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Blog  di Caranas

Post con #poesia tag

Non solo politica, anche poesia

23 Aprile 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

Non solo politica, anche poesia
Non c'è verso

LINK LIBRO

http://www.booksprintedizioni.it/libro/Poesia/non-c-e-verso

Quando si incomincia ad assaporare il tempo libero della pensione, arriva anche il momento che quasi ci costringe a fare i conti con noi stessi per capire a che punto siamo, quanto abbiamo perso durante il tragit-to e quanto è grande il valore aggiunto. La realtà arri-va sempre, e non solo a consuntivo, mostrandoci chi siamo stati e chi siamo diventati. Ma soprattutto c’è quel momento in cui si avverte forte la sensazione di dover lasciare libere certe emozioni, che siano di gioia, di rabbia, di risentimento, di delusione, la cui traccia è stata dall’autore Carmelo Anastasio gelosa-mente custodita per anni nel cassetto dei sogni in ro-toversi legati col nastro rosso e che ora vedono la luce nella raccolta: “Non c’è verso”.

Il libro non ha un rigido filo conduttore che colleghi le poesie dando un’immagine completa di ciò che si vuole dire; la raccolta è frammentaria, come è tipico dei “versi ritrovati”, ma sufficiente, nella sua precarie-tà, a dare al lettore la possibilità di cogliere aspetti della vita che spesso passano inosservati.

L’autore (che non ama definirsi poeta, forse per raf-forzare il suo stesso legame con la poesia ), è in grado con le sue rime di dar voce a due esistenze diverse, quella che lui stesso ha vissuto e vive in prima perso-na nel Sud d’Italia, prima, e al Nord, dopo, e quella di un mondo pieno di fratture, di sogni infranti, di crisi sociale, che rompe gli equilibri e rende ogni uomo più fragile.

Lo scrittore Carmelo Anastasio ha una sensibilità che traspare evidente in ogni parola (usa spesso, un po’ alla Camilleri, termini dialettali della sua terra d’origine, la Calabria, alla quale resta legato da un cordone ombelicale mai tagliato ),in ogni riflessione e in ogni poesia, e, come tutte le persone tormentate, a volte deboli ma coraggiose, mette a nudo la propria anima, spogliandosi di pregiudizi e di sensazioni, per recuperare il contatto con la sua parte più intima.

Per questi motivi “Non c’è verso” è una silloge di poesie intensa, sincera, pura, in cui non c’è spazio per momenti che vogliono essere celati o tenuti per sé. Nel libro si avvertono frequentemente momenti di buio, ma quasi sempre seguiti da una piccola luce in fondo al tunnel. Una poesia non va spiegata diceva Pablo Neruda: “Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia ad un animo predisposto a comprenderla.” ai lettori resta l’interpretazione. Ci puoi trovare quello che sai coglie-re con la tua sensibilità, ciò che ti fa avere dei feed-back, dei flash di momenti vissuti come dei déjà vu, seppur nella consapevolezza che ciò che avverti non corrisponde realmente ad una esperienza identica-mente propria, anche perché l’avverti ma potresti non averla ancora vissuta. La poesia è di chi la legge e non di chi la scrive: ognuno la interpreta mettendoci qual-cosa di sé per cogliere i valori della vita e sconfiggere i momenti complicati con cui inevitabilmente ci si deve confrontare.

Nicoletta Mandaradoni

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Non c'è verso - Poesie

29 Marzo 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

Non c'è verso - Poesie

Non c’è verso

LINK LIBRO

http://www.booksprintedizioni.it/libro/Poesia/non-c-e-verso

Quando si incomincia ad assaporare il tempo libero della pensione, arriva anche il momento che quasi ci costringe a fare i conti con noi stessi per capire a che punto siamo, quanto abbiamo perso durante il tragit-to e quanto è grande il valore aggiunto. La realtà arri-va sempre, e non solo a consuntivo, mostrandoci chi siamo stati e chi siamo diventati. Ma soprattutto c’è quel momento in cui si avverte forte la sensazione di dover lasciare libere certe emozioni, che siano di gioia, di rabbia, di risentimento, di delusione, la cui traccia è stata dall’autore Carmelo Anastasio gelosa-mente custodita per anni nel cassetto dei sogni in ro-toversi legati col nastro rosso e che ora vedono la luce nella raccolta: “Non c’è verso”.

Il libro non ha un rigido filo conduttore che colleghi le poesie dando un’immagine completa di ciò che si vuole dire; la raccolta è frammentaria, come è tipico dei “versi ritrovati”, ma sufficiente, nella sua precarie-tà, a dare al lettore la possibilità di cogliere aspetti della vita che spesso passano inosservati.

L’autore (che non ama definirsi poeta, forse per raf-forzare il suo stesso legame con la poesia ), è in grado con le sue rime di dar voce a due esistenze diverse, quella che lui stesso ha vissuto e vive in prima perso-na nel Sud d’Italia, prima, e al Nord, dopo, e quella di un mondo pieno di fratture, di sogni infranti, di crisi sociale, che rompe gli equilibri e rende ogni uomo più fragile.

Lo scrittore Carmelo Anastasio ha una sensibilità che traspare evidente in ogni parola (usa spesso, un po’ alla Camilleri, termini dialettali della sua terra d’origine, la Calabria, alla quale resta legato da un cordone ombelicale mai tagliato ),in ogni riflessione e in ogni poesia, e, come tutte le persone tormentate, a volte deboli ma coraggiose, mette a nudo la propria anima, spogliandosi di pregiudizi e di sensazioni, per recuperare il contatto con la sua parte più intima.

Per questi motivi “Non c’è verso” è una silloge di poesie intensa, sincera, pura, in cui non c’è spazio per momenti che vogliono essere celati o tenuti per sé. Nel libro si avvertono frequentemente momenti di buio, ma quasi sempre seguiti da una piccola luce in fondo al tunnel. Una poesia non va spiegata diceva Pablo Neruda: “Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l’esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia ad un animo predisposto a comprenderla.” ai lettori resta l’interpretazione. Ci puoi trovare quello che sai coglie-re con la tua sensibilità, ciò che ti fa avere dei feed-back, dei flash di momenti vissuti come dei déjà vu, seppur nella consapevolezza che ciò che avverti non corrisponde realmente ad una esperienza identica-mente propria, anche perché l’avverti ma potresti non averla ancora vissuta. La poesia è di chi la legge e non di chi la scrive: ognuno la interpreta mettendoci qual-cosa di sé per cogliere i valori della vita e sconfiggere i momenti complicati con cui inevitabilmente ci si deve confrontare.

Nicoletta Mandaradoni

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Non c'è verso - Poesie di Carmelo Anastasio

18 Marzo 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

Non c'è verso - Poesie di Carmelo Anastasio

clicca qui : http://www.booksprintedizioni.it/libro/Poesia/non-c-e-verso

Dettagli Libro

· Formato libro : A5

· Pagine : 63

· ISBN : 9788868231170

· Anno di pubblicazione : 2013

Pagina dell'Autore

Carmelo Anastasio

Titolo:

Non c'è verso

Autore:

Carmelo Anastasio

Prezzo : 13,30 €

“ Non c’è verso ” è una silloge di poesie intensa, sincera, pura, in cui non c’è spazio per momenti che vogliono essere celati o tenuti per sé. Nel libro si avvertono frequentemente momenti di buio, ma quasi sempre seguiti da una piccola luce in fondo al tunnel. Una poesia non va spiegata diceva Pablo Neruda: "Quando la spieghi la poesia diventa banale, meglio di ogni spiegazione è l'esperienza diretta delle emozioni che può svelare la poesia ad un animo predisposto a comprenderla." , ai lettori resta l’interpretazione. ( Nicoletta Mandaradoni )

· Allegati

· Commenti dei lettori

· CLICCANDO QUI, potrai scaricare un'anteprima del libro

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Nero caffè con tre mie poesie

19 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

 

Fons Calidus

 

 

Ancora oggi tra pietre e pietre,

anche se non c’è niente di nuovo,

in una cruna di luce di questa via Piana

do a te l’amore con animo stanco.

Il rifiuto è d’altri

tutti i giorni nell’ozio,

mentre il cerimoniale poltronifero

si limita a consumo del tempo.

No, non riesco,

non riesco a farti lividi sotto l’orizzonte.

E tra poco calerà il silenzio

tra le chiese intatte

e quella già sventrata.

Ma passerà l’inverno

con i suoi cristalli lucenti.

E ancora ci ritroveremo,

questa volta senza angoscia,

senza piangere interiormente

goccia a goccia.

Il pianto, lasciamolo nel mare.

 

 

Sentiero

 

Quello giusto non lo vedo più.

È questo? quello? o quell’altro?

Devi deciderti, l’anima non può cadere in ombra,

scarta quello lussurioso,

tanto domani ti pentiresti.

Scegli l’armonioso in pace

anche se sarà un po’ noioso.

E voi tacete ? cosa consigliate ?

Dài, non vi arrendete

non sospirate silenti nel buio,

ditemi … che faccio?

Non uccidete i vaghi colori d’alba

le virtù son già morte a Fuscaldo

tanto tempo fa,

altro non resta.

Mostrate senza nebbia gli ori

testimoni impassibili di futuro.

Presto, fate presto!

La stella si spegne

e il cuore esclama di voglia.

 

 

 

Pugni chiusi, tramonti oscuri

 

Ci precipitammo in Statale.

Tutti parlavano con tutti.

C’erano ancora scontri

ma non sanguinosi.

“Lasciatelo parlare”

quando dilungava o inciampava

in sé stesso parlando

al mondo per la prima volta.

 

Non c’erano maestri.

Tanti giovani, belli o brutti

e anche meno giovani.

E fuori il rumore

delle sirene e barricate.

Milano o tace o grida

o dorme .

 

Eravamo già perduti.

Era facile vedere generazione

che si opponeva fragilmente

a reazione , architettura capitalistica.

Il mondo m’appariva com’era su , al nord.

Non più tramonti scintillanti di Calabria.

Come  chi aveva appena annusato Marx

sapeva che fosse.

 

Il PCI in un angolo

inarcando il dorso

come un gatto sotto il temporale

non si rimproverava omissioni.

 

Libertari, antiborghesi e antisistema

acclamavamo  Lenin e Rosa Luxemburg.

Pochi Ho Ci Mihn e di più Mao.

Ma non erano che simpatici simboli.

 

Passioni e condanne

ardenti e approssimative.

Anarchici in simpatia

senza visita nelle loro riflessioni.

E più tardi incominciarono

a scapparci i morti.

 

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L'angolo della poesia

12 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

L'angolo della poesia

Fermiamoci un po’ con la politica e la satira. Magari solo fino a domani visto che Renzi rischia di asfaltarsi da solo. E’ tempo di poesia qui su foranastasis! Eh già, ogni tanto anche gli appassionati di internet e tecnologia come noi si meritano una pausa culturale di quelle “tradizionali”: appunto, un po’ di sana poesia.

Questi tre miei lavori li trovate anche su http://www.booksprintedizioni.it/libro/Poesia/non-c-e-verso

.

.

Autunno

È arrivato l’autunno,

ancora caldo a Milano

ma non per sociali lotte,

mancano le nubi

in sparpagliati branchi.

Alla finestra, sotto le ciglia un po’ più proletarie,

la mente s’infiltra nell’aria

mossa da gialle foglie cadenti giù

ad attendere i primi passi,

come parole ferite che vanno a crepare.

Sono le otto e giovani ombre

si affrettano al parcheggio,

indaffarati e veloci abbozzano sorrisi,

ma sono morti.

Marx e Lenin non lo masticano.

Solo più in là

un capannello presidio si distrae,

non ha forze e lecca ferite.

Con l’iPad in mano

non si fa rivoluzione.

.

File apri, file chiudi

Questo blog è una stanza disabitata.

Ogni tanto ci infilo una sedia nuova,

un quadro, un cestino. E li lascio lì.

Aspetto che qualcuno si sieda e legga il quadro

compiendo quel travaso

con pudore e con luce,

rendendolo acquedotto luminoso.

Niente, neanche un commento !

File apri,

file chiudi,

file salva.

Quello che avanza lo dispongo in cestino

per un’ultima sosta prima di uscire all’orizzonte

e morire in memoria.

.

Solitudine

Sono stanco pur non facendo nulla

e per compagnia solo la mia

che mi rende ancor più triste.

La noia mi resta accanto,

il mondo è lì a far rumore

di certo non mi aspetta,

la mente perde colpi, non ricorda,

e con la vita si dissolve.

Tra poco arriva il sessantesimo

non so neanche come riesco

a trascinarmi ancora

nel mucchio confuso,

in angusto spazio

infinità finita

che veglia con me.

Lo spettro assale

la maschera si camuffa

in duro ghigno

impenetrabile all’amore.

Ci vorrebbe Dio…

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L'ebbrezza di Brunetta

22 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

È l'ebbrezza dell'onirico che eleva in una dimensione al di là del possibile, del malleabile, del visibile.

 

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POESIE SU FUSCALDO

21 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

Una poesia di Armando Nesi (Fuscaldo Marina CS) ed una mia che fa riferimento anche questa ai nostri pescatori


Forse rimarranno sempre lì,

nella scia del tempo,

minacciati dall'onda,

i malfermi tuguri

degli sparuti pescatori...

...e donne in povertà

sull'uscio attenderanno

l'uomo e la ricchezza

del mare avaro...

...e spose ansiose

nel vuoto letto

aspetteranno per ore

la metà divisa con la notte...

e i bimbi attesi, poi,

fioriranno a iosa

nei paterni tetti

per crescer tristi

ed invecchiare presto

sul mare antico

eternamente amaro...

 

 

 

 

Candelora

 

Quel giorno la neve cadde anche sul mare

sciogliendosi al pronto contatto.

Il primo che scese dalla barca

sulla spiaggia bianca

imprecò contro il sole scialbo e lontano.

Per freddo , per fame, per poca pesca,

nun sacciu.

Altri con la testa china a guardar giù,

segnavano con passi gravosi

il manto bianco

al confine con le onde

preparandosi a tirar su

le barche da rovesciare.

 

Più in là, i fimmini nivuri

vattendusi u pettu facevan ressa,

con occhi volti al convento,

lassù sull’eremo di San Francesco,

chiedendo grazia

per quelli ancora in mare

con promesse d’oli da ardere.

 

Su volti segnati dal tempo

si scioglievano malinconie disperate.

E Fiore, marinaio più giovane,

col suo sorridere così innocente:

jamu, jamu, ca c’havimu fatta!

 

Come un invito alla presenza,

sul manto bianco della spiaggia

i segni di quel  travaglio umano,

ultima fatica   prima di tornare a casa.

 

Il rintocco delle otto

accompagnato dal sibilo della sirena,

riportava all’impegno gli studenti,

curiosi spettatori infreddoliti

ripassavano  sotto il ponte ferrato

e si avviavano a scuola

seguiti da lontano

da  Pristufora  cane amico

con lingua fumante.

 

Lo spettacolo era finito.

 

2 febbraio 1965  Fuscaldo Marina - diritti riservati dei due autori A. Nesi e Carmelo Anastasio

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Nebbia e sofferenza ... un gran mare piano. Poi a volte esce il sole

25 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

La nebbia è la metafora meteorologica della sofferenza dell'anima: quando non vedi più nemmeno te stesso, quando hai perso tutti i punti di riferimento, e non sai più dove andare... Poi, a volte, esce il sole.

 nebbia.jpg

Nella Nebbia (G.Pascoli)

 

E guardai nella valle: era sparito

tutto! sommerso! Era un gran mare piano,

grigio, senz'onde, senza lidi, unito.

 

E c'era appena, qua e là, lo strano

vocìo di gridi piccoli e selvaggi:

uccelli spersi per quel mondo vano.

 

E alto, in cielo, scheletri di faggi,

come sospesi, e sogni di rovine

e di silenzïosi eremitaggi.

 

Ed un cane uggiolava senza fine,

né seppi donde, forse a certe péste

che sentii, né lontane né vicine;

 

eco di péste né tarde né preste,

alterne, eterne. E io laggiù guardai:

nulla ancora e nessuno, occhi, vedeste.

 

Chiesero i sogni di rovine: - Mai

non giungerà? - Gli scheletri di piante

chiesero: - E tu chi sei, che sempre vai? -

 

Io, forse, un'ombra vidi, un'ombra errante

con sopra il capo un largo fascio. Vidi,

e più non vidi, nello stesso istante.

 

Sentii soltanto gl'inquïeti gridi

d'uccelli spersi, l'uggiolar del cane,

e, per il mar senz'onde e senza lidi,

 

le péste né vicine né lontane.

°°°°°°°°°

 

Poi a volte esce il sole, unico stordimento piacevole in questa valle

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Sete di te m'incalza

18 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

 

                                           Pablo Neruda

 

Neruda2.jpg

 

 

 

Sete di te m'incalza nelle notti affamate.

Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.

Ebbra di sete, pazza di sete, sete di selva riarsa.

Sete di metallo ardente, sete di radici avide.

Verso dove, nelle sere in cui i tuoi occhi non vadano

in viaggio verso i miei occhi, attendendoti allora.

 

Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.

Mi segui come gli astri seguono la notte.

Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.

Tu a tutte rispondi. Sei piena di voci.

Ancora bianca che cadi sul mare che attraversiamo.

Solco per il torbido seme del mio nome.

Esista una terra mia che non copra la tua orma.

Senza i tuoi occhi erranti, nella notte, verso dove.

 

Per questo sei la sete e ciò che deve saziarla.

Come poter non amarti se per questo devo amarti.

Se questo è il legame come poterlo tagliare, come.

Come, se persino le mie ossa hanno sete delle tue ossa.

Sete di te, sete di te, ghirlanda arroce e dolce.

Sete di te, che nelle notti mi morde come un cane.

Gli occhi hanno sete, perché esistono i tuoi occhi.

La bocca ha sete, perché esistono i tuoi baci.

L'anima è accesa di queste braccia che ti amano.

Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.

Di sete. Sete infinita. Sete che cerca la tua sete.

E in essa si distrugge come l'acqua nel fuoco.

 

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Poesie del ca

28 Settembre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POESIA

Senso.gif

 

MI MANCHI

Mi manchi...

Mi manchi...

Mi manchi...

Mi manchi...

Mi manchi...

Mi manchi.....

.....ma che cazzo di mira c' hai?

 

Ti-amo-vignetta 

AMANTI

Noi amanti perduti nella tempesta

noi amanti battuti dal vento

noi amanti frustati dall'uragano

amore: ma vaffanculo te e il picnic!

 

2.gif 

HO VISTO

Ho visto gente vivere in baracche

ho visto gente nutrirsi di rifiuti

ho visto gente morire per strada:

vacanze di merda che ho fatto quest'anno!

Scimmia.jpg

NOTTE

E' notte

Un gufo mi guarda

la luna mi sorride

le stelle mi parlano

e le nuvole creano disegni di ogni tipo:

la devo smettere di farmi le canne...

1

AVREI VOLUTO

...Avrei voluto avere il tempo di parlarti,

avrei voluto avere il tempo di conoscerti,

avrei voluto avere il tempo di capirti ma..

dopo due minuti me l' hai data!

 

double face 

LETTO

Un profumo nell'aria

dello champagne sulla tavola

un vestito sul tappeto

e nel mio letto tu:

cane di merda!

 

 

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