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Un po' di pausa fa bene alla salute, Ci vediamo tra una settimana

8 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Arrivederci

Un po' di pausa fa bene alla salute, Ci vediamo tra una settimana

bla, bla, bla

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Quando Hillary faceva gli occhi neri a Bill

7 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Hillary occhi neri a Bill

Quando Hillary faceva gli occhi neri a Bill

«Quando Hillary faceva gli occhi neri a Bill», le rivelazioni dell’ex 007 sulla (White) House of Clintons.

Ora che la Hillary vince la nomination vengono fuori alcuni scheletri nell’armadio. Ma già si sapeva o si intuiva su chi veramente comandava alla Casa Bianca al tempo di Clinton presidente.

Io non so se agli ex appartenenti ai servizi segreti in difesa del presidente USA è permesso divulgare notizie (private) se pure con anni di ritardo, ma Gary J. Byrne l’ha fatto.Negli anni '90 agente dei servizi segreti al lavoro alla Casa Bianca, in un libro ricorda gli occhi neri del presidente e le sfuriate della first lady.

Attraverso questo libro, chi ha dubbi sull’affidabilità della signora Clinton può aggiungere un tassello di sicurezza.

Hillary Clinton «troppo incostante, incontrollabile e in certi frangenti manesca», protagonista di «esplosivi e violenti scoppi d’ira». È la first lady inedita, raccontata oggi da un agente dei servizi segreti americani, Gary J. Byrne, che nel corso degli anni ’90, lavorando alla prestigiosa postazione davanti alla Stanza Ovale, ha avuto modo di conoscere bene l’allora presidente ed anche la first lady.

In un libro dal titolo (troppo lungo a mio dire) :“Crisi di carattere: un ufficiale dei servizi segreti rivela la sua esperienza di prima mano con Hillary e Bill e su come si comportavano”, Byrne, 29 anni di carriera in esercito e servizi, ricorda gli occhi neri di Bill e le sfuriate pazzesche di lei. Di questo libro ne parla Glauco Maggi sul quotidiano Libero affermando che si legge che la First Lady ripetutamente urlava oscenità contro il marito, ma anche contro il personale e le guardie, e tutti vivevano nella paura della prossima tirata. Gli agenti discussero persino se dovevano proteggere il presidente anche dagli attacchi fisici della moglie.

L’autore riferisce di un «alterco violento» appena prima di un importante discorso di Bill alla nazione, ma l’episodio più clamoroso fu quel mattino del 1995 in cui, dopo una notte di litigate rumorose, lo staff trovò un vaso blu «ridotto in pezzi» e Bill si presentò con un «occhio livido, da metterci una bistecca sopra». Il poveretto diede la colpa alla allergia alla caffeina, ma la battuta che girava era che era allergia agli schiaffi. Hillary era paranoica al punto che voleva bandire il servizio segreto dalla Casa Bianca e in una occasione cercò di scaricare la sua stessa scorta.

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C'era una volta, c'è oggi a Fuscaldo

6 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO FOTO

C'era una volta, c'è oggi a Fuscaldo
C'era una volta, c'è oggi a Fuscaldo
C'era una volta, c'è oggi a Fuscaldo
C'era una volta, c'è oggi a Fuscaldo
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FUSCALDO : RAMUNDO DI NUOVO SINDACO CON QUASI IL 50% DEI VOTI

6 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #RAMUNDO SINDACO

FUSCALDO : RAMUNDO DI NUOVO SINDACO CON QUASI IL 50% DEI VOTI

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Risultati elezioni amministrative Fuscaldo 2016

AUGURI A GIANFRANCO RAMUNDO E ALLA SUA SQUADRA

ORA SUBITO RIPARAZIONE DEL LUNGOMARE!

FUSCALDO : RAMUNDO DI NUOVO SINDACO CON QUASI IL 50% DEI VOTI
FUSCALDO : RAMUNDO DI NUOVO SINDACO CON QUASI IL 50% DEI VOTI
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IL PUGILE MIGLIORE DI SEMPRE, MOHAMMAD ALI E' MORTO A 74 ANNI

4 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Mohammad Ali

IL PUGILE MIGLIORE DI SEMPRE, MOHAMMAD ALI E' MORTO A 74 ANNI

... è talmente conosciuto nel mondo che non scriverò nulla in questo articolo, solo CIAO Mahammad Ali

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FUSCALDO - Domenica si vota

3 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS

FUSCALDO - Domenica si vota

Non dimenticare il nuovo

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REFERENDUM : IL VOLTAFACCIA DI BENIGNI

3 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #bBENIGNI referendum

REFERENDUM : IL VOLTAFACCIA DI BENIGNI

IL VOLTAFACCIA DI BENIGNI

Da il fattoquotidiano

Roberto Benigni cambia verso. Fino a un mese fa, il comico si diceva orientato a votare no al referendum costituzionale,affermando l’importanza di “proteggere la nostra meravigliosa Costituzione”. Ora, in un’intervista a Repubblica, spiega di avere cambiato idea: “Ho dato una risposta frettolosa, dicendo che se c’è da difendere la Costituzione, col cuore mi viene da scegliere il no. Ma con la mente scelgo il sì. E anche se capisco profondamente e rispetto le ragioni di coloro che scelgono il no, voterò sì”. In realtà non è la prima giravolta del comico toscano: a gennaio, aveva annunciato che avrebbe votato sì. Poi no, e infine ancora sì.

Il premio Oscar ammette che la riforma è “pasticciata”, ma sostiene che sia meglio di niente. “Sono trent’anni che sento parlare della necessità di superare il bicameralismo perfetto: niente – afferma Benigni – Di creare un Senato delle Regioni: niente. Di avere un solo voto di fiducia al governo: niente. Pasticciata? Vero. Scritta male rispetto alla lingua meravigliosa della Costituzione? Sottoscrivo. Ma questa riforma ottiene gli obiettivi di cui parliamo da decenni. Sono meglio del nulla. E io tra i due scenari del giorno dopo, preferisco quello in cui ha vinto il sì, con l’altro scenario si avrebbe la prova definitiva che il Paese non è riformabile”.

Il comico definisce il premier Matteo Renzi “una persona che stimo” e ricorda la sua partecipazione ai propri spettacoli: “Quando recitavo Dante a Firenze veniva ogni sera, e ogni volta si sedeva più a destra. Prima due file più in là, come per provare, poi quattro, poi sei. Andava sempre a destra, io lo facevo notare al pubblico con una gag infantile, che creava un sacco di risate, segno di popolarità e di simpatia”. Benigni parla poi anche della sua idea su Denis Verdini: “Farebbe bene la Volpe in Pinocchio. Ma anche l’Omino di burro che raccoglie i ragazzi somarelli e li porta via nel Paese dei Balocchi promettendogli la settimana dei tre giovedì. Ma forse hanno fatto le unioni civili apposta perregolarizzare il suo rapporto con Renzi”.

Chissà cosa lo avrà convinto a fare il voltafaccia. Timore di essere epurato dalla RAI ?

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Figlio e nipote del pluripregiudicato vicino alla camorra: entrambi candidati a Napoli.

2 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Camorra e amministrative

 Figlio e nipote del pluripregiudicato vicino alla camorra: entrambi candidati a Napoli.

Uno alla nona municipalità, l’altro direttamente al consiglio comunale. Tutti e due in lista con Ala di Denis Verdini, che alle comunali partenopee è schierato al fianco di Valeria Valente, nome scelto dal Partito democratico. La notizia pubblicata dal dorso locale di Repubblica è confermata direttamente dall’ex braccio destro di Berlusconi, nel capoluogo campano per un’iniziativa elettorale al fianco della Valente. “Le persone rispondono per quello che hanno fatto loro, non per quello che hanno fatto gli altri. La lista è pulita, non cambio idea” ha risposto Verdini. Come se nulla fosse.

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Fatti di corna

2 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Corna

Fatti di corna

Oggi, dopo la riforma del diritto di famiglia, in Italia l’adulterio non costituisce più reato, ma può essere causa di separazione dei coniugi.

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Rino Gaetano ucciso dalla massoneria ?

2 Giugno 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Rino Gaetano ucciso dalla massoneria

 

Le teorie dell'avvocato Mautone.

 

Rino Gaetano, morto a 31 anni in un incidente stradale la notte del 2 giugno 1981, sarebbe stato ucciso dagli adepti di una loggia massonica deviata da cui si era dissociato.

L'OMBRA DELLA MASSONERIA. A sostenere la tesi, in un libro intitolato Rino Gaetano, assassinio di un cantautore (Gli Occhi di Argo), è Bruno Mautone, avvocato, ex sindaco di Agropoli e disc jockey per passione, che per due anni ha studiato a fondo carte e documenti nonché i testi delle 60 canzoni dell'artista calabrese nelle cui rime si riscontrerebbero «chiare e incontrovertibili allusioni ai protagonisti dei misteri più scabrosi della cronaca affaristica e giudiziaria d’Italia».

INVETTIVE E PROFEZIE IN VERSI. Dall’omicidio di Wilma Montesi del 1953 all’affaire Lockheed del 1976, dalla morte di Michele Sindona alla predizione della propria tragica fine, i sei long playng di Rino Gaetano sarebbero un susseguirsi di invettive «contro i misfatti della massoneria deviata». Camuffate, spiega Mautone a Lettera43.it, «nel labirinto di rime surreali e sorprendenti metafore».

DOMANDA. Come è diventato uno studioso del cantautore Rino Gaetano?

RISPOSTA. Sono avvocato, ma per diletto anche disc jockey. Da sempre ascolto i suoi brani.

D. Sessanta canzoni, sei Lp: li ha imparati tutti a memoria?

R. Di più. Li ho analizzati parola per parola. Anche i titoli sono allusivi. E le copertine...

D. E dunque?

R. Nei brani di Rino si riscontrano centinaia di riferimenti aspri alla massoneria deviata e ai misteri italiani.

D. Come mai nessuno se ne è mai accorto?

R. Perché lui, da autentico genio, ha camuffato alla perfezione invettive e predizioni. Ma è possibile decifrarle.

D. Qualche esempio?

R. Lo scandalo Lochkeed, la morte di Michele Sindona, la morte di Enrico Mattei, l’omicidio di Wilma Montesi

D. L’omicidio Montesi risale al 1953: Rino Gaetano aveva tre anni.

R. Eppure, ne accenna in almeno due canzoni.

D. Quali?

R. Anticipo solo che il cantautore ironizza sui giudici che diedero credito alla tesi della morte della ragazza avvenuta per una sincope da pediluvio.

D. Invece?

R. Nei testi, il cantautore mostra di aver saputo che si era trattato di un omicidio.

D. A chi attribuisce la colpa?

R. A Piero Piccioni, il figlio del ministro democristiano Attilio, e a personaggi degli ambienti politici e aristocratici della Capitale che invece furono assolti.

D. Tesi suggestiva. Ma tutta da dimostrare.

R. Basta ascoltare attentamente Io ci sto, l’ultima canzone di Rino Gaetano.

D. E?

R. «Mi dicono di stare zitto», scrive, «e di non parlare». «Mi sento solo», aggiunge, «ma io ci sto e continuerò a parlare».

D. E allora?

R. È stato il suo ultimo brano: sembra o no un testamento politico?

D. Avvocato, riesce a essere più convincente?

R. Mio fratello è figlio unico, uno dei brani più famosi, è un distacco chiarissimo dalla massoneria che lo aveva deluso.

D. Solo perché è citata la parola «fratello»?

R. I massoni fra loro si chiamano fratelli. Proclamarsi figlio unico vuol dire annunciare di non far più parte della massoneria.

D. E poi?

R. Il suo primo disco è intitolato Ingresso libero: cioè, entro in loggia ma rivendico i miei spazi di critica.

D. Casualità, forse coincidenze...

R. Può darsi. Ma sono troppe e troppo circostanziate. Si prenda E Berta filava, che è un altro brano famosissimo.

D. Sì una filastrocca.

R. È soprattutto la denuncia sugli imbrogli legati allo scandalo Lochkeed del 1976 (tangenti ai ministri in cambio di acquisto di aerei Usa, ndr) e sull’identità delle vere Antelope Cobbler.

D. Addirittura?

R. Mario e Gino, i due personaggi con cui Berta filava citati nel brano, sono gli ex ministri Mario Tanassi e Luigi Gui che Rino Gaetano ritiene i capri espiatori dello scandalo, condannati per salvare i grossi calibri della Democrazia cristiana.

D. E il «bambino che non era di Mario e non era di Gino»?

R. È la Lockheed, il cui presidente si chiamava Robert Gross.

D. Berta allora starebbe per Robert?

R. Esatto.

D. E Antelope Cobbler?

R. Da Andreotti a Moro fino a Giovanni Leone: nel brano intitolato Standard, che è quasi sconosciuto, Rino cita sette notabili Dc storpiando i cognomi. E ne individua tre indicandoli come i più sospetti.

D. Basta così?

R. No. In un altro brano, accusa i «buffoni di corte». Sono i giudici della Corte costituzionale che, secondo lui, non andarono mai a fondo all’affaire Lochkeed.

D. Lei scrive che Rino Gaetano avrebbe predetto in un brano anche la propria morte.

R. Lui canta: «Vedo già la mia salma portata a spalla da persone che ce l’hanno con me. Ma resteremo insieme, io e Clem».

D. Chi è Clem?

R. Clemente XII (1652-1740) fu il papa che emanò la bolla contro la massoneria. C’è poi una canzone d’amore in cui il cantautore nomina senza motivo un certo barone Lafayette.

D. Chi era?

R. Il capo della massoneria che in Usa avrebbe affiliato George Washington e Benjamin Franklin.

D. Sarebbe altamente simbolica anche la data della morte di Rino Gaetano, il 2 giugno 1981. Perché?

R. Festa della Repubblica. La stella a cinque punte è simbolo della Repubblica italiana ma anche della massoneria. Il disegnatore che ne schizzò il logo era Paolo Paschetto, un massone dichiarato. Ma i dubbi più inquietanti riguardano le modalità dell’incidente automobilistico in cui Rino perse la vita.

D. Era solo in auto, finì contro un camion alle tre del mattino, sulla Nomentana a Roma.

R. Nessuno ha mai periziato i freni dell’auto, perché? E ancora: quella sera saltò una cena già fissata con un suo musicista. Per quale ragione?

D. Dubbi legittimi. Ma poi?

R. C’è un medico del Policlinico di Roma, tal Novelli, che ha raccontato di aver telefonato quella notte a cinque ospedali, tra cui il San Camillo e il San Giovanni, affinché ricoverassero in un reparto adeguato Rino Gaetano che aveva subìto un gravissimo trauma cranico. Ma tutti risposero genericamente di non aver posti disponibili.

D. Notizia già nota. Negli ospedali può succedere, no?

R. Forse. Ma come si spiega che in una canzone composta nel 1972, La ballata di Renzo, Rino Gaetano abbia raccontato una storia assolutamente identica a quella della sua morte?

D. Identica in che senso?

R. Nella dinamica, ma non solo. Nel testo si citano perfino i due ospedali romani che rifiutano il ricovero al ferito proprio come accadde nove anni più tardi, in quella tragica notte.

D. Ma lei teme i massoni deviati?

R. So che più pubblicizzo il libro e meno rischi corro.

D. Si è mai pentito di averlo scritto?

R. No. Ma su Rino Gaetano ho lavorato per due anni ogni notte da mezzanotte all’alba. Ora che ho finito, faccio fatica a prender sonno

(Fonte : Lettera 43)

 

............ di Caranas

Oggi Rino  avrebbe  quasi la mia età, siamo nati entrambi nel 1950. Rino Gaetano è morto quando ne aveva 30 di anni  in un incidente stradale sulla via Nomentana. L'avvocato Bruno Mautone sostiene nel libro di cui sopra che Rino è stato ucciso . Il penalista,  analizzando i testi del cantautore e altri indizi, sostiene infatti la tesi che Rino Gaetano sia stato assassinato.Da chi?

Mi sembrano le sue congetture,  però le coincidenze sono anche troppe.

Ho provato anch’io a leggere attentamente i testi delle canzoni di Rino Gaetano, ed in effetti sembra che la sua morte, alla fine, non è stata una tragica fatalità. Ma non ci sono prove. Certo è che i testi di Rino non nascondono l’enorme tristezza tipicamente calabrese che aveva nel cuore. Cosa lo tormentava ? L’uscita dal gruppo massonico? Bah !

In un’occasione, disse: «C’è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio. Io non li temo. Non ci riusciranno. Sento che le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. Che, grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera. Capiranno e apriranno gli occhi, anziché averli pieni di sale. E si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta». Non sarebbe una località nominata a caso dal cantautore, ma un evidente riferimento alla morte di Wilma Montesi, ritrovata cadavere su quella spiaggia nel 1953. Un decesso archiviato come suicidio dopo anni di indagini che fecero tremare anche alcuni politici. Ma Rino allora aveva solo tre anni, come mai questa citazione?

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