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Tasse sulla casa: scadenza di IMU, TASI e TARI, le novità di quest'anno

4 Maggio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #TASSE

Tasse sulla casa: scadenza di IMU, TASI e TARI, le novità di quest'anno

Tasse sulla casa: scadenza di IMU, TASI e TARI, le novità di quest'anno

Ormai siamo a Maggio e tra poco arrivano le scadenze delle tasse sulla casa: Tari, Imu e Tasi, conosciamo le novità.

Forse sarà l'ultima volta che paghiamo queste tasse in un modo così disordinato e di versificato; d'altronde si tratta di tasse i cui proventi andranno in gran parte agli enti locali, ed é per questo che dal prossimo anno, pagheremo solo 1a tassa: la LOCAL TAX, come già avevamo accennato tempo fa.
La buona notizia di questo 2015 é che le alituote non subiranno ulteriori aumenti, se non quelli già stabiliti, per le scadenze alcuni comuni hanno già spedito i bollettini della tassa sui rifiuti che, essendo più alta di altre, in alcuni casi c'é la possibilità di rateizzare.

L'Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori (Aduc), ha stilato un vademecum che di seguito Vi riportiamo , per rendere più facile ricordarsi le scadenze di queste imposte sulla casa:

LOCAL TAX che cosa é

TARI 2015 esenzioni

Novità Tari

Risparmiamo sulle Tasse della 2a Casa

Baratto Amministrativo cosa é

10 cose su Equitalia

ISEE e proprietari di case

Mercato Immobiliare

  1. 16 Giugno 2015 ( calcolata con le aliquote dell'anno scorso, il 2014)
  2. Saldo 16 Dicembre 2015 ( calcolata con le aliquote dell'anno in corso)
  • L'IMU dovrà essere pagata dai proprietari di immobili o da chi ne trae godimento. La prima casa ne é esente, quindi la dovranno pagare i proprietari di terreni, di più case e coloro che sono proprietari di negozi, uffici, capannoni ecc.
  • Esenti i terreni agricoli montani.
  1. 16 Giugno 2015 ( calcolata con le alquote dell'anno scorso, il 2014)
  2. Saldo il 16 Dicembre 2015 (rata calcolata con le aliquote dell'anno in corso)
  • La TASI è la tassa sui servizi indivisibili del Comune, cioé si tratta dell'illuminazione e della pulizia delle strade, nonché dei vari lavori che il Comune di residenza deve espletare nelle strade e non dovrebbe avere importi così alti.
  • Come si calcola la TASI. Questo è uno dei problemi per cui questa tassa, insieme all'IMU verranno messe insieme e diventeranno Local Tax. Infatti é il cittadino a dover calcolare la TASI, così come l'IMU, in questo modo il contribuente dovrà anche pagare un CAF o un Commercialsta che gli dovrà fare i conti.
  • Dipende da comune a comune come verrà riscossa la Tari. In alcuni comuni si può scegliere tra la una sola unica scadenza ( entro il 30 Giugno 2015) oppure tra 2 o anche in4 rate.
  • Come dicevamo prima, il bollettino del pagamento della TARI Vi è probabilmente già arrivato, ma comunque il pagamento varia da Comune a Comune.
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PENSIONATI- Consulta boccia il blocco della rivalutazione- 5 miliardi da restituire ai pensionati

30 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

PENSIONATI- Consulta boccia il blocco della rivalutazione- 5 miliardi da restituire ai pensionati

La Corte Costituzionale gioca un brutto scherzo al governo e ai conti pubblici e fa un regalo da 5 miliardi a una parte consistente dei pensionati italiani. La Consulta ha infatti bocciato il blocco della rivalutazione degli assegni decisa nel 2011 dal governo Monti per gli assegni di importo superiore a tre volte il minimo Inps, cioè poco più di 1500 euro, restando in vigore negli anni 2012 e 2013. In altre parole, i mancati aumenti decisi allora, e che hanno portato ad incassare pensioni più basse per due anni, sono stati giudicati illegittimi.

Si tratta della cosiddetta norma Fornero contenuto nel "Salva Italia". L'impatto sui conti pubblici, stimato dall'Avvocatura dello Stato quando si tenne l'udienza pubblica, sarebbe di circa 1,8 miliardi per il 2012 e circa 3 miliardi per il 2013. Somma che quindi, verosimilmente, dovrà essere restituita ai pensionati.

E proprio l'ex ministro Elsa Fornero oggi ha commentato la decisione della Corte. "Non fu scelta mia":ha detto, ricordando che fu una decisione "di tutto il Governo" presa per fare risparmi in tempi brevi. "Vengo rimproverata per molte cose - ha detto - ma quella non fu una scelta mia, fu la cosa che mi costò di più".

Dal Tesoro per il momento si prende tempo. "Si stanno valutando le motivazioni della sentenza e il possibile impatto sulla finanza pubblica", spiegano ad Huffpost da Via XX settembre.

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DON PAOLO FARINELLA - L'Italicum, un colpo di Stato

30 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

DON PAOLO FARINELLA - L'Italicum, un colpo di Stato

Abbiamo appena celebrato il 70° compleanno della Liberazione e due giorni dopo ci troviamo in piazza a difenderla da chi l’altro ieri l’ha insultata, festeggiandola con la retorica di rito con ghirlande e alloro. Ci vogliamo distinguere da costoro che svuotano la Resistenza, aboliscono la Liberazione, stravolgono la Carta Costituzionale che gli vieta di fare quello che stanno facendo e scegliamo di stare dalla parte della dignità e della legalità, difendendo la nostra sovranità popolare e rifiutando ogni forma di delega in bianco. Chi delega diventa complice e còrreo, chi si disinteressa lascia spazio agli incompetenti, ai corrotti e ai maneggioni. Non è più tempo di mugugno, ora è tempo di RESISTENZA.

Sì, VOGLIAMO RESISTERE al governo Renzi e a chi lo ha sostenuto fino a ieri e continua a sostenerlo, per il sopruso che sta commettendo in faccia al popolo italiano. La Legge elettorale e la riforma della Costituzione non sono materia di governo, ma appartengono di diritto al parlamento; non a questo parlamento che la Corte Costituzione, dichiarando illegittima la «legge porcata» che l’ha eletto, ha dichiarato anche, indirettamente, che esso è pure illegittimo. Questo Parlamento, pertanto, non può votare né la legge elettorale né la riforma costituzionale.

Per la prima volta in Italia ci troviamo di fronte ad un’offesa diretta alla Democrazia: il presidente del consiglio dei ministri non è stato eletto da alcuno; il suo governo meno ancora, il Parlamento è composto da nominati dai partiti, ma non dal popolo sovrano, il quale, esautorato, non ha potuto esercitare la propria sovranità nelle forme previste dalla Costituzione. L’Italia oggi è fuori legge per colpa di una massa di indegni che rappresentano solo se stessi e i 20 mila euro mensili che si beccano alla faccia nostra.

Se passa questa doppia porcata, detta eufemisticamente «Italicum» e contro-riforma costituzionale, la Camera dei Deputati non solo aumenterà di numero, ma non sarà mai più eletta. Essa, inoltre, sarà alla mercé del governo che farà eleggere solo chi garantirà obbedienza pronta, cieca e assoluta, precipitando in pieno fascismo. Il parlamento è già oggi quello che voleva fosse Mussolini, come dichiarò nel suo discorso d’insediamento da presidente del consiglio, il 16-11-1922: «Quest’aula sorda e grigia, bivacco di manipoli». Ciò accade a 70 anni dalla Liberazione non più per mano di Mussolini, ma del Pd e di un presidente del consiglio non eletto che sta modificando le Istituzioni nate dalla Resistenza in Ogm del suo personale potere.

Se passa questo mostro renziano, colpevole il Pd, minoranza del «penultimatum» compresa, responsabili primari di questo scempio e stupro, si modifica l’assetto democratico e istituzionale. Prevale la forza del governo sia sul parlamento sia sulla magistratura, eliminando così i tre classici poteri bilanciati: legislativo, esecutivo, giudiziario. Un governo che condiziona il parlamento è una struttura di potere che sottomette ogni dissenso ed elimina ogni contrappeso, per cui la Magistratura sarà, di fatto, eliminata o asservita, perché condizionata dalle leggi votate da un parlamento succube del governo.

Se passa questa legge ignobile e immorale, si realizza in Italia il «Piano di Rinascita Democratica» della P2 di Licio Gelli, di Berlusconi e della Massoneria. È triste prendere atto che oggi tutto ciò è opera di coloro che si dichiarano eredi di De Gasperi, di Moro, di Berlinguer, di Pertini e che due giorni fa passeggiavano facendo finta di onorare la Resistenza e la Liberazione. Renzi è l’erede in quanto figlio naturale di primo letto del narcisista che ha rovinato l’Italia con la nostra ignavia.

Renzi e Berlusconi sono la stessa versione, più aggiornata e meno impresentabile. Fanfarona, indecente, ignobile e anticostituzionale e antidemocratica. Con la riforma costituzionale è abolito il Senato che diventa il giaciglio di riposo per i servi fedeli dei partiti, parcheggiati nelle Regioni e nei Comuni. Non diminuirà nemmeno il costo perché il gettone di presenza e le spese di viaggio e di residenza saranno tutte a nostro carico. Non possiamo permetterlo, non dobbiamo tollerarlo.

Se passa la riforma della legge elettorale, è eliminato l’articolo 1 della Carta Costituzionale che, lapidario, in quindici parole, al comma 2, afferma: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». È eliminato l’art. 48 che attua il primo: «Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico».

Il Governo Renzi, il Pd e il parlamento ci stanno espropriando non solo dei diritti, ma anche dei doveri perché il voto è un «dovere civico» al quale non possiamo rinunciare senza abdicare dalla nostra condizione di cittadini. Il 4 comma dell’art. 48 s’impone a chiunque per lucidità, potenza e gentilezza: «Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge».

Ecco il punto: per l’art. 48 abbiamo il «dovere civico del voto» e anche il «diritto di voto» che non possono essere conculcati, manomessi, aggirati o ridotti. Nessuno può disporre del diritto-dovere di voto dei cittadini che è il fondamento non solo etico, ma giuridico ed esistenziale della Democrazia: una testa un voto. Ci dobbiamo opporre con tutte le nostre forze e fare cadere questo governo per indegnità morale e attentato alla democrazia.

Noi dobbiamo RESISTERE, RESISTERE, RESTIRE e se necessario opporre i nostri corpi inermi perché questa legge non passi e non passi a maggioranza di una sola parte di un partito che riesce a fare esattamente quello che fece il partito fascista del duce. Noi dichiariamo il Pd colpevole di lesa democrazia e di lesa sovranità popolare. Affermiamo che il Pd ha tradito lo spirito e la lettera della RESISTENZA, della LIBERAZIONE, della DEMOCRAZIA, del SOCIALISMO e anche del LIBERARALISMO. Questo partito, berlusconizzato fino a superare il maestro, come l’apprendista stregone, si è trasformato nel partito rifugio dei fascisti, della destra, e oggi anche di Pierluigi Vinai che passa da Berlusconi/Scajola a Renzi come niente fosse accaduto.

Chi vota questo partito o chi in questo partito ha militato fino a ieri, non è degno di celebrare la Resistenza né può parlare in nome dei Padri costituenti che oggi tradisce sempre più, giorno dopo giorno.

Dobbiamo RESISTERE perché il «diritto alla Resistenza» è un dovere sacrosanto sancito dalle Carte più solenni della Storia umana:

San Tommaso d’Aquino afferma senza paura: «Chi uccide il tiranno è lodato e merita un premio» (s’insegna nelle università e Seminari cattolici).

Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America del 5 luglio 1776 (quegli Usa che tanto piacevano a Berlusconi e tanto piacciono al suo primogenito Renzi): il popolo ha il diritto, anzi il dovere, di rovesciare il governo che, eliminando la condizione di eguaglianza, vuole sottometterlo.

La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789 all’art. 2 riconosce tra i diritti imprescindibili, quello alla «resistenza all’oppressione».

La Costituzione francese del 1793 (mai entrata in vigore) riconosceva «la resistenza all’oppressione come conseguenza degli altri diritti dell’uomo».

Se un potere costituito, anche legittimo, operasse in contrasto con la Costituzione, sarebbe diritto/dovere di ciascuno resistere per rovesciarlo: lo affermano la Costituzione del Lander dell’Assia (art. 147); il Lander di Brema (art. 19); il Lander di Brandeburgo (art. 6) e la stessa Costituzione della repubblica Federale Tedesca afferma in modo inequivocabile: «Tutti i tedeschi hanno diritto di resistere a chiunque tenti di rovesciare questo ordinamento, qualora non via altro rimedio possibile» (art. 20 §4)

Il 5 dicembre 1946, nel progetto di Costituzione, discusso dalla commissione dei 75, su proposta dell’on. Giuseppe Dossetti, all’art. 50 §2 prevedeva: «Quando i pubblici poteri violino le libertà fondamentali ed i diritti garantiti dalla costituzione, la resistenza all’oppressione è diritto e dovere del cittadino». Un anno dopo, nel 1947, nella discussione in aula, su proposta di alcuni deputati liberali e repubblicani, appoggiati dai Dc, il comma fu espunto dal testo definitivo della Carta. Resta la dichiarazione del democristiano Mortati che pur dichiarandosi contrario all’inserimento, affermò che «la resistenza trae titolo dal principio della sovranità popolare» che legittima i cittadini più sensibili a difendere la Costituzione minacciata.

Questa sera noi siamo gli eredi dei Deputati Costituenti e affermiamo il nostro diritto dovere di RESISTERE a QUESTA LEGGE ELETTORALE che abolisce la Democrazia e alla riforma della Costituzione che distrugge la forma dello Stato, mettendola nelle mani della mafia dei partiti.

Sono vecchio, ma sono ancora capace di scalare i monti e, armato della mia dignità e della mia coscienza, pronto a difendere ad ogni costo la Democrazia, la Costituzione del ’48 e la dignità del popolo italiano. La Liberazione celebrata l’altro ieri è ora e qui e c’impegna a liberare l’Italia da un governo illegittimo e da un parlamento di ladri e di predoni. RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE. Con la Costituzione in mano.

Paolo Farinella, prete

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ITALICUM le migliori vignette di oggi

29 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

Italicum vignette
Italicum vignette
Italicum vignette
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Italicum vignette

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MILAN è ora di cambiare allenatore e presidente

26 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #CALCIO

 

Il viaggio di ritorno a casa del Milan inizia male. Non poteva essere altrimenti. Ma a Udine sul pullman rossonero si è andati oltre, ci sono stati momenti di alta tensione. Arriva Inzaghi, chiede a Galliani di scendere e di lasciarlo solo con la squadra. Inzaghi è durissimo (lo era già stato nelle interviste): «Siete indegni di questa maglia». Parole pesanti di un uomo sconfitto che poco prima si era assunto ogni colpa. Ma qui, sul pullman, ha voluto dirne quattro ai giocatori. Qualcuno si è ribellato, c’è chi gli ha fatto notare: «Noi non saremmo degni, ma tu non sei all’altezza di allenare il Milan...».

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FUSCALDO : tutto l’amore di un piccolo paese del sud.

25 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

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di Carmelo Anastasio    (già pubblicato nel gennaio 2011)

 

A Fuscaldo, tutto l'amore dell'uomo (ma soprattutto della donna) verso i propri simili,  lo apprendi  già da bambino  giocando nelle vie del proprio quartiere o altro, come apprendevo  ad esempio nei  pomeriggi estivi degli  anni '50  giocando a :  " liberi ' Ndri vineddre ".

 

Cosi come ho scritto già su questo blog, camminando nelle viuzze strette tali da passarci solo   " nu ciuccio con due sarmi "   ( regola antichissima del piano regolatore medioevale )  ,  senti  le "vive" colloquiare con i morti, o anche le loro imprecazioni (ed è già bene chiamarle così ) contro tutti,  anche contro i bambini che giocano.

 

Faceva molto caldo nei mesi di luglio e agosto negli anni '50. In casa non c'erano frigoriferi e spesso,  quando le sorelle piů grandi dovevano lavare le stoviglie e pulire dopo  il pranzo, nei meriggi estivi noi bambini eravamo  con nostra gioia " cacciati fora "in quel mondo tutto da scoprire:   i vineddri, l ' Ortu di Ballerfino, u Bagnu 'ndra  cibbia, i capanni di l'indiani, i chianguli, i trumbi i cipuddra ( ora vuzuela), u Carru cchi timpagni ecc.

 

E quando la calura ti raspava la gola, andavi da "Donna Pituzza" che il frigo ce l'aveva, chiedendo un po 'di ghiaccio che puntualmente con generosità e gentilezza veniva dato anche se avevamo disturbato il riposino pomeridiano. 

 

Un amico  ha ricordato su Forborn.it  "Decu", Personaggio a me caro, perché da  adolescente  lo vedevo  spesso nella camera dei messi in municipio perchè povero e decorato, veniva a chiedere l'elemosina agli  amministratori che uscivano dalla  riunione di giunta. Diversi bambini lo sfottevano, era prassi incosciente e quindi  inconsapevole per quella età. Decu  però il non era da solo, ce n'era un altro che veniva apostrofato dai discoli  con: "Don Ci, 'cchi jurnu è dumani?"  La risposta era  quasi sempre uguale: "Luni dumani è luni,  . afissimammita, afissimammita "  Non voglio scrivere adesso di altri personaggi che hanno in qualche modo  involontariamente influito nel mare di ricordi dell'infanzia mia e di coetanei, vi assicuro che  ci  sarebbe da raccontare moltissimo, lo farò un'altra volta a partire da "Maria a cioriva". 

Mi interessa ora  ritornare al tema del titolo di questo scritto che riguarda soprattutto il modo di relazionarsi con gli altri di questi miei paesani nei momenti d'ira, di rabbia, di voglia di spaccare tutto.  Si dice: « a gastima coglia a chini a manda », Sarà vero? Ma questo è un altro discorso. Quello che voglio far notare adesso è invece il grado di cattiveria che costituisce il DNA di talune gastime apprese in quel di Fuscaldo.

 

Ed ecco un elenco di frasi che da piccolo, nel vagagiocare con altri nelle vineddre , sentivo dire da donne fuscaldesi  (rarissimo dagli uomini -  a voi la misura del grado di cattiveria intrinseca):

«Ti vo piglià nu cangaru»

«Vo Jitta sangu ammenna»

«Ti vo piglià nu zurdu»

«Ti vonu purtà ndra na sporta»

«Ca vo Jiri e nun ti vò ricogli ammenna»

«Ca ti vonu mangiari i cani»

«Vo essi ca 'cci rimani»

«Ti vonu raga 'ppi capiddri»

«Ti vonu cogli 'ndoppi' ndoppi»

«ti vonu scurcià cumi nu porcu»

«Ca cci vo rimani ammenna»

«Ti vò bini na disgrazia tinda e nivura»

«Ca cci vo sc-cattari»

«Ca ti vo binì n'attaccu»

«Un 'bbo pruvà mai ricettu»

«Ti vonu fa l'occhi cumi reglia»

«'Ndi vo ì ndirrupatu»

«Ti vo suca nu lampu»

«Ti vo binì na mala nova»

«Ti vo piglia nu murmuru»

«Ti vonu teniri supu u candaru»

«Ti vo ghesci l'arma»

«Ti vonu purtari a via i vasciu ammenna»

«Ti vo 'bbini na tripizia»

«'Ndi vo jì annicalatu»

«Ti vo sicca una lingua»

«Ca vo ji sutta a na trebbia»

«Ti vo binì nu scuru cumi a  menzanotti »

«Ca ti vonu sciumbrà i morti»

«Vo piscia sangu»

Sono 30 ma ne esistono tantissime altre che non ricordo bene.

Quello che mi colpisce di più è che spesso la bestemmia / offesa diventa ancor più cattiva perché non coinvolge la sola persona cui ê diretta ma anche i suoi parenti (anche quelli defunti) e  con un pizzico di "pornografia"  per renderla ancor più pesante con una scenografia accompagnata da gesti ( manichiata ) ormai secolare, cosi come si nota in:

«'Nculu a cchi t'e mortu attia e tutta a razza tua»

«Ti vonu fa sc-camari allarganduti u culu a tia e mammita»

«'Nculu a chiddra puttana i mammita»

«Si a stessa pisciazza i chi t'e mortu»

«T'adda Jiri 'nculu' nculu amaruu cumi u culu du citrulu attia e mammita»

«Ma va sburrià 'ndri cosci i sorta»

«Ti vonu piglia i sc-camuni cumi a mammita»

«Ca vo fa piriti  mentri  ti pombu»

«Ti vò  piglia  stu pessulu tu e tutti i sori to »

 

E così via.

 

«Se prendete  un albero buono, anche il suo frutto sarà buono; se prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l'albero >>


 

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Quando uscite il sabato sera vi divertite?

25 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS

Quando uscite il sabato sera vi divertite?

Il sabato sera ? Una boiata pazzesca !

di Caranas

No, credo che la maggior parte si annoi sempre, e non capisco cosa ci sia di divertente ad andare in discoteca o andare a bersi qualcosa in un pub. Comunque, se vi annoiate uscite lo stesso . Qualcosa succederà.

Un tempo mi divertivo sempre,soprattutto al sabato sera, non vedevo l’ora di terminare le cose da fare per poi uscire .Il bello teoricamente dovrebbe esser stare con gli amici indipendentemente dal posto, ma vedo che non sempre è così.

Difficile ormai trovare qualche situazione che accenda il mio interesse. Per esperienza personale, le serate più divertenti sono state (e continuano ad essere) quelle improvvisate, decise all'ultimo minuto.

Si cerca comunque di gioire delle piccole cose che capitano. La compagnia degli amici, vagare a vuoto sproloquiando, una serata fatta di birra al pub e musica decente. Con il passare degli anni le aspettative sul sabato sera sono calate parecchio ( tranne in agosto) anche perché ogni cosa perde il fascino della novità, paradossalmente però si impara a godersi di più certi momenti, come la lettura di un ottimo libro (cartaceo possibilmente così ci si possono scrivere appunti, emozioni, note… )

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25 aprile a Milano

25 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

25 aprile a Milano

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Difesa, nel Libro Bianco non c’è il taglio degli F35. “Pinotti ha mentito, si dimetta”

25 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #CRONACA

Difesa, nel Libro Bianco non c’è il taglio degli F35. “Pinotti ha mentito, si dimetta”

Come anticipato da IlFattoQuotidiano.it, la versione definitiva del documento - presentata il 21 aprile al Presidente Sergio Mattarella e che verrà resa pubblica dal ministero la prossima settimana - non fa cenno al piano di dimezzamento del discusso programma militare. Questo nonostante le promesse del ministro della Difesa, della quale ora Sel e M5S chiedono le dimissioni: "Ennesima dimostrazione di mancato rispetto degli impegni presi con il Parlamento"

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TERREMOTO A FAENZA

24 Aprile 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #CRONACA

TERREMOTO A FAENZA

Terremoto, scossa di magnitudo 4.0 a Faenza

Al momento non ci sono notizie di danni. La scossa è stata avvertita dalla popolazione scesa in strada per lo spavento

Una scossa di terremoto di magnitudo 4,0 della scala Richter è stata registrata alle 17.02 tra Forlì e Faenza, in Romagna, ad una profondità di20,9 km. La scossa è stata avvertita in tutta la Romagna. Sono in corso accertamenti per verificare se ci sono stati danni. Il terremoto è stato avvertito dalla popolazione che in questo momento, dalle prime notizie, si trova in strada.

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