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Blog  di Caranas

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ELEZIONI COMUNALI FUSCALDO : liste e candidati 2016

25 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Fuscaldo elezioni 2016

 

Fuscaldo –  abitanti 8.072   – sindaco uscente Gianfranco Ramundo – coalizione La Nostra Fuscaldo

 

Candidato sindaco Andrea Filella (Il Futuro che Vogliamo)

Innocenzo Scarlato

Maria Concetta Carnevale

Antonella Di Santo

Maria Filomena Trotta

Nicola Cariolo

Emilio Daniele

Giovanni De Luca

Salvatore Fieramosca

Carmelo Politano

Pietro Siciliani

Settimio Trotta

 

 

Candidato sindaco Francesco Leta (Fuscaldo e Noi)

Carmelo Scrivano

Claudio Gullo

Domenico Garritano

Michele Arlia

Filomena Menina Ragucci

Ornella Curioso

Lucia Leta

Eloisa Francesca Manzi

Valentino Saporito Riggio Alò

Francesco Lanza

Francesca Antonietta Mazzei

Giuseppe Maio

 

 

Candidato sindaco Gianfranco Ramundo (La Nostra Fuscaldo)

Paolo Cavaliere

Ernesto Bianco

Giovanni Ramundo

Paolo Fuscaldo

Nicola Cosentino

Biagio Siciliani

Luigi Marcone

Marco Ferrara

Filomena Anastasio

Katia Stancato

Barbara Zicarelli

Antonietta Sabato

 

Chicca : nel 1978 mi presentai alle elezioni amministrative di Fuscaldo come indipendente nella lista del P.C.I. . Come andò ? Ecco i risultati :

 

 

ELEZIONI COMUNALI FUSCALDO : liste e candidati  2016
ELEZIONI COMUNALI FUSCALDO : liste e candidati  2016
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Elezioni amministrative Fuscaldo - La lista 'La nostra Fuscaldo', Ramundo sindaco

25 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #ELEZIONI 2016 -Fuscaldo

Elezioni amministrative Fuscaldo - La lista 'La nostra Fuscaldo', Ramundo sindaco

FUSCALDO – 14 mag. - Dodici candidati pronti a dare man forte la sindaco uscente Gianfranco Ramundo. La presentazione della lista “La nostra Fuscaldo” è avvenuta nella piazzetta del Pescatore alla presenza del pubblico numeroso che ha applaudito gli interventi del candidato a sindaco Ramundo. In molti hanno apprezzato “il grande rispetto ancora una volta dimostrato per tutti: per i cittadini, per i suoi candidati ed anche per gli avversari”. Ramundo ha presentato i suoi dodici candidati al consiglio comunale per la consiliatura 2016-2021.

Sul palco, uno ad uno, hanno sfilato davanti ai cittadini e ai sostenitori i dodici candidati, alcuni dei quali pronti a ritentare l'esperienza amministrativa: Filomena Anastasio, Ernesto Bianco, Paolo Cavaliere, Nicola Cosentino, Marco Ferrara, Paolo Fuscaldo, Franco Marcone, Giannino Ramundo, Antonietta Sabato, Biagio Siciliani, Katia Stancato e Barbara Zicarelli. La squadra di Gianfranco Ramundo, infatti, vede impegnati tutti gli assessori uscenti ed i consiglieri comunali con delega. Ci sono anche candidati alla prima esperienza che, sul palchetto allestito per l'occasione, hanno dato prova di capacità a relazionarsi con ci cittadini.

Preparazione, competenza e voglia di fare è stato detto sono le qualità di chi si cimenta per la prima volta nell'esperienza della politica amministrativa. Gianfranco Ramundo, sul palco ha salutato tutti, un riferimento pacato anche agli avversari: “Iniziamo – ha detto il candidato della lista “La nostra Fuscaldo” - prima di tutto, con l’augurare, alle altre liste ed agli altri candidati, un sincero in bocca al lupo. Da parte nostra, crediamo importante proseguire con il buon senso che ci ha da sempre contraddistinto, mantenendo i livelli del confronto ai progetti, alle idee ed a ciò che abbiamo fatto e che abbiamo in mente di fare per la nostra comunità. Siamo certi che anche gli avversari contribuiranno a mantenere un clima di serenità, di reciproco rispetto e di sano confronto. Anche perché, se ciò non dovesse avvenire, da questo lato troverebbero una corazza invalicabile, forte di quel che si è realizzato in questi cinque anni e di un risanamento morale, prima di ogni altra cosa”, sono state queste le parole di un Gianfranco Ramundo che, insieme alla sua squadra, richiede la fiducia per un nuovo mandato.

Il candidato a sindaco, dal palco, ha avuto parole di ringraziamento anche per Tonino Cariello. Lo ha definito “il tredicesimo candidato in campo”. Il ringraziamento è andato anche a “tutti coloro i quali si stanno impegnando per arrivare al secondo tempo di un patrimonio creato con sacrifici e che non può essere lasciato nelle mani di chi ha già dimostrato di non saper amministrare un ente”. Fra i nuovi si sono posti in evidenza Marco Ferrara, e le “rappresentanti” delle quote rosa: Antonietta Sabato, Filomena Anastasio, Katia Stancato e Barbara Zicarelli. Applausi del pubblico anche per gli assessori ed i consiglieri comunali uscenti, “forti di un impegno quotidiano che non è mai venuto meno e di una presenza assidua sul territorio che parla con i fatti e con le azioni”. Gli interventi di Paolo Cavaliere, Ernesto Bianco, Giannino Ramundo, Paolo Fuscaldo, Franco Marcone, Nicola Cosentino, Biagio Siciliani hanno puntato l'obiettivo sulle iniziative già realizzate e su quelle che, in caso di vittoria, fanno parte del programma della coalizione.

Fonte: info@miocomune.it

Elezioni amministrative Fuscaldo - La lista 'La nostra Fuscaldo', Ramundo sindaco
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PENSIONE ANTICIPATA : la novità del riscatto della laurea

24 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Pensioni anticipate

PENSIONE ANTICIPATA : la novità del riscatto della laurea

24/05/2016 - Se da un lato il governo è pronto ad incontrare i sindacati su Ape e bonus 80 euro per quanto concerne la pensione anticipata, in tema di flessibilità in uscita prende corpo un’altra ipotesi: allo studio dell’esecutivo c’è infatti anche il riscatto della laurea, cioè il versamento dei contributi per gli anni passati all’università in modo da avvicinare il momento della pensione.

L’idea, che potrebbe entrare in un collegato alla Legge di Bilancio, vorrebbe rendere flessibile anche il riscatto offrendo la possibilità di scegliere non solo il numero degli anni da recuperare, cosa possibile già oggi, ma anche la somma da versare e quindi l’effetto sull’assegno futuro. Rendere flessibile il riscatto significherebbe slegare la somma da pagare dallo stipendio attuale, considerandola un versamento volontario di contributi. Sarebbe dunque una ulteriore alternativa per chi preferisce lasciare il lavoro prima, anche accettando un assegno più basso.

Non è detto che l’ipotesi allo studio venga inserita nell’Ape: più probabile che venga inserita in un collegato alla Legge di Bilancio, cioè un provvedimento successivo che potrebbe contenere anche altre novità sulla previdenza.

Sull’Ape, al momento, il piano del governo resta l’uscita anticipata fino a tre anni con una penalizzazione sull’assegno fino al 4% per ogni anno di anticipo. La copertura dovrebbe essere di circa un miliardo di euro. Mentre un altro miliardo e mezzo potrebbe arrivare dal taglio strutturale del cuneo fiscale sui nuovi contratti a tempo indeterminato.

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Renzi sdogana Verdini

24 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Renzi sdogana Verdini

Ecco il passaggio chiave: “Io sono grato ad Ala e a Denis Verdini di aver votato la fiducia sulle unioni civili”. Matteo Renzi abbandona anche quel residuo di imbarazzo, che fino a poco tempo fa lo portava ad accettare i voti di Verdini, senza grandi smancerie pubbliche. E sdogana l’ex plenipotenziario di Berlusconi, l’impresentabile per eccellenza, plurimputato in sei processi con accuse che vanno dalla corruzione alla bancarotta: “All’improvviso – dice Renzi, ospite di RepubblicaTv – si è svegliato chi votava la fiducia con Verdini e faceva accordi con Verdini. Oggi sembra che sia il mostro di Loch Ness ma era l’uomo che per Forza Italia trattava con la prima linea del Pd di Bersani”.

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Partigiani e Boschi - Secondo voi, la Boschi pensa prima di parlare?

24 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #BOSCHI- PARTIGIANI

Partigiani e Boschi - Secondo voi, la Boschi pensa prima di parlare?

«Vedo evidenti strumentalizzazioni di una mia frase sui partigiani, detta durante la trasmissione In mezz’ora»: la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi torna sull’affermazione fatta in tv che ha scatenato immediate polemiche. «Non mi sono mai sognata di dare patenti ai partigiani, né di distinguere tra i partigiani veri o meno veri. Ho solo detto che fra i partigiani che hanno combattuto la Resistenza, fra chi ha fatto la guerra ce ne sono molti, come ad esempio Il Comandante Diavolo Germano Nicolini, 97enne, che hanno annunciato il loro sì al referendum».«Vedo evidenti strumentalizzazioni di una mia frase sui partigiani, detta durante la trasmissione In mezz’ora»: la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi torna sull’affermazione fatta in tv che ha scatenato immediate polemiche. «Non mi sono mai sognata di dare patenti ai partigiani, né di distinguere tra i partigiani veri o meno veri. Ho solo detto che fra i partigiani che hanno combattuto la Resistenza, fra chi ha fatto la guerra ce ne sono molti, come ad esempio Il Comandante Diavolo Germano Nicolini, 97enne, che hanno annunciato il loro sì al referendum».

E prima in febbraio 2016:

« "In Senato il Pd non è autosufficiente neanche con i voti di Sel - avrebbe detto come riportato dal Corriere della sera - Quindi dobbiamo creare un punto di incontro tra le forze che ci sono"».

Ma anche il conduttore Giannini non scherza avendo definito “incestuoso” il rapporto tra il ministro Boschi e Banca Etruria.

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Austria: il verde Van der Bellen vince le presidenziali, Hofer ammette su Fb la sconfitta

23 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Van der Bellen - Politica

 Austria: il verde Van der Bellen vince le presidenziali, Hofer ammette su Fb la sconfitta

Lo scarto di circa 31.000 voti, decisivo il voto per posta. Il presidente designato: "Sarò al servizio di tutti". Il leader dell'estrema destra: "Oggi sono triste". Gentiloni: "Sospiro di sollievo per Ue e Italia". Lo scrutinio seguito da vicino in Europa sullo sfondo di una montata di populismi acuita dal fenomeno migratorio, e con il timore di veder sorgere un muro al Brennero.

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Quel modo diverso, più moderno, di vedere il matrimonio o meglio il rapporto di coppia.

23 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #CAFFE' LETTERARIO, #Caffé amaro

Quel modo diverso, più moderno, di vedere il matrimonio o meglio il rapporto di coppia.

foto: Simonetta Agnello Hornby

di Caranas

Nel nuovo romanzo "Caffè amaro” della scrittrice siciliana Simonetta Agnello Hornby pubblicato da Feltrinelli , si racconta della Sicilia durante il fascismo attraverso la storia di una famiglia, tra gioie e dolori nella prima metà del Novecento, la storia di una scelta, dolorosa ma necessaria per salvare gli altri più che se stessi e poi, ancora, le speranze e l’amore, il razzismo e il regime, gli italiani e gli ebrei e soprattutto il sesso.

Su uno sfondo storico accuratamente ricercato, viene alla luce un nuovo concetto di famiglia che annienta il matrimonio visto nella sua dimensione più ancestrale e su cui si basa lo stato. Una visione del rapporto di coppia strettamente laica che in merito evidenzia i limiti della nostra costituzione.

Vediamo come spiega il concetto l’autrice: «Secondo me, noi degli stati occidentali stiamo sbagliando tutto sui rapporti sessuali, perché partiamo da una premessa secondo cui lo stato è basato sul matrimonio. Ho un grande senso della famiglia, ma non del matrimonio e la religione in questo non c’entra. La nostra costituzione lo dice, in Inghilterra non è così perché non c’è la costituzione. Il matrimonio era fondamentale in epoca pre-industriale, cioè nel Seicento e nel concetto dei clan e di appartenenza. Oggi facciamo figli per l’istinto più profondo che abbiamo e come assistenza alla vecchiaia. Il matrimonio era l’assistenza sociale e c’era il concetto di fedeltà. Ora che abbiamo introdotto il divorzio e che queste unioni sono pro-tempore, non possiamo negarlo. Nei paesi più avanzati il matrimonio finisce con un divorzio. C’è un’unione fino a quando voglio e mi conviene. Dobbiamo accettare i cambiamenti. Io farei le unioni civili come le uniche in qualunque stato laico, non basate sul sesso che porta alla procreazione, ma sulla volontà di essere uniti civilmente. Trovo inaccettabile il concetto che due persone dello stesso sesso o di sesso diverso possano vivere insieme e suggellare i diritti e i doveri davanti allo stato solo se basato su un rapporto sessuale. Due zitelle o due scapoli che non si piacciono sessualmente o due cugini non possono farlo, ma perché? Per il matrimonio il non sesso è un motivo di annullamento ma questo toglie una grande ricchezza al popolo nelle adozioni ».

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Renzi ha paura che l’Italia cambi verso (davvero)

22 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #Referendum

Renzi ha paura che l’Italia cambi verso (davvero)

Dalle amministrative al referendum il premier mette le mani avanti, dicendo che non è un voto sul governo. La verità è che si sente tremare la terra sotto i piedi: dopo anni di annunci e pseudo-riforme la luna di miele con gli italiani è finita e il divorzio si avvicina...

E già, il vento cambia, ed è una brezza leggera che prima o poi diventa soffio impetuoso e inizia ad andare in direzione contraria, travolgendo chi fino a quel momento credeva di andare col vento in poppa. Del cambio di clima deve essersi accorto anche Matteo Renzi, l’uomo che finora ci aveva sempre messo la faccia, andando a volto scoperto, godendosi quell’arietta leggera e pulita che lui stesso sembrava aver contribuito a rimettersi in circolo. Da qualche tempo l’uomo ha iniziato un po’ a ripararsi, a intabarrarsi tra distinguo e “ma anche”, si copre un pochino per non venire colpito da raffiche troppo violente, teme di prendere freddo e di restare al centro della bufera. Per questo si espone di meno, dice che sì, a giugno “si vota” ma “si parla dei sindaci, non di chi sta al governo”, perché ha paura di qualche contraccolpo sulla tenuta del suo esecutivo: l’uomo risoluto, sicuro di sé e decisionista per la prima volta se la fa sotto e teme di perdere, di prendersi una bella scoppola, e allora si mette un po’ meno in ballo, come un allenatore che dice che, se la squadra perde, è stata colpa dei calciatori…

Allo stesso modo, in vista del referendum di ottobre, ha smesso di personalizzare l’appuntamento elettorale come aveva fatto fino all’altro ieri: dice che in questione c’è il testo sul Senato e la Costituzione, mica il suo stesso esecutivo, e che a “personalizzare” la tornata referendaria semmai sono “gli altri”, quelli del No che non non vogliono cambiare il Paese, i gufi e gli uomini della palude, che sguazzano e si rimestano negli inciuci. Sì, sono loro a personalizzare, mica Renzi.

Insomma, il premier ci vuole far capire che nell’uno come nell’altro caso non si tratterà di dare fiducia o meno all’uomo Matteo e non si voterà su di lui (anche se noi vorremmo tanto votar su di lui, magari tornando a esercitare quel vecchio esercizio democratico che si chiama “elezioni politiche”. Vabbè…).

Ma la morale della vicenda è che Renzi, per la prima volta nella sua storia di premier, sente tremarsi la terra sotto i piedi e vede il consenso, sia personale che destinato al suo partito, erodersi giorno dopo giorno. Non ha più la sicumera di un tempo e allora si defila o mette le mani avanti dicendo che, in caso, lui sarebbe anche pronto a dimettersi.

Ma sarebbe molto più onesto ammettere da parte sua che questa deriva è inevitabile dopo due anni di promesse mancate e fallimenti ripetuti. Gli italiani innamorati del Rottamatore delle origini, dopo un biennio di convivenza con lo sposo Matteo, hanno iniziato a stancarsi delle sue abitudini: sono un po’ stufi della sua annuncite cronica, che si traduce in slogan e lanci di nuove piattaforme dove il cittadino può sentirsi finalmente protagonista ma altro non sono che supercazzole ben comunicate; ne hanno le scatole piene delle sue pseudo-riforme, ritagliate a sua immagine e somiglianza, con tornaconti che sono soltanto per sé o per il suo partito (è il caso evidente dell’Italicum, anche se in questo caso nessuno osa parlare di leggi ad personam, come si faceva in altri tempi); e sono soprattutto disillusi sulla sua capacità di fare le riforme vere, quelle che contano, sulle tasse (da tagliare davvero, e non da sostituire con altre, o rimpiazzare con un aggravio del deficit), sulla giustizia (altro che la riforma-brodino di Orlando), sulla burocrazia (dove è finito il dossier sulla Pubblica amministrazione, ministro Madia? Boh), ma anche sulla sicurezza (legittima difesa e lotta vera al terrorismo, non i caschi blu della cultura, il bonus agli studenti e altre chiacchiere) e sulle liberalizzazioni (basta a decreti che consolidano il potere inveterato di caste e corporazioni). E questo senza parlare delle riforme spot e flop sulla scuola e sul lavoro, già da cestinare, come confermano gli ultimi dati scoraggianti sui nuovi contratti indeterminati…

La luna di miele è finita da un pezzo, lo sposo si fa vedere un po’ meno, dice che non è colpa sua se ci sono stati problemi, prova a fatica a salvare il matrimonio. Ma gli italiani sono già pronti a separarsi da lui con le amministrative, e a sancire il divorzio con il referendum costituzionale. E vissero felici e contenti, senza Renzi.

(www.lintraprendente.it)

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Giorgia Meloni vuole intitolare una strada di Roma a Giorgio Almirante

22 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #MeloniAlmirante

Giorgia Meloni vuole intitolare una strada di Roma a Giorgio Almirante

Oggi è il 22 maggio, anniversario della scomparsa del fascista Giorgio Almirante e la fascistella Giorgia vuole ricordarlo così :

« Il 22 maggio ricorre l'anniversario della scomparsa di Giorgio Almirante. Io sono qui per dire che, quando sarò eletta sindaco, uno degli impegni che mi prendo è quello di intitolare una strada di Roma a un uomo che è stato fondamentale nella storia della destra italiana e nella storia della politica italiana. Un patriota e una persona che amava gli italiani, che credeva nella democrazia e nell'onestà della politica".

La Meloni , visto che siamo in maggio e le ciliegie sono rosse , dice anche che :« Ciliegiata, un voto tira l'altro, organizzata dalle liste che sostengono la sua candidatura a sindaco e che si sta svolgendo in tutti i Municipi di Roma.»

Dedicare una via al suo leader :“Esattamente come la sinistra in questi anni ha potuto intitolare ai suoi padri fondatori delle vie o delle piazze nella Capitale, vogliamo farlo anche con un uomo che è stato importante nella storia della destra", ha aggiunto.

Si oppone fortemente la rappresentante della comunità ebraica Ruth Dureghello che liquida seccamente la proposta così :

«Lo ripetiamo per chi lo avesse dimenticato: mai una via a Roma per chi come Almirante collaborò alla 'Difesa della Razza' senza pentirsene".

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Le vignette Caranas della domenica

22 Maggio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #VIGNETTE CARANAS

Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro
Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro
Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro
Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro

Mattarella e la finale di Coppa Italia- Saluto romano- Passo carrabile- I gabinetti del futuro

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