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discutiamone un po' ... con Piergiorgio Odifreddi

13 Aprile 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #RELIGIONE

                   CRISTIANI E CRETINI

 

Cristo è la traslitterazione del termine greco christos  , «unto», scelto dalla Bibbia dei Settanta per tradurre

il termine ebraico maschia , «messia», col quale l’Antico Testamento indicava colui che doveva venire a restaurare il regno di Israele.

Fra i tanti sedicenti Cristi o Messia della storia, i Vangeli canonici identificano il loro con Gesù: a sua volta la traslitterazione di Ye(ho)shua, «Dio salva» o «Dio aiuta», un nome comune ebraico che secondo Matteo fu suggerito in sogno a Giuseppe da un angelo perché il figlio di Maria «avrebbe salvato il suo popolo dai suoi peccati». Cristiano, che ovviamente significa «seguace di Cristo», nella tradizione evangelica sta dunque a indicare «seguace di Gesù», secondo un uso che gli Atti degli Apostoli fanno risalire alla comunità di Antiochia.

   Col passare del tempo l’espressione è poi passata a indicare dapprima una persona qualunque, come nell’inglese christened, «nominato» o «chiamato», e poi un poveraccio, come nel nostro povero cristo.



Addirittura, lo stesso termine cretino deriva da «cristiano» (attraverso il francese crétin, da crétien), con un uso già attestato dall’Enciclopedia del 1754: secondo il Pianigiani, « perché cotali individui erano considerati come persone semplici e innocenti, ovvero perché, stupidi e insensati quali sono, sembrano quasi assorti nella contemplazione delle cose celesti».

   L’accostamento tra Cristianesimo e cretinismo, apparentemente irriguardoso, è in realtà corroborato dall’interpretazione autentica di Cristo stesso, che nel Discorso della Montagna iniziò l’elenco delle beatitudini con :« Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli» usando una formula che ricorre tipicamente anche in ebraico (anali ruach).

In fondo, la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. Tale critica, di passaggio, spiegherebbe anche in parte la fortuna del Cristianesimo : perché, come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un’intelligenza inferiore alla media(na), ed è dunque nella disposizione di spirito adatta a questa e altre beatitudini.

   Benché perfettamente soddisfacente nelle sue conclusioni, la critica etimologica sarebbe però facilmente rimuovibile da coloro che trovassero la sua argomentazione troppo debole : in fondo, in quanto Europei (dal greco eurys ops, «faccia larga») siamo anche letteralmente dei «faccioni», ma questo non ci basta per dedurre che allora abbiamo tutti un’espressione cretina e dunque come Europei non possiamo non dirci Cristiani (anche se qualcuno l’ha fatto, con argomenti non molto più articolati).

   Se vogliamo arrivare in maniera convincente alle stesse conclusioni, e cioè che il Cristianesimo è indegno della razionalità e dell’intelligenza dell’uomo, dovremo allora caricarci sulle spalle la Bibbia ( dal greco biblia, «libri») e percorrere la via crucis di una sua esegesi: non soltanto dei Vangeli (dal greco eu angelion,«buon messaggio» o « buona novella»), ma anche di ciò a cui essi si sono ispirati in precedenza , e che hanno a loro volta ispirato in seguito, dal Genesi al Catechismo.

   Così come , se volessimo dimostrare che il Cristianesimo ha costituito non la molla o le radici del pensiero democratico e scientifico europeo , bensì il freno o le erbacce che ne hanno consistentemente soffocato lo sviluppo, dovremmo turarci il naso e ripercorrerne la storia maleodorante del sangue delle vittime delle Crociate e dei fumi dei roghi dell’Inquisizione.

   E per evitare che quella storia si potesse troppo facilmente dismettere «come cosa d’altri tempi», dovremmo ricordare che anche la nostra epoca ha le sue crociate e le sue inquisizioni: perché conquistare i pozzi di petrolio dei Mussulmani, o fare referendum contro le biotecnologie, non è troppo diverso dal liberare il Santo Sepolcro dagli infedeli, o processare l’eliocentrismo. Soprattutto quando il Dio che «lo vuole» o «è con noi» è lo stesso il cui nome, oltre ad essere invocato nelle chiese, si incide sulle fibbie naziste e si stampa sui dollari statunitensi.

   Non si tratta, naturalmente, di fare di ogni erba un fascio, benché la  Chiesa Cattolica sia riuscita nel Novecento a fare con ogni fascio un concordato. Terremo dunque distinte le posizioni delle varie denominazioni del Cristianesimo, ma ci concentreremo sul Cattolicesimo: non certo per le sue immaginarie pretese di  costituire la varietà autentica della religiosità cristiana, bensì per le sue reali capacità di condizionare la vita politica, economica e sociale delle nazioni del Sud Europa e del Sud America (non a caso, le più arretrate dei loro continenti).

   In fondo , è proprio perché il Cristianesimo in generale, e il Cattolicesimo in particolare, non sono (soltanto) fenomeni spirituali, e interferiscono pesantemente nello svolgimento della vita civile di intere nazioni, che i non credenti possono sempre rivendicare il diritto , e devono a volte accollarsi il dovere, di arginare le loro influenze : soprattutto quando , come oggi, l’anticlericalismo costituisce più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa.

   In condizioni normali, una tale difesa sarebbe naturalmente compito delle istituzioni e dei rappresentanti del popolo. Purtroppo, però, questi sono invece tempi anormali, in cui presidenti, ministri e parlamentari fanno a gara per genuflettersi di fronte a papi, cardinali, vescovi, e ricevono man forte dagli apostati non solo del Comunismo e del Socialismo, ma addirittura del Risorgimento, in cui i padri avevano doverosamente separato le faccende dello Stato da quelle della Chiesa.

   A testimonianza basterà ricordare, a parte i reciproci salamelecchi tra presidenti e papi, da un lato le invocazioni alla Madonna nei discorsi di insediamento di Oscar Luigi Scalfaro al Quirinale il 28 maggio 1992 e di Pier Ferdinando Casini a Montecitorio il 31 maggio 2001, dall’altro la presenza di Massimo D’Alema e Walter Veltroni in piazza San Pietro il 6 ottobre 2002, alla cerimonia di beatificazione di Josemarìa Escrivà del Balaguer, fondatore della famigerata  Opus Dei.

   Tocca dunque ai cittadini comuni doversi far carico della difesa del laicismo (da laos ,«popolo», e laikos, <popolare»), per ovviare alle deficienze dei loro rappresentanti. E nella fattispecie,  tocca a un matematico farsene carico , per ovviare questa volta alle deficienze dei filosofi. Soprattutto di quelli che  a parole si dichiarano laici, ma nei fatti risultano essere più papisti del papa: un’impresa olimpica , tra l’altro , visti i papi che corrono. E naturalmente un matematico non poteva non fare omaggio , almeno nel titolo, al più illustre dei suoi predecessori : il Bertrand Russell di Perché non sono cristiano (1957) che fece controcanto al  Perché non possiamo non dirci cristiani  di Benedetto Croce (1943) . Ovvero, ogni epoca ha non solo i suoi filosofi collaborazionisti, ma anche i suoi matematici resistenti.

 

Piergiorgio Odifreddi

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ANCORA SU FERIE A FUSCALDO

4 Aprile 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

                                                          

 

 

FERIE A FUSCALDO SI … FERIE A FUSCALDO NO

 

Emerso e sommerso nella recente discussione (o polemica?) ospitata da un blog cittadino, consequenziale all’articolo “ 12 punti per non estivare a FUSCALDO”

 

"beati monoculi in terra coecorum"  



Sviluppi analitici

 

  1. commenti ( quasi tutti) caratterizzati da assenza di empatia
  2. forte carica d’ira incontrollata
  3. difetto di lettura del messaggio ( c’era una positiva provocazione – con un punto di domanda posto alla fine del titolo, l’argomento  non avrebbe trovato l’interesse di alcuno)
  4. riverenza ( o forse sudditanza? ) velata e distraente di alcuni interlocutori verso il “poteruccio”- inteso come sistema non necessariamente locale
  5. volgarità offensive (rivolte all’autore) che trasformano l’immagine positiva  della community
  6. incapacità di confutare verità obiettive
  7. incapacità di controllare la propria emotività ( manifestata anche con parole pesanti  : diffamazioni gratuite )
  8. inopportuno sentimentalismo in diversi interventi (chi non ama la terra che l’ha visto nascere? ). Il sole, il mare, il calore della gente e gli affetti non bastano (per alcuni)
  9. non sono mancate  indirette accuse retoriche ( manco se fossimo in trincea) di  “ tradimento e disfattismo”
  10. proposte “rotonde”e serie in  agorà , quasi subito trasformate in servizio di catering
  11. malizioso chiosare (ad occhi chiusi) di alcuni, farcito da parole melense di altri.
  12. I dodici punti, probabilmente hanno infastidito chi inconsciamente pensava  di detenere il monopolio del discorso sulla « questione glocale » accontentandosi della propria  rassegnazione, peculiare  figlia delle giustificazioni pseudo ideologiche dell’esistenza,ancor oggi  di zone di sottosviluppo. Rassegnazione ancor più  nostalgicamente in rapporto coloniale con l’antico Piemonte. Familiare cornice di un  declino catartico. 

 

Sono ancora  12 ma si potrebbe aggiungere  :

 

“ per risolvere i problemi potremmo dedicarci allo studio dell’agiografia, 

  vi potremmo trovare  un messaggio di-vino !”  - VI PIACE QUESTO MARE? E  
  TENETEVELO!

 

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ECCIDIO 1561

30 Marzo 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #RELIGIONE

ECCIDIO 1561
                      
                
"... il carnefice col coltello insanguinato fra i denti, in mano la benda sgocciante di sangue, le braccia rosse di sangue, andava afferrando i prigionieri l'un dopo l'altro, come un beccaio prende i montoni che vuole scannare... i prigionieri guardioti stavano chiusi, ammucchiati dentro una casa. La mattina dell'11 venne il boja a pigliarsi una a una le vittime. Trattone quello che gli capitava fra mano, gli legava una benda sugli occhi e menavalo in un luogo spazioso poco distante da quella casa. Qui fattolo inginocchiare, con un coltello gli tagliava la gola e lo gettava da parte, cadavere, o agonizzante com'era. Ripresa poi quella benda e quel coltello, su tutti gli altri ripeteva la stessa operazione. In quest'ordine 88 persone furono sgozzate ...
...Così la Chiesa voleva fare dell'Italia un cimitero, entro il quale non fossero che mute sepolture e la maestà del suo tempio, sua reggia; tutto escluso, anche la vita".
 F. De Boni - L'inquisizione e i calabro-valdesi



Maledizione

Adesso basta!                                                   
Mi hai annoiato
con la memoria che invochi                             
come antico guerriero
morente intrappolato
da inamovibile destino.
Né pietà né memoria ti darò.
Ladro sei!
Senza vera storia continui
 a cospargere
di polvere i nostri occhi puntati
alla ricerca del tempo.
Ora basta! Pietre, pietre, sempre pietra.
Paese desolato
non avrai anche il cuore così duro
come portale ornamentoso?
Massacrato da uomini stolti                      
più che dai colpi del tempo,
insepolto sui sepolti,
dormi nella gloria che non fu                 
condannato a scontare 
maledizioni in solitudine,
conseguenze d'eccidio
di colui che autore
riposa ora VICINO AL SANTO.
E quì,noi, chiusi ,
come lucertole usciamo al caldo,
protagonisti di memoria
insieme a giochi cesellati,
scolpiti,
dipinti,
non aprendo porte al cervello
arricchito di presepi. 

Carmanas                              
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DODICI MOTIVI PER NON ESTIVARE A FUSCALDO

22 Marzo 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #FUSCALDO

Dodici motivi per non andare in ferie a FUSCALDO

Riflessioni che invitano chi sta organizzando le ferie 2009 a Fuscaldo a fare più attenzione a non buttare via i propri soldi

 

»  di Carmelo Anastasio 

 

Dodici punti che aiutano a prendere coscienza di un problema reale che non è specifico del territorio di Fuscaldo ma comune a molti altri centri della costa del medio/alto tirreno cosentino. A proporre l’invito uno dei tanti emigrati al nord che ogni anno torna nella sua terra per passarvi le ferie e puntualmente alla fine di agosto ritorna a Milano sempre più amareggiato per aver assistito al solito declino ma ancor più determinato a pensare diverso per scongiurare l’epidemia del « pensiero unico e negativo sul futuro».

 

PERCHÉ NON ESTIVARE A FUSCALDO

 

1.      MARE SPORCO. Ogni anno lo stato della depurazione peggiora. Ad essere ottimisti, quasi ogni due ore appare puntuale la schiumarella marroncino chiaro che colora l’originario azzurro delle acque. Ma funziona il depuratore (se così si può chiamare ) o è solo una vasca volano? Occorrerebbe subito una conferenza dei sindaci del litorale per trovare una soluzione insieme alla provincia. Non è solo un problema di vacanza rovinata ma qualcosa di più serio, quasi un’ emergenza sanitaria. Le famiglie, già vessate dalla sfavorevole congiuntura economica , non possono essere colpite anche nel momento più atteso dell’anno alias le ferie.

  

2.   AFFITTI ELEVATI. Costi eccessivi per la locazione di abitazioni in fabbricati spesso fatiscenti. È assurdo pagare 2000 € ( per un appartamento vicino al mare ) per un mese d’affitto. Siamo a Fuscaldo o sulla Costa Sarda? Quanti locatori privati dichiarano i redditi specifici percepiti nei mesi estivi ? Occorrerebbe una rilevazione dei dati sin dal mese di giugno magari imponendo l’obbligo di denuncia all’autorità competente di quanto percepito con l’affitto.

3.      ASSENZA O QUASI DI DIVIETI DI BALNEAZIONE. I liquami galleggiano sulle acque e noi pure ( come tanti s…) arricchendo le gambe e non solo quelle, di piccole “lenticchie di colore marrone”.

4.    CARENZA DI SERVIZI. A cosa mi serve il wireless sul litorale se non posso fare il bagno? Da Fuscaldo paese per acquistare una confezione di Attak occorre spostarsi alla Marina  o a Paola. Se è necessario cambiare un assegno Intesa San Paolo, occorre spostarsi sino a Campora San Giovanni. Se dobbiamo fare la doccia, dobbiamo riempire al mattino presto (in coda alla “Fontanella/Fiuggi”), almeno 10 bottiglie di plastica da esporre al sole perché spesso la sera (senza preavviso) non c’è erogazione del prezioso liquido . Quando si va al mercatino vicino al Market Z. per gli acquisti di prodotti della campagna, già in fila si sente sussurrare “ Ci su i milanisi che  nell’accezione comune suona : “a questi pelali bene”. Perché bisogna pagare la frutta e la verdura 1/3 in più rispetto ai prezzi dei supermercati del nord? O c’è l’aggravio del costo del trasporto (max 3 Km).

5.     ASSENZA DI SEMAFORO SULLA STATALE 18 AL BIVIO PER LA STAZIONE DI PAOLA. Da Paola Marina percorrendo il litorale in direzione Fuscaldo, superare l’incrocio in parola, rappresenta una scommessa con la morte. Vogliamo fare qualcosa ? Magari anche in prossimità della Shell di Fuscaldo Marina dove recentemente ha perso la vita una donna cinquantenne.

6.     ASSENZA DI SIGNIFICATIVE INIZIATIVE CULTURALI E LUDICHE. Dove vai la sera? È vero che bisogna riposarsi, ma questo non significa staccare completamente la spina! Ad eccezione delle feste patronali non si fa nulla . Si qualche sagra della grispeddra, della “fresa” ma poi ? Diversa fu l’estate del 1982 (FUSCALDOESTATE82) con Mario e Carmelo Anastasio, Filippo Apicella e tanti altri del Comitato.  Un mese e mezzo di iniziative tutte interessanti.

7.    MONTAGNA IRRICONOSCIBILE (LAGHICELLO E CUNTATURU) dopo la sosta del 15 agosto di ogni anno. Cosa si può fare se manca il senso civico? E se non ci fossero gli scouts, quanto tempo rimarrebbero sulle foglie secche i piatti di plastica?

 8INSUFFICIENZA DI OPPORTUNI CONTENITORI PER RIFIUTI SULLA SPIAGGIA . I rifiuti me li porto su in paese? Diversi lo fanno, ma altri? Non sarebbe male proibire anche i falò notturni sulla sabbia (notte di San Lorenzo- i giovani non saranno d’accordo) se poi si lascia tutto come in discarica. Inoltre molti accessi al mare , con la cementificazione abusiva e selvaggia, sono spariti. Tutti chiusi da cancelli . 

9.  ASSENZA O QUASI DI DOCCE PUBBLICHE SULLA SPIAGGIA. La spiaggia è lunga, ne esistono solo 3 o 4 (puntualmente manomesse dai soliti anonimi ma non troppo) .Visto che in paese l’acqua scarseggia , occorrerebbe potenziare il servizio e magari vietare l’irrigazione degli orti con acqua potabile per non parlare del riempimento delle varie piscine (tante e private).

10.TASSA CONSORTILE PER IL CONSORZIO DI BONIFICA DELLA  VALLE   
     DEL    LAO  
     (sic!
) . Come dire ‘cornuto e mazziato’ . Almeno servisse ad eliminare le zanzare!

11.TASSA RIUFIUTI. Chi possiede un appartamento a Fuscaldo, pur utilizzandolo

      solo nel mese di agosto, paga l’intero importo della tassa per lo smaltimento dei

      rifiuti. Idem per l’acqua potabile. Si potrebbe imporre l’obbligo di comunicare in

      comune l’arrivo e la partenza in modo da pagare il giusto dovuto, un po’ come per i

      consumi di corrente elettrica. Non lamentiamoci poi se molti evadono il fisco.

12.ASSENZA IN PAESE DI UN DISTRIBUTORE DI BENZINA.  Cara vecchia

     Tamoil ! O AVIO ?

 

 

                           

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