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Blog  di Caranas

politica

Berlusconi e Tremonti sapevano: «rapporto n. 460/2009 – Revisione sul processo di finanza proprietaria del Gruppo Monte Paschi effettuata dal 5 agosto al 30 settembre 2009».

27 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Dentro il Montepaschi un hedge fund fuori controllo

Lorenzo Dilena

Esclusivo. Il rapporto interno di fine 2009 che lanciava l’allarme sulla finanza di Mps rimasto ignorato. Gli investimenti speculativi della banca hanno continuato ad aumentare fino a tutto il 2011. I dettagli di “Nota Italia”. E il verbale Bankitalia con le osservazioni su Nomura, Deutsche Bank e Santorini.

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                                 Giuliano Amato e Giuseppe Mussari (foto Imago)

23 Gennaio 2013 - 19:00

«Rapporto n. 460/2009 – Revisione sul processo di finanza proprietaria del Gruppo Montepaschi effettuata dal 5 agosto al 30 settembre 2009». In questo documento interno ottenuto da Linkiesta, c’era già la fotografia di quello che Mps era diventata: “un hedge fund di fatto” da 24,89 miliardi di euro, con una banca intorno. Al di fuori di ogni controllo. A tal punto che, nonostante il rapporto fosse sul tavolo del consiglio di amministrazione del 14 gennaio successivo, nessuno bloccò la crescita del «Portafoglio titoli e derivati di proprietà del Gruppo»: era questo il rassicurante nome con cui l’hedge fund di fatto operava all’interno della banca senese.

 

Così gli investimenti speculativi sono lievitati fino ai 38 miliardi di euro, evidenziati dal bilancio 2011, senza che le ristrutturazioni su alcune di queste operazioni, come quelle sui veicoli Alexandria e Santorini, risolvessero il problema, ma anzi aggravandolo. La poltica di investimenti era aggressiva. Si è speculato su tutto: pure sull’Italia. Tramite veicoli di finanza strutturata, Mps garantiva la solvibilità del Tesoro italiano. Una struttura, nota un esperto di derivati sentito da Linkiesta, apparentemente senza senso: «Nessuno comprerebbe protezione su un titolo sovrano da una banca sotto giurisdizione dell’emittente sovrano». Eppure così è stato, anche se oggi è il Tesoro a salvare Mps con un prestito da 3,9 miliardi di euro.

L’operazione, battezzata “Nota Italia”, aveva un valore nominale di 500 milioni e scadenza nel 2037, ed era collegata a un veicolo finanziario irlandese, Corsair Finance, messo su da Jp Morgan. Proprio stasera, la banca presieduta da Alessandro Profumo ha comunicato di «aver recentemente ristrutturato tale investimento mediante l’eliminazione della sua componente derivativa legata al rischio sovrano Italia e che, a seguito della chiusura del derivato, la rimanente parte  dell’investimento iniziale rimane correttamente classificata tra i Loans and Receivables».

Un allegato del rapporto 460/2009 spiega cosa è Nota Italia:

«L’operazione in oggetto appartiene alla famiglia delle cartolarizzazioni sintetiche “credit link note”. In breve, la posizione consiste nella vendita di protezione sui titoli emessi dalla Repubblica Italiana con scadenza 2037 verso un rendimento pari all’Euribor a 3 mesi + 25 punti base. L’investimento è articolato nel modo seguente:

- la società veicolo emette le note, le quali sono sottoscritte dalla banca;

-la società veicolo investe le risorse finanziarie raccolte con l’emissione delle note acquistando un titolo con rating AAA (Corsair a tasso variabile scadenza a febbraio 2037), il quale rappresenta il collaterale dell’operazione e vende protezione sul nome Italia, attraverso un credit default swap. Infine, considerando che il collaterale è in dollari, il veicolo copre il rischio di cambio sottoscrivendo un cross currency swap».

Fonte: Mps, Rapporto n. 460/2009, allegato 6

Quanto ha reso «Nota Italia»? In attesa di spiegazioni ufficiali da parte della banca, che ha promesso chiarimenti «entro la prima metà del mese di febbraio»,  vale la pena di rileggere quello che veniva scritto nel rapporto 460/2009, che porta la firma di Andrea Furlani e di altri sette revisori del Servizio audit rischi.

«In merito alla redditività dell’investimento, tenuto conto che attualmente il Btp con scadenza 2037 ha un rendimento lordo pari al 5% circa, il margine finanziario dell’operazione risulta scarso, considerato che attualmente l’Euribor 3 mesi ha una quotazione pari allo 0,74%, per cui se si somma lo spread di +25 basis point, l’operazione ha attualmente un rendimento inferiore all’1 per cento.

In conclusione, se l’Area finanza avesse investito direttamente sul Btp con scadenza 2037 anziché entrare nell’operazione Nota Italia, la reddività sarebbe stata maggiore del 400%. Inoltre, l’investimento diretto sui Btp avrebbe limitato anche i rischi di credito assunti, visto che il collaterale dell’operazione è rappresentato da un titolo emesso dalla controparte Jp Morgan e, di conseguenza, la banca ha assunto il rischio di credito di quest’ultima, il cui spread creditizio nell’ultimo anno è stato quasi sempre superiore a quello dell’Italia».

Fonte: Mps, Rapporto n. 460/2009, allegato 6

In quel momento la sola Area finanza – guidata da Gianluca Baldassari, che lascia la banca a marzo 2012, due mesi dopo l’arrivo dell’attuale amministratore delegato Fabrizio Viola – aveva investito 1,71 miliardi di euro in titoli strutturati di ogni genere: Abs, Cdo, Cdo Squared, Cdo Cub, Cdo di Abs, Credit spread linked, Synthetic Loan Cdo, Credit link note of Special purpose entity, e poi Spi-Synthetic portfolio insurance e Cppi-Constant proportion porftolio insurance. Alla data del 30 settembre il valore di mercato di tutti questi strumenti era però inferiore di oltre 200 milioni (1,48 miliardi). 

Nei documenti messi a disposizione degli amministratori, sindaci e revisori, c’è anche un cenno alla ristrutturazione di Alexandria, un Cdo-squared sottoscritto  per 400 milioni di euro, prima ancora che Mussari fosse nominato presidente di Mps «Per quanto riguarda invece la posizione Alexandria detenuta nei portafogli delle filiali estere, la verifica eseguita ha evidenziato un miglioramento gestionale del merito creditizio espresso dal mercato; tale variazione è connessa ad una rimodulazione del sottostante effettuata nel corso dell’ultimo trimestre», si legge. Dai verbali del cda del 14 gennaio 2010, che Linkiesta ha potuto consultare, non risulta che gli amministratori o i sindaci abbiano sollevato domande specifiche su Alexandria e sulla relativa ristrutturazione.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/mps-un-hedge-fund-fuori-controllo#ixzz2JAV2LozB

 

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Imputati o condannati che saranno eletti : Udc e Pdl in testa

27 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

La soglia stabilita è quella del rinvio a giudizio: nell’analisi sono stati quindi presi in considerazione solo i candidati che hanno raggiunto lo status di imputato e che non ne sono usciti assolti (la prescrizione non è stata considerata come assoluzione). Salvi, quindi, i candidati che sono «soltanto» indagati.

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La fotografia scattata assegna il «primato» a due partiti, in base al metodo con cui viene effettuata la graduatoria. Considerando Udc, Fli e Lista Monti come un unico gruppo (al Senato si presentano sotto lo stesso simbolo), il partito con il tasso più alto di candidati con guai giudiziari è il Pdl (5%), seguito a brevissima distanza dalla Lega (4,8%), con la coalizione che sostiene il Professore all’1,4% e il Pd a 0,8%. Massima pulizia (secondo i parametri sopra spiegati) per gli altri partiti che dovrebbero eleggere deputati o senatori, vale a dire Sel, Rivoluzione Civile, Movimento Cinque Stelle e Fratelli d’Italia. Se andiamo invece a separare i tre partiti del centro, emerge chiaramente come gli unici candidati «con macchia» della coalizione siano tutti dell’Udc: vale a dire il 7,7% di quelli che saranno eletti in Parlamento.

(f.La Stampa.it)  

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CHE ORGANIZZAZIONE ! E VOGLIONO GOVERNARE L’ITALIA ! Sindaco Pdl decade a sua insaputa fatale la candidatura alla Camera

26 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Luigi Pompilio è finito nella lista per Montecitorio all'ultimo minuto e dalla segreteria regionale non hanno calcolato che per il primo cittadino sarebbe scattata l'ineleggibilità. L'imbarazzo dei vertici del partito berlusconiano: "Serve maggiore coordinamento"

FOGGIA - Decadere dalla carica di sindaco senza saperlo. Al primo cittadino di San Giovanni Rotondo Luigi Pompilio è accaduto proprio questo 'inconsapevole' infortunio. Troppa fretta o scarsa conoscenza dei comuni della Puglia da parte della segreteria regionale del Pdl ma anche poca dimestichezza da parte del primo cittadino con le normative che regolano le candidature. Pompilio infatti si è candidato alla camera dei deputati per il Pdl senza sapere che in realtà questa operazione lo avrebbe fatto decadere da sindaco in quanto alla guida di un comune con una popolazione che supera i 5000 abitanti. 

La legge 14 settembre 2011 n. 148 stabilisce infatti che "le cariche di deputato, senatore, parlamentare europeo nonché le cariche di governo sono incompatibili con qualsiasi altra carica pubblica elettiva di natura monocratica relativa ad organi di governo di enti pubblici territoriali con popolazione superiore a 5.000 abitanti". Prima di questa norma, la materia era regolata dal Testo unico delle leggi elettorali  del 30 marzo 1957, n 361, che manifestava  espressamente l'incompatibilità tra deputati e senatori con i sindaci dei comuni superiori ai 20.000 abitanti. I circa 28.000 abitanti della città di San Pio fugano ogni dubbio.

 

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SFORZI INUTILI

25 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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In questa confusione politica in cui la TV la fa da padrona, dovremmo rafforzare l'informazione via web per evitare che il caimano vinca ancora magari accordandosi con Bersani per salvarsi il culo dai processi e per le sue aziende. 

Ci stanno massacrando di tasse e nuove tasse e noi stiamo ancora lì a cercare la battuta forte di Bersani che pure ci va in televisione e nessuno di questi merdosi farisei propone un progetto/programma semplice come quello sotto riportato ( e non mi si venga a dire che le risorse mancano- per gli F35 ad es. si sono trovate ? per l'intervento in Mali , si sono trovate ? Per l'Afghanistan ci sono ? ecc.ecc.):

  • abolizione totale dell'IMU su prima casa senza se e senza ma                 ( indipendentemente dal valore dell'immobile );
  • IRPEF al 35 %
  • IVA al 20 %
  • Tassa rifiuti al 4 %
  • patrimoniale per i grandi redditi a partire da 1,2 ml di €
  • trasformazione dei contratti precari a tempo indeterminato per almeno un periodo di cinque anni
  • esonero al 50 % delle tasse per chi assume giovani senza lavoro

 

Basterebbe promettere ( e mantenere la promessa) almeno 4 di questi punti per vincere anche al senato. Bersani, SVEGLIA, il populismo di Berlusconi ti sta fregando ed adesso anche quello di Monti; stai mangiandoti tutto il vantaggio conquistato ed alle elezioni manca meno di un mese. Non chiudere la porta a Grillo e neanche ad Ingroia se vuoi vincere per la classe media italiana. Non stai mica lì a pettinar le bambole , no ?


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I SONDAGGI SONO COME LA GLICEMIA E DIABETE, VANNO MISURATI OGNI GIORNO

25 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

ROMA – Il sondaggio Demos dice: centrosinistra al Senato 38,5%, alla Camera 38,1, centrodestra al Senato 25,9%, alla Camera 25,8%, Monti  al Senato 16,1%, alla Camera 16,2%, Grillo al Senato 12,1%, alla Camera 13%, Ingroia al Senato 4,6%, alla Camera 4,5% (supera la soglia).

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Quota di indecisi al 30%, molti dei quali nel 2008 votarono Berlusconi. Il sondaggio è di qualche giorno fa, dunque non tiene conto dello scandalo Mps che lambisce il Pd. Pubblicato oggi su Repubblica, smentirebbe, il sondaggio, la narrazione berlusconiana della grande rimonta, iniziata con il famoso duello tv da Santoro.

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Berlusconi contesta duramente il dato: intervistato su Canale 5 da Maurizio Belpietro nel programma mattutino “La telefonata”, nega il rallentamento e anzi conferma l’impetuosa risalita, ironizzando peraltro sulla veridicità delle notizie pubblicate da Repubblica.

Secondo i suoi di sondaggi, verosimilmente quelli forniti da Euromedia Research di Alessandra Ghisleri, è tutta un’altra musica: “Ora c’è un margine davvero stretto con il competitore, il distacco con il Pd non c’è più. In poche settimane recuperati 10 punti. Al Senato il margine è ormai inesistente ed è inferiore di cinque punti alla Camera. Nelle regioni più importanti vinciamo noi”.

 

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MALEDETTO PORCELLUM

25 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Bersani dice che i sondaggi sono come la misura della pressione ogni giorno  e che le favole fanno perdere un giro. Intanto la situazione è tragica al senato dove il PD , anche con un'alleanza con Monti, sarebbe in vantaggio di un solo punto.

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Il lavoro diventa così sempre più vulnerabile e la sinistra si fa sempre più male da sola.Troppe formazioni di tutti contro tutti. la realtà è che ognuno guarda ai propri interessi personali e non alla collettività e la voglia di andare a votare vien sempre meno. Dovremmo imparare molto dai Paesi Scandinavi dove la democrazia è scritta con la "D" maiuscola. Troppi italiani dimenticano facilmente, forse l'unica cosa di cui si può essere fieri oggi è la RESISTENZA. Chi l'ha fatta le palle ce le aveva veramente.

Ampia maggioranza alla Camera per la coalizione che sostiene Bersani, che però non sarà autosufficiente al Senato.Una coalizione che oltre a Pd e Sel si apra al centro, invece, avrebbe ampi numeri per governare il Paese. Ben 181 seggi, contro i 168 che aveva la maggioranza Pdl-Lega nel 2008. Ma ha ragione Bersani a dire che non lascerebbe Vendola per Monti. Al Senato una coalizione Pd-Lista Monti avrebbe la maggioranza assoluta, ma per solo un seggio. Troppo fragile per poter governare. Dovremo ancora subire il caimano e gli scissionisti razzisti ladri leghisti, ma anche la Destra becera di Storace e la Polverini che non sentiva e non vedeva.

 

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Mps, Silvio Berlusconi non affonda sullo scandalo senese. Da Milano 2 alle Olgettine, i conti del Cav sono targati Monte dei Paschi

24 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

“Non voglio espormi dando un giudizio su qualcosa che non conosco bene e su un'istituzione a cui voglio bene”. Avrebbe potuto pronunciare parole di fuoco sulla banca rossa, e sui legami tra Monte dei Paschi e il gruppo dirigente del Pci-Pds-Ds. Come accadde ai tempi del Caso Unipol. E invece stavolta Silvio Berlusconi evita la polemica. E non solo rinuncia all’attacco, ma depotenzia le raffiche del suo partito.

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Tutto lo stato maggiore del Pdl da ieri ha pronunciato frasi avvelenate sui fondi che il governo ha dato in prestito all’Mps. Una cifra, dicono da Alfano a Cicchitto, pari ai soldi incassati con l’Imu. Una tesi su cui il Giornale di famiglia ha aperto con un titolo a nove colonne. Ecco che la rinuncia all’affondo da parte del Cavaliere è clamorosa. Sentite che dice Berlusconi ai microfoni di Radio 2 sul nesso tra Imu e vicenda Mps: “Credo sia una coincidenza casuale a cui non credo si debba dare importanza”.

Eppure in molti, da quando il caso si è aperto, gli avevano suggerito una dichiarazione al veleno sull’inciucio bancario tra il sobrio Monti e i comunisti. Poteva essere l’argomento perfetto, secondo i suoi sondaggisti ad esempio, per aprire la fase due della campagna elettorale. Ma c’è un motivo se Silvio Berlusconi ha fatto capire che non cavalcherà il caso: “Grazie a Mps – ha affermato – potei costruire Milano 2 e Milano 3 perché era l’unica banca che concedeva mutui premiando la puntualità dei pagamenti”.

Il Monte dei Paschi per Silvio Berlusconi rappresenta il sacro e il profano. È l’istituto che ha accompagnato, alla fine degli anni Settanta, la costruzione di un impero. Ed è la banca che custodisce i conti del peccato, quelli gestiti dal “ragiunat” Spinelli per ricompensare le Olgettine.

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Fiuggi, convention per i giovani di Scilipoti. Ma il responsabile non paga il conto

23 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Il 10 novembre scorso, il movimento di Responsabilità nazionale del deputato ex Idv, si è riunito per una due-giorni di convegno. Ma quando il Grand Hotel palazzo della Fonte ha cercato di incassare l'assegno da 8690 euro firmato dal segretario organizzativo Armando Wood è stata scoperta la fregatura: firma illeggibile e nessun conto di riferimento attivo

Il neo candidato del Pdl al Senato, Domenico Scilipoti, inizia la sua campagna elettorale col ‘botto’: il 10 novembre scorso il suo “Movimento di Responsabilità Nazionale” ha organizzato a Fiuggi la prima convention dei giovani del partito ma non ha saldato il conto. Una due-giorni a spese del Movimento – racconta il Corriere della Calabria, che per primo ha dato notizia della cosa – ma al Grand Hotel Palazzo della Fonte mancano all’appello circa 9mila euro: “Dopo aver versato una caparra da mille euro al momento della prenotazione – spiega il titolare dell’albergo, Giorgio Paolini – il professore Armando Wood, segretario organizzativo del Movimento di Responsabilità Nazionale, prima di lasciare Fiuggi ha consegnato un assegno di 8690 euro risultato fasullo. Dalla banca ci hanno comunicato che la firma in calce all’assegno è illeggibile e non corrispondente a un conto corrente attivo”.

Una convention iniziata di sabato, un’occasione favorevole per radunare un bel po’ di giovani, con una serie di dibattiti durata un intero pomeriggio, aperta e chiusa dallo stesso Scilipoti. A seguire una ricca cena e il pernottamento per i fedelissimi che, pur di non perdersi il battesimo ufficiale del Movimento, hanno deciso di recarsi a Fiuggi affrontando un lungo viaggio.

L’ufficio contabile della struttura alberghiera, dopo la sorpresa iniziale, ha tentato, invano, di mettersi in contatto con i ‘responsabili’ del partito di Scilipoti. Dei soldi reclamati, almeno fino ad oggi, non c’è traccia e l’imprenditore alberghiero si è dovuto rivolgere ad un legale per vedere riconosciuto quanto gli spetta. “L’avvocato Giorgio De Santis del foro di Frosinone – comunicano dalla direzione dell’Hotel – sta compiendo tutti gli atti necessari per consentire il recupero di quanto dovuto dallo Scilipoti. Questo sia in sede civile che in sede penale, per chiedere alla competente Procura della Repubblica di verificare se a carico del Wood e dello Scilipoti sia ipotizzabile il reato di truffa aggravata, visto che i soggetti in questione si sono giovati dell’evento organizzato eludendo il pagamento attraverso il raggiro dell’assegno privo di copertura”. Continua a leggere su “Il Fatto quotidiano”link 
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MARONI E SALVINI ESEMPI DI COERENZA IN CAMPAGNA ELETTORALE

23 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

              La Lega si allega con la Lega ?

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Roberto Maroni

Berlusconi vorrebbe fare il diavolo ma non ne ha la dignità, lui è solo un apprendista stregone, e ci vuole fregare (17 settembre 1998)

L'alleanza con il Pdl è finita. Non lo dico per propaganda. La propaganda si fa quando serve e cioè quando le elezioni sono vicine (29 novembre 2011).

Con Berlusconi abbiamo dovuto votare tante cose indigeribili (22 dicembre 2011).

Ora che Berlusconi ha dato sostegno a Monti, il suo ciclo politico è finito (12 marzo 2012)

Tutti si aspettavano rinnovamento nel Pdl, ma mi pare che sia ancora Berlusconi a comandare: e questa non è una buona notizia (2 giugno 2012).

Il Pdl sostiene Monti, quindi noi correremo da soli (26 luglio 2012).

Noi vicini a Berlusconi? Ma chi l'ha detto? Ma chi lo vuole! (2 agosto 2012).

Allearci a Berlusconi come nel 1994? Un déjà vu, noi siamo per il cambiamento (28 agosto 2012).

Presidente Berlusconi, si occupi del Milan e lasci perdere queste cose, perché non ha più l'età (31 agosto 2012).

Dopo l’appoggio del Pdl al governo Monti, ha senso che parliamo di una possibile alleanza? Io dico di no, la Lega si allea con la Lega, con i cittadini del nord (1 settembre 2012).

La Lega non fa alleanze con chi sostiene Monti (18 settembre 2012).

La minaccia di far cadere le giunte di Veneto e Piemonte? Una barzelletta. Possibile sostegno della Lega a Monti. Idem. Ma chi è questo B? (12 dicembre 2012).

Caro Silvio, con te in campo noi non ci stiamo: la Lega non può più sostenerti se tu mantieni la candidatura a premier ... se io perdo con Berlusconi in campo, noi siamo finiti (12 dicembre 2012).

Matteo Salvini

Berlusconi ha già dato, si preoccupi di tenere Thiago Silva a Ibrahimovic al Milan, perché ha l'età per dedicarsi ad altro e non più alla politica (12 luglio 2012).

No, basta, pietà! Non ricominciamo con la Berlusconeide! (27 ottobre 2012).

Con Berlusconi in campo non è possibile nessun accordo, con lui si parlerebbe solo di processi e bunga bunga (6 gennaio 2013).

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SONDAGGI, CHI HA VINTO E CHI HA PERSO IN 4 MESI DI CAMPAGNA ELETTORALE

23 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Pd in calo dopo il picco registrato ai tempi della sfida Renzi-Bersani. Pdl in crescita grazie all’intervento diretto di Berlusconi. Udc e Fli in grande difficoltà per la ‘salita’ in politica dell’alleato Mario Monti. Flessione costante di Lega Nord e Movimento 5 Stelle. Sono questi i dati rilevanti che emergono dal confronto dei sondaggi elettorali realizzati da ottobre ad oggi. La media mensile delle rilevazioni  effettuate negli ultimi quattro mesi sulle intenzioni di voto indica il trend del consenso degli italiani.

PD, LA QUIETE DOPO LE PRIMARIE – Il Partito Democratico viene stimato oggi al 30,9%, in calo di circa un punto e mezzo rispetto al mese di dicembre, quando i sondaggisti segnalavano la lista di Bersani al 32,5%. E’ con la campagna delle primarie che la principale forza del centrosinistra è riuscita a risollevarsi nei consensi. Ad ottobre il Pd veniva valutato mediamente al 27,8%. Nel mese di novembre, invece, al 30,6.

 

SEL IN CALO -Anche Sinistra Ecologia Libertà ha tratto vantaggio dalle primarie di coalizione per la scelta del candidato leader. Sel ha raggiunto il suo massimo a novembre, quando veniva stimata al 5,8%. A dicembre il partito di Nichi Vendola ha subito una leggera flessione (5,4%) per poi calare (anche in seguito alla campagna mediatica di Silvio Berlusconi e alla candidatura di Monti a capo della coalizione centrista) al 4,3%. Ad ottobre Sel valeva il 5,6%.

 

IL CAV REGALA 3 PUNTI AL PDL – E’ quantificabile in circa 3 punti percentuali il recupero del Pdl dopo l’impegno attivo del Cavaliere, che da metà dicembre in poi è stato protagonista di una lunga serie di apparizioni televisive. Ad ottobre il primo partito del centrodestra valeva il 16,2%. A novembre il 15,3. Oggi vale il 18,7%. Un mese fa (16,8%) era già cominciata la risalita.

 

LA LEGA PERDE POCO – La Lega Nord subisce l’alleanza con Berlusconi e la grande visibilità dell’ex premier. Il partito guidato da Roberto Maroni, probabilmente distratto dall’impegno elettorale in Lombardia, dove è candidato alla presidenza della Regione, fa registrare oggi un calo (5,5%). Il dato odierno è comunque non molto distante dal consenso che i sondaggisti in media hanno segnalato da ottobre a dicembre.

 

MONTI INGUAIA L’UDC – Paga amaramente la campagna di Monti l’Udc di Pier Ferdinando Casini, partito alleato della lista Scelta Civica guidata dal premier uscente. Lo scudoscrociato in 4 mesi è calato dal 6,2 al 3,9%.

 

FINI IN PICCHIATA – Come l’Udc anche Futuro e Libertà di Gianfranco Fini resta piantato fu cifre basse. Da ottobre ad oggi il consenso della lista dell’ex presidente della Camera è calato di oltre il 50%, dal 2,4 all’1,1%.

 

GRILLO, -5 IN 3 MESI – Sono circa 5, infine, i punti percentuali persi per strada dalMovimento 5 Stelle da novembre ad oggi. Probabilmente gli ex indecisi che nelle ultime settimane hanno effettuato la loro scelta di voto si sono orientati maggiormente verso i partiti tradizionali. O, forse, le campagne di Monti, Berlusconi e Bersani hanno convinto una significativa quota di elettori a rinunciare al voto di protesta. La lista di Beppe Grillo viene segnalata oggi in media al 12,6%. Ad ottobre e novembre per i sondaggisti valeva il 17,4.

 

NOTE – La media di ottobre si riferisce a 10 sondaggi realizzati da 10 diversi istituti di ricerca nel periodo 30 settembre-31 ottobre. I dati di novembre sono relativi a 13 rilevazioni di 13 differenti autori effettuati nel periodo 5-30 novembre. Le cifre di dicembre riassumono i numeri di 16 sondaggisti (3-29 dicembre). Gli ultimi dati si riferiscono, invece, a 12 stime del periodo 11-21 gennaio. Elenco autori: Ipr MarketingIpsosEmgTecnèIspo Ricerche,Euromedia ResearchSpinConScenari PoliticiSwg, Istituto Ferrari Nasi,DemopolisDatamonitorDemosLorien ConsultingIstituto PiepoliCise (Centro Italiano Studi Elettorali).

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