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Blog  di Caranas

Post con #politica tag

Cara Giulia ,adesso so da che parte stai ! Meglio fottere come dici tu !

22 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Giulia Innocenzi (servizio pubblico ) parla come Marchionne

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Provate a visitare la sua pagina facebook

Giulia Innocenzi • Piace a 11.510 persone

12 ore fa • GIULIA INNOCENZI

•          Ma quelli che invece propongono l'art. 18 per tutti hanno mai provato a parlare con un imprenditore che a fronte della crisi deve fare dei licenziamenti individuali e non può? E per il salario minimo garantito per tutti qualcuno mi spiega dove si prendono i soldi? Sarebbe bellissimo un mondo senza licenziamenti e senza disoccupati. Invece nel mondo siamo il paese con il 3° debito pubblico più alto, che ruba il futuro ai giovani, come ricordano famosi slogan. Bisogna scegliere: io sto dalla parte della riforma.

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Gianni Monaco tu non hai un pensiero. tu speri che ichino ti porti in parlamento, che è cosa diversa.

12 ore fa • Mi piace

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Luca Pescatore cgil cisl e uil..sono bravi solo quando si tratta di firmare l accordo sull età pensionabile..in modo da gestire al meglio i vari fondi dei lavoratori..;D

12 ore fa • Mi piace

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Gianni Monaco comunque l'importante che ci sono i soldi per pagare te 4mila euro al mese per lanciare 4 sondaggi su facebook...

12 ore fa • Mi piace

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Zle Fabio Artuso

Trovo molto curioso che ogni tua affermazione, qui in Fb, diventi subito un flame. Quasi la totalità di quelli che commentano i tuoi aggiornamenti di stato dissentono con quanto pubblichi. Per la differenza che fa (no so se poi leggerai ogni commento in risposta) sappi che anche io sono contrario a quanto hai scritto.

Non è con la possibilità di licenziare che si risolleva l'economia. Non è mantenendo le persone sul posto di lavoro fino a 72 anni che si risolleva l'economia.

12 ore fa • Mi piace

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Vincenzo Colacioppo

in un paese la cui Costituzione inizia con la frase "... fondata sul lavoro.." l'art. 18 dovrebbe essere una garanzia sacra per TUTTI: ciò che andrebbe fatto è un disciplinare (a norma di legge) per individuare inequivocamente le fattispeci...Visualizza altro

12 ore fa • Mi piace •   1

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Luca Mirabella

il tuo ragionamento non fa una piega, se inserito nel solito logoro ed ormai nauseabondo contesto nel quale dobbiamo tendere alla competitività più sfrenata, rilanciare la crescita, pareggiare il bilancio. In questo sistema non posso che da...Visualizza altro

12 ore fa • Mi piace •   2

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Tommaso Bucci Né il pd.Io ho una precisa idea politica, si chiama razionalismo critico, è filosofia politica, è trasversale, viene da Popper, è molto interessante da leggere, sobria, dimessa, inquadrata, è un pochino utopica, ma nemmeno, se uno ci si mette da solo , non sta in gruppi, col mondo telematico, se gli interssa non fare politica ma piuttosto, incidere sul mondo, bello o meno, intellugente più o meno, capace più o meno.

12 ore fa • Mi piace

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Domenico Bartoloni Sai qual'è il problema Giulia? è che non hai mai lavorato in fabbrica. Sono proprio le persone che non conoscono e che non hanno vissuto determinate esperienze che si permettono di parlare e di dare giudizi. Giulia, sarai anche una bella ragazza, ma ultimamente stai sparando una cazzata dietro l'altra. LICENZIATA

12 ore fa • Mi piace •   3

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Gianni Monaco

Cara Giulia, capisco che a 24 anni ti sei ritrovata tra le mani un super stipendio per meriti che tu stessa sai di non avere e che magari avrai fra qualche anno - non posso nemmeno escluderlo. ti consiglio di essere più umile quando parli delle cose e soprattutto ti consiglio di metterti nei panni di chi non è ricco e privilegiato come te. esci dal tuo mondo ovattato, scoprirai che la realtà è più complessa di come te l'ha spiegata il talebano ichino

12 ore fa • Mi piace •   4

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Giorgio BuBu Guarnieri

hai perso un fan, in Italia fare impresa è ormai sinonimo di aiuti dallo stato; fanno finta di volere il libero mercato ma invece stanno in piedi con soldi pubblici e norme a loro favorevoli. Facciamo passare questo tipo di riforma però tog...Visualizza altro

12 ore fa • Mi piace

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Alfio Azzarello

L'art.18 non si tocca!!!Nell'azienda dove lavoro io,2 anni fa,con l'art.18 ancora ben saldo sono state licenziate 19 persone...causa del licenziamento:ristrutturazione del personale perchè,la crisi del 2008 ha costretto l'azienda a tagliare...Visualizza altro

12 ore fa • Mi piace •   3

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Maria Luisa Pittau è una triste realtà...

12 ore fa • Mi piace

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Antonio De Vito Io sono dalla tua parte! perché fra pochi mesi, dopo l'università, mi unirò alla cerchia dei disoccupati/precari!

12 ore fa • Mi piace

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Laura Bonaventura Non è che lo rubano, il futuro l'han già rubato e adesso rubano pure il presente ai "vecchi". Buonanotte PD.

12 ore fa • Mi piace

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Gianni Monaco ancora con questa cazzo di retorica vecchi/giovani?? patetica! capito? pietosa! mio nonno prendeva 400 euro al mese di pensione, mio padre ne prende 750. ma che cazzo stiamo a dire con questa storia dei vecchi privilegiati e dei giovani (renzi? il trota? la carfagna?) tutti mazziati. capisco che devi disinformare anche tu, giulia, ma cerca di usare argomenti un poco più robusti. hai 27 anni e già parli come sacconi.

12 ore fa • Mi piace •   2

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Valerio Bonsignore non mi pare che tu abbia mai criticato l'euro né sai di cosa si tratti.. oh, di questi discorsi vuoti siamo stufi!

12 ore fa • Mi piace

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Marco Desencuentros Sinuello

riproporre manovre unte e bisunte non mi sembra la soluzione....basta guardare e imparare dalla storia, i liberisti hanno sempre cercato di ridurre il lavoro a merce, l'art.18 è una delle colonne portanti della risposta che la società è riu...Visualizza altro

12 ore fa • Mi piace

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Sherlòck Holmes Crisi è una parola vuota che rieccheggia in menti vuote che perse nel rimbombo confondono l'omicidio dello Stato di diritto con la salvezza.

12 ore fa • Mi piace •   2

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Domenico Ciarciaglini

Cara Giulia, non so se ricordi ma nei primi anni 90 ci raccontarono che il futuro era quello di passare da un lavoro all'altro utilizzando contratti a tempo determinato e prevedendo un salario minimo garantito per i periodi di inattività; d...Visualizza altro

12 ore fa • Mi piace •   1

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Tommaso Calì

Stai dalla parte della riforma? Affermazione in pieno stile con la pseudosinistra italo-veltroniana convertita sulla via di Detroit. Parli come Marchionne. Lui fa auto invendibili in stile Freemont e poi si lamenta che non le vende e deve t...Visualizza altro

12 ore fa • Mi piace

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Luciano Di Giacomo Credo che sia possibile licenziare per piccole aziende. La tua posizione non mi stupisce e non la condivido come il 90% di chi commenta questo post. A me sembra frutto di un pregiudizio ideologico da padroncino neoliberista. Se esistono i veterocomunisti possono esserci i veteroliberisti come te. Cambia idea che mi sei simpatica!

11 ore fa • Mi piace

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Ida Fratangeli Io no

11 ore fa • Mi piace

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Tommaso Bucci O una blogger de il affto quotidiano o che cavolo di altro si può dare e fare di più è possibile, senza scomodare Ghandi mi pare, siate quello che volete vedere nel mondo oppure siate folli, tutte parole così, del movimento neofintodeterministico... A me non interessa l'IPAD.

11 ore fa • Mi piace

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Diego Parimbelli

‎"che a fronte della crisi deve fare dei licenziamenti individuali e non può?" Niente di piu' falso!!!! dalla bacheca di un amico... " Licenziare per motivi economici già si può con la vecchia norma dell'art.18. Pochi giorni fa io che f...Visualizza altro

11 ore fa • Mi piace •   4

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Giuseppe Quattrocchi Giulia ti stimavo prima di questa affermazione.

11 ore fa • Mi piace

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Quirino Taiano il reddito minimo garantito a Il Sole 24 ore, Radio 24 e La Università LUiss, finisce con questa riforma o continua il settore imprenditoriale parassito assistenzialista italiano con la Cofindustria, di quello tu non parla mai,sei una neoliberista nascosta nella sinistra, che vergogna, con questa riforma finisce il reddito minimo garantito a RAdio RAdicale o no?

11 ore fa • Mi piace

Giancarlo Bignotto ‎...e hanno mai provato a parlare con un imprenditore che non può licenziare chi fa il male per l'azienda? concordo giulia

11 ore fa • Mi piace

Livio Sollo Quando tra dieci anni vedremo gli effetti positivi della riforma, il carro del vincitore sarà talmente pieno che toccherà affittare dei rimorchi per ospitare tutti quelli che adesso sono contrari.

11 ore fa • Mi piace

Quirino Taiano Il settore imprenditoriale italiano non è innovativo,è parassitario,assistenzialista, queste è il vero problema di Italia, la mentalità parassitaria e comoda della classe dirigente imprenditoriale

11 ore fa • Mi piace

Quirino Taiano Giulia se il tuo pensiero è il stesso di Sallusti, SAcconi e Porro, che fai con Santoro?, sei troppo oportunista e trasformista, prima An, dopo Radicale dopo la nuova destra neoliberista?

11 ore fa • Mi piace

Domenico Ciarciaglini

Ma scusate parliamo dello stesso paese in cui la pubblica amministrazione paga a più di 60 giorni.... lo stesso in cui non c'è la certezza della pena....in cui se vuoi fare causa ad uno che non ti ha pagato fai un buco nell'acqua??? Spiegat...Visualizza altro

11 ore fa • Mi piace •   1

Korry Nel Vuoto Encomiabile mamma santissima. a volte non capisco se scrivi certe cose solo per vedere le reazioni su FB o se credi davvero a quello che scrivi... in ogni caso ti consiglio la lettura di quest'articolo di Ferrero su IFQ: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/21/balle-governo-sull%E2%80%99articolo/199145/

10 ore fa • Mi piace

Lorenzo Senzabavaglio Ugolini Giulia Il tuo ragionamento dimentica una cosa, stiamo parlando di persone, le cui categorie sono fra le piu' deboli. Mi spaventa la tua mancanza assoluta nel non considerare che in uno stato demecratico la solidarieta' e la sussidiarieta' è una cosa fondamentale. Ma forse tu nemmeno ti rendi conto di cosa vuol dire stato sociale, il tuo dio è solo il profitto, o forse ti piace solo provocare!!!!!

10 ore fa • Mi piace

Ponyo Sakana No Ko

Giulia,leggendoti dall'estero speravo di leggere qualche commento che parlasse di voglia di cambiamento,duno dsi voglia di fare,di rimboccarsi le maniche ed invece non mi resta che dire che ognuno pianga I suoi mali, se a 30 anni non si ha...Visualizza altro

10 ore fa • Mi piace

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BERSANI ha messo la colla alla poltrona ? Gli piace MONTUSCONI ?

21 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Mai sopito in questi mesi, il malumore di quei sostenitori del Partito democratico che non hanno digerito il sostegno al governo Monti oggi è esploso di fronte all'annunciata riforma del mercato del lavoro. Sulle pagine del segretario Pier Luigi Bersani e, con accenti meno forti, su quella del responsabile economico del partito Stefano Fassina sono comparse oggi decine di messaggi durissimi verso il pacchetto Monti-Fornero ma soprattutto verso il Pd.

«Grazie compagno bersy per quello che fai per noi... ti ripagheremo con gli interessi alle urne», scrive Gianni. «Vergognatevi, siete gli artefici di questa macelleria sociale. Non dite più che lo fate per i nostri figli, non siete degni di dire questa parola avete massacrato anche i padri», dice Pierluigi. «Vergogna», scandisce Diego. «Traditori», rincara Luca. «Non vi voterò mai più», assicura Giovanni. E la pensa così anche Gianni: «Io ho sempre votato Pd ma questa volta se l'articolo 18 verrà modificato no». Duro anche Fabrizio: «Il mio voto lo hai perso...parole soltanto parole la casta unita contro noi lavoratori...vergogna...».

 

C'è chi se la prende anche con il vicesegretario. «Il fascista Enrico Letta ha già dato il consenso preventivo alla nuova porcata di Monti sponsorizzata da Napolitano», commenta Walter. Non tutti i messaggi si limitano al livore. C'è chi chiede correzioni in parlamento. «Con questa riforma che ha anche aspetti positivi, non vedo nulla che possa incentivare le aziende ad assumere con contratto a tempo indeterminato», spiega Mirco. «Questo governo è più serio del precedente, ma sembra accanirsi contro i lavoratori e i pensionati. Conto sull'azione del PD in parlamento per non svuotare l'art. 18», sottolinea Elvio. Ma da chi ancora crede nel Pd arriva un appello: Bersani tolga la fiducia a Monti. «Perchè non mandate a casa questo governo non eletto di vecchi arroganti? Andiamo a votare, vediamo cosa vogliono davvero i cittadini, o è questo che fa paura?, chiede Isabella. »La misura è colma, ma che ci stiamo a fare ancora in questa coalizione? Basta fuori dobbiamo tornare a navigare in mare aperto«, esorta Lorenzo. »Bersani ...se ci sei batti un colpo! E «stacca la spina».!«, scrive Bruno.

 

Tra gli elettori del Pd ci sono pochi dubbi: il governo Monti è la continuazione di quello Berlusconi. Una sorta di «Montusconi» autore di una riforma del lavoro che «nemmeno Sacconi e Brunetta...».

 

L'articolo 18 apre un solco tra gli umori del popolo democratico e il gabinetto Monti. Sui social network, l'appello al segretario Bersani è unanime: «Mandatelo a casa». «Basta far pagare sempre gli stessi», è il refrain a qui dà voce tra gli altri Fabio Viti.

 

I più allarmati, ovviamente, sono i lavoratori. In decine e decine di commenti, sul profilo Facebook di Bersani e del partito, vengono citati casi di crisi aziendali con il rischio di licenziamenti a breve. La riforma del governo sarebbe la stampella ideale. E i lavoratori, nonostante la posizione critica di Bersani, intestano le nuove norme al Pd stesso. Fabrizio Spinetti accusa i Democratici «di farsi mettere sotto da Alfano e Sacconi. Tirate fuori le p...», è il suo invito. E Andrea Del Bagno avverte che se passa la modifica dell'art.18 «con il vostro appoggio, non voteremo più Pd».

 

Tanti, tantissimi chiedono di togliere il sostegno a Monti. Luca Alfieri invita Bersani «se veramente vuole riconquistare la fiducia dei suoi elettori a staccare la spina al governo Monti!». «Via da questo governo», taglia netto Walter Giordana. I lavoratori si vedono alla mercè degli imprenditori. Stefano Zovasio contesta le politiche sul lavoro di impronta liberista.

 

«Per oltre un ventennio ci avete fatto credere che per rilanciare l'economia bisognava essere sottopagati. Risultato: siamo i meno pagati d'Europa e nonostante tutto siamo quelli che crescono di meno... Adesso cosa ci volete far credere? Che per crescere dobbiamo accettare i facili licenziamenti? Dopo cosa ci chiederete? Il C...? Ma fatemi il piacere!».

 

Molti gli inviti diretti a Pier Luigi Bersani. Come quello di Giorgia Faetti che lo accusa di aver «tergiversato per tutta la durata di questo teatrino sulla modifica dell'articolo 18». L'unica cosa che abbiamo capito, osserva, «è che noi lavoratori e le nostre famiglie siamo caduti in un baratro profondo e siamo diventati precari. La base è contro questo appoggio incondizionato al governo e siamo pronti a darvi battaglia nei luoghi di lavoro. O fate fare delle modifiche. O votate contro. Non ci sono alternative».

 

     ( fonte : L'Unità)

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Art.18 – LICENZIAMENTI ILLEGITTIMI CON SOLO INDENNIZZO - SINGOLARE PRESA DI POSIZIONE DEL SINDACATO DEI FUNZIONARI DI POLIZIA

21 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

           E' già arrivato il plauso dall'Europa. Gatta ci cova !

 

   SCIOPERO GENERALE SUBITO !

= Licenziamento illegittimo

Alla fine, quello che dovrebbe fare il PD con Bersani , lo fa  con un netto No il  sindacato dei funzionari di polizia. In attesa del talk condotto da Vespa per conoscere la posizione in merito del PD,  una singolare presa di posizione contro la riforma del governo arriva dall’Associazione nazionale dei funzionari di polizia. “Varare una norma che in tema di licenziamento illegittimo non preveda la possibilità di reintegro del lavoratore avrà effetti negativi sull’ordine pubblico”, ha detto in una nota il segretario nazionale Enzo Marco Letizia aggiungendo che “con il solo indennizzo per il lavoratore licenziato ingiustamente passerebbe un messaggio assai negativo, quello che con un po’ di denaro si ha la libertà di togliere illegittimamente il futuro alle persone”.

 

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L'art. 18 spaccherà il PD e tutta la sinistra. Anche quella ritrovata mezza unione sindacale

21 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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La CGIL non molla sull’articolo 18 e Monti rimanda alle Camere ogni decisione. E' un passaggio delicatissimo della vita del governo di Mario Monti. Se la riforma delle pensioni è stata “digerita” [ma non da tutti ], come un male necessario, un antibiotico da assumere in una momento di grave febbre, se le liberalizzazioni e le semplificazioni hanno convinto solo pochi (le solite lobbies), la riforma del mercato del lavoro sarà il vero banco di prova del governo.

C'è chi vi attribuisce un ruolo troppo importante in quello che viene definita la “seconda fase”, cioè quella della crescita. Ma c'è anche il solito credito internazionale che viene messo in gioco in una situazione come questa. Si dice infatti che l'articolo 18 (parole del presidente del Consiglio un mese fa) allontanerebbe gli investimenti esteri dall'Italia. E’ un ragionamento un po' troppo semplicistico, bisognerebbe aggiungervi la confusione di una burocrazia pachidermica e il potere degli enti locali nel vietare insediamenti (o quanto meno di ritardarli all'infinito) industriali di aziende multinazionali. Soprattutto al Sud.  Una cosa è certa: Bersani sarà costretto a non far cadere Monti e tutti noi ne usciremo sconfitti un’altra volta. Chissà come gode Berlusconi ! Non è riuscito lui a spaccarla la sinistra, vuoi vedere che ci riescono Monti e Napolitano ?

 

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La strage degli innocenti

17 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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                                                        Giannino Losardo


                                                     di Carmelo Anastasio 

Riporto in questa pagina solo alcune brevi note di storia/cronaca  abbastanza recente accompagnate da nomi per non dimenticare, per cercare per quanto possibile di far capire ai Fuscaldesi (CS) miei compaesani, ai calabresi e con un pizzico di presunzione agli italiani tutti , che le vittime, sono parte integrante delle nostre vite integre, le loro invece si sono spezzate ingiustamente e in parte già cadute nell’oblio. Spero che questo mio piccolissimo gesto di cronaca, serva a far riflettere cercando di tradurre in testimonianza il testamento morale che ne deriva.

 

Giannino Losardo

 

Politicamente il mio Maestro, un “mite rivoluzionario comunista “ , lo ricordo ancora commentare i risultati delle Amministrative di Fuscaldo vicino al braciere ( con Raffaele suo figlio,  ero candidato nelle liste del PCI ) in quel lontano 1978.

Era la sera del 21 giugno del 1980 quando la criminalità organizzata cetrarese decise di uccidere il suo peggior nemico. Molte verità nascoste dietro la tragica fine dell’assessore comunista di Cetraro e segretario capo della Procura di Paola. Al suo funerale nella chiesa di San Giovanni a Fuscaldo, partecipò anche il grande Enrico Berlinguer .

 

Gennaro Musella

 

Ingegnere salernitano, aveva trasferito in Calabria la sua azienda per lavori di opere marittime; era un professionista stimato, un uomo semplice e buono che per tutti aveva un sorriso.

Muore a Reggio Calabria il 3 maggio 1982, dilaniato dall'esplosione della sua autovettura.

L'ombra della Sicilia "senza sole" si affaccia anche sul delitto Musella che fu inquadrato nell'assegnazione dell'appalto per il porto di Bagnara Calabra, le cui gare furono vinte prima e dopo, dai famosi "cavalieri del lavoro" di Catania, Costanzo e Graci.

I carabinieri del nucleo operativo di Reggio Calabria, in un rapporto all'autorità giudiziaria, denunciarono per quell'appalto un'associazione tra la 'ndrangheta calabrese e la mafia catanese, rispettivamente guidate dai boss Paolo de Stefano e Nitto Santapaola; nell'elenco comparivano anche nomi di imprenditori, politici e funzionari del genio civile di Reggio Calabria. Al delitto Musella lo Stato non ha mai data una risposta. Il caso fu archiviato nel 1988 contro ignoti per essere riaperto poi dalla DDA nel 1993. L'inchiesta malgrado portata a termine dal procuratore aggiunto Salvatore Boemi unitamente alla criminalpol, non ha avuto alcun seguito, non essendo mai stato celebrato un processo. La giustizia rimane sepolta da strati di polvere tra le carte ingiallite di un vecchio fascicolo, mentre le imprese mafiose continuano a giudicarsi gli appalti, le tangenti sono sempre in vigore così come l'alleanza tra mafia e 'ndrangheta.

                                                                                              

Scorte... scudi umani

 

Ragazzi che sacrificano affetti, mortificano aspirazioni, per altri normali abitudini di vita; sono ragazzi come tanti con la loro voglia di vivere, i loro sentimenti, i loro sogni, costretti in una continua tensione di giorno e di notte, tra sussulti ed incubi di sonni agitati; ragazzi in trincea troppo spesso dimenticati, in vita come in morte.

Sono le scorte, nomi e cognomi rimossi dalla memoria ma anche dalla coscienza di un paese civile, carne venduta allo Stato per poco più di mille euro al mese. Scorte: nome comune di eroi sconosciuti.

Quando si parla delle stragi di Capaci e via D'Amelio quanti ricordano i nomi degli agenti di scorta morti nell'esercizio del proprio lavoro?

 

Vito Schifani

Rocco Di Cillo

Antonino Montinari

Capaci, 23 maggio 1992

 

e tra loro anche una donna
Manuela Loi

Vincenzo Li Muli

Walter Cusina

Claudio Traina

Agostino Catalano

Palermo, 19 luglio 1992

 

 

Carlo Alberto Dalla Chiesa

 

Il 3 settembre 1982 il prefetto generale Carlo Alberto Dalla Chiesa viene assassinato con la moglie Emanuela Setti Carraro, in un agguato nel centro della città di Palermo; colpito a morte anche l'agente di scorta Domenico Russo.

Carlo Alberto Dalla Chiesa, era stato il secondo generale dei carabinieri a diventare prefetto.

Il suo nome è legato soprattutto alla lotta contro il terrorismo, dove si distinse per la sua efficienza operativa.

Dopo l'omicidio La Torre, fu chiamato a Palermo per combattere la mafia, ma, questa volta a "mani nude", senza poteri come confesserà lo stesso generale dopo poche settimane ch'era giunto sull'isola, lamentandosi di non poter coordinare gli uomini delle istituzioni dello Stato.

 

"Da quando sono qui nessuno mi telefona. Tutti scantonano. Mi hanno lasciato solo!"

 

 

Giuseppe Fava

 

Lega indissolubilmente la sua firma alle coraggiose denunce contro la mafia e i comitati d'affare, politici ed economici, che dominavano la Sicilia degli anni 70, nonché alla battaglia pacifica e pacifista contro l'installazione dei missili nucleari nella base di Comiso .

Fautore ed ispiratore di un giornalismo irriverente, attento ai fatti, per nulla ossequioso o reticente, di forte carica morale, Fava, e con lui la sua redazione, portano Catania, la peculiarità delle sue lobbies (nel dettaglio l'enorme grumo di potere dei quattro Cavalieri del lavoro Costanzo, Finocchiaro, Graci e Rendo), la violenza (allora colpevolmente sottovalutata) della sua criminalità, sulla ribalta nazionale.

Le inchieste della sua rivista, "I siciliani", diventano un caso politico e giornalistico.

Viene freddamente assassinato, con più colpi di pistola, a Catania la sera del 5 gennaio 1984 a pochi passi dal Teatro Stabile, nella via che oggi porta il suo nome.

 

Peppino Impastato

 

La storia di Peppino è una svolta nell’evoluzione della lotta alla Mafia in Sicilia. Un giovane figlio della sua Cinisi che decide, con coraggio, di rompere gli schemi, di respingere la regola ferrea dell’omertà e del tacito silenzio. Un giovane realmente rivoluzionario che sognava di cambiare il mondo, il suo mondo. Un giornalista di fatto che ha pagato con la vita il prezzo, sempre altissimo, del coraggio della verità. Un botto e tutto dimenticato. Questo hanno pensato i mafiosi del clan Badalamenti quando gli legarono attorno al collo la gelatina per ucciderlo. Ma sbagliavano. La memoria esiste Peppino è una luce per tutti coloro i quali credono ancora che l’impegno contro la mafia sia atto rivoluzionario e consacrazione nell’eterna lotta fra il bene ed il male che caratterizza la vita terrena. La memoria parla di un ragazzo che rompe con la sacralità della sua famiglia, che fonda un giornalino “L’idea socialista” e apre “Radio Out” e scrive che “la mafia è una montagna di merda” (ricordate Tam Tam ?). Nelle sue trasmissioni radiofoniche Don Gaetano Badalamenti era Don Tano Seduto. Con l’ironia e la voglia di vivere di un giovane ragazzo degli anni settanta che voleva cambiare il mondo, Peppino Impastato ha donato la sua vita per un mondo migliore. Quella montagna di merda da lui denunciata è ancora viva nella Lega che al nord gli nega una via!

 

I coniugi Aversa

 

Salvatore Aversa e la moglie Lucia Provenzano vennero uccisi il 4 gennaio 1992 nella centralissima Via dei Campioni di Lamezia Terme.

In un primo tempo, le indagini si indirizzarono sui giovani Renato Molinaro e Giuseppe Rizzardo, accusati di essere gli autori materiali del delitto da una presunta testimone oculare del delitto, Rosetta Cerminara.

 

Antonio Esposito Ferraioli

 

è stato ucciso la sera del 30 agosto 1978, a soli 27 anni, in via Zito a Pagani. Tornava a casa dopo essere stato, come tutte le sere, a casa della sua ragazza, Angela (si sarebbero dovuti sposare dopo pochi mesi).

Tonino, come lo chiamavano gli amici,era cuoco alla mensa della FATME - Ericson, fabbrica di componenti elettronici di Pagani, affidata in appalto esterno ad alcuni imprenditori locali legati alla DC.

Più volte si era ribellato contro i proprietari perchè acquistavano prodotti avariati da somministrare agli operai, minacciando la denuncia; inoltre aveva costretto i titolari dell'impresa a pagare la tredicesima ai tutti i lavoratori della mensa dopo che gli era stato "consigliato" di non dare fastidio. In particolare, relativamente all'acquisto delle carni Tonino aveva intuito che esse avevano un provenienza illecita (un mercato parallelo di macellazione non regolare).

Non chiedeva altro che il rispetto dei diritti dei lavoratori della mensa e la possibilità che il suo lavoro di cuoco non fosse danneggiato dall'utilizzo di carni malsane, oltre alle conseguenze che tali alimenti avrebbero potuto provocare negli operai della FATME - Ericson che utilizzavano il servizio mensa.

Subito dopo l'omicidio furono incriminati i titolari della mensa che vennero immediatamente prosciolti per insufficienza di prove.

Le indagini sono state riaperte nel 2003 dopo le dichiarazioni di alcuni pentiti. Ad oggi l'omicidio di Tonino ancora non ha ricevuto giustizia.

 

Vincenzo Grasso

 

Piccolo imprenditore nato, vissuto ed ucciso a Locri il 20 Marzo 1989.

Un uomo onesto e gioviale che credeva nello Stato.

Per anni ha denunciato le richieste di estorsione ed ha subito intimidazioni ed attentati alla sua attività, viene ucciso sul portone di casa alla fine di una giornata di lavoro.

La famiglia si costituì parte civile nel processo contro ignoti il caso è stato archiviato.

Nel Marzo 1997, alla sua memoria, il Capo dello Stato ha riconosciuto la medaglia d'Oro al Valor Civile.

 

Renata Fonte

 

assessore repubblicano assassinata nell'84 sotto casa a Nardò, provincia di Lecce. Aveva deciso di spendere la propria vita in un appassionato, intenso e instancabile impegno nella vita politica per la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale salentino .

È stata uccisa perché si opponeva alla speculazione edilizia del parco naturale di Porto selvaggio.

È stato il primo delitto politico di mafia nel Salento.

 

Silvia Ruotolo

 

Era l’undici giugno 1997.

Silvia Ruotolo, 39 anni, tornava a casa alla salita Arenella, quartiere Vomero (Napoli), dove aver preso a scuola suo figlio Francesco, di cinque anni.

Alessandra, la sua bimba di dieci anni, la guardava dal balcone, come ogni mattina.

In un momento l’inferno: qualcuno sparò all’impazzata.

L’obiettivo era Salvatore Raimondi, affiliato al clan Cimmino, avversario del clan Alfieri. Quaranta proiettili volarono dappertutto, ferendo un ragazzo e uccidendo sul colpo Silvia: una madre modello, di un “quartiere bene”, cadeva vittima di una guerra di Camorra.

 

 

Sergio Cosmai

 

Lo uccisero il 12 marzo 1985. Andava a riprendere la sua bambina all'asilo per riportarla a casa, la casa demaniale del carcere di Cosenza,  di cui era direttore, quando i sicari colpirono. Non morì subito, spirò in ambulanza il giorno dopo, proprio all'ingresso di Bisceglie, suo paese natale.

 

Si imboccò subito la strada giusta: fu ritrovata la macchina usata per l'agguato, una Colt Mitsubishi. Si cercarono testimoni. Lo fece un attento e scrupoloso funzionario della squadra mobile di Cosenza.

 

Anni fa, quel funzionario non lo conosceva nessuno, oggi lo piange l'Italia intera: si chiamava Nicola Calipari. Molti non parlarono, alcuni furono vaghi, tutti dissero che non potevano riconoscere nessuno.

 

Tutti, tranne un bambino di dodici anni, Giampiero Guido. Grazie alla sua deposizione, la polizia arrivò a Stefano Bartolomeo ed ai fratelli Dario e Nicola Notargiacomo, mai ai loro mandanti.

 

I tre, furono assolti in appello ed in cassazione dopo essere stati condannati all'ergastolo in primo grado. Dieci anni dopo, i fratelli Notargiacomo, divenuti "collaboratori di giustizia", confesseranno. Solo ventuno anni dopo, il 28 ottobre 2006, la DDA di Catanzaro, individuerà il nome del mandante, già detenuto per altri omicidi, non per questo.

Di Sergio Cosmai, restano oggi i nomi delle strade - a Bisceglie, in Calabria - quello di una Scuola elementare e di un torneo di tennis a lui intitolato.

 

Resta anche altro: il rigore morale di quella figlia che quel giorno maledetto stava andando a prendere all'asilo e che oggi studia Giurisprudenza. Resta un figlio che non lo ha mai conosciuto e che porta il suo nome e ne avrebbe preferito un altro.

 

Resta la capacità potente di parlare, malgrado l'assenza. Resta la memoria della sua storia, tragicamente simile a quella di molte.

 

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Al varo la riforma del lavoro

17 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

0 RIFORMA DEL LAVORO.

La riforma del Lavoro è vicina al varo. Ma piace solo a (parte) della maggioranza. I sindacati la bocciano, ma c'era d'aspettarselo, Confindustria auspica «una buona riforma», sottintendendo che quella confezionata dal governo Monti non lo è, mentre nella stessa maggioranza, se Pdl e Terzo Polo sono favorevoli, il Pd tace sul merito della questione. Un silenzio significativo.


 

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VASTO : nuova alleanza, nuova foto

16 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

0 Vasto.

I due cardini dell’alleanza di Vasto (Idv e Sel) si trovano costantemente su un fronte  opposto a quello che ha scelto di presidiare il Pd in questa fase della legislatura. Contro Monti, nei fatti. Contro le riforme del governo. Contro la riforma del mercato del lavoro. Contro la riforma delle pensioni. Persino contro la Tav.

Ora il futuro del PD non sembra più  orientato sul perimetro delle vecchie alleanze. I due di Vasto (Vendola e Di Pietro) sono ormai un ricordo .

Il mondo è cambiato, ovviamente. Il Pd non è più quello di prima. E continuare a far finta che non sia accaduto nulla in questi mesi è semplicemente suicida.


 

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Fosforo bianco Israele - lo sai che ... ?

16 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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Lo sai che quelle NON sono stelle filanti? E’ fosforo bianco, che Israele spende e spande durante le sue incursioni aeree sulla striscia di Gaza. Provoca tremende ustioni e menomazioni.

« Il fosforo bianco a contatto con l'ossigeno presente nell'aria produce anidride fosforica generando calore. L'anidride fosforica reagisce violentemente con composti contenenti acqua e li disidrata producendo acido fosforico. Il calore sviluppato da questa reazione brucia la parte restante del tessuto molle. Il risultato è la distruzione completa del tessuto organico. » - Wikipedia

Il fosforo bianco è un'arma micidiale, ma Israele dice che non la usa per attaccare, bensì per "creare fumo" e proteggere i loro militari.

Ma lì c'è un'ambulanza, case, un ospedale, quelle persone sono DISARMATE e di fumo se ne vede ben poco.

Queste immagini, difficilmente le vedrete sui media ufficiali. Fatele girare, e chiedete a gran voce che Israele FERMI i suoi attacchi. Grazie.

(Fonte: http://on.fb.me/wF7Akn)

Nota :  la foto non è probabilmente stata scattata i questi giorni, ma verosimilmente risale ai tempi dell'operazione "piombo fuso".

di: Informare Per Resistere

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Paccate di Elsa - ma i soldi sono tuoi ? (vignetta)

15 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Ricatto sulla pelle dei lavoratori ma anche una volgare arroganza senza freni, “la paccata di miliardi” come carota e bastone per chi si oppone alla barbarie definitiva nel mondo del lavoro.

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E poi non solo il linguaggio, ma anche la concezione sottesa: “perché dovremmo metterci una paccata di miliardi”. Mi scusi signora ministra, ma i miliardi son i suoi, li mette lei? Pensa, lei, che il governo sia di proprietà di un manipolo di ricchi oligarchi privi di legittimazione popolare? Pensa, lei, che la trattativa del governo possa essere affrontata alla stessa stregua di una questione privata? Con il medesimo approccio con cui, lei, tratterebbe una questione condominiale?

 

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Camusso contro i NOTAV

12 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Con  la Camusso a capo della CGIL,  il popolo NOTAV ha ben poco da sperare. Nonostante l’opposizione di Landini leader della Fiom.

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Ecco cosa ha dichiarato ieri in una intervista la Signora Camusso. Ma prima guardate bene questa foto che parla più di un articolo

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Camusso : «Nessuna forma d'iniziativa legittima può prevaricare la vita degli altri e sconfinare nella violenza. Penso che la Cgil debba avere un giudizio netto. Del resto la nostra posizione favorevole alla Tav l'abbiamo espressa al congresso: il Paese ha un disperato bisogno di investimenti. Dopodiché sarebbe meglio avere regole su come si decide. E comunque va ricostruito il dialogo: è impensabile fare i lavori per anni con la valle contro».

 

Come Landini, anch’io penso che non si può iniziare a scavare contro il parere di chi vive in quel territorio.

Quando lo stesso leghista Cota, governatore del Piemonte, esprime parere favorevole, si capisce come quella della Camusso sia una posizione di destra, conservatrice, anzi  archeologica . Infatti  : come si fa a sostenere che una grande opera va realizzata non perché serve come infrastruttura, ma perché porta lavoro  ? Mi ricorda  la provocazione di Keynes  :« paghiamo disoccupati per scavare e riempire le buche, solo facendo questo l'economia si riattiverà! » Allora in qualche modo funzionò, ma non si tenne conto che la teoria  prevedeva anche una politica di deficit di bilancio e quindi di indebitamento pubblico, che per l’Italia è ora il problema più grave.

 

 

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