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Blog  di Caranas

Post con #chirologia e sogni tag

Quel sogno … ora ti spiego la sua simbologia affascinante

21 Marzo 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #CHIROLOGIA E SOGNI

Quello strano sogno che tutti o quasi abbiamo fatto almeno una volta. Con un assiduo allenamento chiunque può imparare a controllare il suo subconscio. Io l’ho appreso da Sant’Agostino.

                                                             
                                                          di Carmelo Anastasio

 

Non tutti ricordiamo i propri sogni affascinanti e belli, altri a volte da incubo e quando ce li ricordiamo stiamo li a rimuginarci ore ed ore a cercare di capirne la  simbologia (ma forse, la sera prima avevamo mangiato troppo..)monacheddru.jpg

 

Nella condizione REM (primi 90 minuti di sonno,  quelli per cui “se possiedi la materia le parole seguiranno”), tutti sogniamo anche se non ricordiamo nulla, a meno che in quella fase veniamo svegliati o ci svegliamo per paura o altro. Il sogno dei numeri è classico, peccato che poi il più delle volte non li  ricordi  . Mi è capitato e da allora incominciai a studiare piccoli trucchi per cercare di ricordare i sogni.

Più avanti vi parlerò di 3 sogni tipici ricorrenti , una specie di topos comune nel mio mondo di Orfeo. Ma anche del vostro. Chi non ha mai sognato di trovarsi in una condizione immobilizzante, tale da non poter muovere neanche un dito?

a)    Come facilitare il ricordo del sogno

Partendo dal “mio” concetto per cui i sogni non sono altro che “l’eliminazione delle scorie del nostro cervello "- il cervello se ne libera quando siamo meno vigili - l’idea dominante è quella che i sogni ci mostrano in primis tutto quello che inconsciamente rifiutiamo : le paure, la morte e l'ignoto che non si può esplorare.Diventa quindi necessario sostituire al rifiuto, il dialogo riequilibrante verso la nostra interezza. Dialogo con chi ? Con se stessi, buttando giù nel sogno (per quanto possibile) una frase, una parola-chiave, una semplice traccia per ricordare al mattino . Es. : se sogno che sto precipitando potrei ripetere nel sogno (perché lo avrò ripetuto tante volte senza apparente necessità da sveglio per  costruire  il riferimento) : “è una cavolata, non sto cadendo, lo so perché l'ho memorizzato in quel tassello”. Sembrerà strano, ma funziona! C’è quindi una sorta di monologo inconscio ma funziona solo
                         ... non fermarti, il bello arriva dopo !
nel sogno lucido, una specie di sogno nel sogno. La parola chiave aiuta e ti verrà in mente quando al mattino ti laverai  i denti! Se proprio non dovesse funzionare, prova a bere molta acqua prima di andare a dormire, dovrai necessariamente svegliarti dopo circa 90 minuti per evacuare il liquido e quindi ricorderai più facilmente. Sperimenta e gioca in modo rilassato, magari sognerai dei numeri e vincerai milioni all’Enalotto! Mi raccomando : una piccola percentuale mi spetta di diritto!

b)    Livello oggettivo e soggettivo del sogno

Per non farla lunga dirò che non c’è ,  a mio avviso, una separazione netta tra i due livelli; quello oggettivo è più comune e caratterizzante i sogni particolari di cui ho parlato (scritto)  all’inizio. Comunque sia, credo che l’inconscio fornisce sempre una indicazione piuttosto oggettiva. Entra in gioco la facoltà intuitiva dell’inconscio , una natura interconnessa che porta al messaggio reale che nella vita diurna si evita, che nella vita cosciente tentiamo di seppellire.

  c)     il “ dèjà vu”

Spiego meglio : “è successo perché ho avuto un sogno premonitore” . Ma non è vero! Sono solo coincidenze  in relazione tra loro in modo puramente casuale. O almeno dovrebbe essere così; il sogno “premonitore” credo che sia soltanto collegato a qualche esperienza di sogno avvenuta nel passato, legata in modo sincronistico all’esperienza presente. Ti sarà capitato anche di vivere delle situazioni che ti sembra aver già vissuto in passato, uguali, identiche, stessa situazione, stesso luogo. Il motivo è lo stesso anche se la realtà è diversa : TI SEMBRA, ma non è così!

                                                   Ora passiamo ai 3 sogni particolari

IL VOLO

Mi è capitato parecchie volte e sempre l’ho ricordato il mattino dopo. Sogno anche molto piacevole; non potete immaginare che giri . Così bello il sogno, che ancora oggi, a volte, mi concentro prima di addormentarmi per farmi un altro volo!

Il nocciolo del nostro più profondo inconscio, è un professore di crescita che comunica con noi attraverso i sogni per indicarci dove siamo “fuori equilibrio” rispetto all’identificazione (diurna) della nostra personalità.Spiego meglio : se sei un tipo troppo buono, stai tranquillo che sognerai belve a più non posso , magari fatti prima un piatto di trippa alla fuscaldese con  patate e fagioli ! Se sei molto curato, molto "per bene " (staccato preferibilmente), sognerai barboni e trasandati  a più non posso. Se sei nativo di Fuscaldo, sognerai di  tornare subito a Milano, Pero, Rho,  Brescia, Livorno a Torino ecc. !
Sogni di volare perché sei “spirituale” ed hai desiderio di “toccar base”. Ma potrebbe anche significare che hai passato troppo tempo a terra, alla “fundaneddra” , a Cariglio, Scarcelli, alla Marina sulla spiaggia, sul piazzale del Convento.  La conseguenza è  di spiccare il “volo” perché sei persona pragmatica , razionale, che lavora e che “vede” non rinunciando ad altre battaglie per (ad esempio) la rimozione di lastre di amianto dal  paesello. Quindi,  per cogliere il significato del sogno occorre riflettere su quali sono gli aspetti con cui si è identificati, perché come nell’esempio del volo , il senso del sogno è molto diverso nei due casi esaminati.

Più complicato il sogno della partenza dalla stazione di Paola per Milano. Probabilmente sognerai di non riuscire a farcela a salire sul treno o nella migliore delle ipotesi, tu sei su in carrozza  ma , hai perso le valigie. Comunque sia questo significato  tipologico te la spiegherò un’altra volta.

“U monacheddru”

Questo tipo di sogno/condizione fisiologica,  è molto comune in quel di Fuscaldo (sarà per il paesaggio medioevale) ma anche altrove. Vi racconto una storia..

Nella provincia di Cosenza, si pensa che esista un folletto, vestito da monaco e alto poche decine di centimetri che va a visitare di notte le persone sedendosi sul loro petto( impedendo quindi una sana respirazione). Il “monacheddru” ha un lungo cappello rosso : se si riesce a prenderlo, il monaco sarà costretto a rivelare l'ubicazione di una pignatta piena d’oro. Naturalmente è difficilissimo  catturare il cappello  perché durante il sonno si è fragili e di certo non pronti a un gesto rapido come quello di sottrarre il copricapo.
In alcune varianti si dice che il monachello rubi il fiato alle persone, in altre si dice che chi è riuscito a ottenere il tesoro, poi è stato colpito dalle più gravi disgrazie finendo per perdere tutto il tesoro e anche di più.
In riferimento alla spiegazione fornita da Carlo Levi in "Cristo si e' fermato ad Eboli", tale personaggio era l'anima vagante di un bambino morto senza essere stato battezzato. Si invocava soprattutto per spaventare i bambini che avevano fatto qualche monelleria. I folletti  visitavano  i vivi la notte e tiravano loro i piedi e le coperte. Abitavano vicino ai pozzi e all'interno di essi. Avevano cappelli rossi e a coloro che riuscivano a rubarli veniva offerto oro ed altro.

Ma torniamo al sogno. La realtà è che  durante il sonno, inconsciamente abbiamo paura di addormentarci per via dell’ignoto paransioso. Questo stato fisiologico/sogno che ti impedisce di muoverti, che ti fa sentire pesante, che non ti fa respirare (in realtà respiri), che ti ferisce ma non senti dolore, è la fotografia  di tutta la fragilità dell'uomo (nella non coscienza del riposo) e realizza la paura istintiva di poter essere aggrediti durante il sonno e la scarsa coscienza che segue il risveglio. In poche parole, se non c’è qualcuno che ti “trozzula” ( ti muove ), per dirla alla fuscaldese,  riportandoti  alla realtà, subentrano grosse difficoltà che si aggiungono al panico.

Sprofondo e non mi fermo mai
Classico sogno del  dolce a fine cena.

Gli egizi con l’ipnosi sollecitavano i sogni che, una volta interpretati dal sacerdote, potevano rivelare una malattia e il metodo per guarirla. Vi assicuro che in questo caso non viene voglia né di concentrarti per sognare di sprofondare, né di controllare il sogno per ricordartelo al mattino. La sensazione che si prova sprofondando è fortemente paurosa e a tratti piacevole (masochisticamente) perché il fondo non lo raggiungi mai.   Ma sudi,  ed hai paura e non vedi l’ora che finisca. Vivi una realtà parallela alla quale attingi dopo,  per trovare le risposte alle domande della vita reale.

Da tutte le ricerche che ho fatto, pare che in quel momento il tuo subconscio rafforzi notevolmente la sicurezza. Si va bene... però è quasi un incubo! Full stop .
Dormite bene, Caranas
  

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Oggi la mano te la leggo io

12 Gennaio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #CHIROLOGIA E SOGNI

       un po' di chirologia come stacco

 

                                                                      di Caranas

                                                              1                

 

Negli anni ’70 non è che studiavamo, amoreggiavamo, manifestavamo e basta , spesso dopo cena ascoltavamo musica o cazzeggiavamo in lieta compagnia . Nel gruppo c’era un insegnante bizzarro, un tipo molto strano che però aveva una forte capacità di inventiva e quindi di farci divertire. Lo frequentavamo anche perché con lui si conoscevano belle ragazze alle quali , quando altri giochi iniziavano a stancare, leggeva la mano e loro , devo dire , si mettevano in coda. All’inizio mi sembrava una presa per i fondelli e , incuriosito, comprai un paio di libri di chirologia.

Beh, devo dire che ci azzeccava sempre! Imparai così a conoscere quest’arte.

 

( per continuare, clicca sullo stesso titolo nella colonna destra su pagine del blog )

 

 

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