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Blog  di Caranas

Post con #music e cantautori tag

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Buonanotte con un po' di musica rilassante

25 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

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Hang Massive - Once Again - 2011 ( hang drum duo )

24 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

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Musica svizzera, musica aliena, molto rilassante !
Dovrò comprare questo strumento hang (disco armonico). Intanto vado a sentire Cetto nella piazza di Fuscaldo
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Un altro grande della musica italiana se n'è andato improvvisamente

1 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

Ciao Lucio, chissà che festival starai facendo ora con De Andrè , Gaber , Tenco...! 

.

Ho ascoltato la prima volta questa canzone all’ultimo piano della  Rinascente di Milano , era il 1996. Mi catturò subito , non solo per la musica bellissima e facilmente orecchiabile, ma anche per il testo  che colpiva come una bella  poesia d’amore  "Va per le strade, tra la gente..diglielo veramente, non può restare indifferente…”  ( seppi dopo che queste parole le aveva scritte insieme a  Samuele Bersani - premio critica Mia Martini nell’ultimo Sanremo).

Ricordo che uscito dalla  Rinascente mi recai subito in galleria per comprare l’album. Era l’anno del mio matrimonio. Anche a Parigi , durante il viaggio di nozze, nei grandi magazzini Lafayette ebbi modo di riascoltare la canzone . Che stupendo periodo.

Grazie Lucio

 

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Un giorno credi

3 Dicembre 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

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Parco Lambro 1976: quando anche Milano ebbe la sua Woodstock...... ma all'italiana....

11 Novembre 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

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Nel 1975 (a partire dal 29 maggio) e nel 1976 (26-30 giugno) si svolsero al Parco Lambro le ultime due edizioni del Festival del Proletariato Giovanile, organizzato dalla rivista Re Nudo: era la più importante manifestazione musicale e controculturale italiana dell'epoca.

parco-lambro-1976.jpg

Ispirato a quel grande fenomeno spontano americano che fu, anche qui si volle ricreare la stessa atmosfera.

Le contraddizioni di una società non ancora preparata, la confusione creata dalle divisioni interne degli stessi partecipanti, ne limitarono la riuscita.

La stampa cittadina seguì con un interesse abbastanza tiepido le giornate del Festival, neppure si sottolinearono molto gli incidenti.

Era piuttosto la gente comune la parte che ne rimase più colpita, soprattutto per atteggiamenti discinti e di filosofia naturista che ne contraddistinse il raduno.

Altre immagini link 

Incredibilmente fu Variety (la nota rivista americana di spettacolo) a dedicare la sua prima pagina al Festival.

Sotto il titolo “ITALIAN RADICALS TERRORIZE FESTS” l’articolo aveva gran cura di distinguere tra le feste di massa organizzate dalla sinistra ufficiale e la politicizzazione estrema imposta dai gruppi extraparlamentari o meglio dalle loro frange più “esagitate” ai concerti pop-rock.

 

In realtà non si trattò di questo: emersero con drammatica chiarezza al festival le divergenze di un movimento che fino ad allora si credeva unito, una generale impreparazione a gestire eventi di questa natura e la ben misera rappresentanza dei gruppi politici incapaci , pur nella sincerità dei loro intenti, di comprendere le esigenze e la natura stessa del cosiddetto “proletariato giovanile”.

 

 

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La canzone dell'amore perduto

1 Settembre 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

Da ferragosto questa musica mi ronza nelle orecchie.Troppo bella ! Eccellente! 

Su Yt  ho trovato : " è riduttivo pensare e dire che faber sia solo un semplice cantante, lui è ben altro, qualcosa di più...un poeta intellettuale che ha dimostrato di essere attuale anche a distanza di anni, le sue canzoni a volte tristi, a volte malinconiche, a volte allegre ma sempre fantastiche sono dei doni che lui stesso ci ha lasciato in eredità e ne siamo grati di questo...provate a chiudere gli occhi quando riascoltate questa canzone, è tutta un'altra cosa...grande faber! "

 

 

Ricordi sbocciavan le viole

con le nostre parole

"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",

 

vorrei dirti ora le stesse cose

ma come fan presto, amore, ad appassire le rose

così per noi

 

l'amore che strappa i capelli è perduto ormai,

non resta che qualche svogliata carezza

e un po' di tenerezza.

 

E quando ti troverai in mano

quei fiori appassiti al sole

di un aprile ormai lontano,

li rimpiangerai

 

ma sarà la prima che incontri per strada

che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,

per un amore nuovo.

 

E sarà la prima che incontri per strada

che tu coprirai d'oro per un bacio mai dato,

per un amore nuovo.

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Ti regalerò una rosa

9 Maggio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

Dedicato ad Alda Merini la piccola ape furibonda cittadina onoraria di Vimodrone

 

Ti regalerò una rosa

Una rosa rossa per dipingere ogni cosa

Una rosa per ogni tua lacrima da consolare

E una rosa per poterti amare

Ti regalerò una rosa

Una rosa bianca come fossi la mia sposa

Una rosa bianca che ti serva per dimenticare

Ogni piccolo dolore

 

Mi chiamo Antonio e sono matto

Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino

Credevo di parlare col demonio

Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio

Ti scrivo questa lettera perché non so parlare

Perdona la calligrafia da prima elementare

E mi stupisco se provo ancora un’emozione

Ma la colpa è della mano che non smette di tremare

 

Io sono come un pianoforte con un tasto rotto

L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi

E giorno e notte si assomigliano

Nella poca luce che trafigge i vetri opachi

Me la faccio ancora sotto perché ho paura

Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura

Puzza di piscio e segatura

Questa è malattia mentale e non esiste cura

 

Ti regalerò una rosa

Una rosa rossa per dipingere ogni cosa

Una rosa per ogni tua lacrima da consolare

E una rosa per poterti amare

Ti regalerò una rosa

Una rosa bianca come fossi la mia sposa

Una rosa bianca che ti serva per dimenticare

Ogni piccolo dolore

 

I matti sono punti di domanda senza frase

Migliaia di astronavi che non tornano alla base

Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole

I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole

Mi fabbrico la neve col polistirolo

La mia patologia è che son rimasto solo

Ora prendete un telescopio… misurate le distanze

E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?

 

Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto

Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro

Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi

Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi

Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare

Eri come un angelo legato ad un termosifone

Nonostante tutto io ti aspetto ancora

E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora

 

Ti regalerò una rosa

Una rosa rossa per dipingere ogni cosa

Una rosa per ogni tua lacrima da consolare

E una rosa per poterti amare

Ti regalerò una rosa

Una rosa bianca come fossi la mia sposa

Una rosa bianca che ti serva per dimenticare

Ogni piccolo dolore

 

Mi chiamo Antonio e sto sul tetto

Cara Margherita sono vent’anni che ti aspetto

I matti siamo noi quando nessuno ci capisce

Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce

Ti lascio questa lettera, adesso devo andare

Perdona la calligrafia da prima elementare

E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?

Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare.

 

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Andrea

2 Maggio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

 

 ... a voi una bellissima canzone di Fabrizio De Andrè , trattasi di  < Andrea >

 

 

 

 

 

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Andrea s'è perso s'è perso e non sa tornare

Andrea s'è perso s'è perso e non sà tornare

Andrea aveva un amore Riccioli neri

Andrea aveva un dolore Riccioli neri.

 

C'era scritto sul foglio ch'era morto sulla bandiera

C'era scritto e la firma era d'oro era firma di re

 

Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.

Ucciso sui monti di Trento dalla mitraglia.

 

Occhi di bosco contadino del regno profilo francese

Occhi di bosco soldato del regno profilo francese

E Andrea l'ha perso ha perso l'amore la perla più rara

E Andrea ha in bocca un dolore la perla più scura.

 

Andrea raccoglieva violette ai bordi del pozzo

Andrea gettava Riccioli neri nel cerchio del pozzo

Il secchio gli disse - Signore il pozzo è profondo

più fondo del fondo degli occhi della Notte del Pianto.

 

Lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo di me.

Lui disse - Mi basta mi basta che sia più profondo di me.

 

 

 

 

Bellissima anche Durango  (meglio la versione di Fabrizio )

 

 

..
 
E infine ancora un video con una stupenda Avvelenata di Francesco Guccini. Vi consiglio di ascoltare bene le parole ...sempre attuali 
 
 
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OMAGGIO A LUIGI TENCO

17 Gennaio 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #MUSIC E CANTAUTORI

                                    una strana fine
                                                                                                                di Caranas

                                  L.Tenco                  
Si avvicina il festival di Sanremo, occasione migliore per ricordare il grande rivoluzionario della musica italiana :  Luigi Tenco.

Alla fine del luglio 1963, durante una pausa di lavoro nei campi (Calvario- Fuscaldo) , mi capitò tra le mani un settimanale che in un articolo descriveva il tentato suicidio di Gino Paoli avvenuto il 13 luglio dello stesso anno. La cosa mi colpì molto e la mia attenzione si fermò sul fatto che per pochi millimetri di distanza dal cuore  il cantante non morì. Il proiettile che si sparò con una Derringer è ancora li incastonato nel suo torace. Gino Paoli  lo conoscevo per la canzone d’autore   “Sapore di sale” , stupenda, senza tempo. Quasi quattro anni dopo, il 27 gennaio 1967, durante la lezione di inglese (scuole superiori a Fuscaldo), ci arrivò notizia del “suicidio” di Luigi Tenco, ex amico di Paoli (lui che era stato censurato per la canzone "Cara Maestra", censurò Paoli per la sua relazione con Stefania Sandrelli minorenne). Luigi si era presentato a Sanremo con “Ciao amore ciao” in coppia con la calabrese Dalidà , brano non apprezzato dal pubblico ( 12°) e quindi non ammesso alla serata finale e non favorito dal ripescaggio che scelse invece la canzone “La rivoluzione” di Gianni Pettenati.

Il suicidio fu attribuito allo sconforto del cantante che , rinchiusosi nella camera 219 dell’Hotel Savoy, si sparò un colpo in testa. Finita la lezione, tutti fuori a comprare il giornale (dovetti rinunciare al solito panino per comprarlo). Feci una lettura molto attenta  perché alcune cose non quadravano (e non quadrano ancora oggi). Che palle direte voi amici! Ė così non posso farci nulla. I motivi iniziali e quelli odierni, sono i seguenti :

  • Il proiettile non fu mai ritrovato (nel cranio e neanche nella stanza)
  • Sandro Ciotti e Lucio Dalla in camere vicine alla 219 non sentirono il colpo  poco dopo l'una  di quella notte
  • Dalidà e il discografico Dossena (primi ad entrare in camera) non videro nessuna pistola
  • Il corpo fu riportato dall’obitorio in camera perché qualcuno aveva dimenticato di fare le foto di rito (cazzata tipica italiana)
  • La pistola prima non c’era e dopo si , sotto i glutei di Tenco (strano per uno che si suicida e dopo nasconde la pistola sotto i glutei)
  • Tenco era proprietario di una pistola Walthr PPK/L, quella ritrovata sotto i glutei dopo il ritorno del corpo dall’obitorio, era una Beretta (tolta dalla mano di Tenco dal giornalista M.Durand esperto di armi ).

Com’è andata realmente ? Troppi interrogativi!

 

                                             Lettera di addio di (?) Luigi Tenco

                                   

                              L.Tenco lettera                     
 

Anche qui c’è qualcosa che non va. Luigi Tenco aveva studiato prima al classico e poi allo scientifico e dopo all’università, trovo molto strano che non sapesse scrivere la parola “seleziona” qui scritta con due “ l ”. C'è poi l'altro errore " contro ... ad una commissione".

 

« Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato cinque anni della mia vita. Faccio questo non perché sono stanco della vita (tutt’altro) ma come atto di protesta contro un pubblico che manda “ Io tu e le rose” in finale e ad una commissione che selleziona “ La rivoluzione” . Spero che serva a chiarire le idee a qualcuno. Ciao, Luigi ». Anche la firma, secondo alcuni non è di Tenco.

 

 Comunque sia andata , Tenco rimane un grande autore , di quelli eccellenti nella scuola di Genova ( De Andrè, Lauzi, Bindi, Paoli ecc.)


Voglio ricordarlo col testo del suo brano " Cara maestra "censurato dalla Commissione RAI

                                                          Cara maestra, 
                                                   un giorno m'insegnavi 
                                                che a questo mondo noi
                                                    noi siamo tutti uguali. 
                                     Ma quando entrava in classe il direttore
                                            tu ci facevi alzare tutti in piedi, 
                                       e quando entrava in classe il bidello
                                              ci permettevi di restar seduti. 
                                                      Mio buon curato, 
                                                     dicevi che la chiesa 
                                                    è la casa dei poveri, 
                                                     della povera gente. 
                                             Però hai rivestito la tua chiesa
                                           di tende d'oro e marmi colorati: 
                                    come può adesso un povero che entra
                                          sentirsi come fosse a casa sua?
                                                       Egregio sindaco,
                                             m' hanno detto che un giorno 
                                                   tu gridavi alla gente 
                                                    "vincere o morire".
                                              Ora vorrei sapere come mai 
                                       vinto non hai, eppure non sei morto,
                                         e al posto tuo è morta tanta gente
                                        che non voleva né vincere né morire? 
 

Mi viene in mente ora un'altra cosa : lo sceneggiato televisivo Maigret aveva come sigla "Un giorno dopo l'altro " dello stesso Tenco , bellissimo brano che però non riuscivo mai ad ascoltare interamente  perchè ogni volta, a Fuscaldo , a causa del vento  andava via la luce .


                                                                                                   Carmelo Anastasio
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