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Blog  di Caranas

Post con #politica tag

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Ecco come Salvini difende la famiglia tradizionale

5 Settembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Ecco come Salvini difende la famiglia tradizionale

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IL SASSO NELLO STAGNO

4 Settembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

La finta rivoluzione di Francesco

 

 

 

Papa Bergoglio continua a ‘bucare’ il video, su questo non c’è dubbio, e i mass media non cessano di accogliere ogni sua mossa come una “rivoluzione”. Gli ultimi esempi in ordine di tempo sono costituiti dalla promulgazione dell’enciclica Laudato si’ e dalla pubblicazione del documento preparatorio del prossimo sinodo. Rimane il fatto che, considerati in maniera non pregiudiziale, gli atti di papa Francesco non appaiono affatto rivoluzionari. Hanno però un pregio: vengono populisticamente incontro a una comunità dei fedeli assetata di novità.

 

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Beppe Grillo ci ripensa ed annuncia una rivoluzione pentastellata avvicinandosi alla classica organizzazione dei partiti.

1 Settembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Beppe Grillo ci ripensa ed annuncia una rivoluzione pentastellata avvicinandosi alla classica organizzazione dei partiti.

Un rinnovamento rivoluzionario quello annunciato da Grillo che si è , rivolto al popolo dei “grillini”, dal palcoscenico del meetup, aurorale e simbolico, di Brescia.

Finalmente Grillo ammette che : “Nel 2013 non eravamo pronti, abbiamo imbarcato di tutto” e : “Finora siamo andati a braccio, senza avere un’organizzazione. Ma adesso ci sarà.”

Ora occorre , secondo il leader, dotarsi di un nuovo assetto strutturale e organizzativo, l’unico che porterà alla vittoria alle prossime elezioni e alla rivoluzione culturale e morale.

“Siamo in un regime di dittatura che sta in piedi grazie alla propaganda. Se andiamo alle elezioni vinciamo noi e in 24 ore sono tutti fuori dai coglioni ”

La passione, i comizi d’assalto, l’iniziativa e la partecipazione spontanea degli attivisti – il potere dei cittadini, il blog e il web, sono stati finora l’anima e il motore del movimento e l’esito delle recenti regionali e i sondaggi, sono una garanzia di vittoria. In effetti il M5S è la seconda forza politica italiana dopo il PD e da tempo.

Si vede che l’elettore che vota M5S non è più il semplice incavolato anti-casta e contro il sistema. Oggi, in molti, votano il Movimento perché persuasi dai contenuti della proposta politica e convinti della capacità del giovani eletti di saper amministrare bene.

“Il movimento non può e non deve commettere più errori, a cominciare dalla scelta di coloro che lo dovranno rappresentare in Parlamento, con il limite massimo, prestabilito di due legislature.” Non saranno, infatti, più sufficienti alcune centinaia di voti on line per entrare in Parlamento.

Se è vero che l’esperienza si fa sul campo, si deve però partire da una solida preparazione. Competenze e capacità sono requisiti basilari e imprescindibili .

La riorganizzazione del meetup viene quindi affidata ad Alessandro Di Battista e Roberto Fico.

Il meetup sarà luogo d’incontro e momento di discussione degli attivisti e dei cittadini, su problemi e possibili soluzioni ed avrà dimensione a livello locale.

La difesa del potere : « la partecipazione al meetup non darà più diritto all’uso del simbolo del M5S; sarà vietato l’uso del nome “Beppe Grillo”, se la sua finalità fosse contraria al programma esposto nel blog; le dichiarazioni alla stampa e ai media degli iscritti al meetup dovranno essere fatte solo a titolo personale o a nome di un gruppo di cittadini impegnato su un tema specifico.»

I meetup verranno quindi monitorati dai vertici del Movimento e solo quelli giudicati “buoni” verranno considerati ufficiali, divenendo, cosi, di fatto, le sedi territoriali del movimento, simili alle sezioni dei partiti.

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Grecia: l’anomalia che farà tremare l’Europa. E benedetta sia…

6 Luglio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Grecia: l’anomalia che farà tremare l’Europa. E benedetta sia…

I greci hanno scelto: con coraggio, con forza e con la testa dura di chi ha tanta storia sulle spalle, hanno scelto di dire “NO” alle condizioni imposte dai creditori internazionali ma, ancora di più, hanno scelto la libertà, per quanto in loro potere.

Ora Tsipras ha un mandato decisamente più forte. Un uomo che ha avuto anche paura di sbagliare, lo ha pure ammesso in parte quando alla vigilia del referendum ha tentato di capitolare ma che, alla fine, si porta a casa un consenso sull’azione come raramente si è visto in un paese democratico: oltre il 61% dei Greci è con lui nella guerra alle follie di bancari e banchieri.

Ma tanto per chiarirci: nessuno ha votato contro l’Euro, o contro la partecipazione della Grecia alla moneta unica. Hanno votato ed hanno deciso semplicemente di non accettare il ricatto di chi, in UE, si arroga il diritto di decidere cosa devono fare i governi dei paesi membri.

L’Unione Europea in teoria avrebbe dovuto essere un’unione sovrana degli stati membri, sul modello degli Stati Uniti per intenderci, con una moneta unica, un governo centrale, un esercito globale.., ma alla fine quello che è diventata (e non per caso, direi) è semplicemente un sistema per gestire la politica dei vari stati membri tramite un solo sistema: il ricatto economico.

Il mercato del debito, ovvero la conseguenza immediata della perdita di sovranità monetaria, è il modo in cui praticamente in tutto il mondo le multinazionali impongono il proprio potere politico, dando forza alle proprie attività di lobby. Così fanno i mercanti d’armi, le case farmaceutiche, i cartelli di produzione dello zucchero e di coltivazione di alcune specie di frutta.

Ma non dimentichiamo che la vera multinazionale che sfugge ai più è Big Money: la multinazionale del denaro. Ed è una multinazionale che opera con un’organizzazione perfetta, senza far rumore, senza proclami ma, soprattutto, senza che nessuno, se non rare eccezioni, la consideri tale.

Il coordinamento bancario a livello continentale non credo sia un dubbio per nessuno: Federal Reserve negli States e BCE in Europa sono una realtà sotto gli occhi di tutti.

Quello che forse oggi, e proprio grazie alla scelta di libertà del popolo greco, comincia a venire più alla luce, è il potere che la moneta unica ha riversato direttamente nelle mani dei bancari in questione, l’unica forma di potere (ma fondamentale) che viene esercitata in UE a livello centrale.

E’ solo così che figuri come Merkel & C. possono permettersi di comandare in Europa in quella che è una dittatura più che silenziosa, più che occulta ma tremendamente efficiente. Una dittatura che sulla leva monetaria va ad imporre condizioni politiche ed economiche all’interno di nazioni sovrane, risultando in quel controllo effettivo che è mancato dal punto di vista politico ma che è diventato più che reale tramite il ricatto bello e buono.

Solo che adesso questo aspetto non è più così occulto. E il merito va alla scelta del Popolo greco ma anche al coraggio di un uomo, Tsipras, che al momento giusto ha deciso di lasciar decidere il popolo che lo aveva eletto.

Ora davvero ne vedremo delle belle, perchè la Grecia non è più ricattabile, o quanto meno lo è in misura infinitamente minore.

E’ questo il nocciolo della questione: la Grecia è il primo paese a dire NO al ricatto del debito. E’ il vero punto focale: il primo paese che sta dimostrando che un’era, quella del ricatto tramite debito monetario, sta tramontando.

Questa è una possibilità che piove letteralmente dal cielo sulla popolazione addormentata del vecchio continente. Solo una possibilità, niente di più, beninteso, ma è pur sempre la proverbiale fiammella che ti fa trovare la torcia per trovare il contatore tramite cui puoi ridare corrente a tutta la casa.

Laddove prima non si poteva, ora invece è chiaro che si può: il tempo ci dirà chi e quanti approfitteranno di questa possibilità.

Vi lascio con una riflessione: non vi sembra particolare il modo in cui questa vicenda si è evoluta rapidamente nelle ultime settimane? Provate a guardare la cosa da un punto di vista, come dire, più alto, come se davvero si potesse osservare la storia da un punto di vista globale. Non vi sembra che quello che è accaduto in Grecia abbia una qualità, una consistenza del tutto particolare rispetto alla trama storica contemporanea?

Se questa cosa la cogliete, allora mi permetto di suggerire la domanda successiva (a cui non ho risposte certe)… chi o cosa ha fornito l’energia e l’ispirazione politica e sociale affinché questa condizione si venisse a creare?

fonte : Francesco Franz Amato

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Giovanni Sartori boccia tutti: "Obama è un incapace, Papa Francesco un furbacchione e Renzi un furbetto"

30 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Giovanni Sartori boccia tutti: "Obama è un incapace, Papa Francesco un furbacchione e Renzi un furbetto"

Obama? “È un incapace, un personaggio da quattro soldi”. Papa Francesco “un furbacchione”. Matteo Renzi “un furbetto”. Ne ha per tutti Giovanni Sartori, che in una spassosissima intervista al Fatto Quotidiano dà le pagelle ad alcuni dei protagonisti della nostra storia.

Secondo il politologo oggi 91enne, l’ignoranza non è una prerogativa italiana (anche se noi siamo messi malissimo). “Prenda Obama. Frequentava alla Columbia il corso di laurea dove insegnavo. Ma non l’ho mai visto alle mie lezioni. Le sembra uno capace? […] Io avevo due corsi importantissimi per lui! Uno sulla teoria della democrazia, l’altro su metodo, logica e linguaggio in politica. Tu vuoi fare politica e non segui questi corsi? Gli interessava solo di essere eletto. Personaggio da quattro soldi”.

Bocciato anche Papa Francesco, che secondo Sartori “ha le sue responsabilità” nella guerra di religione in corso. “È un bel furbacchione”, attacca il politologo. “Ha detto solo parole tardive e fumose sulla strage dei cristiani in Africa. E la Chiesa è la trincea di chi si oppone al controllo delle nascite. Ma il sovrappopolamento è la più drammatica crisi del nostro tempo. Dove li mettiamo? Cosa diavolo gli diamo da mangiare? […] In tutta onestà ho un pregiudizio verso gli argentini. Non me ne voglia ma è così. È un furbo in primis, e poi è argentino. Tutti gli italiani cattivi li abbiamo spediti in Argentina. Tra parentesi: non ho mai accettato una laurea ad honorem laggiù”.

Sartori non fa sconti neanche al premier Renzi, “un furbetto”, a suo dire. “Gli italiani hanno pensato che questo ragazzo fosse l’unico in cui riporre una speranza”. Chiaramente, sbagliandosi. Al politologo non è mai andato giù il modo in cui Renzi, quando era sindaco, si precipitò a stringergli le mani e baciarlo in occasione di una premiazione a Firenze. “Scattano queste foto e lui un secondo dopo scompare senza che io avessi avuto tempo di conoscere chi accidenti fosse. Perché il tizio scorda di presentarsi […]. Poi mi hanno svelato la sua identità, un furbetto”.

[Fonte : L'Huffington Post]

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RENZI 1 e 2 SEMPRE PIU’ VICINI AL MITICO DORIAN GRAY

27 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Aridatece Bersani ! O forse no

                                                                   

                                                                           di Caranas

 

Il nostro presidente del consiglio è sempre più in rapporto conflittuale col suo omonimo Renzi segretario del PD al quale è andata di traverso la sospensione del governatore della Campania Don Vincenzo De Luca in applicazione della legge Severino.

Matteo Gray è fortemente impressionato ed al contempo influenzato da Renzi primo ministro anche dal punto di vista artistico. In effetti questo “ragazzo politico “ è dotato di una particolare bellezza e desta in tutti (tranne in Landini) grande fascino e ammirazione. Renzi , con la sua rottamazione dei giaguari del PD ha messo in atto uno stile nuovo che l’ha portato a realizzare la sua opera migliore : resuscitare Berlusconi e come Giuda tradirlo subito dopo (l’ha fatto anche con Letta).

Dopo gli scivoloni sulla scuola, sugli F35, sulle pensioni , sui precari, sulle tasse ( i ricchi non pagano mai e nessun premier li tocca), ecc., ora è costretto a sospendere Don Vincenzo De Luca ( perché poi Berlusconi si e De Luca no? , l’ha chiesto alla Bindi ?)

Renzi 2 continua a temere la cattiva influenza del Renzi 1 il che aumenta legittimamente la confusione e la sensazione di trovarci di fronte ad una vicenda dai contorni kafkiani.

Siamo davanti ad una vera e propria manifestazione di sdoppiamento della personalità da parte dell’ex sindaco di Firenze che vorrebbe nascondere un malcelato furbesco e evidente opportunismo (fa il bene dell'Italia? No! Fa i cazzi suoi).

Quando Renzi accettò la candidatura di De Luca sapeva benissimo che, in caso di elezione, come è accaduto, l’ineffabile ex sindaco di Salerno non avrebbe potuto ricoprire quell’incarico.

Ma avrebbe dovuto saperlo anche il Premier, sempre Matteo Gray naturalmente, che infatti ha dovuto, per non incorrere nel reato di omissione d’atti d’ufficio, provvedere alla sospensione del De Luca, dopo aver cincischiato per oltre molti i giorni, forse alla ricerca (spasmodica) di qualche scappatoia che aggirasse la norma.

Ci sarà rimasto male il nostro Don Vincenzo, soprattutto adesso che come Marino , si vede scaricato dall’ambiguo specialista del doppio gioco compagno d’armi.

Certamente anche il dubbio che si tratti di qualcosa di psicologico che lo attanaglia comincia ad affiorare (Brunetta docet).

Forse Maria Teresa Meli , fiera renziana, potrebbe fornirci la risposta giusta.

 

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Perché Renzi scappa da “Carlo Taormina” ?

21 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Il Sig. Alessandro Maiorano che ha fatto numerosi esposti contro Renzi e famiglia, è stato intervistato e sono venute fuori cose scioccanti. Ascoltate bene il file audio e divulghiamo queste informazioni importanti . Un vero scandalo.

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IL PD CALA, LEGA E M5S GODONO

20 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

IL PD CALA, LEGA E M5S GODONO

Nei giorni caldi dell’emergenza immigrazione, il Pd perde quasi due punti nelle intenzioni di voto, il Movimento 5 Stelle e la Lega Nord ne guadagnano quasi uno. Secondo le intenzioni di voto di Ixè, in esclusiva per Agorà su Raitre, in un settimana il Pd passa dal 35,6% al 33,8%. Un calo di quasi 7 punti in un anno. Il M5S cresce fino al 21,7% (+0,9%) mentre la Lega Nord si attesta al 15,9% (+0,8%). Forza Italia, per la prima volta nella sua storia, scende sotto il 10% (9,9%). L’affluenza alle urne in calo al 60,5%.

Nell'ultima settimana cala anche la fiducia in Matteo Renzi e nel suo governo. Il premier passa dal 34% al 33%, mentre il governo si attesta al 27%, perdendo 2 punti. Renzi recupera gradimento tra chi mostra una propensione ad andare al voto, raccogliendo il 41% di fiducia. Al comando, nella fiducia degli italiani, rimane saldamente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il 62%.

Se poi si votasse oggi per il sindaco di Roma, il candidato del Pd (qualunque fosse, Ignazio Marino o un altro) raccoglierebbe il 26% dei voti. Mentre lo sfidante del Movimento 5 Stelle otterrebbe il 16%, meglio del candidato del centrodestra (13%). Alta la percentuale di chi non andrebbe a votare o sarebbe indeciso (in totale il 31%).

fonte : Huffingtonpost

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Tsipras guarda a Est: "L'Europa non è il centro del mondo"

20 Giugno 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Tsipras guarda a Est: "L'Europa non è il centro del mondo"



Alexis Tsipras, nel corso del suo intervento al Forum di San Pietroburgo, ha detto che l'Europa non è più il centro economico del mondo, un'affermazione che dovrebbe far riflettere l'UE. Leggiamo sul Fatto Quotidiano:

"L'Europa non si deve considerare come l'ombelico del mondo, deve capire che il centro dello sviluppo economico mondiale si sta spostando verso altre aree". Alexis Tsipras, parlando dal Forum economico di San Pietroburgo fianco a fianco con lo "zar" Vladimir Putin, nelle ore drammatiche successive al fallimento dell'Eurogruppo di giovedì, fa capire ai partner europei di avere un'alternativa. In caso di mancato accordo con Commissione Ue, Fondo monetario internazionale e Bce, è il messaggio per nulla velato, Atene potrà bussare alle porte del Cremlino. "Siamo nel bel mezzo della tempesta, ma siamo un popolo capace di gestire il mare e la tempesta non ci spaventa, né la possibilità di scoprire nuovi oceani e raggiungere porti più sicuri", ha spiegato il premier, definendo la Grecia "un'amica storica della Russia". Con cui proprio venerdì è stato siglato l'atteso memorandum per la costruzione del gasdotto Turkish Stream, che prevede l'anticipo di 2 miliardi da Mosca alla Grecia. E in occasione della firma il vicepremier russo Arkadi Dvorkovich non ha mancato di far balenare la possibilità di "assistenza finanziaria" se la Grecia "ne avrà bisogno".

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