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Blog  di Caranas

Post con #antifascismo tag

Una minaccia per tutti noi, insegnanti e non

20 Maggio 2019 , Scritto da CARANAS Con tag #Prof di Palermo, #Antifascismo

Una minaccia per tutti noi, insegnanti e non

 

000000fatti Palermo

 

 

 

 

 

 

I fatti di Palermo costituiscono una minaccia alla libertà dei cittadini e un attentato gravissimo ai diritti sanciti dalla Costituzione: la libertà di opinione e la libertà di insegnamento. Una insegnante è stata esclusa per quindici giorni dall’insegnamento e da parte dello stipendio (ridotto alla metà) per non aver vigilato su un video dei suoi alunni che accosta il decreto salviniano sulla sicurezza alle leggi razziali del 1938 (cosa peraltro pensata da almeno un terzo degli italiani).

Il fatto è di una gravità inaudita. Chi riteneva i gesti di intolleranza del nostro ministro degli interni delle innocue pagliacciate deve ripensarci. Questo atto di forza vuole intimidire non solo una categoria (gli insegnanti) ma tutti i cittadini. E che si sia partiti dai docenti non è casuale: sono loro che devono insegnare il rispetto dei diritti, la democrazia, la tolleranza, i principi della Costituzione antifascista. La scuola da sempre è un terreno di resistenza. Per questo è stata colpita per prima.

Questa prova di forza è solo un inizio, un ballon d’essai per vedere quanto avanti ci si può spingere sin da oggi nella fascistizzazione dello stato. Per questo esige una risposta pronta e decisa. Già gli insegnanti e gli studenti di Palermo, che sono subito scesi in sciopero, hanno reagito con decisione.

Nessuno sottovaluti quanto è successo. Di qui in avanti nessuno è più sicuro e, come è successo alla insegnante di Palermo, chiunque può trovarsi la Digos in casa o in classe. Si sta procedendo alacremente verso uno stato di polizia, e bisogna resistere, resistere subito con gli strumenti della democrazia ma con il massimo di determinazione

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Antifascisti- ieri, oggi, sempre

24 Febbraio 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #antifascismo

Claudio Riccio ( LeU)

1 h · 

Oggi pomeriggio ho un paio di ore libere. 
Dovevo partecipare a un confronto tra candidati. Non ci andrò. C'è Forza Nuova, ed io con i partiti dichiaratamente neofascisti non mi confronto. 
Riesco a malapena a tollerare il confronto nei dibattiti con i leghisti che incitano all'odio e alla violenza. Figuriamoci con i forzanovisti che la violenza e l'odio li mettono in pratica. 
Forza nuova ha preso le difese di Traini, il terrorista fascista di Macerata. Casa Pound ha dichiarato di riconoscersi pienamente nel fascismo. 
Non c'è dubbio: i gruppi neofascisti vanno sciolti. 
I gruppi politici xenofobi delle destre vanno contrastati nelle istituzioni e nella società.

Chi contesta nelle piazze Salvini o Meloni contribuisce a migliorare la democrazia del nostro malconcio paese. Loro hanno diritto da un punto di vista formale di fare comizi e stare per strada. Ma se quando vanno per strada qualcuno si prende la briga di alzare la testa e far sentire una voce antirazzista e antifascista questa è senza dubbio una buona notizia.

A chi - come Minniti - parla di opposti estremismi ricordiamo che non si tratta di uno scontro tra bande, ma della battaglia politica da cui scaturisce la nostra Repubblica e senza la quale la democrazia è a rischio.

Davanti all'escalation sentiamo spesso dire: "si rischia il morto". 
Ma forse dovremmo ricordare più spesso che il fascismo in Italia ha ucciso anche in tempi recenti. 
- Dax, Davide Cesare il 17 marzo 2003, 
- Renato Biagetti il 27 agosto 2006, 
- Nicola Tommasoli il 30 aprile 2008, 
- Samb Modou e Diop Mor il 13 dicembre 2011, 
- Emmanuel Chidi Namdi il 6 luglio 2016.

A preoccuparmi però non è l'escalation di violenza cui assistiamo, ma il fatto che questa violenza abbia sempre più consenso nella popolazione. In questi giorni in cui passo almeno cinque o sei ore facendo volantinaggio per strada ci sono contesti, specialmente quelli più popolari, in cui quasi il 50% di coloro con cui parlo di politica, lavoro, sanità... mi risponde dicendo "sì però gli immigrati sono troppi...". 
C'è chi lo dice più incazzato, chi con un pizzico di vergogna, ma la vera invasione di cui dovremmo preoccuparci è quella del razzismo nella nostra società, tra le persone che più subiscono gli effetti della crisi.
Poco importa che a volte ciò mi venga detto in comuni in cui la presenza di immigrati si attesta su percentuali insignificanti. La percezione è quella.
La percentuale di intolleranza nella società è altissima e per combatterla serve da un lato lottare contro le diseguaglianze che provocano la legittima 

rabbia di milioni di persone, dall'altro lato parlare con più persone possibile, fermandole, stando per strada prima e dopo il voto, smontando i luoghi comuni uno per uno, serve scendere in piazza contro il razzismo, e di certo serve togliere agibilità politica a tutti i fomentatori d'odio.

Sarà una lunga battaglia. Ma non dobbiamo arretrare di un millimetro.

 

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