra tasse e contributi. Non solo, fra non molti anni le pensioni si ridurranno ulteriormente raggiungen-    do il 35% dell’ultimo stipendio percepito. E’ giusto tutto questo?

La Lombardia paga da sola il 27,5 % delle tasse italiane contro, ad esempio, solo il 3,94 % della Campania.

Davanti a queste ingiustizie cresce il malcontento dei lavoratori. Come non comprendere le difficoltà e la rabbia di quelli che non riescono ad arrivare alla quarta settimana?

Si parla tanto di federalismo fiscale, a volte anche a sproposito, senza però arrivare alla concretizzazione. Nel 2001, con l’approvazione della riforma del Titolo V, il federalismo è entrato a tutti gli effetti nella nostra Costituzione.

 
Le Regioni, le Province e i Comuni sono in attesa di finanziare le proprie spese imponendo delle tasse. Ma già accade con le varie addizionali incassate per l’Irpef e per l’Irap , non dimenticando l’ICI sulla seconda casa.

Eppure ciò non è sufficiente.

In gennaio molti hanno ricevuto l’incremento sulla retribuzione per la perequazione (adeguamento al carovita) con la sorpresa in febbraio di trovarsi a percepire meno di quanto prendevano nel 2008 a causa degli aumenti delle famigerate addizionali.

Occorrerebbe trattenere nei territori almeno l’80% dell’IVA e il 15% dell’Irpef cui potrebbero aggiungersi le accise e imposte su tabacchi, lotterie e carburanti. Ma così le Regioni più ricche non aiuterebbero quelle più povere. “ Voi al nord non dovete scioperare se no noi che mangiamo?” diceva durante l’autunno caldo un amico napoletano .

La medicina : si potrebbe fissare ad esempio un tetto massimo del 50% della capacità fiscale, alla « perequazione» , cioè al trasferimento delle risorse dalle Regioni più ricche a

quelle più povere. Se così fosse, e la via sembra sostenibile, nessuno rimarrebbe scontento perché la proposta è equa.

 

La Lombardia  può continuare a sostenere in così larga misura il costo delle diverse spese sociali, soprattutto quella sanitaria delle Regioni meno ricche? Non dimentichiamo poi che molti di questi soldi finiscono in mani non proprio pulite (mafia, camorra e ‘ndrangheta).

Va bene la solidarietà, l’unitarietà e l’efficacia, ma fissando dei paletti virtuosi e imponendo una spesa più attenta da rendicontare a tutti i  cittadini , soprattutto a quelli più deboli, eliminando completamente i finanziamenti milionari a società legate alla politica corrotta che vorremmo sparisse. Finanziamenti buttati perché quanto promesso non verrà mai costruito. Per avere un’idea del meccanismo di “dispersione” di tali fondi, basterebbe leggersi alcune pagine delle inchieste dell’ex magistrato De Magistris.

La cura citata sopra senza pretese di espertismo, è già inflazionata da diverso tempo, ma sembra l’unica in grado di ridare dignità alla soluzione di problemi nazionali  senza bendarsi gli occhi.

 Alla luce poi dei recenti fatti sugli sbarchi degli immigrati a Lampedusa, vien difficile anche per noi meridionali onesti , immaginarsi  un futuro tranquillo e radicato in un territorio : “in Calabria siamo i Milanisi, a Milano siamo i Terroni” diceva questa estate un amico in spiaggia. Voglio sperare che non sia così e non proiettarmi in  un grande esodo verso il sud. Quo vadis?

 

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SCUOLA : "Tra timori e potenzialità "

21 Aprile 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #POLITICA

SCUOLA : “ Tra timori e potenzialità”

 

di Carmelo Anastasio

 

 

Dalla fine dell’estate si parla molto di scuola e della   nuova riforma Gelmini. Sulle    nuove problematiche scolastiche, sono stato intervistato in gennaio ’09,  in qualità di Dirigente Scolastico, da “Comunità Viva” un mensile di Vimodrone  molto attento ai temi della scuola.

A distanza di un paio di mesi, vista l’attualità del problema “Riforma Gelmini” , mi è sembrato utile pubblicare il testo dell’intervista in quanto penso che può essere motivo di confronto e d’informazione nella Community .

Segue il testo.

 

D – Professore , il ministro Fioroni nel settembre 2006 aveva  detto : “ voglio una scuola  serena e seria “. La nuova riforma introdotta dal ministro Gelmini con il D.L.112/08 e seguenti, sembra   tracciare   le   basi   per una scuola  certamente non serena , basi che delineano una missione quasi impossibile.

Quali sono le sue considerazioni ?

 

R – Due riforme   nel   giro   di pochi anni sono troppe e l’ultima genera  non  pochi  timori tra gli operatori del comparto, tra i genitori e   soprattutto   tra   gli   studenti . Il  nuovo progetto   di   riforma sembra molto semplice. A   mio avviso  si tratta in realtà di un composito  ingannevole. Non è così facile. Occorre analizzare   attentamente   i   vari   punti   e valutare seriamente    le    problematiche  connesse .

Semplificando   vediamo    nel dettaglio   i vari punti :

maestro  unico ;   voti  e abolizione dei   giudizi per   valutare   il    rendimento ;   voto  in condotta  che come negli anni sessanta torna a far parte del giudizio finale; insegnamento dell’educazione civica obbligatorio; prezzo bloccato per i libri  di   testo   per   cinque anni.

Può sembrare un ritorno alla scuola deamicisiana, in effetti nei provvedimenti legislativi non riesco a leggere nulla di moderno e se qualcosa minima c’è bisogna cercarla col lanternino . O no ?  Riformare  la  scuola primaria ?  Ma   se  da noi  funziona  molto, ma molto  bene ormai da decenni … che necessità c’è?

Non   dimentichiamo   inoltre   che la nostra scuola  elementare   occupa   un   posto   di assoluta eccellenza nelle classifiche internazionali. E ciò nonostante le enormi difficoltà rappresentate a livello amministrativo dalla mancanza di fondi e dal sistema micidiale imposto dalle leggi – e da alcuni sindacati- per la chiamata dei supplenti. Quante risorse si sprecano infatti per chiamare i supplenti? Almeno 350 telefonate al giorno per un solo supplente che ha facoltà di non accettare e quindi di bloccare per almeno 24 ore la supplenza con l’unico risultato di dover ricominciare tutto daccapo il giorno dopo. Non capisco poi perché devo chiamare un bidello in Sicilia per una supplenza di 20 giorni. Chi accetta?

D – I discorsi   sulla   scuola   italiana  svolti in merito da diversi   opinionisti, evidenziano non   poche preoccupazioni ed enfatizzano il    rischio   della   perdita    di    credibilità dell’istituzione    scolastica  . Questo  è  un nodo di grande rilevanza. Cosa ne pensa?

 

R – Di  fronte ad una diminuzione della forza simbolica della scuola e in una situazione di crescente disorientamento  con   crisi profonda di fiducia tra gli individui e le istituzioni, è utile   richiamare   il    valore della  scuola   come  ambiente educativo in cui    giocano      un     ruolo       importante l’autorevolezza  ,   la   fatica ,   lo studio, il merito e l’insegnamento. Una scuola    che forma   necessita     fiducia    per    poter trasmettere   il piacere dell’imparare e per poter  arricchire  l’atto   didattico. Come sostengono moltissimi esperti di settore, il   pericolo   è  che la  scuola ,perdendo di credibilità   verso   le   nuove   generazioni, diventi  inevitabilmente e sicuramente    inefficace  trasformandosi   in   una sorta di “ammortizzatore sociale”.

Preoccupa anche il fatto che ormai l’azione Pedagogica   e amministrativa, in aderenza rigida   ed   esclusiva   alle norme, tra  una riforma  e   l’altra   ha   raggiunto      ormai livelli    esasperati    e     tali    da   risultare incomprensibile   fino    a  diventare inutile se   non    negativa . C’è  il rischio  che  la pedagogia    finisca   col    parlare  solo a se stessa. E’ necessario    non    complicare   il linguaggio ricercando  l’equilibrio necessario  per   evitare   cadute   nel   tecnicismo o dall’altra   parte   nella    banalizzazione.

D-  Professore,  parliamo  anche  di  numeri    e proviamo  a   far   chiarezza  su alcuni punti cruciali della riforma. Le farò quindi alcune domande specifiche :

D-  Meno ore più qualità ?

R-  Per giustificare la riduzione   a  24 ore della Primaria, si afferma che con meno scuola si impara di più. Credo che sia falso . Oggi si sta lavorando affannosamente per adattare i contenuti   al   contenitore – gli orari scolastici- riducendo  i  primi in funzione del secondo.

Esattamente   l’opposto   di ciò che sarebbe logico fare . Prima di stabilire   quante  ore servono, occorrerebbe decidere che cosa va insegnato e appreso. E poi , come ci insegna don Milani, la crescita sociale richiede più scuola e non meno.

 

D- Meno docenti ( 87.000 in meno) , scuola migliore ?

R- Diminuire il   numero dei docenti significa togliere risorse   indispensabili a chi più ne ha bisogno : alunni   in difficoltà ed alunni diversamente  abili.  Inoltre , a mio avviso, meno  insegnanti vuol dire avere classi più numerose a scapito della qualità dell’azione educativa.

D- Ogni  classe  ha  tre  maestre. Il ministro afferma    che    lavorano    sempre      in compresenza . E’ vero?

R- E’ falso . Gli insegnanti di cui si parla , non lavorano    in   una   classe sola, ma su due o più classi, in  particolare  quelli  di sostegno e  di  inglese .  E poi , la compresenza è  una

risorsa preziosa per la personalizzazione dei percorsi educativi.

D- Si   dice   che    il    maestro   unico è “ più rassicurante   e   favorisce       l’unitarietà dell’insegnamento .

R- E’  come    dire   che    starebbe   meglio  un bambino con un genitore solo.

D- Meno scuole, miglior servizio ?

R- La razionalizzazione del sistema va bene , la desertificazione   del    territorio  no.  Va garantita e salvaguardata l’offerta formativa .

Privare   molti   comuni  della scuola di base è  un   falso risparmio . In   ogni  caso non è così   che  si   salvaguarda   la   scuola  della nostra  Costituzione.

D- Meno personale ma pagato meglio? Si arriva a promettere 7.000 euro  “ a gran parte dei docenti “.

 

R- Non   è   vero . Nella   finanziaria   il  piano prevede   1000   euro  lordi  annui pro capite che corrispondono a un netto mensile di 40 €.

Spero  che  la   filosofia vera dell’intervento governativo   non  sia   quella  di  far   cassa senza   preoccuparsi   delle   conseguenze   e senza    misurarsi   con  la  complessità del sistema   scuola .  Spero   inoltre  che  non si passi   ad   una valutazione prevalentemente selettiva , piuttosto che formativa  e che   la riforma  non provochi l’appiattimento della carriera    degli   studenti   e   dei   docenti e l’impossibilità di avere risorse da valorizzare oltre il funzionamento ordinario, oltre allo squilibrio della qualità della scuola tra alcune regioni.  Bisognerebbe   inoltre    non sottovalutare i cambiamenti  avvenuti   nella società   e     porre   più    attenzione       alle conflittualità   crescenti   tra   le componenti famiglia e scuola favorendo il dialogo  e il confronto,   cercando   insieme   di costruire patti condivisi.

 

D- Un’ultima domanda : il ritorno al voto ha delle valenze positive ?                                                    

 

R- Qui traspare una visione un po’ nostalgica della scuola. Ritengo, per la mia esperienza, che   il     numero    non   accompagnato  da un’attenta analisi del processo  di  apprendimento   di   un alunno  , rischia di portare ad un’azione   di    giudizio  che  guarda più alla prestazione finale del minore e non tanto al percorso   seguito     ed   al   processo       di apprendimento   globale  che ,  secondo   me dovrebbe   essere   programmato   in   senso “glocale   perché    implica     anche       un coinvolgimento  e una partecipazione   attiva  non    solo   delle   famiglie  ( nel rispetto dei ruoli), ma  anche   delle  diverse  componenti presenti   sul    territorio  le  cui   potenzialità dovrebbero essere sfruttate al  meglio.

 

Bene Professore. A nome di Comunità Viva  la ringrazio per il suo contributo e la saluto.

 

 

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CHIESA CATTOLICA, MA SOPRATTUTTO ROMANA

14 Aprile 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #RELIGIONE

 

» di Carmelo Anastasio

 

Premessa
: questo articolo non vuole assolutamente mettere alcuno in rotta di collisione con la posizione secolare della Santa Sede sulla sua romanità, né tantomeno mettere in dubbio la sua “saggezza infallibile” anche se  la regola infallibile per l’interpretazione delle posizioni remote del Vaticano e della Scrittura è la Scrittura stessa (Credo di Westminster 1646).

Per evidenziare meglio il mio modo di affrontare taluni temi, mi sembra opportuno citare Denis Diderot  : “Scrivo su Dio: conto su pochi lettori e ambisco a poche approvazioni. Se questi pensieri non piaceranno a nessuno non potranno che essere cattivi, ma se dovessero piacere a tutti li considererei detestabili.”   (Pensieri filosofici, 1746)

                                                       ………………..

Per approfondire, con riflessioni dinamiche,  il discorso sulla romanità della Chiesa Cattolica e dei suoi atti caratterizzati nel tempo certamente da spirito non evangelico, si potrebbero spendere fiumi di parole. Basterebbe citare ciò che non fece Costantino nei confronti di papa Silvestro nel 324 che attendeva ricompensa per il battesimo dell’imperatore , oppure ancora,  il Credo di cui in premessa : “ Non c’è altro capo della Chiesa all’infuori del Signore Gesù Cristo.E il papa di Roma non può essere il suo capo, in alcun senso …”. O il “puttaneggiar  coi regi”  di Dante (Inferno, XIX,108 e 112-117) :

 

Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,

non la tua conversion, ma quella dote

che da te prese il primo ricco patre!

 

Per dirla in senso impertinente (P.O.) :” tutte le religioni del mondo pretendono di avere il monopolio della verità per sé, a scapito di altre e di conseguenza finché ci saranno religioni, che siano romane o universali o altro, ci saranno guerre di religione, come ci sono e , come ci insegna la storia, ci sono sempre state. Però ,  non ci sono guerre di scienza , magari non santa , ma certo Katholika, cioè non romana ma universale”.

L’importanza della romanità della Chiesa Cattolica non sfuggi neanche all’Uomo della Provvidenza Cavalier Benito che dell’universalità della Chiesa aveva un concetto più che Romano che ben si sposava con i suoi obiettivi. Candidamente , il 5.5.1929 alla Camera spiegò : “ Le idee religiose hanno ancora molto impero, più di quanto non si creda da taluni filosofi. Esse possono rendere grande servizio all’umanità. Essendo d’accordo col papa si DOMINA ancora la coscienza di 100 milioni ( oggi più di un miliardo) di uomini.

 

Ma torniamo al nocciolo “glocale” (termine a cui sono affezionato). Già in FUSCALDO nel 1559 , esattamente il 4 settembre, nella prigione del Castello dell’Elce, la tematica sulla Chiesa cattolica veniva affrontata, non certo in posizione di vantaggio (grazie al vescovo di Lesina e Nunzio pontificio romano) da uno dei tanti finiti poi sul rogo in Ponte ( la testata di Ponte di Castel S.Angelo – approfondimenti si potranno fare , per chi vuole, presso il Convento della Minerva –Roma dove è depositato l’originale atto di condanna del  Gian Luigi Pascale). Riporto alcuni passi di una sua lettera scritta nel castello di Fuscaldo :

“… Avendo scritta la presente ed aspettando l’opportunità di mandarvela , il Signore mi ha dato comodità di comunicarvi la disputa che fu tra me e il Vicario di Cosenza.Egli adunque , venuto che fu , da esaminare quelli della Guardia, che fu la sera, avendo egli cenato ed avendosi bevuto (secondo che mi disse il prete il quale mi serve)sei gran bicchieri di quei vini , se ne venne in Fuscaldo e entrato nella prigione con un detto sig.Odoardo, gentiluomo cosentino, la prima domanda che mi fece fu questa : - Donde sei tu?- Del Piemonte, risposi. Ed egli: - non avevi , soggiunse, altro che fare, se non venire a sedurre queste povere genti della Guardia?- Se Gesù Cristo è seduttore, risposi io, confesso di averli sedotti, altrimenti no; perciocché non ho detto loro altro se non quello che ho imparato nella sua scuola.- E dov’è questa scuola? Mi domandò egli. – In Ginevra, risposi, dove si predica la pura Parola di Dio.- E chi la predica?domandommi ancora.- Risposi : i Ministri di quella  Chiesa.-     Allora esso soggiunse, che cosa vuol dire : cattolica? – Risposi: universale.- Tu sei pure convinto ora , diss’egli, ritenendo che la Chiesa sia solo in Ginevra.- Io non dico che in Ginevra sia solo la Chiesa, né che sia Chiesa universale; ma la riconosco per chiesa di Gesù Cristo particolare, membro dell’universale, perciocché vi si predica la parola di Dio e vi si amministrano i Santi Sacramenti, secondo l’ordinazione di Gesù Cristo. Per la qual cagione non facciamo noi come pessimamente fate voi altri , i quali attaccate la Chiesa universale ad un luogo, e la considerate secondo la pompa , grandezza e lustro di questo mondo. Quale predicazione di Parola di Dio avete voi? Anzi la perseguitate a sangue e fuoco, e volete che in luogo di quella siano predicate le dottrine degli uomini, le quali sono un culto di Dio vano, come testifica il Profeta Isaia, e Gesù Cristo dopo di lui.   …..

Vi gloriate che la vostra Roma sia la Chiesa universale … Così voi, dipingendovi la Sacra Scrittura una Chiesa povera al mondo, vile, dispregiata e perseguitata, ve ne fabbricate una ricca, onorata e che perseguita.  …”

 

La Chiesa fondata da Cristo fu definita durante i concili di Nicea e Costantinopoli ( 325 e 381 ): UNA , SANTA, CATTOLICA, APOSTOLICA (cattolica nel senso sinodale e universale, non Romana). Il fondamento è già posto da Gesù Cristo, nessuno può metterne un altro (I Corinti 3.10). Gesù ha fondato un’unica Chiesa di cui Egli solo è il Capo (Efesini 4.15 e Colossesi 1.18). A me pare che la Chiesa Romana elabori astutamente la sua “Petrologia” istituendo un concetto errato di Chiesa che afferma la giurisdizione universale per diritto divino del Vescovo di Roma. Tant’è che la Chiesa di Roma è stata fondata quasi sicuramente da Paolo.Di Pietro infatti se ne perdono le tracce ad Antiochia e li si perde anche il significato di “ Pietro-Pietra” , perdita  che genera  tuttora anatemi che ricadono su tutti coloro che affermano che il primato del papa romano è in realtà un’affermazione più ideologica che teologica:  «il papa è nudo».

Concilio Vaticano I (1870) – Primato apostolico di Pietro : “Se qualcuno affermerà  che il Romano Ponteficie non sia il successore del beato Pietro : sia anatema”.

Si potrebbe  continuare con i 27 princìpi del Dictatus Papae  di Gregorio VII, ma allora  s’innescherebbe una discussione senza termine.

Per ultimo mi chiedo : perché nella versione ufficiale del Credo recitato oggi, manca il termine “romana” … “credo nella Chiesa, Una, Santa, Apostolica   …” e basta! C’è stato forse un ripensamento della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana)?

La definizione di “Cattolica”del dizionario di Salvatore Battaglia non è errata e da me già conosciuta . Il punto sta nel farla propria… crederci laicamente!

 

Chiusa Pensando al dogma dell’infallibilità del papa (1870) :

“Bisogna mettersi d’accordo sulle premesse : è l’uomo solo uno sbaglio di Dio o Dio solo uno sbaglio dell’uomo? (F.Nietzche)

 

Se devo essere punito per aver subordinato la fede alla ragione, allora sono pronto …” ( Voltaire)


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discutiamone un po' ... con Piergiorgio Odifreddi

13 Aprile 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #RELIGIONE

                   CRISTIANI E CRETINI

 

Cristo è la traslitterazione del termine greco christos  , «unto», scelto dalla Bibbia dei Settanta per tradurre

il termine ebraico maschia , «messia», col quale l’Antico Testamento indicava colui che doveva venire a restaurare il regno di Israele.

Fra i tanti sedicenti Cristi o Messia della storia, i Vangeli canonici identificano il loro con Gesù: a sua volta la traslitterazione di Ye(ho)shua, «Dio salva» o «Dio aiuta», un nome comune ebraico che secondo Matteo fu suggerito in sogno a Giuseppe da un angelo perché il figlio di Maria «avrebbe salvato il suo popolo dai suoi peccati». Cristiano, che ovviamente significa «seguace di Cristo», nella tradizione evangelica sta dunque a indicare «seguace di Gesù», secondo un uso che gli Atti degli Apostoli fanno risalire alla comunità di Antiochia.

   Col passare del tempo l’espressione è poi passata a indicare dapprima una persona qualunque, come nell’inglese christened, «nominato» o «chiamato», e poi un poveraccio, come nel nostro povero cristo.



Addirittura, lo stesso termine cretino deriva da «cristiano» (attraverso il francese crétin, da crétien), con un uso già attestato dall’Enciclopedia del 1754: secondo il Pianigiani, « perché cotali individui erano considerati come persone semplici e innocenti, ovvero perché, stupidi e insensati quali sono, sembrano quasi assorti nella contemplazione delle cose celesti».

   L’accostamento tra Cristianesimo e cretinismo, apparentemente irriguardoso, è in realtà corroborato dall’interpretazione autentica di Cristo stesso, che nel Discorso della Montagna iniziò l’elenco delle beatitudini con :« Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli» usando una formula che ricorre tipicamente anche in ebraico (anali ruach).

In fondo, la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. Tale critica, di passaggio, spiegherebbe anche in parte la fortuna del Cristianesimo : perché, come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un’intelligenza inferiore alla media(na), ed è dunque nella disposizione di spirito adatta a questa e altre beatitudini.

   Benché perfettamente soddisfacente nelle sue conclusioni, la critica etimologica sarebbe però facilmente rimuovibile da coloro che trovassero la sua argomentazione troppo debole : in fondo, in quanto Europei (dal greco eurys ops, «faccia larga») siamo anche letteralmente dei «faccioni», ma questo non ci basta per dedurre che allora abbiamo tutti un’espressione cretina e dunque come Europei non possiamo non dirci Cristiani (anche se qualcuno l’ha fatto, con argomenti non molto più articolati).

   Se vogliamo arrivare in maniera convincente alle stesse conclusioni, e cioè che il Cristianesimo è indegno della razionalità e dell’intelligenza dell’uomo, dovremo allora caricarci sulle spalle la Bibbia ( dal greco biblia, «libri») e percorrere la via crucis di una sua esegesi: non soltanto dei Vangeli (dal greco eu angelion,«buon messaggio» o « buona novella»), ma anche di ciò a cui essi si sono ispirati in precedenza , e che hanno a loro volta ispirato in seguito, dal Genesi al Catechismo.

   Così come , se volessimo dimostrare che il Cristianesimo ha costituito non la molla o le radici del pensiero democratico e scientifico europeo , bensì il freno o le erbacce che ne hanno consistentemente soffocato lo sviluppo, dovremmo turarci il naso e ripercorrerne la storia maleodorante del sangue delle vittime delle Crociate e dei fumi dei roghi dell’Inquisizione.

   E per evitare che quella storia si potesse troppo facilmente dismettere «come cosa d’altri tempi», dovremmo ricordare che anche la nostra epoca ha le sue crociate e le sue inquisizioni: perché conquistare i pozzi di petrolio dei Mussulmani, o fare referendum contro le biotecnologie, non è troppo diverso dal liberare il Santo Sepolcro dagli infedeli, o processare l’eliocentrismo. Soprattutto quando il Dio che «lo vuole» o «è con noi» è lo stesso il cui nome, oltre ad essere invocato nelle chiese, si incide sulle fibbie naziste e si stampa sui dollari statunitensi.

   Non si tratta, naturalmente, di fare di ogni erba un fascio, benché la  Chiesa Cattolica sia riuscita nel Novecento a fare con ogni fascio un concordato. Terremo dunque distinte le posizioni delle varie denominazioni del Cristianesimo, ma ci concentreremo sul Cattolicesimo: non certo per le sue immaginarie pretese di  costituire la varietà autentica della religiosità cristiana, bensì per le sue reali capacità di condizionare la vita politica, economica e sociale delle nazioni del Sud Europa e del Sud America (non a caso, le più arretrate dei loro continenti).

   In fondo , è proprio perché il Cristianesimo in generale, e il Cattolicesimo in particolare, non sono (soltanto) fenomeni spirituali, e interferiscono pesantemente nello svolgimento della vita civile di intere nazioni, che i non credenti possono sempre rivendicare il diritto , e devono a volte accollarsi il dovere, di arginare le loro influenze : soprattutto quando , come oggi, l’anticlericalismo costituisce più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa.

   In condizioni normali, una tale difesa sarebbe naturalmente compito delle istituzioni e dei rappresentanti del popolo. Purtroppo, però, questi sono invece tempi anormali, in cui presidenti, ministri e parlamentari fanno a gara per genuflettersi di fronte a papi, cardinali, vescovi, e ricevono man forte dagli apostati non solo del Comunismo e del Socialismo, ma addirittura del Risorgimento, in cui i padri avevano doverosamente separato le faccende dello Stato da quelle della Chiesa.

   A testimonianza basterà ricordare, a parte i reciproci salamelecchi tra presidenti e papi, da un lato le invocazioni alla Madonna nei discorsi di insediamento di Oscar Luigi Scalfaro al Quirinale il 28 maggio 1992 e di Pier Ferdinando Casini a Montecitorio il 31 maggio 2001, dall’altro la presenza di Massimo D’Alema e Walter Veltroni in piazza San Pietro il 6 ottobre 2002, alla cerimonia di beatificazione di Josemarìa Escrivà del Balaguer, fondatore della famigerata  Opus Dei.

   Tocca dunque ai cittadini comuni doversi far carico della difesa del laicismo (da laos ,«popolo», e laikos, <popolare»), per ovviare alle deficienze dei loro rappresentanti. E nella fattispecie,  tocca a un matematico farsene carico , per ovviare questa volta alle deficienze dei filosofi. Soprattutto di quelli che  a parole si dichiarano laici, ma nei fatti risultano essere più papisti del papa: un’impresa olimpica , tra l’altro , visti i papi che corrono. E naturalmente un matematico non poteva non fare omaggio , almeno nel titolo, al più illustre dei suoi predecessori : il Bertrand Russell di Perché non sono cristiano (1957) che fece controcanto al  Perché non possiamo non dirci cristiani  di Benedetto Croce (1943) . Ovvero, ogni epoca ha non solo i suoi filosofi collaborazionisti, ma anche i suoi matematici resistenti.

 

Piergiorgio Odifreddi

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ANCORA SU FERIE A FUSCALDO

4 Aprile 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

                                                          

 

 

FERIE A FUSCALDO SI … FERIE A FUSCALDO NO

 

Emerso e sommerso nella recente discussione (o polemica?) ospitata da un blog cittadino, consequenziale all’articolo “ 12 punti per non estivare a FUSCALDO”

 

"beati monoculi in terra coecorum"  



Sviluppi analitici

 

  1. commenti ( quasi tutti) caratterizzati da assenza di empatia
  2. forte carica d’ira incontrollata
  3. difetto di lettura del messaggio ( c’era una positiva provocazione – con un punto di domanda posto alla fine del titolo, l’argomento  non avrebbe trovato l’interesse di alcuno)
  4. riverenza ( o forse sudditanza? ) velata e distraente di alcuni interlocutori verso il “poteruccio”- inteso come sistema non necessariamente locale
  5. volgarità offensive (rivolte all’autore) che trasformano l’immagine positiva  della community
  6. incapacità di confutare verità obiettive
  7. incapacità di controllare la propria emotività ( manifestata anche con parole pesanti  : diffamazioni gratuite )
  8. inopportuno sentimentalismo in diversi interventi (chi non ama la terra che l’ha visto nascere? ). Il sole, il mare, il calore della gente e gli affetti non bastano (per alcuni)
  9. non sono mancate  indirette accuse retoriche ( manco se fossimo in trincea) di  “ tradimento e disfattismo”
  10. proposte “rotonde”e serie in  agorà , quasi subito trasformate in servizio di catering
  11. malizioso chiosare (ad occhi chiusi) di alcuni, farcito da parole melense di altri.
  12. I dodici punti, probabilmente hanno infastidito chi inconsciamente pensava  di detenere il monopolio del discorso sulla « questione glocale » accontentandosi della propria  rassegnazione, peculiare  figlia delle giustificazioni pseudo ideologiche dell’esistenza,ancor oggi  di zone di sottosviluppo. Rassegnazione ancor più  nostalgicamente in rapporto coloniale con l’antico Piemonte. Familiare cornice di un  declino catartico. 

 

Sono ancora  12 ma si potrebbe aggiungere  :

 

“ per risolvere i problemi potremmo dedicarci allo studio dell’agiografia, 

  vi potremmo trovare  un messaggio di-vino !”  - VI PIACE QUESTO MARE? E  
  TENETEVELO!

 

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ECCIDIO 1561

30 Marzo 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #RELIGIONE

ECCIDIO 1561
                      
                
"... il carnefice col coltello insanguinato fra i denti, in mano la benda sgocciante di sangue, le braccia rosse di sangue, andava afferrando i prigionieri l'un dopo l'altro, come un beccaio prende i montoni che vuole scannare... i prigionieri guardioti stavano chiusi, ammucchiati dentro una casa. La mattina dell'11 venne il boja a pigliarsi una a una le vittime. Trattone quello che gli capitava fra mano, gli legava una benda sugli occhi e menavalo in un luogo spazioso poco distante da quella casa. Qui fattolo inginocchiare, con un coltello gli tagliava la gola e lo gettava da parte, cadavere, o agonizzante com'era. Ripresa poi quella benda e quel coltello, su tutti gli altri ripeteva la stessa operazione. In quest'ordine 88 persone furono sgozzate ...
...Così la Chiesa voleva fare dell'Italia un cimitero, entro il quale non fossero che mute sepolture e la maestà del suo tempio, sua reggia; tutto escluso, anche la vita".
 F. De Boni - L'inquisizione e i calabro-valdesi



Maledizione

Adesso basta!                                                   
Mi hai annoiato
con la memoria che invochi                             
come antico guerriero
morente intrappolato
da inamovibile destino.
Né pietà né memoria ti darò.
Ladro sei!
Senza vera storia continui
 a cospargere
di polvere i nostri occhi puntati
alla ricerca del tempo.
Ora basta! Pietre, pietre, sempre pietra.
Paese desolato
non avrai anche il cuore così duro
come portale ornamentoso?
Massacrato da uomini stolti                      
più che dai colpi del tempo,
insepolto sui sepolti,
dormi nella gloria che non fu                 
condannato a scontare 
maledizioni in solitudine,
conseguenze d'eccidio
di colui che autore
riposa ora VICINO AL SANTO.
E quì,noi, chiusi ,
come lucertole usciamo al caldo,
protagonisti di memoria
insieme a giochi cesellati,
scolpiti,
dipinti,
non aprendo porte al cervello
arricchito di presepi. 

Carmanas                              
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DODICI MOTIVI PER NON ESTIVARE A FUSCALDO

22 Marzo 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #FUSCALDO

Dodici motivi per non andare in ferie a FUSCALDO

Riflessioni che invitano chi sta organizzando le ferie 2009 a Fuscaldo a fare più attenzione a non buttare via i propri soldi

 

»  di Carmelo Anastasio 

 

Dodici punti che aiutano a prendere coscienza di un problema reale che non è specifico del territorio di Fuscaldo ma comune a molti altri centri della costa del medio/alto tirreno cosentino. A proporre l’invito uno dei tanti emigrati al nord che ogni anno torna nella sua terra per passarvi le ferie e puntualmente alla fine di agosto ritorna a Milano sempre più amareggiato per aver assistito al solito declino ma ancor più determinato a pensare diverso per scongiurare l’epidemia del « pensiero unico e negativo sul futuro».

 

PERCHÉ NON ESTIVARE A FUSCALDO

 

1.      MARE SPORCO. Ogni anno lo stato della depurazione peggiora. Ad essere ottimisti, quasi ogni due ore appare puntuale la schiumarella marroncino chiaro che colora l’originario azzurro delle acque. Ma funziona il depuratore (se così si può chiamare ) o è solo una vasca volano? Occorrerebbe subito una conferenza dei sindaci del litorale per trovare una soluzione insieme alla provincia. Non è solo un problema di vacanza rovinata ma qualcosa di più serio, quasi un’ emergenza sanitaria. Le famiglie, già vessate dalla sfavorevole congiuntura economica , non possono essere colpite anche nel momento più atteso dell’anno alias le ferie.

  

2.   AFFITTI ELEVATI. Costi eccessivi per la locazione di abitazioni in fabbricati spesso fatiscenti. È assurdo pagare 2000 € ( per un appartamento vicino al mare ) per un mese d’affitto. Siamo a Fuscaldo o sulla Costa Sarda? Quanti locatori privati dichiarano i redditi specifici percepiti nei mesi estivi ? Occorrerebbe una rilevazione dei dati sin dal mese di giugno magari imponendo l’obbligo di denuncia all’autorità competente di quanto percepito con l’affitto.

3.      ASSENZA O QUASI DI DIVIETI DI BALNEAZIONE. I liquami galleggiano sulle acque e noi pure ( come tanti s…) arricchendo le gambe e non solo quelle, di piccole “lenticchie di colore marrone”.

4.    CARENZA DI SERVIZI. A cosa mi serve il wireless sul litorale se non posso fare il bagno? Da Fuscaldo paese per acquistare una confezione di Attak occorre spostarsi alla Marina  o a Paola. Se è necessario cambiare un assegno Intesa San Paolo, occorre spostarsi sino a Campora San Giovanni. Se dobbiamo fare la doccia, dobbiamo riempire al mattino presto (in coda alla “Fontanella/Fiuggi”), almeno 10 bottiglie di plastica da esporre al sole perché spesso la sera (senza preavviso) non c’è erogazione del prezioso liquido . Quando si va al mercatino vicino al Market Z. per gli acquisti di prodotti della campagna, già in fila si sente sussurrare “ Ci su i milanisi che  nell’accezione comune suona : “a questi pelali bene”. Perché bisogna pagare la frutta e la verdura 1/3 in più rispetto ai prezzi dei supermercati del nord? O c’è l’aggravio del costo del trasporto (max 3 Km).

5.     ASSENZA DI SEMAFORO SULLA STATALE 18 AL BIVIO PER LA STAZIONE DI PAOLA. Da Paola Marina percorrendo il litorale in direzione Fuscaldo, superare l’incrocio in parola, rappresenta una scommessa con la morte. Vogliamo fare qualcosa ? Magari anche in prossimità della Shell di Fuscaldo Marina dove recentemente ha perso la vita una donna cinquantenne.

6.     ASSENZA DI SIGNIFICATIVE INIZIATIVE CULTURALI E LUDICHE. Dove vai la sera? È vero che bisogna riposarsi, ma questo non significa staccare completamente la spina! Ad eccezione delle feste patronali non si fa nulla . Si qualche sagra della grispeddra, della “fresa” ma poi ? Diversa fu l’estate del 1982 (FUSCALDOESTATE82) con Mario e Carmelo Anastasio, Filippo Apicella e tanti altri del Comitato.  Un mese e mezzo di iniziative tutte interessanti.

7.    MONTAGNA IRRICONOSCIBILE (LAGHICELLO E CUNTATURU) dopo la sosta del 15 agosto di ogni anno. Cosa si può fare se manca il senso civico? E se non ci fossero gli scouts, quanto tempo rimarrebbero sulle foglie secche i piatti di plastica?

 8INSUFFICIENZA DI OPPORTUNI CONTENITORI PER RIFIUTI SULLA SPIAGGIA . I rifiuti me li porto su in paese? Diversi lo fanno, ma altri? Non sarebbe male proibire anche i falò notturni sulla sabbia (notte di San Lorenzo- i giovani non saranno d’accordo) se poi si lascia tutto come in discarica. Inoltre molti accessi al mare , con la cementificazione abusiva e selvaggia, sono spariti. Tutti chiusi da cancelli . 

9.  ASSENZA O QUASI DI DOCCE PUBBLICHE SULLA SPIAGGIA. La spiaggia è lunga, ne esistono solo 3 o 4 (puntualmente manomesse dai soliti anonimi ma non troppo) .Visto che in paese l’acqua scarseggia , occorrerebbe potenziare il servizio e magari vietare l’irrigazione degli orti con acqua potabile per non parlare del riempimento delle varie piscine (tante e private).

10.TASSA CONSORTILE PER IL CONSORZIO DI BONIFICA DELLA  VALLE   
     DEL    LAO  
     (sic!
) . Come dire ‘cornuto e mazziato’ . Almeno servisse ad eliminare le zanzare!

11.TASSA RIUFIUTI. Chi possiede un appartamento a Fuscaldo, pur utilizzandolo

      solo nel mese di agosto, paga l’intero importo della tassa per lo smaltimento dei

      rifiuti. Idem per l’acqua potabile. Si potrebbe imporre l’obbligo di comunicare in

      comune l’arrivo e la partenza in modo da pagare il giusto dovuto, un po’ come per i

      consumi di corrente elettrica. Non lamentiamoci poi se molti evadono il fisco.

12.ASSENZA IN PAESE DI UN DISTRIBUTORE DI BENZINA.  Cara vecchia

     Tamoil ! O AVIO ?

 

 

                           

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