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Blog  di Caranas

Post con #politica tag

La Svizzera rifiuta i soldi di Emilio Fede (vignetta)

28 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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La segnalazione sul tentativo, fallito, di Emilio Fede di depositare i soldi in una banca svizzera era arrivata a fine gennaio. Una segnalazione senza firma ma molto ricca di particolari. Si spiegava nel dettaglio le ragioni per cui la banca ha rifiutato quel deposito così imponente: «Carenza di idonea documentazione». Come dire, Fede è un cliente a rischio, indagato per concorso in bancarotta.

 

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Economia domestica: sulle famiglie la crisi , grazie a Monti colpisce duro. Si pagano appena le spese

27 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Le famiglie italiane sono sempre più in difficoltà. Secondo l’ultima ricerca realizzata da Coldiretti-Swg, il 49% degli italiani dichiara di riuscire a pagare appena appena  le spese senza permettersi ulteriori lussi e addirittura un  5-10% non è in grado di garantirsi il minimo indispensabile. Chia ha la fortuna di avere ancora un posto di lavoro prende molto meno rispetto a 2 anni fa.

Dalla ricerca emerge inoltre che alla crisi economica si aggiunge una forte preoccupazione per il futuro, con il 62% degli italiani che ritiene che la situazione economica dell'Italia sia destinata a peggiorare tanto è vero che il 54% giudica di aver dato al Paese più di quanto ha ricevuto.

 

 

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Le vignette del martedì

27 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Monti pronto a lasciare ... in modo istituzionale ! (vignetta )

26 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Monti -  un modo elegante ed istituzionale per dire che è pronto ad andarsene:

"Se il Paese, attraverso le sue forze sociali e politiche, non si sente pronto a quello che secondo noi è un buon lavoro - aggiunge - non chiederemo certo di continuare per arrivare a una certa data".

 0 VIGNETTE MARIO MONTI.



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Investimenti esteri (Altan)

25 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Figli dei ministri tutti geni, con posto fisso e vicino alla mamma

23 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Una questione genetica ma i figli di questi ministri incartapecoriti, che da una settimana somministrano al Paese dosi mai viste di delirio senile, sono tutti ma proprio tutti dei grandi fenomeni della natura, una sfida alle leggi della statistica. Oh , nemmeno uno "sfigato" ma tutti autentici geni con uno o più posti fissi e con compensi che i comuni mortali possono solo sognare. O forse no. Forse sono solo i figli di una classe dirigente che predica bene e razzola malissimo.

Forse sono soltanto la punta dell'iceberg di un sistema malato, fondato sul nepotismo e sulla clientela e ostile al merito. E tuttavia, le sparate di Monti, Fornero e Cancellieri, ci offrono una grande opportunità, ossia quella di aprire nel Paese una grande discussione sul tema della mobilità sociale. Dobbiamo interrogarci su come sia possibile offrire a tutti (al figlio di Monti come a quello dell'operaio) le stesse condizioni di partenza e le stesse opportunità così come recita l'articolo 3 della Costituzione che qui ricordiamo: "È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."

 

Ecco a voi i ritratti questi fenomeni della natura e, come si suol dire “Una coincidenza è una coincidenza, due coincidenze sono un indizio, tre coincidenze sono una prova “

 

            GIOVANNI MONTI (figlio di Mario) 39 anni.

A poco più di 20 anni è già associato per gli investimenti bancari per la Goldman Sachs, la più potente banca d'affari americana, la stessa in cui il padre Mario ricopre il ruolo apicale di International Advisor. A 25 anni è già consulente di direzione da Bain & company, dove rimane fino al 2001. Dal 2004 al 2009, vale a dire fino al suo approdo alla Parmalat, Giovanni Monti ha lavorato prima a Citigroup e poi a Morgan &

Stanley: a Citigroup è stato responsabile di acquisizioni e disinvestimenti per alcune divisioni del gruppo, mentre alla Morgan si è occupato in particolare di transazioni economico-finanziarie sui mercati di Europa, Medio Oriente e Africa, alle dipendenze dirette degli uffici centrali di New York.

 

            SILVIA DEAGLIO (figlia di Elsa Fornero) 37 anni.

A soli 24 anni, mentre già svolgeva un dottorato in Italia, ottiene un incarico presso il prestigioso Beth Israel Deaconess Medical Center di Harvard, il prestigioso college di Boston.

La figlia del ministro inizia ad insegnare medicina a soli 30 anni.

Diventa associata all'università di Torino a 37 anni con sei anni di anticipo rispetto alla media di accesso in questo ruolo. Il concorso lo vince a Chieti, nel 2010, nella facoltà di Psicologia, prima di essere chiamata a Torino, l'università dove insegnano mamma e papà, nell'ottobre 2011. alla professoressa Deaglio ha certamente giovato nella valutazione comparativa il ruolo di capo unità di ricerca all'Hugef, ottenuto nel settembre 2010 quando era ancora al gradino più basso della carriera accademica, e a ridosso dell'ultima riunione della commissione di esame che l'ha nominata docente di seconda fascia. Come detto, l'Hugef è finanziato dalla Compagnia di San Paolo, all'epoca vicepresieduta da mamma Elsa Fornero.

 

            PIERGIORGIO PELUSO (figlio di Annamaria Cancellieri)

 Appena laureato viene catapultato subito all'Arthur Andersen. Un fenomeno della natura. Da lì balza a Mediobanca. Passa poi per diversi enti e dirigenze bancarie tra cui Aeroporti di Roma (consigliere d'amministrazione), Gemina (consigliere) Capitalia, Credit Suisse First Boston e Unicredit per finire, poco tempo fa, alla Fondiaria Sai dove ricopre il ruolo di direttore generale con compenso da 500mila euro all'anno.

 

            MICHEL MARTONE (figlio di Antonio)

Figlio di Antonio Martone, avvocato generale in Cassazione, amico di Previti e Dell'Utri e Brunetta, già nominato da Brunetta presidente dell'authority degli scioperi, ruolo da cui si è dimesso dopo essere stato coinvolto come testimone nell'inchiesta P3.

Il superaccomandato Michel Martone ha una carriera universitaria molto rapida: a 23 anni ha un dottorato all'università di Modena. A 26 anni diventa ricercatore di ruolo all'università di Teramo. A 27 anni diventa professore associato. Al concorso, tenutosi tra gennaio e luglio 2003, giunse al secondo posto su due candidati, in seguito al ritiro di altri 6. Presentò due monografie, una delle quali in edizione provvisoria (ossia non ammissibile); ottenne 4 voti positivi su 5, con il parere negativo di Franco Liso, contro i cinque voti positivi ricevuti dall'altra candidata, 52enne con due lauree e 40 pubblicazioni. Tuttavia fu Martone ad ottenere il posto da ordinario. A 37 anni diventa viceministro del governo Monti.

 

 

 

(Fonti: Wikipedia, Linkedin, governo.it, gemina,it, Gazzetta di Parma, eco di Torino, Il post viola)

 

 

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Licenziamenti per motivi economici (vignetta)

22 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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L'accordo era solo nella testa di Bersani che ormai sembra affetto da Montismo

22 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

=- FORNERO

Il 15 marzo quasi tutti i giornali avevano messo in risalto l’accordo tra Casini, Alfano, Bersani e Monti sulla riforma del mercato del lavoro : cinque ore di incontro tra il presidente del consiglio e i tre segretari della maggioranza. Sul lavoro"vince" il modello tedesco, si disse… ma non era così.

 

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«L'Italia? Una puttana». Parola di deputato (pidiellino)

22 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Se pensavate che i leghisti fossero imbattibili, tenetevi forte. Nella gara di “insulto delle istituzioni” in cui il centrodestra berlusconiano è impegnato ormai da tempo si segnalano due nuovi campioni: i deputati Maurizio Bianconi e Francesco Aracri. Mentre il primo si sfogava contro l’odiato governo di Monti (al quale «sarebbe dovere civico votare la sfiducia»), chiedendo al premier di «mettercelo dietro ma con almeno un po’ di vaselina» l’altro provava a tirarlo su intonando nel cortile di Montecitorio il seguente coro: «Venticinque aprile, è nata una puttana e le hanno messo il nome Repubblica italiana».

«E che cazzo, un po’ di sano fascismo...». E mentre i colleghi provavano a dissociarsi imbarazzati, i cronisti annotavano. Una nuova perla che si aggiunge alle performance padane, dal dito medio al tricolore nel cesso, dagli insulti a Napolitano per arrivare alle minacce a Monti. Ma appare più chiaro il collante che teneva insieme l’alleanza Pdl-Lega: tra una “ladrona” e una “puttana” ci corre poca differenza, in fondo.

 

(F. Il Futurista)

 

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