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Blog  di Caranas

Post con #libri tag

Libri e solitudine

23 Novembre 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #LIBRI

Libri e solitudine

di Carmanas

La solitudine ti gioca brutti scherzi… ti sdrai sul tuo letto con un libro e ne diventi il testo.

Però vista dall’esterno, la lettura non è un piacere sostitutivo, la tua esistenza appare scheletrica. Dall’interno invece vedi solo un unico mobilio, una biblioteca sontuosamente stracolma di libri ( non solo thriller o volumi di storia e narrativa), l’ammirazione gelosa per chi non si sovraccarica del superfluo e trabocca del necessario. Spesso però resti lì a leggere ma in realtà non leggi perché stai pensando ad altro, catapultato come accade spesso nel paese natio dove arrivi per un riferimento a due righe appena lette ed allora navigando tra le nuvole di F..........., pensi che quello che lasciamo noi della diaspora, pesa cento volte di più di quello che qui otteniamo. Ma ti scontri anche col fatto che più ricordi ci sono, meno resta da vivere.

I ricordi ammazzano la vita. La testa non si arrende mai. E’ il corpo che si ferma e ti saluta. E la cosa peggiore è avere coscienza dello status presente. Ops! Mi è caduto il libro.

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Sto leggendo e ve lo consiglio

20 Dicembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #LIBRI

Sto leggendo e ve lo consiglio

«La giustizia non fa ascolti. La giustizia non interessa a nessuno. La gente vuole un mostro… E io le do quello che vuole.» La notte in cui tutto cambia per sempre è una notte di ghiaccio e nebbia ad Avechot, un paese rintanato in una valle profonda fra le ombre delle Alpi. Forse è stata proprio colpa della nebbia se l’auto dell’agente speciale Vogel è finita in un fosso. Un banale incidente. Vogel è illeso, ma sotto shock. Non ricorda perché è lì e come ci è arrivato. Eppure una cosa è certa: l’agente speciale Vogel dovrebbe trovarsi da tutt’altra parte, lontano da Avechot. Infatti, sono ormai passati due mesi da quando una ragazzina del paese è scomparsa nella nebbia. Due mesi da quando Vogel si è occupato di quello che, da semplice caso di allontanamento volontario, si è trasformato prima in un caso di rapimento e, da lì, in un colossale caso mediatico. Perché è questa la specialità di Vogel. Non gli interessa nulla del dna, non sa che farsene dei rilevamenti della scientifica, però in una cosa è insuperabile: manovrare i media. Attirare le telecamere, conquistare le prime pagine. Ottenere sempre più fondi per l’indagine grazie all’attenzione e alle pressioni del «pubblico a casa». Santificare la vittima e, alla fine, scovare il mostro e sbatterlo in galera. Questo è il suo gioco, e questa è la sua «firma». Perché ci vuole uno come lui, privo di scrupoli, sicuro dei propri metodi, per far sì che un crimine riceva ciò che realmente gli spetta: non tanto una soluzione, quanto un’audience. Sono passati due mesi da tutto questo, e l’agente speciale Vogel dovrebbe essere lontano, ormai, da quelle montagne inospitali. Ma allora, cosa ci fa ancora lì? Perché quell’incidente? Ma soprattutto, visto che è illeso, a chi appartiene il sangue che ha sui vestiti? Donato Carrisi ci ammalia con una storia scritta di getto, senza più il giorno e la notte: un romanzo che si imprime con forza nei nostri cuori e sfida le nostre paure.

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TI PIACE SCRIVERE? ECCO I CINQUE ERRORI DA EVITARE QUANDO INVII IL TUO MANOSCRITTO

14 Novembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #LIBRI

TI PIACE SCRIVERE? ECCO I CINQUE ERRORI DA EVITARE QUANDO INVII IL TUO MANOSCRITTO

Le ore intense della sera e quelle lunghe della giornata passate a scrivere, tagliare, rifinire, rincorrere la parola giusta sono terminate: la tua opera è pronta e vuoi sottoporla a un editore affinché la valuti e, possibilmente, la pubblichi.

Niente di più facile: sono finiti da un pezzo i tempi in cui bisognava stampare i manoscritti, trovare gli indirizzi e le persone di riferimento e inviare fisicamente l’opera; ora ti basta individuare la mail e il gioco è fatto. Eppure… Eppure non ti rispondono e se lo fanno ti dicono che no, non sono interessati, che il tuo romanzo non rientra nella loro linea editoriale. Prima di disperarti e di urlare che tanto non ce la farai mai, domandati se hai sbagliato qualcosa nella comunicazione e cerca di porre rimedio.

Come spiego nel mio corso di Scrittura professionale, la mail, regina della comunicazione ufficiale ma veloce, va composta con cura, prestando attenzione a tutti i campi e rispettando determinate regole di scrittura. Per il tuo caso specifico, voglio fornirti un elenco di cinque errori da evitare quando stai per inviare il tuo manoscritto a un editore via mail.

L’ignoranza. Del catalogo, s’intende. Non spedire la tua opera a chi non interessa. Per fare centro devi restringere il campo e individuare, nella vastità della scena editoriale, l’interlocutore giusto, quello che può essere davvero interessato ai tuoi contenuti. Se hai scritto un romanzo fantasy è inutile che lo invii a una casa editrice che pubblica solo saggi scientifici.

La sciatteria. Inserire in Cc tutta la lista di editori free presa da internet, per esempio, non ti sarà d’aiuto. A una proposta generica riceverai una risposta generica, molto probabilmente negativa. Dimostra, piuttosto, di parlare a quel preciso editore e a nessun altro, di averlo scelto perché nutri stima nei suoi confronti e apprezzi il suo lavoro; cita il nome della collana in cui vorresti inserire la tua opera e, se possibile, uno o più libri che di quella collana hai letto.

L’arroganza. La tua opera appare perfetta ai tuoi occhi, ritieni che possa essere pubblicata così com’è, senza bisogno di revisioni e glielo dichiari apertamente. Niente di più sbagliato: per ogni testo pubblicato è necessario svolgere prima un lavoro accurato di editing e correzione. Gli errori che tu non vedi saranno visti invece da un occhio esperto.

La fretta. Getnile Editore, le invio il mio manoscrito. Se trovo due errori in una riga, cosa mi devo aspettare dalla tua opera completa? La fretta è cattiva consigliera, sempre, perciò rileggi attentamente quello che hai scritto ed elimina ogni refuso, ogni sbavatura, ogni frase non necessaria. Sintesi e precisione sono tue alleate.

L’insistenza. Insistere sulla bontà della tua opera e non saper accettare un rifiuto non ti porterà a niente; ma anche scrivere ripetutamente per avere una risposta, utilizzando tutti i canali possibili a disposizione, dalla mail ai messaggi su Facebook e Linkedin: non essere assillante, perché chi seleziona un manoscritto sceglie anche la persona. Ma di questo vi parlerò la prossima volta.

Grazie all'autrice dell'articolo (Michela Alessandro)

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Un’editoria fatta per lo più da non professionisti diversamente onesti

22 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #LIBRI

una riflessione scaturita da telefonata di un amico

 

 

di Carmelo Anastasio

 

Se la lettura è il tuo pane e vino quotidiano, sarà inevitabile che il tuo narcisismo narrativo (chi non ce l’ha ?) si concretizzerà , prima o poi, con la pubblicazione di un tuo libro, possibilmente di carta.

Un desiderio, a volte una patologia. Un modo anche per uscire da quel paradigma di solitudine che ci circonda. E quando si concretizza prende il nome di “vanity press” , perché non è un fenomeno solo italiano. Gli “editori” (il virgolettato è necessario) pronti a cavalcare la situazione non sono pochi. Ma spesso non fanno per nulla questo mestiere: non fanno un serio lavoro di editing sui testi (l’ho vissuto in prima persona), non hanno un vero e proprio progetto editoriale (per esempio, la collana è un progetto, la grafica delle copertine sta in un progetto, ecc.) ma, soprattutto, non possono garantire una distribuzione , se non altro a livello nazionale.

I nuovi editori italiani e non, hanno da qualche anno fiutato il businnes , un asset da sfruttare in ogni potenzialità : stampano 500/900 copie, ne vendono la metà all’autore e recuperano abbondantemente i costi di stampa ma non hanno una rete per promuovere il libro, non hanno una distribuzione regolare e le copie sono destinate a restare invendute, in un magazzino. Il che, per la verità, succede anche a libri di editori illustri, ma qui c’è dolo, rappresentato dall’ immancabile promessa, esplicita o sottintesa, di visibilità, che allo scrittore interessa molto di più dell’idea di un guadagno.

Alle aspettative di chi crede di avere il capolavoro nel cassetto è quasi inutile cercare di porre un limite, spesso non serve consigliare pazienza e temperanza. Però ci sono strade per farsi “meno male”, da suggerire. Penso alla auto-pubblicazione in formato digitale. Il self-publishing può rappresentare una soluzione, anche se non è a costo zero e non è per chi non mastica nulla di informatica. Con questi lavori in e-book non si inquina un mercato già difficile di suo e si salvano alberi… E con il print on demand e (relativamente) pochi euro si possono stampare anche solo 10 copie da regalare ad amici e parenti . Ne vale la pena ?

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