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Blog  di Caranas
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Calabria – Nicoletta Filella sbarca a New York con il suo nuovo videoclip “Verso”

17 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

Le note del pianoforte della calabrese Nicoletta Filella mandano in tilt il traffico sulla 7° strada a New York, tra lo stupore dei turisti in occasione delle riprese del nuovo videoclip girato nella Grande Mela.“Verso” è il nuovo singolo tratto dall’album Altre Me, in uscita alla fine dell’anno, che racconta di un tango argentino, sensuale, ballato tra la cantautrice e la città di New York: un passo a due ora lento, ora pizzicato dalle note balcaniche, che caratterizzano la musica di Nicoletta Filella.

“New York è una città che va corteggiata – dice Nicoletta commentando il nuovo videoclip – e che ti seduce in ogni suo angolo, che ti prende come un cavaliere nel tango. New York in questo videoclip si lascia scoprire nel suo essere multietnica, latina, italiana; è ancora oggi – conclude Nicoletta – la città in cui è possibile suonare per strada e catturare l’attenzione della gente, è ancora il luogo dove possono realizzarsi i propri sogni”.

“Il tango romantico ma moderno di Nicoletta mi ha subito fatto venire in mente le scene di un film di Woody Allen; atmosfere urbane ma poetiche; perciò ho pensato subito a New York. – dice il regista del videoclip Stefano Poletti – Quale location migliore dove ambientare un tango di due persone che si rincorrono? ‘Un passo verso di te ed un passo verso di me’, proprio nella metropoli dove sembra che ognuno viva nel suo piccolo microsistema e non voglia più condividere grandi emozioni con gli altri, il tango diventa un ballo sovversivo dove al contrario i due ballerini devono trovare una magia fra di loro cercando di compenetrarsi il più possibile. L’idea poi si è anche sviluppata verso “la scoperta”, Nicoletta in giro per la città a scrutare come la gente si “muove” dentro La Grande Mela”.

Il video Clip è online da oggi su Youtube, sulla pagina Facebook Nicoletta Filetta Music dove è possibile vedere e ascoltare anche gli altri singoli e video di Nicoletta Filella “Ingredienti giusti”, “Amara terra mia”, “Balkaniko” e “Brighton”.

Fonte : Strill.it

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Renzi è una carogna – Giampaolo Pansa vi spiega perchè

16 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Renzi è una carogna – Giampaolo Pansa vi spiega perchè

" … Renzi sta già nel pieno della propria guerra lampo, il Blitzkrieg di hitleriana memoria. La velocità nell’azione è l’arma decisiva per la conquista totalitaria del potere. Qualcuno deve avergli spiegato che Benito Mussolini sconfisse le sinistre e s’impadroni dell’Italia nel giro di soli due anni, il 1921 e il 1922. Dallo squadrismo al regime passarono appena ventiquattro mesi. Poi ebbe inizio una dittatura destinata a durare un ventennio.

Chi lo affianca in questa corsa non ha dubbi né sulla tattica né sulla strategia del premier. E lavora con entusiasmo alla costruzione di un sisterna a cerchi concentrici. II punto focale è Renzi. Poi viene il primo cerchio magico, tutto di fedelissimi arrivati da Firenze. Il secondo cerchio, più largo, messo insieme alla belle meglio, zeppo di mediocri, e altrettanto pronto a seguirlo. II terzo è ancora in costruzione e lo vedremo affollato da un battaglione di signori che hanno favori da chiedere al premier e sono disposte a dare qualsiasi cosa in cambio.

Il Blitzkrieg renziano, se mai vincerà, trasformerà in peggio il sistema istituzionale italiano. Tutte le democrazie si reggono su un sistema di pesi e contrappesi indispensabili, che trovano nel Parlamento il luogo delle decisioni. Winston Churchill era solito dire: «La democrazia è un pessimo sistema di governo, ma finora non è stato inventato niente di meglio». Renzi, ormai è chiaro, disprezza il Parlamento. Preferisce parlare alla gente, ossia al popolo. Senza distinzioni di ceto, fede politica, condizione sociale."

Per saperne di più continua a leggere su : http://www.grandecocomero.com/renzi-pansa-carogna-unto-signore/

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LE MIGLIORI SCUOLE D'ITALIA

16 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #SCUOLA

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ANCHE PRELEVARE DAL CONTO CORRENTE DIVENTA UN REATO: ORAMAI E’ INQUISIZIONE DI STATO! ECCO LE NUOVE INFAMI LEGGI: I TUOI SOLDI? NON POTRAI FARNE CIO’ CHE VUOI

16 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

ANCHE PRELEVARE DAL CONTO CORRENTE DIVENTA UN REATO: ORAMAI E’ INQUISIZIONE DI STATO! ECCO LE NUOVE INFAMI LEGGI: I TUOI SOLDI? NON POTRAI FARNE CIO’ CHE VUOI

Da domani, chi preleva dal conto corrente una somma superiore a mille euro in un giorno o a cinquemila euro in un mese potrà essere oggetto di indagini da parte dell’Agenzia delle entrate. Viene infatti fissato un limite numerico alle operazioni sul proprio conto oltre il quale scatterà automaticamente una presunzione di “nero” qualora il contribuente non riesca a dimostrare il contrario. È questo l’emendamento più allarmante appena approvato al decreto fiscale e che rischia di costituire un vero e proprio spauracchio per contribuenti e risparmiatori. Difatti, benché la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti stabilisce che l’uso dei contanti è vietato solo a partire da 3.000 euro, e nonostante i chiarimenti ministeriali secondo cui tale limite non si applica a prelievi e versamenti sul conto corrente (per i quali non vi è alcun tetto), la nuova norma vorrebbe imporre ai correntisti un vincolo particolarmente forte. Ma procediamo con ordine.

SOLDI SUL CONTO CORRENTE, COSA PUOI FARE?

Se è vero che nel conto corrente ci sono soldi tuoi e, in linea teorica, dovresti essere libero di farne quello che vuoi, ivi compreso prelevarli nella misura e nei tempi che preferisci, di fatto non è così: salvo per i professionisti (per i quali sussiste una sentenza della Corte Costituzionale che li salva da questo regime [1]), tutte le volte in cui le cause del prelievo o del versamento in banca non possono essere dimostrate al fisco, quest’ultimo (o meglio, l’Agenzia delle Entrate) può presumere che, dietro l’operazione, si nasconda un’attività in nero. Scatta quindi il recupero a tassazione di quel reddito. Insomma una vera e propria sanzione per chi non sa dire da dove provengono o dove finiscono i suoi soldi sul conto corrente. Un principio che la legge stabilisce, in modo netto e chiaro per gli imprenditori, ma che spesso è stato applicato anche ai lavoratori dipendenti. La possibilità di effettuare un accertamento fiscale per prelievi o versamenti consistenti di denaro sul conto non ha salvato, infatti, in passato, neanche il lavoratore con reddito fisso, come il normale lavoratore dipendente (di norma ritenuto sempre al riparo dai sospetti dell’Agenzia delle Entrate). La giurisprudenza, infatti, ammette – sebbene non in via sistematica, ma solo laddove le evidenze di una possibile evasione fiscale siano conclamate – gli accertamenti bancari anche sui risparmiatori. Sicché è sempre bene, anche in tali ipotesi, conservare traccia dell’impiego del denaro contante a seguito di prelievo o versamento.

Si tratta, ovviamente, solo di una «presunzione» contraria al contribuente, che opera per di più in automatico, ma che consente sempre la prova contraria. Una prova, tuttavia, non sempre facile da raggiungere atteso che, spesso, dopo molto tempo, si perde traccia e memoria delle ragioni dei propri spostamenti monetari. Ecco allora che, oltre a una corretta causale, è sempre meglio conservare un archivio con le pezze giustificative dell’impiego di consistenti somme di denaro.

LA NUOVA NORMA

La nuova norma vuole imporre un limite numerico per le presunzioni sui prelievi: la possibilità che il prelievo divenga ricavo sussisterà al superamento di limiti giornalieri e mensili fissati, rispettivamente, a mille e 5 mila euro. Viene così integralmente riscritta la norma [2] in base alla quale i prelievi possono costituire “compensi”. Il legislatore interviene affermando come la norma in questione potrà operare al ricorrere di un requisito «numerico»: la presunzione contraria al contribuente, per i prelievi non giustificati, scatterà solo se viene superato il limite giornaliero di mille euro e, comunque, quello di 5 mila euro mensili. Entro invece tale limite siamo dinanzi a una sorta di «franchigia» entro la quale il problema non dovrebbe sussistere. Al contrario, superate le predette soglie la norma potrebbe essere azionata ma, si ritiene, soltanto per l’eccedenza rispetto alle stesse.

Fonte : www.grandecocomero.com

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L'Italia ha posto il veto sul bilancio dell'UE

15 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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IL MIO NO AL REFERENDUM E’ MOTIVATO EPPURE NON TANTO CONVINTO

12 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

IL MIO NO AL REFERENDUM E’ MOTIVATO EPPURE NON TANTO CONVINTO

di Caranas

Non voglio farla lunga, non una sintesi vera e propria ma un piccolo ragionato endorsement di autodifesa democratica.

Preciso che i dubbi sulla convinzione del mio NO sono dovuti al solo fatto ( e l’esperienza insegna) che di solito vincono gli altri. Mi succede anche giocando a briscola.

  1. Voterò NO perché , pur piacendomi la logica della “semplificazione”, non mi va ad esempio l’avanti e indietro di un provvedimento di legge dalla Camera al Senato, ma non è questo il problema se penso che in passato in breve tempo sono state approvate riforme quali Il Servizio Sanitario Nazionale, lo Statuto dei Lavoratori ecc. Ma questo avveniva perché c’era una classe politica forte che sapeva anche mediare ed i politici di allora erano motivati ed arrivavano alle cariche dopo aver studiato ( ricordate la vecchia scuola del PCI stile Frattocchie ?) I politici di oggi mi sembrano più adatti a vendere pentole in tv.
  2. Il mio NO è dovuto anche alla limitazione della sovranità popolare e della rappresentanza. In pratica se il Senato deve far qualcosa se pur con meno senatori (perché non dimezziamo anche i deputati se si vuole risparmiare?) , voglio votarlo io in modo diretto e non altri.
  3. Disparità tra sindaci con doppia carica (loro territorio più senato) e quelli che invece non entreranno a Palazzo Madama. I primi avranno anche l’immunità senatoriale. C’è anche il rischio di trovare senatori diciottenni e deputati con età non inferiore ai 25 anni.
  4. Cosa è il risparmio di 50 milioni di fronte a quello annunciato da Renzi di un miliardo con l’abolizione dell’attuale Senato? Quei 50 milioni non basteranno neanche a soddisfare la richiesta di 35 €/g per tutti gli immigrati, Maremma maiala !
  5. NO perché l’articolo 72, detto anche del “voto a data certa”, prevede una corsia preferenziale per i disegni di legge del governo, che quindi avranno sempre la precedenza. In pratica, in una situazione di emergenza permanente, si potranno discutere solo leggi di iniziativa del governo saldamente in mano al futuro premier in carica che in poco più di due mesi potrà approvare una nuova legge elettorale se le orecchie fischiano anche alle dentiere brianzole o maremmane con i pipistrelli tra gli arti.
  6. Voterò NO anche per protesta contro Cuperlo e & che si son fatti fregare da un pischello approvando l’Italicum.
  7. NO perché diciamolo chiaro che è anche un NO per far cadere RENZI e le sue riforme che non condivido :
  • Il Jobs act (la legge sul lavoro, in italiano) ha prodotto qualche migliaio di nuovi posti di lavoro, parecchie stabilizzazioni e un profluvio di lavoro precario (voucher e compagnia brutta), ed è costata venti miliardi che, investiti in altro modo, avrebbero creato più lavoro;
  • La “buonascuola” ancora peggio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti;
  • velocità delle leggi, l’argomento è specioso e rasenta la malafede: la legge Fornero venne approvata in 18 giorni, il bail-in in 13, le banche pericolanti (anche quella del papà della ministra delle riforme) sono state salvate in due settimane. In sostanza, quando si toccano gli interessi del cittadino meno abbiente le leggi corrono assai.

Potrei continuare ma allungherei il brodo. Il terrorismo dialettico di Renzi non mi piace e non succederà nessun disastro se vincerà il No perché il disastro è lui arrogante e sbruffone con Verdini.

Per la cronaca, nel referendum costituzionale del 2006 Renzi votò No, come Rauti, discorso chiuso.

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Salute, Diabete: creato il primo “pancreas artificiale

11 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #MEDICINA

Salute, Diabete: creato il primo “pancreas artificiale

Tutti coloro che soffrono di diabete ringraziano il “pancreas artificiale” creato dai ricercatori

Salute meno a rischio per i diabetici grazie alla recente creazione del pancreas artificiale, un importantissimo strumento elettronico che monitora costantemente il glucosio nel sangue e rilascia la giusta quantità di insulina: il prototipo è stato recentemente approvato dall’FDA, l’agenzia americana che regola i farmaci e il loro utilizzo.

Nello specifico, tale strumento regola i livelli di insulina in automatico, senza che il paziente debba fare assolutamente nulla: ogni cinque minuti, infatti, misura il glucosio ed interviene prontamente quando necessario. Tale misuratore – che, alla resa dei conti, si comporta come un vero e proprio organo computerizzato -, è formato da un sensore sottopelle che va misurando i livelli di glucosio, da una pompa di insulina agganciabile alla cintura, e da un cerotto ad infusione collegato alla pompa, il cui compito è, appunto, quello di rilasciare la sostanza quando ritenuto necessario.

Attualmente, il prodotto è stato autorizzato per un utilizzo dai 14 anni in su, ma è già in lavorazione una particolare versione utilizzabile dai 7 ai 13 anni. Ecco come i ricercatori commentano tale ritrovato:

È la prima tecnologia di questo tipo e può dare ai malati una maggiore libertà nella vita di tutti i giorni, senza doversi monitorare costantemente e manualmente il glucosio e farsi iniezioni di insulina.

Insomma: ci stiamo davvero avvicinando al futuro a grandi passi! L’era degli organi robotici o computerizzati si va avvicinando sempre di più, a dimostrazione ulteriore di come la tecnologia, se usata correttamente, può veramente essere utile all’uomo e migliorarne le sue condizioni di vita e, in questo caso, di salute!

Speriamo bene, insomma, che sia proprio questa la “chiave” d’interpretazione per leggere il futuro di tante persone, affinché il domani possa essere libero dal dolore e dalla malattia. Un domani, insomma, finalmente sereno!

fonte :www.ilgiomba.it

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Ricordate Renzi pochi anni fa?

7 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Ricordate Renzi pochi anni fa?

Ecco cosa diceva

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Il mostro di Firenze ?

7 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Il mostro di Firenze ?

Ormai Renzi ha mostrato la sua vera faccia ; peggio di Berlusconi. Se passerà il “SI” avrà tutti gli strumenti utili per cantarsela e suonarsela da solo. Sparirà la sovranità del popolo. E’ vergognoso vedere le stesse facce, perennemente sorridenti, anche adesso che il nostro Paese è flagellato dal terremoto e dalla violenza di piogge e trombe d’aria. I ‘saccenti’ aprono dei tavoli di discussione ed il Paese è salvo. Quanta presunzione quanta arroganza ed ignoranza, nelle loro scontate affermazioni.

Il mostro di Firenze ?
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E’ importante festeggiare il compleanno? Io non voglio premiare il mio narcisismo

7 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #AUGURI

 E’ importante festeggiare il compleanno? Io non voglio premiare il mio narcisismo

Oggi è il mio compleanno, e non ho tanta voglia di festeggiarlo. L’ultimo anno è stato veramente faticoso; ma c’è veramente motivo di festeggiare qualcosa che ti invecchia? Che ti ricorda il sognare di aver perso il treno o la valigia o di non saper più uscire dalle aule del Politecnico? Certo qualcosa non va. Tipo la prostata che ti impedisce da un anno di fare un sonno prolungato e tranquillo. Come rimpiango il vecchio rinale che usavano i nostri nonni! Però qualcosa di buono l’ho fatto in questi ultimi dodici mesi. Se pur lavori che non mi renderanno in futuro alcun reddito.

Soffro però della malattia della diaspora. Sono a Fuscaldo e non vedo l’ora di salire a Milano, sono a Milano e non vedo l’ora di tornare giù nella mia bella Calabria ( mi riferisco ai luoghi). E’ il destino dell’emigrante. Chissà se i profughi che riceviamo ogni giorno vivono le stesse sensazioni. Anche se in passato ci tenevo tanto, ora penso : è proprio necessario dare enfasi a questo evento tutti gli anni? Non è che ci fa sentire più vecchi? Il regalo è inevitabile? Perché alcuni rifiutano di festeggiare questo giorno?

Le pillole però dei fuscaldesi che seguono questo blog non arriveranno mai, nessuno di loro lascerà un commento anche se ipocritamente durante i mesi di apertura del museo creato a Fuscaldo da Mario mio fratello col sottoscritto, continuavano a fare complimenti. Sarà timidezza, paura di fare brutta figura nello scrivere… tant’è diceva Marilù.

Forse potrò trovare delle risposte nel "Petite psychologie de l'anniversaire" (“Piccola psicologia del compleanno”) dello psicologo Christian Heslon, ma ci credo poco. Ora ci provo.

L'importanza del compleanno

È importante festeggiare il proprio compleanno?

“Christian Heslon: È importante nell'infanzia e nell'adolescenza, mentre lo è meno dopo i 20 anni. A partire da questa età, si iniziano piuttosto a festeggiare le decine (20 anni, 30 anni, 40 anni…) o gli intervalli di cinque anni (25, 35 anni). Dal punto di vista psicologico è utile festeggiare un compleanno: è il caso dei decenni, dei lustri, della maggiore età, ecc. Per alcune persone, è importante non sentirsi dimenticate nel giorno della ricorrenza della loro nascita: le donne in generale, così come le madri i cui figli hanno lasciato casa, ma anche alcuni uomini in diversi momenti della loro vita. Festeggiare il compleanno presenta più di una sfaccettatura: è al contempo un evento personale, un pretesto per far festa, un modo per rafforzare il proprio narcisismo messo a dura prova dal passare degli anni (narcisismo genitoriale, nel caso del compleanno dei figli) e, infine, festeggiare il compleanno sostituisce i riti di passaggio che vanno via via scomparendo: battesimo, diploma o laurea, servizio militare, ecc. Oggi, una festa di compleanno permette anche di mettere alla prova la solidità dei legami affettivi, resi ancor più necessari dall'indebolimento del tessuto sociale. Tutto dipende anche da ciò che si intende per "festeggiare": la condivisione di un semplice pasto in famiglia o con alcuni amici può presentare maggiori benefici psicologici rispetto a una festa smodata o a un regalo sbagliato.”

Quello che ho capito è in sintesi questo: “Il compleanno al femminile è all'insegna della gratificazione e degli auguri, mentre al maschile, è segno dell'affermazione di sé e della propria capacità di gestire gli affetti”.

Buon compleanno Caranas

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