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Blog  di Caranas

Post con #music e cantautori tag

NICOLETTA FILELLA (Amara terra Mia- Modugno)

16 Novembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

Un piccolo omaggio per questa dottoressa dalla splendida voce che per certi versi mi ricorda la Antonella Ruggiero dei Matia Bazar. Per le sue potenzialità canore, non ha nulla da invidiare anche ad Amy Macdonald . Auguri !

Nicoletta sarà a Radio Popolare in via Ollearo, 5 a Milano il 20 novembre 2015 ore 21.00.

Entrata libera

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I BEATLES IN ITALIA NEL 1965 - foto inedite

7 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

In posa sulle terrazze del Duomo o sul palcoscenico del velodromo Vigorelli, all'uscita dall'hotel o sommersi dai fan in delirio: sono 'I Beatles dal vivo!' raccontati negli scatti inediti degli archivi Farabola esposti fino al 9 luglio alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo. Il 24 giugno 1965 i Fab Four tennero i loro due unici concerti milanesi - uno pomeridiano e uno serale - al Vigorelli, per poi continuare il loro breve tour italiano con le tappe di Genova e Roma. All'epoca furono fotografati dagli inviati dell'agenzia Farabola e finora erano stati messi in circolazione solo una decina degli scatti realizzati quel giorno, ovvero quelli che Farabola aveva selezionato, stampato e distribuito ai giornali. "Per quasi 50 anni si è creduto che quelle fossero le uniche fotografie esistenti dei Beatles a Milano - spiegano dagli archivi Farabola - La mostra allestita alla Feltrinelli presenta in anteprima assoluta una selezione di immagini inedite"
In posa sulle terrazze del Duomo o sul palcoscenico del velodromo Vigorelli, all'uscita dall'hotel o sommersi dai fan in delirio: sono 'I Beatles dal vivo!' raccontati negli scatti inediti degli archivi Farabola esposti fino al 9 luglio alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo. Il 24 giugno 1965 i Fab Four tennero i loro due unici concerti milanesi - uno pomeridiano e uno serale - al Vigorelli, per poi continuare il loro breve tour italiano con le tappe di Genova e Roma. All'epoca furono fotografati dagli inviati dell'agenzia Farabola e finora erano stati messi in circolazione solo una decina degli scatti realizzati quel giorno, ovvero quelli che Farabola aveva selezionato, stampato e distribuito ai giornali. "Per quasi 50 anni si è creduto che quelle fossero le uniche fotografie esistenti dei Beatles a Milano - spiegano dagli archivi Farabola - La mostra allestita alla Feltrinelli presenta in anteprima assoluta una selezione di immagini inedite"
In posa sulle terrazze del Duomo o sul palcoscenico del velodromo Vigorelli, all'uscita dall'hotel o sommersi dai fan in delirio: sono 'I Beatles dal vivo!' raccontati negli scatti inediti degli archivi Farabola esposti fino al 9 luglio alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo. Il 24 giugno 1965 i Fab Four tennero i loro due unici concerti milanesi - uno pomeridiano e uno serale - al Vigorelli, per poi continuare il loro breve tour italiano con le tappe di Genova e Roma. All'epoca furono fotografati dagli inviati dell'agenzia Farabola e finora erano stati messi in circolazione solo una decina degli scatti realizzati quel giorno, ovvero quelli che Farabola aveva selezionato, stampato e distribuito ai giornali. "Per quasi 50 anni si è creduto che quelle fossero le uniche fotografie esistenti dei Beatles a Milano - spiegano dagli archivi Farabola - La mostra allestita alla Feltrinelli presenta in anteprima assoluta una selezione di immagini inedite"
In posa sulle terrazze del Duomo o sul palcoscenico del velodromo Vigorelli, all'uscita dall'hotel o sommersi dai fan in delirio: sono 'I Beatles dal vivo!' raccontati negli scatti inediti degli archivi Farabola esposti fino al 9 luglio alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo. Il 24 giugno 1965 i Fab Four tennero i loro due unici concerti milanesi - uno pomeridiano e uno serale - al Vigorelli, per poi continuare il loro breve tour italiano con le tappe di Genova e Roma. All'epoca furono fotografati dagli inviati dell'agenzia Farabola e finora erano stati messi in circolazione solo una decina degli scatti realizzati quel giorno, ovvero quelli che Farabola aveva selezionato, stampato e distribuito ai giornali. "Per quasi 50 anni si è creduto che quelle fossero le uniche fotografie esistenti dei Beatles a Milano - spiegano dagli archivi Farabola - La mostra allestita alla Feltrinelli presenta in anteprima assoluta una selezione di immagini inedite"
In posa sulle terrazze del Duomo o sul palcoscenico del velodromo Vigorelli, all'uscita dall'hotel o sommersi dai fan in delirio: sono 'I Beatles dal vivo!' raccontati negli scatti inediti degli archivi Farabola esposti fino al 9 luglio alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo. Il 24 giugno 1965 i Fab Four tennero i loro due unici concerti milanesi - uno pomeridiano e uno serale - al Vigorelli, per poi continuare il loro breve tour italiano con le tappe di Genova e Roma. All'epoca furono fotografati dagli inviati dell'agenzia Farabola e finora erano stati messi in circolazione solo una decina degli scatti realizzati quel giorno, ovvero quelli che Farabola aveva selezionato, stampato e distribuito ai giornali. "Per quasi 50 anni si è creduto che quelle fossero le uniche fotografie esistenti dei Beatles a Milano - spiegano dagli archivi Farabola - La mostra allestita alla Feltrinelli presenta in anteprima assoluta una selezione di immagini inedite"
In posa sulle terrazze del Duomo o sul palcoscenico del velodromo Vigorelli, all'uscita dall'hotel o sommersi dai fan in delirio: sono 'I Beatles dal vivo!' raccontati negli scatti inediti degli archivi Farabola esposti fino al 9 luglio alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo. Il 24 giugno 1965 i Fab Four tennero i loro due unici concerti milanesi - uno pomeridiano e uno serale - al Vigorelli, per poi continuare il loro breve tour italiano con le tappe di Genova e Roma. All'epoca furono fotografati dagli inviati dell'agenzia Farabola e finora erano stati messi in circolazione solo una decina degli scatti realizzati quel giorno, ovvero quelli che Farabola aveva selezionato, stampato e distribuito ai giornali. "Per quasi 50 anni si è creduto che quelle fossero le uniche fotografie esistenti dei Beatles a Milano - spiegano dagli archivi Farabola - La mostra allestita alla Feltrinelli presenta in anteprima assoluta una selezione di immagini inedite"
In posa sulle terrazze del Duomo o sul palcoscenico del velodromo Vigorelli, all'uscita dall'hotel o sommersi dai fan in delirio: sono 'I Beatles dal vivo!' raccontati negli scatti inediti degli archivi Farabola esposti fino al 9 luglio alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo. Il 24 giugno 1965 i Fab Four tennero i loro due unici concerti milanesi - uno pomeridiano e uno serale - al Vigorelli, per poi continuare il loro breve tour italiano con le tappe di Genova e Roma. All'epoca furono fotografati dagli inviati dell'agenzia Farabola e finora erano stati messi in circolazione solo una decina degli scatti realizzati quel giorno, ovvero quelli che Farabola aveva selezionato, stampato e distribuito ai giornali. "Per quasi 50 anni si è creduto che quelle fossero le uniche fotografie esistenti dei Beatles a Milano - spiegano dagli archivi Farabola - La mostra allestita alla Feltrinelli presenta in anteprima assoluta una selezione di immagini inedite"
In posa sulle terrazze del Duomo o sul palcoscenico del velodromo Vigorelli, all'uscita dall'hotel o sommersi dai fan in delirio: sono 'I Beatles dal vivo!' raccontati negli scatti inediti degli archivi Farabola esposti fino al 9 luglio alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo. Il 24 giugno 1965 i Fab Four tennero i loro due unici concerti milanesi - uno pomeridiano e uno serale - al Vigorelli, per poi continuare il loro breve tour italiano con le tappe di Genova e Roma. All'epoca furono fotografati dagli inviati dell'agenzia Farabola e finora erano stati messi in circolazione solo una decina degli scatti realizzati quel giorno, ovvero quelli che Farabola aveva selezionato, stampato e distribuito ai giornali. "Per quasi 50 anni si è creduto che quelle fossero le uniche fotografie esistenti dei Beatles a Milano - spiegano dagli archivi Farabola - La mostra allestita alla Feltrinelli presenta in anteprima assoluta una selezione di immagini inedite"
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In posa sulle terrazze del Duomo o sul palcoscenico del velodromo Vigorelli, all'uscita dall'hotel o sommersi dai fan in delirio: sono 'I Beatles dal vivo!' raccontati negli scatti inediti degli archivi Farabola esposti fino al 9 luglio alla libreria Feltrinelli di piazza Duomo. Il 24 giugno 1965 i Fab Four tennero i loro due unici concerti milanesi - uno pomeridiano e uno serale - al Vigorelli, per poi continuare il loro breve tour italiano con le tappe di Genova e Roma. All'epoca furono fotografati dagli inviati dell'agenzia Farabola e finora erano stati messi in circolazione solo una decina degli scatti realizzati quel giorno, ovvero quelli che Farabola aveva selezionato, stampato e distribuito ai giornali. "Per quasi 50 anni si è creduto che quelle fossero le uniche fotografie esistenti dei Beatles a Milano - spiegano dagli archivi Farabola - La mostra allestita alla Feltrinelli presenta in anteprima assoluta una selezione di immagini inedite"

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Hai l'ansia ? Ascolta questo brano (da 10 milioni di clic)

8 Febbraio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

Meraviglioso !

...

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Sigur Ros - Hoppipolla

30 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

 

 

 

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Ciao Enzo

30 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

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MIA MARTINI DISTRUTTA DALL'IGNORANZA DELLA GENTE

2 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

DA DAGOSPIA


IO SONO MIA – ALDO NOVE RACCONTA COME ‘’MIA MARTINI È STATA DISTRUTTA DALL'IGNORANZA E DALLA CATTIVERIA DELLA GENTE. QUANDO MI DISSERO CHE PORTAVA JELLA MI COLPÌ VEDERE QUANTO HA SOFFERTO. UNA COSA INACCETTABILE IN UN MONDO CIVILE’’ – E’ STATA “LA PIÙ GRANDE CANTANTE BLUES ITALIANA, INTENDENDO LA SUA CAPACITÀ DI TIRAR FUORI L'ANIMA”…

 

Antonio Lodetti per IlGiornale.it

MIA MARTINIMIA MARTINI

Si dice che sia un poeta-scrittore maledetto e nichilista, lui ribatte: «Mi annoia la superficialità, si vede che sono pesante, se guardo una commedia brillante mi addormento».

Così Aldo Nove è andato a pescare una figura drammatica come Mia Martini e ne ha ricostruito la tragedia in Mi chiamo... (Skira, pagg. 125, 14 euro).
Lei sceglie sempre personaggi tormentati in cui riflettersi.
«Mia Martini è stata distrutta dall'ignoranza e dalla cattiveria della gente. Quando mi dissero che portava jella mi colpì vedere quanto ha sofferto. Una cosa inaccettabile in un mondo civile. Comunque la mia è una biografia romanzata, non confessional».

MIA MARTINIMIA MARTINI

Lei come la definisce?
«La più grande cantante blues italiana, intendendo la sua capacità di tirar fuori l'anima. Ho raccontato la complessità del suo mondo che guardava all'America rock di Jim Morrison ma al tempo stesso alle radici mediterranee di Murolo e Gragnaniello. Quando è morta stava preparando un disco di cover di Tom Waits e Janis Joplin».

Dal libro sarà tratto uno spettacolo teatrale...
«Il libro si ispira a La voce umana di Cocteau che fu portato al cinema da Rossellini. Andrà in scena a Milano a giugno, in forma di monologo, con protagonista Erika Urban».

Ci sono dei paralleli tra la sua vita e quella di Mia Martini?
«Gli anni '60 e gli '80 sono molto diversi. Prima c'erano l'impegno e l'ingenuità; negli '80 tanta superficialità. Al liceo nel Varesotto c'erano solo paninari, fascisti e ciellini, io mi rifugiavo in Lou Reed, nell'anarchia distruttiva dei Cure e dei Joy Division e nelle letture».

Che tipo di letture?
«Mi sono formato con la filosofia classica tedesca, tanto Hegel e la sinistra hegeliana, da Feuerbach a Marx. E Schopenhauer, insomma tutto il contesto filosofico ottocentesco tedesco».

MIA MARTINI - ARMANIMIA MARTINI - ARMANIAldo NoveALDO NOVE

Lei ha detto di essersi formato anche con la pornografia.
«Oggi un ragazzo va su un sito e trova 5 milioni di film porno. Ai miei tempi si andava in una discarica a cercare i resti di qualche rivista pornografica. Era un modo di gestire il desiderio senza realizzarlo perché, come dice Tiziano Scarpa: purtroppo a volte i desideri si avverano».

Lei è stato protagonista della stagione dei «cannibali» come li ricorda?
«Fu un fenomeno mediatico nato da una strana alchimia reale. Siamo stati un gruppo di autori (Niccolò Ammaniti, Isabella Santacroce) che, attraverso il linguaggio, ha creato un presente inedito. Abbiamo rinnovato la letteratura ciascuno seguendo il suo percorso personale. Ad esempio io amo la poesia e Ammaniti no così come lui ama la narrativa contemporanea americana di cui io non so nulla».

ALDO NOVE MI CHIAMO IL LIBRO DEDICATO A MIA MARTINIALDO NOVE MI CHIAMO IL LIBRO DEDICATO A MIA MARTINI

Com'è il mondo degli scrittori e degli intellettuali oggi?
«Non esiste più. Ci sono diverse personalità isolate come Aldo Busi, Umberto Eco, Walter Siti, Nanni Balestrini che mi ha scoperto, ma non c'è più quella scena che poteva esserci fino a dieci anni fa».

Una ricetta per ricrearlo?
«Non lo so, io frequento personaggi dell'arte e della musica. Tra i miei migliori amici ci sono ultraottantenni come Arnaldo Pomodoro, da cui imparo il '900 che non conosco, e Arturo Schwarz che mi tiene in contatto con l'avanguardia».

Come si definisce?
«Uno che cerca di capire».

E la poesia?
«La poesia rappresenta la supremazia della parola. L'anno prossimo uscirà per Einaudi la mia raccolta Addio mio Novecento»

 

FONTE DAGOSPIA

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URLO DELLA RETE - Inno di Grillo

17 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

L’urlo del web” è una canzone nata dalla collaborazione di Leonardo Metalli, giornalista e musicista curatore di Tg1 Note e Raffaello di Pietro cantante e autore. La canzone è stata apprezzata da Beppe Grillo che l’ha pubblicata sul suo sito.

L’INNO – Vi ricordate del grillino alla conquista della Rai ? Vicino al PdL, ha abbandonato le spiagge berlusconiane tentando di addentrarsi nel MoVimento 5 Stelle. Dopo aver digerito parecchi ‘no’ da Grillo, questa estate ha scritto un testo sul popolo del web che urla giustizia. Sembra che la maretta tra i due si sia calmata, perché oggi Beppe Grillo ha pubblicato il testo e la canzone del pezzo.

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Ho in mente te - E' morto Franco Ceccarelli

22 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

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Modena - È morto a 70 anni Franco Ceccarelli, tra i fondatori dell’Equipe 84. Negli anni Sessanta e Settanta con Maurizio Vandelli, Alfio Cantarella e Victor Sogliani segnò un’epoca nella musica italiana.

La notizia della sua scomparsa è stata data dal Comune di Modena. «Ci resta la sua musica - commenta il sindaco Giorgio Pighi - che ha continuato a suonare fino all’ultimo senza mai perdere il legame con la sua Modena».

Franco Ceccarelli, dopo lo scioglimento della band simbolo del beat e la partenza del suo leader Maurizio Vandelli, a metà anni `80 aveva proseguito il percorso con Sogliani e Cantarella, altri due componenti storici. La formazione aveva poi vissuto del contributo di altri musicisti nel decennio successivo. Il chitarrista era stato autore di musiche anche per teatro e cinema, aveva prodotto due dischi di Pierangelo Bertoli e nel ´96 aveva pubblicato il libro “Io ho in mente te. Storia dell’Equipe 84”.

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Ma che bella canzone... grande Irene

1 Dicembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

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OTELLO PROFAZIO canti popolari

4 Maggio 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

 

Brigante o no?

« Chi era stato davvero Musolino? Un sanguinario vendicatore degli emarginati del sud, uno spaccone di paese visionario e smargiasso, il portabandiera anarchico delle lotte pre-socialiste, un paranoide sbandato e irresponsabile, una vittima del disadattamento »

(Enzo Magri)

Da un lato il suo comportamento è tipico di questa figura: egli si oppone allo Stato, commette omicidi non credendo più nella giustizia statale essendone diventato una vittima. Non uccide però per un "ideale rivoluzionario" ma unicamente per il suo desiderio di vendetta nei confronti di coloro che lo accusarono e contro chi si oppone a questo. Dieci anni dopo i professori di psichiatria Annibale Puca e Giacomo Cascella, del manicomio di Aversa compirono uno studio dove affermarono la pazzia latente di Giuseppe Musolino che si scatenò quando subì il primo torto dalla società nel condannarlo a 21 anni di carcere. I sintomi di tale pazzia erano: la convinzione di essere lui la legge, l'inesauribile sete di vendetta, l'essere sospetto e la credulità. Sostengono quindi che anche al secondo processo lo Stato sbagliò nuovamente nel giudicarlo, poiché avrebbe dovuto essere portato in manicomio direttamente e non avrebbe dovuto subire la pena dell'ergastolo.

Cantata anche da Pino Villa (in siciliano) . Molto nota anche nel Lazio.

 

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