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Blog  di Caranas

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Perché le somme restituite dai 5stelle risultano dimezzate dal 2013?

29 Gennaio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Perché le somme restituite dai  5stelle risultano dimezzate dal 2013?

Sorgono interrogativi gravi sulle somme versate dai 5stelle al Fondo speciale per la restituzione di stipendi ed indennità  voluto dai grillini ( o da Grillo?) . Non è che da " incendiari" si sono trasformati in "pompieri" ? Un esempio : per i sette consiglieri 5 Stelle eletti nella Regione Lazio le somme restituite da ciascuno di essi risultano dimezzate tra aprile 2013 e aprile 2015 . All’inizio legislatura si aggiravano intorno a 6.000 euro, poi dopo due anni tra i 1.600 e i 3mila euro.

Tra i vari giustificativi di spesa c’è la tassa per l’asilo nido, i contributi per la Cassa Forense (ma la professione legale non è incompatibile con l’incarico amministrativo), 13mila euro spesi in pranzi e cene (consigliere Corrado) tra gennaio 2014 e agosto 2015, circa 28mila euro di rimborsi per «auto propria» tra aprile 2014 e luglio 2015 (consigliere Porrello).

Il punto è che i consiglieri laziali rispettano sì la promessa  dello  stipendio pari a 2.500 euro netti ( Barillari)  ma in realtà è come se incassassero molto di più, tra i 5-6mila euro al mese visto che scaricano, alla voce spese sostenute, di tutto e di più.

È tutto on line. Si legge voce su voce il documento “Gruppo consiliare Lazio- dettaglio restituzioni”. Il primo impatto è trionfante: restituite 825mila euro, il 48% delle cifre ricevute. Poi esaminando le  singole posizioni  si vede che che per i primi mesi (aprile-maggio 2013) la busta paga percepita si aggira tra i 9 e i 10mila euro e le somme restituite tra i 6 e i 7mila euro. A luglio gli stipendi percepiti diminuiscono, intorno agli ottomila euro, per decisione della giunta.

Vediamo cosa succede dopo prendendo come riferimento lo stesso consigliere pentastellato  Barillari : 8.639 euro lo stipendio; 2.718 il netto percepito; 4.460 la somma restituita, versata allo speciale Fondo  per le piccole imprese. A luglio 2015, due anni dopo, restano simile lo stipendio e il netto percepito. Cambia, decisamente, la somma restituita che diventa di 3.500 euro. Certamente tutto legale.

Succede che cambiano i  giustificativi dei rimborsi. La pagina web dei rimborsi è aggiornata con molta lentezza. C’è poca chiarezza nelle singole voci e spesso non sono chiare le  «altre spese» , non viene spiegato infatti cosa sono.

Barillari, a giugno 2015 s’è fatto rimborsare l’abbonamento dell’Atac (250 euro) ma anche le spese dell’auto.Si vede che usa anche il tram.

La consigliera Corrado ha messo in conto 12.780 di pasti tra gennaio 2014 e agosto 2015. Sono circa 639 euro al mese comprensivi di festività, fine settimana e ferie. Decisamente troppi per una singola  persona. Naturalmente accanto a queste cifre non è mai indicato dove sono avvenuti i pasti ed eventualmente con chi.

Consigliere Porrello: da aprile 2013 a luglio 2015 ha ricevuto 28.845 euro come rimborso per «auto propria».

Va be', sono due anni e due mesi, ma quella cifra corrisponde a circa 23mila litri di gasolio, circa la metà di quello che consumerebbe un aereo sulla tratta Roma-New York (circa 60mila litri). L’auto propria è un buco nero nella rendicontazione 5 Stelledove qua e là  si trovano vari spunti interessanti.

Barillari a gennaio 2015 mette in conto 218 euro per «rimborso tassa nido su reddito reale». Poiché la tassa dell’asilo è calcolata sulla base del reddito, che è inferiore  a quello che risulta perché i 5Stelle restituiscono i soldi, la tassa del nido sembrerebbe  falsata, ma si mette in conto alla collettività.

Il consigliere Perilli, avvocato, ritiene fondato e corretto di mettere in conto (agosto 2014) tra le spese sostenute 2.634 euro per la cassa forense. È il contributo previdenziale versato dagli avvocati. Non si capisce perché sia una spesa legata all’attività di amministratore regionale.

Per dovere di cronaca bisogna dire che il M5S restituisce il finanziamento che viene dato al movimento per la Camera e il Senato. Ma ritornando ai rimborsi spese di cui sopra , non si può che pensare che per molto meno senatori e deputati sono stati cacciati dal Movimento.

 

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Il rapporto incestuoso di Giannini

28 Gennaio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Il rapporto incestuoso di Giannini

Un nuovo editto bulgaro?

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Per Bagnasco e la CEI esiste solo la famiglia cristiana “con mamma e papà” , ma non tutti sanno che …

27 Gennaio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

di Caranas

 

"I figli non sono un diritto". Non poteva mancare, nella settimana in cui il Senato inizia il dibattito sulle unioni civili, la voce tonante del cardinale Angelo Bagnasco che attacca fortemente la legge Cirinnà. Trattasi del presidente della Cei, sì, quello che gode di una pensione statale di 7.000 euro al mese come cappellano militare...col grado di generale di corpo d'armata, senza contare l’altro contributo sempre statale con l'8XMille. Bagnasco mistifica e non specifica che sì non esiste il diritto ad avere un figlio ( ma anche no), ma solo quello del minore ad avere una famiglia sia essa etero o omosessuale. Il bambino è soggetto di diritti, non un mero oggetto di desiderio. La legge del resto già prevede che un bambino di 14 anni deve esprimere il suo parere sulla richiesta di adozione.

Quanto alla famiglia, secondo il presidente della Cei, "c’è n’è una sola, ha un'identità unica e propria riconosciuta dalla Costituzione e dal sentire della gente". Ed ha rilevato , citando parole del Papa – con un papà e una mamma. La famiglia è un fatto antropologico, non ideologico'”.

Il solito refrain dell’ideologia cattolica che nasconde la volontà di conservare un certo tipo di società e un certo tipo di sistema di rapporti di proprietà.

Non esiste un modello cristiano di famiglia, è un falso valore che deve essere liberato dalle esigenze evangeliche, una menzogna di quelle che nascono per una specie di escrescenza storica progressiva, sulla spinta di altre ragioni che non sono di tipo ideale, ma pratico.

I primi cattolici non avevano un ordinamento giuridico proprio della famiglia. Essi vivevano la vita di famiglia secondo il costume del tempo. Non c'era il matrimonio in chiesa; non c'era una anagrafe o un tribunale ecclesiastico per i matrimoni, non c'era il prete al matrimonio. Il padre di famiglia destinava alla figlia un dato marito, d'accordo con la famiglia del promesso sposo, senza che i due interessati potessero esprimere alcunché, perché questo era il costume. Inutile quindi andare a cercare nei primi cristiani un modello di "famiglia cristiana" e quindi inutile anche difendere in una società pluralistica un modello cristiano di famiglia. Una donna non aveva un suo mondo culturale. I figli non avevano un mondo culturale autonomo. Non c'erano spazi diversi per l'esperienza di vita. Perfino san Paolo porta riflessi della condizione sociale della donna dei suoi tempi, quando dice che la donna deve essere sottoposta al marito, o deve coprirsi il capo quando entra in assemblea perché il capo della donna è l'uomo.

Anche la sacra famiglia è un invenzione posteriore, perché la famiglia di Nazareth, non è un modello di famiglia, per il semplice fatto che, almeno nelle convinzioni di fede, Maria e Giuseppe non erano autenticamente marito e moglie (70 anni lui, 16 lei…), e comunque dinanzi a Cristo non c'è nessuna differenza fra l'uomo e la donna, non c'è né maschio né femmina.

Conosco la Bibbia , in essa ho trovato la poligamia; solo dopo si è acquisito il concetto della famiglia monogamica, che forse è un concetto irrinunciabile ma non certamente voluto dalla natura.

L’arcivescovo ribadisce che spetta ai laici, come già indicato dal Concilio Vaticano II, “di iscrivere la legge divina nella vita della città terrena. Assumano la propria responsabilità alla luce della sapienza cristiana e facendo attenzione rispettosa alla dottrina del Magistero.

Certo non si può immaginare che un cardinale possa esprimersi in modo diverso. Parla ai credenti e alle loro coscienze! Se altri però sostengono tesi diverse sono ugualmente da rispettare. E’ la democrazia.

 

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Debito pubblico sempre più alto e bacchettate della U.E.

27 Gennaio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Debito pubblico sempre più alto e bacchettate della U.E.

[Clicca per ingrandire la foto]

di Caranas

Anche se l'Europa non è l'oracolo di Delfi, sul nostro debito pubblico ha ragione. E’ inimmaginabile comunque un’uscita dell’Italia dall’UE anche se diverse forze politiche più o meno spingono in questa direzione , ma credo che siano solo manovre antigovernative. Non dimentichiamo però che quando i burocrati filotedeschi umiliavano Tsipras e i Greci non abbiamo visto prese di posizione nette dei nostri governanti, anzi la Merkel sembrava la grande amicona dell’Italia. Ora che viene toccato Renzi, le forze a lui vicine diventano improvvisamente grillini antieuropei.

Tornando al debito pubblico, mi par di ricordare che nel 2011 era al 120% mentre ora è al 133%. Tutta colpa del bipolo Renzi-Padoan ? Ed i famosi sacrifici di lacrime e sangue dove sono andati a finire ?

Occorre però, per dovere di verità, dire che i numeri 122 e 133 non si riferiscono al debito pubblico nostrano ma al rapporto debito/pil. E’ noto che tale rapporto può crescere o perché cresce il debito o perché cala il pil o anche per entrambe le ragioni. Ma è altrettanto noto che in nessun paese del mondo, se non forse per brevissimi periodi, il debito cala; viceversa, il debito è sostanzialmente sempre in crescita.

Il nostro debito pubblico è il terzo più alto tra tutti i 130 paesi su cui l'agenzia americana S&p ha un rating. In testa ci sono la Grecia e il Giappone.

Nei primi nove mesi dello scorso anno, il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 55,8 miliardi; il fabbisogno cumulato è stato pari a 42,8 miliardi mentre le disponibilità liquide del Tesoro sono aumentate di 17,6 miliardi. Contestualmente, le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state complessivamente pari a 288,8 miliardi, in aumento del 3,4 per cento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell'anno precedente. Qualcosa non quadra.

Dunque c’è solo una medicina per abbassare il rapporto : occorre che cresca il pil, ovvero che l'economia riparta. E purtroppo anche se mettessimo alla guida del governo un incallito comunista, il pil non crescerebbe ugualmente , un uomo solo al comando contro i poteri forti e le lobby di settore non basta. Ed occorrerebbe una nazione zeppa di persone piene di senso civico, di onestà, di amore del prossimo, di gente che paga le tasse e non fannulloni in mutande che timbrano il cartellino.

Mi viene un dubbio : e se Renzi avesse giocato d’anticipo sapendo di aver fatto male i compiti ? Potrebbe infatti dire dopo che la maestra l’ha punito per la sua ribellione e non perché non ha fatto bene il suo lavoro di premier. Stiamo sereni?

(foto rif. soldionline)

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Basta con questi governi rossoneri che di rosso non hanno nulla

10 Gennaio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 Basta con questi governi rossoneri che di rosso non hanno nulla

Alcune considerazioni :

nel 2009 la spesa pubblica sfiorò gli 800 miliardi di euro tornando ai livelli del 1996. Il totale delle uscite raggiunse il 52,5 % in rapporto al Pil. Dal 1997 il rapporto spesa/Pil non superava il 50%.

“Scaliamo la classifica europea per il peso delle tasse e insieme abbiamo un debito pubblico che, sfiorando il 116% rispetto al Prodotto interno lordo, resta sempre il più alto della UE". Questi sono i record del governo Berlusconi così come li fotografa l’Istat.

Monti: bocconiano, esponente di spicco del gruppo Builderberg e della trilaterale... anche il suo governo di tecnici da lui nominati non mi sembra vestito di bandiera rossa.

Renzi: il padre vecchio esponente della DC ( insalata di massoneria italiana), fa il PATTO DEL NAZARENO con l'ex cavaliere decaduto Berlusconi (tessera 1816 della P2)... vi sembra che Renzi sia rosso?

Monti e il PD (che l’ha sostenuto) ,hanno eseguito ed eseguono le politiche più oltranziste di destra finanziaria.

Non diamo credito alle frottole di crescita che ogni giorno ci raccontano, la realtà che viviamo è ben altra :

irpef 23% +

inps 27% +

iva 22%

totale 72%

Al momento della sua nascita, l'IRPEF prevedeva 32 scaglioni di reddito e altrettante aliquote; l'aliquota iniziale era del 10%, quella finale del 72%. Oggi ci sono solo 5 scaglioni e l'aliquota massima è del 43%. Con gli attuali scaglioni ed aliquote, non è possibile colpire le super liquidazioni, calciatori, pensioni d'oro ecc. e neppure chi usufruisce di stipendi d'oro e liquidazioni d'oro nel pubblico. Tutto è stato appiattito facendo credere alla gente che, maggiori sono gli scaglioni, maggiore è la tendenza all'evasione fiscale. Era solo una scusa per far pagare meno ( molto meno) gli alti redditi. L'ex cavaliere, il vecchio marpione, voleva addirittura portare gli scaglioni a 3, con rispettive aliquote del 10, 20 e 30%!

Al totale di cui sopra vanno aggiunte accise, tasse e tasse sulle tasse di carburanti e bollette che incidono per circa il 70% del loro importo, oltre a bollo, rinnovo patente, assicurazione e revisione auto, canone TV, ticket sanitari, ICI-IMU, TASI eccetera, per un totale che oltrepassa facilmente l'80% dell'introito di qualsiasi cittadino e persino di quello disoccupato , il più colpito di tutti perché soggetto a tassazione di reddito indiretta, anche se protetto dall’art. 53 della Costituzione che lo esenta da tasse.

A me pare che il rosso e il nero nella diatriba dei partiti serve solo a depistarci dai veri problemi e quindi a difendere solo e soltanto i cacchi di lor politici ben ancorati alle poltrone di potere.

Caranas

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Sono italiano, magari renziano e mi piacciono i Rolex. Adesso me ne frego uno, solo uno

10 Gennaio 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Sono italiano, magari renziano e mi piacciono i Rolex. Adesso me ne frego uno, solo uno

 

di Caranas

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Non c’è niente da fare, siamo italiani e dobbiamo dimostrarlo sempre, anche in Arabia Saudita ! Una ennesima storia incredibile che ricorda un po’ il lettone di Putin. Ma forse è solo una nuova scena di Quo Vado.

In sintesi : durante la visita di Renzi e della delegazione italiana in Arabia Saudita, secondo la ricostruzione del Fatto Quotidiano , Re Salman aveva fatto preparare per i 50 ospiti italiani preziosi pacchetti, con tanto di nome e cognome. Alcuni contenevano dei preziosi Rolex, altri orologi meno costosi. La baruffa s’è scatenata quando un delegato italiano, a cui non era stato destinato il Rolex, ha finto di avere sbagliato pacchetto appropriandosi di un altro più prezioso. Una scena che ha creato alquanto imbarazzo nel cerimoniale saudita i cui funzionari erano ben  disposti a procurare un altro Rolex all’indegno che non l’aveva ricevuto. E’ intervenuta infine la scorta di Renzi che prontamente ha sequestrato tutti i pacchetti per portarli a Palazzo Chigi.

Ora ci si chiede : che fine faranno i Rolex e gli altri orologi, visto che non si possono accettare doni del valore superiore a 150 € ( norma Monti)? Si potrebbero donare alla vedova del signore che si è suicidato a causa della fregatura ricevuta dalla Banca Etruria; così potrà controllare meglio il tempo ancora necessario per ottenere l’intero importo delle somme fregate alla sua famiglia dai benestanti funzionari di quella Banca .

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Caro Bersani, ma a chi la racconti? Usi anche tu profumo Boschi?

13 Dicembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 Caro Bersani, ma a chi la racconti? Usi anche tu profumo Boschi?

Il separato in casa PD, ahimè una volta mio leader, continua a fare ginnastica con i suoi contorcimenti osannanti la ditta e con essa la prima della classe Maria Elena Boschi, bella e bona nonché matura per le dimissioni che purtroppo Bersani non chiede perché anche lui alla sua poltrona ci tiene. Niente metafore questa volta; il fatto delle banche frega-soldi noto su tutti i quotidiani, è però a mio avviso, più grave dell’orologio regalato al figlio di Lupi.

E’ così difficile far capire a Bersani che c’è un “conflitto di interessi” nelle relazioni pericolose di sottogoverno che hanno intrecciato i destini della Famiglia Boschi a quelli (infausti) della Banca popolare dell’Etruria?

E’ così complicato spiegare a Bersani che “Santamadonna” Maria non può continuare a fare il ministro delle riforme anche se l’algida-bollente ministra, ogniqualvolta l’Esecutivo si riuniva in notturna per confezionare in meno di mezz'ora i suoi decreti ad bancam, si premuniva di uscire dalla stanza per rientrare subito dopo a provvedimento ottenuto.

Che differenza c’è allora tra lei ed il Berlusconi delle leggi ad personam, promulgate ovviamente a propria insaputa ?

Forse Bersani e & hanno dimenticato la “questione morale” di Enrico Berlinguer e questa storia non è certamente di sinistra ma neanche di centrosinistra.

Che le “banche popolari” fossero una specie di bancomat della vecchia DC, non è mai stato un mistero per nessuno. La Banca Etruria non faceva certo eccezione e non dimentichiamo, se può costituire un precedente, che è stata la banca di fiducia di Licio Gelli, che vi depositava le quote d’iscrizione degli affiliati alla sua Loggia P2.

La banca toscana cumulava perdite enormi con insensata leggerezza per poi scaricare i costi sugli ignari correntisti ai quali andava rifilando le proprie “obbligazioni subordinate”.

Ha chiesto scusa il ministro Maria Elena Boschi? figlia del vicepresidente e sorella del manager alla programmazione di così straordinaria gestione bancaria, mentre il resto della banda di governo si sbrodola addosso negli stanchi rituali celebrativi della Leopolda?

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Ma quale tredicesima? L’ho solo vista prendere l’aereo per IMU, Tasi, Luce, Tari, Gas, Scuola e li mortacci…

11 Dicembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Ma quale tredicesima? L’ho solo vista prendere l’aereo per IMU, Tasi, Luce, Tari, Gas, Scuola e li mortacci…

CHE PALLE !

Fino a qualche anno fa la tredicesima rappresentava un sospiro di sollievo e gioia per le famiglie italiane. Con essa si pagava lo sciupo, regalini guarda e getta, roba da mangiare , scarpe, le solite sciarpe e a volte il nuovo televisione a colori. Da qualche anno il sogno sotto l’albero è svanito. E anche questo Natale la gratifica verrà impiegata in gran parte per pagare gli aumenti iniziati a gennaio 2015 con le tariffe autostradali, benzina, bolli, tasse, Tasi, Imu seconda casa e accise. Con il risultato di ridurre dell’95,2% la gratifica. Dei 34,4 miliardi di euro di tredicesime che verranno pagate quest’anno, dopo il 16 dicembre resterà nelle tasche dei lavoratori solo il 12% circa. Ma servirà per pagare il canone Rai in bolletta, magari anche per chi ha una seconda casa al mare che lo pagherà due volte.

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Regione Calabria, 189mila euro per mandare le imprese locali in gita in Cina. Ma fichi e ‘nduja non arrivano

6 Dicembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Regione Calabria, 189mila euro per mandare le imprese locali in gita in Cina. Ma fichi e ‘nduja non arrivano

La spedizione è stato organizzata da Fincalabaria. Ma sono state escluse molte tra le aziende maggiori, che denunciano: "Siamo allibiti. Forse non abbiamo il certificato politico adatto". E alla fine salta la consegna dei prodotti. E gli allestimenti restano senza niente da presentare (e vendere)

La Cina è vicina. L’Europa è lontana. E allora tutti a Pechino. Obiettivo? Esportare le eccellenze agroalimentari ed enogastronomiche calabresi. La storia inizia con un bel pacchetto difinanziamenti europei che la Regione Calabria deve assolutamente spendere. Undici milioni e 700 mila euro, che vanno a rimpolpare il “Fondo Intrapresa”. Gli obiettivi sono i soliti e tutti condivisibili. “Rilancio della crescita economica… strategia delle azioni di sistema…”. Il tutto nelle mani di Fincalabra, la finanziaria regionale, da alcuni giudicata un “carrozzone mangiasoldi”, qualche anno fa coinvolta in una storia di assunzioni di parenti, amici e compari politici vari.

Obiettivo i cinesi. Miliardi di bocche desiderose di concedersi a nuovi sapori e gusti. ’Nduia e peperoncini, liquirizia e tartufo di Pizzo. Bisogna programmare la conquista di Pechino, ma in riva allo Stretto non c’è un Marco Polo e le cose si fanno di fretta. Ci sono imprese da portare, prodotti da mostrare, show room da allestire, programmi tv che mostrino le bellezze della terra dei Bronzi. Il tempo scarseggia e il bando per organizzare il tutto è un “cottimo in via d’urgenza”.

Come se la missione in Cina fosse un evento non programmabile, improvviso ed imprevisto. I danni di una delle tantefrane che si abbattono sulla Calabria, “sfasciume pendulo sul mare”. Ma c’è poco da scherzare, perché le cose andavano fatte di corsa, “considerato il grave danno all’interesse pubblico qualora non si concludano le attività programmate nei tempi stabiliti”.

Due le aziende partecipanti, la calabrese Pubbliemme e una società di Terni. Valore del bando a base d’asta 190 mila euro, la Pubbliemme se lo aggiudica con un leggero ribasso per 189 mila. E così volano in Cina 22 aziende, una troupe di giornalisti e collaboratori vari, che si piazzano al Gran Millenium Beijing, un cinque stelle di Pechino, dal 2 al 6 novembre. I calabresi rimasti in patria potranno ammirare la conquista della Cina negli ottimi reportage trasmessi da LaC, la televisione di Vibo Valentia acquistata da Domenico Maduli, patron della Pubbliemme.

Sarà Pasquale Motta, animatore della trasmissione L’Inviato speciale, a diffondere il verbo. Vicinissimo al Pd, Motta faceva parte dell’associazione “Idea”, della quale si parla ampiamente nell’inchiesta sui rimborsi facili dei consiglieri regionali calabresi e di Nicola Adamo. Per i pm l’associazione era una sorta di slot-machine di Adamo, una volta leader del Pd calabrese, oggi obbligato dai giudici a soggiornare fuori dalla Calabria.

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Scandali a parte, tutto bene? Non proprio. Il viaggio cinese ha scatenato polemiche. Parla Pippo Callipo, imprenditore dell’agroalimentare calabrese tra i più conosciuti al mondo: “Sono allibito. Evidentemente Pippo Callipo, 300 dipendenti e 44 milioni di fatturato, non è stato ritenuto meritevole di partecipare a questa iniziativa. Forse non ho il certificato politico adatto. Occorre capire quali sono i criteri con cui si selezionano le aziende. Se li detta qualche onorevole o si tratta di dati oggettivi, fatturato, presenza e onorabilità.

La verità è che Fincalabra è un carrozzone politico, e io mi chiedo se le aziende che sono andate in Cina sono in grado di inviare un solo container”. Francesco Dodaro, grande produttore di salumi e insaccati: “Non abbiamo ricevuto alcun invito. Invece di sostenere delle opportunità di sviluppo, si sfruttano queste iniziative per gite di piacere”. Eduardo Lamberti Castronuovo, editore diReggio tv: “Il bando? Mai visto. Non siamo stati invitati. Avremmo certamente partecipato a una gara d’appalto così succulenta se fosse stato un bando regolare. E poi dov’era l’urgenza? Un bando così presenta tantissime anomalie. Quando mai si fa un ribasso di mille euro? È evidente che è una cosa montata. I ribassi sono minimo del 20%. Non ho le prove, ma la logica e il buon senso mi invitano a diffidare. Sembrano bandi cuciti addosso”.

Parole pesanti, situazioni imbarazzanti. Abbiamo chiesto lumi ai politici. Assessore Federica Roccisano (Welfare, Lavoro e Istruzione): “Mi avevano invitato ad andare. Non ci sono andata”. Assessore Carmen Barbalace, si occupa di sviluppo e dovrebbe sapere ma… “Le imprese – dice – non venivano invitate. Bisognava partecipare a una manifestazione di interesse. Non so dire di chi è stata l’idea e chi ha seguito il procedimento di affidamento del progetto alla Pubbliemme. Io non so se sono tornati dalla Cina. Non ho fatto il comitato di accoglienza all’aeroporto”.

Nessuno sa, nessuno dice. Vanno così le cose in Calabria quando si tratta di trasparenza e di uso dei fondi europei. L’unico veramente soddisfatto è l’ormai ex presidente di Fincalabra, Luca Mannarino, già tesoriere di Forza Italia, soggetto non nelle grazie del Pd e del governatore Mario Oliverio che nei giorni scorsi lo ha sostituito con Carmelo Salvino. Sulla missione cinese Mannarino ha certezze granitiche: “Noi abbiamo fatto una manifestazione di interesse per le aziende e quindi chi ha ritenuto di partecipare lo ha fatto. Una cosa molto democratica e molto trasparente. E siamo andati oltre le aspettative”. Per la serie contento lui.

Per capire davvero come è andata in Cina abbiamo sentito l’imprenditore Davide Marano, titolare della Fichi Marano che ha partecipato al viaggio. “Ci sono state delle lacune a livello organizzativo. Una su tutte? Non sono arrivati i prodotti in Cina. Le22 aziende hanno partecipato alla missione senza prodotti perché tutto ciò che avevano preparato per essere spedito, non è mai arrivato a Pechino. Non avevamo nulla in mano. Abbiamo fatto un allestimento senza prodotti. Io ancora non so dove si trova la merce che avevo spedito per la missione. Il viaggio per noi non ha prodotto nessun contratto, nessuna commessa, nessun lavoro. Al momento nessuna ordinazione dalla Cina. Dicono che hanno avuto pochissimo tempo per organizzare la missione. Si poteva rinviare perché non era una fiera con una data ben precisa”. Insomma, volevano conquistare la Cina ma non avevano neppure i fichi secchi.

fonte : il Fatto quoitidiano

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Ultimi sondaggi politici elettorali (3 dicembre 2015): M5S oltre 30% ma non supera il PD a 35,6.

5 Dicembre 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 Ultimi sondaggi politici elettorali (3 dicembre 2015): M5S oltre 30% ma non supera il PD a 35,6.

Gli ultimi sondaggi politici elettorali di CISE pubblicato dal Sole 24 Ore offrono un quadro di giudizio sui partiti, tema per tema: “Qual è il partito che secondo lei è più credibile nel realizzare i seguenti obiettivi?”

Ora che i grillini si lasciano intervistare in tv i dati più succosi di questi ultimi sondaggi politici elettorali riguardano i consensi del M5S al primo turno: per la prima volta in assoluto il MoVimento 5 Stelle supera la soglia psicologica del 30%. Dato importante se si pensa che alla morte di E.Berlinguer il P.C.I. arrivò al 33% alle Europee.

Confermata anche la vittoria al ballottaggio del M5S contro il Pd, vittoria che diventerebbe una vera e propria umiliazione se M5S dovesse scontrarsi contro il Centrodestra al secondo turno (M5S vincerebbe con il 62.4% delle preferenze).

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