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Blog  di Caranas

Post con #politicamente tag

L’impeachment di Napolitano? Bocciato senz’appello

11 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

 L’impeachment di Napolitano? Bocciato senz’appello

Non so se il Comitato parlamentare per la messa in stato d'accusa di Napolitano abbia fatto bene oppure no. La richiesta di impeachment promossa da Grillo è stata archiviata. L'istanza è stata ritenuta "manifestamente infondata" con 28 sì. Per l'archiviazione hanno votato Pd, Ncd, Sel, Scelta Civica, Popolari per l'Italia e Socialisti. Contro i 5 stelle. Forza Italia, invece, non ha partecipato al voto.

"Siamo proprio una gabbia di matti". E’ il commento di Romano Prodi a chi gli chiede un giudizio in merito alle polemiche scaturite dal libro di Alan Friedman sul capo dello Stato e i suoi incontri con Mario Monti nell'estate del 2011.

Prodi sottolinea di avere incontrato Monti di avere avuto un colloquio con lui e di avere pronunciato : “ Mario, non puoi far nulla per diventare presidente del Consiglio, se te lo offrono non puoi dire di no per cui una persona più felice di te non ci può essere al mondo”. Afferma anche che :” nel corso di quel colloquio non ci fu alcun riferimento al presidente Napolitano".

Per Grillo invece : "Napolitano è il problema da rimuovere". E' questo un nuovo post sul suo blog, intitolato #napolitanoavita dove accusa anche Forza Italia di avere il “coraggio dei conigli" essendo i parlamentari usciti dall'aula per non votare.

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Cara Anna Finocchiaro, non smetterai mai di stupire

9 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

Cara Anna Finocchiaro, non smetterai mai di stupire

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Nuovi schieramenti politici in vista di nuove elezioni politiche in Italia

9 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

Nuovi schieramenti politici in vista di nuove elezioni politiche in Italia

Nelle ultime elezioni politiche (24-25 febbraio 2013) , la coalizione Italia Bene Comune era composta da:

  • Partito Democratico
  • Sinistra Ecologia Libertà
  • Centro Democratico
  • Partito Socialista Italiano
  • Moderati
  • Il Megafono
  • Lista Crocetta
  • Südtiroler Volkspartei
  • Verdi-Grüne-Vërc
  • Per la Valle d'Aosta
  • Autonomie Liberté Démocratie.

Liste non coalizzate

[ Discorso a parte per MoVimento 5 Stelle]

Alle prossime elezioni, con chi si schiereranno gli altri partiti ( in grassetto quelli più conosciuti che mi sembrano di sinistra) ? E cioè :

  • CasaPound Italia, avente come leader Simone Di Stefano
  • Civiltà Rurale Sviluppo, avente come leader Enzo Bosio
  • Comunità Lucana,avente come leader Michele Somma
  • Costruire Democrazia,avente come leader Massimo Romano
  • Democrazia Atea, avente come leader Carla Corsetti
  • Die Freiheitlichen, avente come leader Ulli Mair
  • Donne per l'Italia, avente come leader Maria Cristina Sandrin
  • Fare per Fermare il Declino, avente come leader Oscar Giannino
  • Fiamma Tricolore, avente come leader Luca Romagnoli
  • Forza Nuova, avente come leader Roberto Fiore
  • Indipendenza per la Sardegna, avente come leader Pietro Murru
  • Indipendenza Veneta, avente come leader Lodovico Pizzati
  • Insieme per gli Italiani
  • Io Amo l'Italia, avente come leader Magdi Cristiano Allam
  • I Pirati, avente come leader Marco Marsili
  • Italiani per la Libertà
  • La Base, avente come leader Efisio Arbau
  • L'Alto Adige nel Cuore , avente come leader Alessandro Urzì
  • Liberali per l'Italia - PLI, avente come leader Renata Jannuzzi
  • Liga Veneta Repubblica, avente come leader Fabrizio Comencini
  • Lista Amnistia Giustizia Libertà, avente come leader Marco Pannella
  • Movimento Eudonna, avente come leader Giovanna Sorbelli
  • Movimento Naturalista Italiano, avente come leader Gabriele Nappi
  • Partito Pensiero Azione, avente come leader Antonio Piarulli
  • Movimento Progetto Italia - Movimento Italiano Disabili, avente come leader Marina Petrini
  • Staminali d'Italia, avente come leader Erika Graci
  • Movimentu Europeu Rinaschida Sarda, avente come leader Salvatore Meloni
  • Nation Val d'Outa
  • Partito Comunista
  • Partito Comunista dei Lavoratori, avente come leader Marco Ferrando
  • Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, avente come leader Domenico Savio
  • Partito del Sud - Meridionalisti Unitari, avente come leader Andrea Balia
  • Partito di Alternativa Comunista, avente come leader Adriano Lotito
  • Partito d'Azione per lo Sviluppo, avente come leader Alfonso Luigi Marra
  • Partito per Tutti - Partei für Alle , avente come leader Oscar Ferrari
  • Partito Repubblicano Italiano, avente come leader Franco Torchia
  • Partito Sardo d'Azione, avente come leader Giovanni Angelo Colli
  • Popolari Uniti, avente come leader Antonio Potenza
  • Progetto Nazionale, avente come leader Piero Puschiavo
  • Rialzati Abruzzo! - Abruzzo Futuro, avente come leader Carlo Masci
  • Rifondazione Missina Italiana, avente come leader Raffaele Bruno
  • Riformisti Italiani, avente come leader Stefania Craxi
  • Rivoluzione Civile, avente come leader Antonio Ingroia
  • Tutti Insieme per l'Italia, avente come leader Antonio Corsi
  • Unione degli Italiani per il Sudamerica
  • Unione Padana, avente come leader Giulio Arrighini
  • Unione Popolare, avente come leader Maria Di Prato
  • Unione Sudamericana Emigrati Italiani
  • Union Valdôtaine Progressiste
  • Vallée d'Aoste
  • Veneto Stato, avente come leader Antonio Guadagnini
  • Voto di Protesta - Diritto alla Dignità, avente come leader Giuseppe Cirillo
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Caro Renzi, con l’Italicum vincerà Berlusconi

9 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

Caro Renzi, con l’Italicum vincerà Berlusconi

L’Italicum voluto da Renzi , ovvero la nuova legge elettorale, sembra costruita su misura dal sarto PD per Forza Italia e l'alleanza larga di centrodestra. Ne è dimostrazione il salto di Casini. Il Cavaliere, che è ancora un cittadino libero (solo in Italia può succedere), appare il favorito in caso di elezioni grazie alla possibilità di raccogliere i tanti partitini di centrodestra. Il PD renziano da solo non sfonda e l’alleanza con SEL non è sicura, il MoVimento 5 Stelle è ancora molto alto ma non tanto da vincere le elezioni , e la sua opposizione ad ogni alleanza sembra premiare il centrodestra di lotta e di opposizione in questo momento. Sembra anche che il cav. Sia disposto ad aprire alle preferenze, ma si sa, ci ha abituato per 20 anni a dire tutto salvo poi smentire il giorno dopo.

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M5s, Imposimato: «Sono costituzionali»

6 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

M5s, Imposimato: «Sono costituzionali»

Interessante articolo su Lettera43

Il M5s ha «difeso la Carta». Mentre Napolitano ha permesso che fosse violata. A colloquio con Ferdinando Imposimato (foto)

di Giorgio Velardi

Ci tiene a precisare di non essere un militante del M5s, in questi giorni al centro di aspre polemiche dopo la bagarre andata in scena lo scorso 30 gennaio a Montecitorio e riguardante la conversione in legge del decreto Imu-Bankitalia. E, parlando fuori dal coro, ritiene che quello di Beppe Grillo sia «l’unico partito che lotta in difesa della Costituzione».

Anzi, per Ferdinando Imposimato, 77 anni, magistrato con un passato da parlamentare, è ingiusto puntare il dito contro deputati e senatori grillini.
«EVERSIONE? BOLDRINI SBAGLIA». Certo, il presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione afferma di non condividere alcuni atteggiamenti dei pentastellati. Ma «la democrazia», dice a Lettera43.it, «è il governo della maggioranza nel rispetto dei diritti dell’opposizione». Circostanza che «non si sta manifestando». Quindi le accuse di eversione rivolte dalla presidente della Camera nei confronti del M5s «sono affermazioni offensive». Non solo. Imposimato giudica in modo tranchant l'operato di Giorgio Napolitano: «È stato pessimo», sottolinea. «Ha consentito che la Costituzione fosse violata più volte».

DOMANDA. In questi giorni lei è stato uno dei pochi a sostenere che è «profondamente ingiusto criminalizzare il M5s». Perché?
RISPOSTA. È necessario partire dalla valutazione del decreto legge Imu-Bankitalia.
D. Decreto che lei giudica «incostituzionale». Il motivo?
R. Si tratta di un provvedimento che mette insieme due temi del tutto diversi fra loro. Per una parte, quella che riguarda l’abolizione della seconda rata dell’Imu, la decretazione d’urgenza è giustificata.
D. E la seconda parte?
R. Concerne la ricapitalizzazione della Banca d’Italia. E in questo caso l'urgenza non è giustificata. Il decreto legge, dice l’articolo 77 della Costituzione, si utilizza solo in casi straordinari di necessità.
D. Questo lo ha sottolineato anche Laura Boldrini attaccata dal M5s.
R. In un’intervista al Corriere della Sera, Boldrini ha detto di aver rivolto ben quattro appelli al governo affinché presentasse due provvedimenti separati. Se però l’esecutivo non l’ha ascoltata allora avrebbe potuto e dovuto far decadere il decreto. Sul caso in questione, poi, ha espresso forti perplessità anche la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi (Pd), che ha parlato di provvedimento disomogeneo.
D. Quindi la bagarre innescata dal M5s è giustificata?
R. Sì, non è stato un ostruzionismo sterile e fazioso ma improntato a difendere la nostra Carta.
D. Napolitano «boia», Boldrini ripetutamente attaccata, le offese rivolte ad alcune deputate del Pd e a Corrado Augias e Daria Bignardi. Non crede che i grillini abbiano superato il limite?
R. Sicuramente ci sono stati degli eccessi che, mi preme dirlo, non condivido e non sono accettabili. Però…
D. Però?
R. Mi preoccupano di più un parlamento e una maggioranza che governano senza il rispetto dei diritti dell’opposizione. L’uso della cosiddetta «ghigliottina» è stato del tutto errato e illegittimo. In questo modo si rischia una dittatura della maggioranza che si chiama «regime».
D. Un’affermazione forte.
R. Un regime è la dittatura della maggioranza che governa senza rispettare i diritti della minoranza. Sa cosa diceva Aristotele?
D. Cosa?
R. Che la prova della democrazia è la libertà e che la prova della libertà è l’alternanza. Un fattore necessario che non può concretizzarsi se l’opposizione non viene considerata come dovrebbe.
D. Boldrini ha parlato di «intenti eversivi» da parte del M5s. Altri hanno evocato lo spettro del fascismo. Cosa ne pensa?
R. Per ciò che riguarda il problema dell’eversione, sia di destra sia di sinistra, credo di avere una certa esperienza: come magistrato me ne sono occupato per oltre 20 anni.
D. Dunque la numero uno di Montecitorio ha esagerato o no a utilizzare quel termine?
R. Penso che quella di Boldrini sia un’affermazione offensiva: secondo me, se c’è un gruppo che ha rispettato le regole della democrazia e della Costituzione, questo è il M5s.
D. Addirittura? Si spieghi.
R. A parte gli eccessi, che ho già detto di non condividere, va ricordato che quando si è cercato di cambiare certe regole, come l’articolo 138 che è uno dei pilastri della Costituzione italiana, il M5s si è giustamente posto a sua difesa. Non dimentichiamoci una cosa.
D. Quale?
R. Costituzioni flessibili, come quella di Weimar, hanno aperto la strada al nazismo e al fascismo. Ecco perché parlare di «eversione» è sbagliato: significa criminalizzare il dissenso, pretendere un’opposizione muta e silente che, dopo anni di larghe intese, non ci piace.
D. Lo scorso aprile lei fu inserito nella top ten dei candidati al Colle sul sito di Grillo. Sappiamo com’è andata. Come giudica il lavoro svolto da Napolitano?
R. In maniera pessima.
D. Perché?
R. Ha consentito che la Costituzione fosse più volte violata senza intervenire come previsto dall’articolo 74. In passato ha firmato leggi ad personam e permesso un abuso della decretazione d’urgenza che sta mettendo in pericolo la democrazia. Fatti che reputo gravi. Sono stato parlamentare per tre legislature e non ricordo nulla di simile.
D. Proprio il M5s ha proposto per lui l’impeachment. In molti sostengono che sia fondato sul nulla. Cosa ne pensa?
R. Trovo difficile che si arrivi a una vittoria del M5s. Tuttavia devo rilevare che le circostanze, benché provate, non sono tali da configurare «alto tradimento». In passato Cossiga fu accusato di fatti molto più gravi e Napolitano fu fra coloro che ne chiese l’incriminazione.
D. Ha mai incontrato o parlato con Beppe Grillo?
R. No, ci siamo solo scambiati degli sms. Gli sono grato per avere creato il M5s, ma sono convinto che occorra una legge per regolare la democrazia interna dei partiti e dei movimenti, come volevano i nostri costituenti fra cui Moro, Dossetti, Merlin, Basso e tanti altri, e per controllare la gestione corretta dei fondi.
D. Conosce qualche «cittadino» 5 stelle?
R. Sì, e con molti di loro ho un rapporto costruttivo. Di recente ho manifesto loro il mio dissenso su alcune scelte prese, come quella sulla legge elettorale.
D. Cosa non le è piaciuto?
R. Avrei preferito un impianto maggioritario. Il proporzionalismo si può accettare solo se ci sono pochi grandi partiti. In questa situazione, con la pletora di partitini che ci ritroviamo, si ha una continua necessità delle larghe intese che a me non piacciono.
D. Con l’Italicum, Matteo Renzi dice di lavorare affinché ciò non si verifichi più.
R. È vero, ma ritengo sbagliato assegnare un premio a un partito che raccoglie il 35 o il 37% dei voti: in questo modo una minoranza diventa maggioranza. E le preferenze devono essere reintrodotte.
D. E Renzi le piace?
R. No, e ho l’impressione che abbia le idee un po’ confuse. Condivido però la voglia che ha di rinnovare la classe dirigente.
D. Come dovrebbe muoversi?
R. Deve vincere le resistenze puntando ad abbattere le diseguaglianze. Una spinta che dovrebbe avere anche il premier, Enrico Letta.
D. Non sembra un fan del governo...
R. Non serve parlare di rimpasto se non si fanno riforme che vanno nella direzione di eliminare, o almeno ridurre, una parte dei privilegi della Casta. Finché non tuteliamo il lavoro non andiamo da nessuna parte: l’obiettivo primario è la riduzione del cuneo fiscale.
D. Quali sono le altre criticità?
R. Il problema è il diritto alla casa, non certo gli aiuti alle banche. E va fatta una legge sul conflitto d’interessi.
D. Più volte i servizi hanno sottolineato come la crisi alimenti tensioni sociali. Lei che ha vissuto in prima linea gli Anni di piombo ritiene l'allarme motivato?
R. Purtroppo sì. Il cardine di una democrazia è l’eguaglianza, ma in Italia avviene il contrario: le diseguaglianze sono la prima causa delle ribellioni.
D. Potrebbe aprirsi una nuova stagione delle stragi?
R. Esiste il pericolo che ciò si verifichi.

Giovedì, 06 Febbraio 2014

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On. Marco Causi (PD) dimettiti ! L’incentivo ai cittadini per invogliarli a leggere di più, è stato trasformato in bonus per i librai.

6 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

On. Marco Causi (PD) dimettiti ! L’incentivo ai cittadini per invogliarli a leggere di più, è stato trasformato in bonus per i librai.

Vi ricordate la norma bonus libri del Decreto “Destinazione Italia”, quella tanto vantata dal presidente Letta perché istituiva un meccanismo di detrazione fiscale – previo scontrino – a chi acquistava dei Libri? Quella che tutti ad applaudire un governo che, finalmente, si preoccupava di creare meccanismi per incentivare la bassissima percentuale di italiani che leggono? Ve la ricordate?

Bene, allora dimenticatela. Perché in parlamento, un emendamento trasforma l’incentivo ai cittadini in un bonus per i librai: non saranno le persone fisiche ad usufruire dello sconto, ma gli esercenti. Dirà qualcuno: ma è la stessa cosa. No, perché una seconda modifica subordina il bonus ad uso esclusivo degli studenti delle suole superiori. Se siete studenti universitari, semplici amanti dei libri o, soprattutto, avete figli più piccoli e volete fargli amare i libri, arrangiatevi.

E poi, ciliegina sulla torta, il meccanismo è su base “volontaria”: gli studenti che si presenteranno in una libreria, con un ticket per lo sconto, “autorizzato” dal loro dirigente scolastico, potranno usufruire dello sconto solo se il libraio avrà deciso che gli conviene aderire al meccanismo del credito d’imposta. Considerando i tempi biblici per il “recupero” del credito d’imposta che viene spesso denunciato dagli esercenti, qualche dubbio viene.

Chi ha presentato l’emendamento? Giulio Tremonti mascherato da Robin Hood all’incontrario (con la cultura non si mangia, ricordate)? Umberto Bossi o qualche leghista suo fan? Domenico Scilipoti? No, signori, il firmatario è Marco Causi, noto esponente del Partito democratico.

Non è nota la ratio dell’emendamento: il dubbio è che si siano accorti che non ci sono le coperture per un provvedimento onnicomprensivo e si sia voluto limitare la platea a pochi cittadini senza fare marcia indietro. O forse, è solo un machiavello studiato per chi sa quale diavoleria. Di sicuro è molto diverso dal semplice e chiaro sistema originariamente pensato del credito d’imposta ai cittadini, previa conservazione dello scontrino

Complimenti, Presidente Letta. Complimenti segretario Renzi. Continuate così, a farvi del male.

(fonte : Giornalettismo)

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Laura Boldrini: segreto di Stato apposto per pochi

12 Dicembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

Laura Boldrini: segreto di Stato apposto per pochi

“Sono consapevole che in questi anni il vincolo di segreto è stato, a volte, apposto non a vantaggio dei cittadini ma per tutelare gli interessi e l’agire di pochi”. Parole molto forti da parte del presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha inviato un messaggio per la commemorazione della strage di Piazza Fontana a Milano. “Sento un forte disagio per tutto cio’”, ha aggiunto. (AGI)

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La sinistra perde sempre anche quando vince

4 Dicembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

 

 

Da un ennesimo sondaggio che fa il punto sulla situazione politica, viene fuori uno scenario in cui guadagnano consensi Forza Italia (+0.5% ) e Movimento 5 Stelle (+1,4%), mentre tutti gli altri partiti perdono punti. In flessione il Partito Democratico (-0,4%).

Il dato più sorprendente è che il centrodestra si conferma al 35,4% dei consensi, superiore a quello delle altre compagini, nonostante una perdita dello 0,5% in una settimana. Il centrosinistra perde lo 0,4% e si attesta al 34,4%, un punto sotto gli avversari. Ancora una volta Berlusconi vola nei sondaggi e la sinistra inizia a tremare.

 

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Le 37 cose 'buone' fatte da Berlusconi

28 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

Le 37 cose 'buone' fatte da  Berlusconi

1. Decreto Biondi (1994). Approvato il 13 luglio 1994 dal governo Berlusconi I, vieta la custodia cautelare in carcere (trasformata al massimo in arresti domiciliari) per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest (Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+) e sono pronte le richieste di arresto per i manager che hanno pagato le tangenti.

( FONTE: http://www.destradipopolo.net/?p=2268#more-2268 )

Il decreto impedisce cioè di arrestare i responsabili e provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli (compresi la signora Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina).

Il pool di Milano si autoscioglie. Le proteste di piazza contro il “Salvaladri” inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto e a costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità.

Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppo Massimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subito dopo un colloquio con Berlusconi.

2. Legge Tremonti (1994). Il decreto n.357 approvato dal Berlusconi I il 10 giugno 1994 detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”.

La neonata società Mediaset (che contiene le tv Fininvest scorporate dal resto del gruppo in vista della quotazione in Borsa) utilizza la legge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanare l’illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare “interpretativa” Tremonti che fa dire alla legge Tremonti il contrario di ciò che diceva, estendendo il concetto di beni strumentali a quelli immateriali e il concetto di beni nuovi a quelli vecchi già usati all’estero.

3. Legge Maccanico (1997). In base alla sentenza della Consulta del 7 dicembre 1994, la legge Mammì che consente alla Fininvest di possedere tre reti tv sull’analogico terrestre è incostituzionale: la terza, presumibilmente Rete4, dev’essere spenta ed eventualmente passare sul satellite, entro il 28 agosto 1996.

Ma il ministro delle Poste e telecomunicazioni del governo Prodi I, Antonio Maccanico, concede una proroga fino al 31 dicembre 1996 in attesa della legge “di sistema”.

A fine anno, nulla di fatto per la riforma e nuova proroga di altri sei mesi. Il 24 luglio 1997, ecco finalmente la legge Maccanico: gli editori di tv, come stabilito dalla Consulta, non potranno detenere più del 20% delle frequenze nazionali disponibili, dunque una rete Mediaset è di troppo.

Ma a far rispettare il tetto dovrà provvedere la nuova Authority per le comunicazioni (Agcom), che potrà entrare in azione solo quando esisterà in Italia “un congruo sviluppo dell’utenza dei programmi televisivi via satellite o via cavo”. Che significhi “congruo sviluppo” nessuno lo sa, così Rete4 potrà seguitare a trasmettere sine die in barba alla Consulta.

4. D’Alema salva-Rete4 (1999). La neonata Agcom si mette all’opera solo nel 1998, presenta il nuovo piano per le frequenze tv e bandisce la gara per rilasciare le 8 concessioni televisive nazionali. Rete4, essendo “eccedente” rispetto alla Maccanico, perde la concessione; al suo posto la vince Europa7 di Francesco Di Stefano. Ma il governo D’Alema, nel 1999, concede a Rete4 una “abilitazione provvisoria” a seguitare a trasmettere senza concessione, così per dieci anni Europa7 si vedrà negare le frequenze a cui ha diritto per legge.

5. Gip-Gup (1999). Berlusconi e Previti, imputati per corruzione di giudici romani (processi Mondadori, Sme-Ariosto e Imi-Sir), vogliono liberarsi del gip milanese Alessandro Rossa-to, che ha firmato gli arresti dei magistrati corrotti e degli avvocati Fininvest Pacifico e Acampora, ma ha pure disposto l’arresto di Previti (arresto bloccato dalla Camera, a maggioranza Ulivo).

Ora spetta a Rossato, in veste di Gup, condurre le udienze preliminari dei tre processi e decidere sulle richieste di rinvio a giudizio avanzate dalla procura di Milano. Udienze che iniziano nel 1999.

Su proposta dell’on. avv. Guido Calvi, legale di Massimo D’Alema, il centrosinistra approva una legge che rende incompatibile la figura del gip con quella del gup: il giudice che ha seguito le indagini preliminari non potrà più seguire l’udienza preliminare e dovrà passarla a un collega, che ovviamente non conosce la carte e perderà un sacco di tempo.

Così le udienze preliminari Imi-Sir e Sme, già iniziate dinanzi a Rossato, proseguono sotto la sua gestione e si chiuderanno a fine anno con i rinvii a giudizio degli imputati. Invece quella per Mondadori, non ancora iniziata, passa subito a un altro giudice, Rosario Lupo, che proscioglie tutti gli imputati per insufficienza di prove (poi, su ricorso della Procura, la Corte d’appello li rinvierà a giudizio tutti, tranne uno: Silvio Berlusconi, dichiarato prescritto grazie alle attenuanti generiche).

6. Rogatorie (2001). Nel 2001 Berlusconi torna a Palazzo Chigi e fa subito approvare una legge che cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamente quelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & C.

Da mesi i legali suoi e di Previti chiedono al tribunale di Milano di cestinare quei bonifici bancari svizzeri perché mancano i numeri di pagina, o perché si tratta di fotocopie senza timbro di conformità,o perchè sono stati inoltrati direttamente dai giudici elvetici a quelli italiani senza passare per il ministero della Giustizia. Il Tribunale ha sempre respinto quelle istanze. Che ora diventano legge dello Stato. Con la scusa di ratificare la convenzione italo-svizzera del 1998 per la reciproca assistenza giudiziaria (dimenticata dal centrosinistra per tre anni), il 3 ottobre 2001 la Cdl vara la legge 367 che stabilisce l’inutilizzabilità di tutti gli atti trasmessi da giudici stranieri che non siano “in originale” o “autenticati” con apposito timbro, che siano giunti via fax, o via mail o brevi manu o in fotocopia o con qualche vizio di forma. Anche se l’imputato non ha mai eccepito sulla loro autenticità, vanno cestinati. Poi, per fortuna, i tribunali scoprono che la legge contraddice tutte le convenzioni internazionali ratificate dall’Italia e tutte le prassi seguite da decenni in tutta Europa. E, siccome quelle prevalgono sulle leggi nazionali, disapplicano la legge sulle rogatorie, che resterà lettera morta.

7. Falso in bilancio (2002). Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio, il 28 settembre 2001 la sua maggioranza approva la legge-delega numero 61 che incarica il governo di riformare i reati societari. Il che avverrà all’inizio del 2002 con i decreti delegati che: abbassano le pene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione più breve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodia cautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela del socio o del creditore; depenalizzano alcune fattispecie di reato (come il falso nel bilancio presentato alle banche); fissano amplissime soglie di non punibilità (per essere reato, il falso in bilancio dovrà superare il 5% del risultato d’esercizio, l’1% del patrimonio netto, il 10% delle valutazioni. Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati: o perché manca la querela dell’azionista (B. non ha denunciato B.), o perché i falsi non superano le soglie (“il fatto non è più previsto dalla legge come reato), o perché il reato è ormai estinto grazie alla nuova prescrizione-lampo.

8. Mandato di cattura europeo (2001). Unico fra quelli dell’Unione europea, il governo Berlusconi II rifiuta di ratificare il “mandato di cattura europeo”, ma solo relativamente ai reati finanziari e contro la Pubblica amministrazione . Secondo “Newsweek”, Berlusconi “teme di essere arrestato dai giudici spagnoli” per l’inchiesta su Telecinco. L’Italia otterrà di poter recepire la norma comunitaria soltanto dal 2004.

9. Il governo sposta il giudice (2001). Il 31 dicembre, mentre gli italiani festeggiano il Capodanno, il ministro della Giustizia Roberto Castelli, su richiesta dei difensori di Previti, nega contro ogni prassi la proroga in Tribunale al giudice Guido Brambilla, membro del collegio che conduce il processo Sme-Ariosto, e dispone la sua “immediata presa di possesso” presso il Tribunale di sorveglianza dov’è stato trasferito da qualche mese, senza poter completare i dibattimenti già avviati. Così il processo Sme dovrebbe ripartire da zero dinanzi a un nuovo collegio. Ma poi interviene il presidente della Corte d’appello con una nuova “applicazione” di Brambilla in Tribunale fino a fine anno.

10. Cirami (2002). I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loro processi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribile prevenzione contro di loro. E, per oliare meglio il meccanismo, reintroducono il vecchio concetto di “legittima suspicione” per motivi di ordine pubblico , vigente un tempo, quando i processi scomodi traslocavano nei “porti delle nebbie” per riposarvi in pace. E’ la legge Ci-rami n. 248, approvata definitivamente il 5 novembre 2002. Ma nemmeno questa funziona: la Cassazione, nel gennaio 2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale.

11. Lodo Maccanico-Schifani (2003). Le sentenze Sme e Mondadori si avvicinano. Su proposta del senatore della Margherita Antonio Maccanico, il 18 giugno 2003 la Cdl approva la legge 140, primo firmatario Renato Schifani, che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi si bloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale di Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”.

12. Ex Cirielli (2005). Il 29 novembre 2005 la Cdl vara la legge ex Cirielli (misconosciuta dal suo stesso proponente), che riduce la prescrizione per gli in-censurati e trasforma in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per compierli). La legge porta i reati prescritti da 100 a 150 mila all’anno, decima i capi di imputazione del processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e annienta il processo Mills (la corruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).

13. Condono fiscale (2002). La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene il condono tombale. Berlusconi giura che non ne faranno uso né lui né le sue aziende. Invece Mediaset ne approfitta subito per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenzia delle entrate pagandone appena 35. Anche Berlusconi usa il condono per cancellare con appena 1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.

14. Condono per i coimputati (2003). Col decreto 143 del 24 giugno 2003, presunta “interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso a commettere i reati”, anche se non hanno firmato la dichiarazione fraudolenta. Cioè il governo Berlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutato a evadere con fatture false o gonfiate.

15. Pecorella (2006). Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi teme che in appello gli vengano revocate, con conseguente condanna. Così il suo avvocato Gaetano Pecorella, presidente della commissione Giustizia della Camera, fa approvare nel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm contro assoluzioni o prescrizioni. In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancora appellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale. Berlusconi allunga di un mese la scadenza della legislatura per ripresentarla uguale e la fa riapprovare (legge n.46) nel gennaio 2006. Ciampi stavolta è costretto a firmarla. Ma poi la Consulta la boccia in quanto incostituzionale.

16. Frattini (2002). Il 28 febbraio 2002 la Cdl approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi: chi possiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è in conflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier:deve lasciare la presidenza del Milan

17.Gasparri-1(2003). In base alla nuova sentenza della Consulta del 2002, entro il 31 dicembre 2003 Rete4 deve essere spenta e passare sul satellite. Il 5 dicembre la Cdl approva la legge Gasparri sulle tv: Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorchè priva di titolo abilitativo”, cioè anche se non ha più la concessione dal 1999; il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolato sulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le sue tre tv. Quanto al tetto pubblicitario del 20%, viene addirittura alzato grazie al trucco del “Sic”, che include un panel talmente ampio di situazioni da sfiorare l’infinito. Confalonieri calcola che Mediaset potrà espandere i ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno. Ma il 16 dicembre Ciampi rispedisce la legge al mittente: è incostituzionale.

18. Berlusconi salva-Rete4 (2003). Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Alla vigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesima proroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri.

19. Gasparri-2 (2004). La nuova legge approvata il 29 aprile 2004, molto simile a quella bocciata dal Quirinale, assicura che Rete4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile il 50% degli italiani capteranno il segnale del digitale terrestre, che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poi però si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poi l’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnale digitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva, Europa 7 è ancora senza frequenze.

20. Decoder di Stato (2004). Per gonfiare l’area del digitale, la finaziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004 prevede un contributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuova tecnologia televisiva. Fra i principali distributori di decoder c’è Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, titolare di Solaris (che commercializza decoder Amstrad).

21. Salva-decoder (2003). Il digitale terrestre è un affarone per Mediaset, che vi trasmette partite di calcio a pagamento, ma teme il mercato nero delle tassere taroccate: prontamente, il 15 gennaio 2003, il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milioni di multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.

22. Salva-Milan (2002). Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, il governo Berlusconi consente alle società di calcio, quasi tutte indebitatissime, diammortizzare sui bilanci 2002 e spalmare nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milan risparmia 242 milioni di euro.

23. Salva-diritti tv (2006). Forza Italia blocca il ddl, appoggiato da tutti gli altri partiti di destra e di sinistra, per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio in senso “collettivo” per non penalizzare le società minori privilegiando le maggiori. Il sistema resta dunque “soggettivo” , a tutto vantaggio dei maggiori club: Juventus, Inter e naturalmente Milan.

24. Tassa di successione (2001). Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stata abrogata dall’Ulivo). Per combinazione, il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi di lire.

25. Autoriduzione fiscale (2004). Nel 2003, secondo “Forbes”, Berlusconi è il 45° uomo più ricco del mondo con un patrimonio personale di 5,9 miliardi di dollari. Nel 2005 balza al 25° posto con 12 miliardi. Così, quando a fine 2004 il suo governo abbassa le aliquote fiscali per i redditi dei più abbienti, “L’espresso” calcola che Berlusconi risparmierà 764.154 euro all’anno.

26. Plusvalenze esentasse (2003). Nel 2003 Tremonti vara una riforma fiscale che detassa le plusvalenze da partecipazione. La riforma viene subito utilizzata dal premier nell’aprile 2005 quando cede il 16,88% di Mediaset detenuto da Fininvest per 2,2 miliardi di euro, risparmiando 340 milioni di tasse.

27. Villa abusiva con condono (2004). Il 6 maggio 2004, mentre «La Nuova Sardegna» svela gli abusi edilizi a Villa Certosa, Berlusconi fa approvare due decreti. Il primo stabilisce l’approvazione del piano nazionale anti-terrorismo e contiene anche un piano (segretato) per la sicurezza di Villa La Certosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione di governo». Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse per l’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. Poi nel 2005 il ministro dell’Interno Pisanu toglie il segreto. Ma ormai è tardi. La legge n. 208 del 2004, varata in tutta fretta dal governo Berlusconi, estende il condono edilizio del 2003 anche alle zone pro-tette: come quella in cui sorge la sua villa. Prontamente la Idra Immobiliare, proprietaria delle residenze private del Cavaliere, presenta dieci diverse richieste di condono edilizio. E riesce a sanare tutto per la modica cifra di 300mila euro. Nel 2008 il Tribunale di Tempio Pausania chiude il procedimento per gli abusi edilizi perchè in gran parte condonati grazie a un decreto voluto dal mero proprietario della villa.

28. Ad Mediolanum (2005). Nonostante le resistenze del ministro del Welfare, Roberto Maroni, Forza Italia impone una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa e complementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni, alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche di Mediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) e soprattutto lo slittamento della normativa al 2008 per assecondare gli interessi della potente lobby degli assicuratori (di cui Mediolanum è una delle capofila). Intanto, nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hanno concesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.

29. Ad Mondadori-1 (2005). Il 9 giugno 2005 il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti stipula un accordo con le Poste Spa per il servizio «Postescuola»: consegna e ordinazione – per telefono e on line – dei libri di testo destinati agli alunni della scuola secondaria. Le case editrici non consegneranno i loro volumi direttamente, ma tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al 50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi. L’Antitrust esamina il caso, ma pur accertando l’indubbio vantaggio per le casse Mondadori, non può censurare l’iniziativa perché a firmare l’accordo non è stato il premier, ma la Moratti.

30. Ad Mondadori-2 (2005). L’8 febbraio 2005 scatta l’operazione “E-book”, per il cui avvio il governo stanzia 3 milioni. E a chi affidano la sperimentazione i ministri Moratti (Istruzione) e Stanca (Innovazione)? A Mondadori e Ibm: la prima è di Berlusconi, la seconda ha avuto come vicepresidente Stanca fino al 2001.

31. Indulto (2006). Nel luglio 2006 centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella (contrari Idv, An, Lega, astenuto il Pdci): 3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del 2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sul sovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria, altrimenti Previti resterebbe agli arresti domiciliari. Una nuova legge ad personam che regala anche al Cavaliere un “bonus” di tre anni da spendere nel caso in cui fosse condannato in via definitiva.

32. Lodo Alfano (2008). Nel luglio 2008, alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi-Mills, il Pdl tornato al governo approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale.

33. Più Iva per Sky (2008). Il 28 novembre 2008 il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%.

34. Meno spot per Sky (2009). Il 17 dicembre 2009 il governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot.

35. Più azioni proprie (2009). La maggioranza aumento dal 10 al 20% la quota di azioni proprie che ogni società può acquistare e detenere in portafoglio. La norma viene subito utilizzata dalla Fininvest per aumentare il controllo su Mediaset.

36. Ad listam (2010). Visto che le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nel Lazio e senza timbri di autenticazione a Milano, il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa.

37. Il legittimo impedimento (2010). Non sapendo più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Berlusconi fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo. Il tutto in attesa della soluzione finale, cioè delle nuove leggi ad personam che porteranno il totale a quota 40: “processo breve”, anti-intercettazioni e lodo Alfano-bis costituzionale. Cioè incostituzionale.

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Dimettersi è roba da onesti

22 Novembre 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #PoliticaMENTE

diversamente morali

 

di Caranas

Evidentemente l’Italia non è più quella dell’inizio del ‘900, una nazione virtuosa con un parlamento esigente, dove i ministri si dimettevano (v. Crispi http://foranastasis.over-blog.it/article-un-processo-breve-e-il-politico-fedifrag-59206167.html) per molto meno rispetto all’agire della Cancellieri.

In Europa i ministri si dimettono solo per non aver regolarizzato una colf o copiato ad un esame, cose molto diverse dai nostri mali parlamentari. Da noi ci sono casi di “diversamente morali”, il solito paese di Pulcinella. Berlusconi pluricondannato non va in carcere, Cancellieri non si dimette, un PD ormai democristiano, moralità della classe dirigente a zero, cosa vogliamo di più dalla vita ? Ma porcaputtanaeva, possibile che in Italia non ci sia un politico che meriti la mia fiducia? A chi catz lo do il voto la prossima volta ? A quel piffero di Renzi che dopo il potere vorrebbe fare il conduttore TV ? Ma quanti anni ha? Quando cresce ? In questa Milano che si sente più di ogni altra città italiana vicina all’Europa, mi sono stancato di sentir ripetere sempre le stesse cose, e non trovo assolutamente normale il voler negoziare a tutti i costi e vedere arraffare quanto più puoi a scapito del concittadino infischiandosene del mondo. No, non mi assuefarò a questo andazzo.

 

 

 

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