Overblog
Segui questo blog Administration + Create my blog
Blog  di Caranas

Post con #religione tag

LA PAROLA A DON GIORGIO SU PAPA FRANCESCO

10 Aprile 2016 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

LA PAROLA A DON GIORGIO SU PAPA FRANCESCO

Papa Francesco, ovvero il più grande bluff della storia della Chiesa

Non solo non ho cambiato idea, ma ogni giorno che passa è un’ulteriore conferma, ovvero che papa Francesco passerà alla storia come il più grande bluff: uno che è riuscito a illudere il mondo intero, non solo catturando il consenso dei vecchi storici nemici della Chiesa (atei, mangiapreti e marxisti), ora inginocchiati a baciare i suoi piedi, tradendo la dea ragione per sostituirla con la dea religione, ma anche – ed è qui per me la cosa più criminosa – papa Francesco è riuscito a mortificare, fino ad annullarla, la vis profetica, usando non più la repressione (tranne pochi casi, meno noti), ma il fascino dell’inganno. E così quelle voci che avevano tenuto in vita le speranze più evangeliche, di colpo si sono spente in una adulazione vergognosa della star più venerata del mondo.

Gli stessi preti, che avevano lottato una vita per il rinnovamento radicale della Chiesa-istituzione, si sono ora accodati, omologandosi alle fasulle novità di un papa, che continua imperterrito a raccogliere osanna ovunque vada.

Eppure, la Chiesa mai come in questi ultimi anni è sull’orlo del fallimento anche istituzionale: le chiese si stanno sempre più svuotando, i gerarchi ne combinano di tutti i colori, i preti non sanno più che pesci pigliare: si è persa la differenza tra il sacro e il profano, in una tale commistione oscena da far perdere la realtà dell’Essenziale, che è il Divino in noi, esteriorizzandoci come creature allo sbando, peggio di bestie che, se non altro, sanno ancora capire dove andare a mangiare.

Papa Francesco sta quieto un giorno, e di notte ne inventa una delle sue, senza mai ponderare l’opportunità pastorale delle sue azioni. Ma chi è il buon pastore se non colui che sappia valutare quando uscire dall’ovile, dove andare e da quale spirito farsi guidare? A questo papa interessa solo sparare qualche battuta, fare un gesto spettacolare, far colpo sui media. Va in giro, e torna lasciando tutto come prima, aggiungendo illusioni a illusioni. Papa Francesco lavora sulla pelle della gente, che rimane incantata solo perché ha il prurito per qualcosa che sa di nuovo.

E i costi dei suoi viaggi? Chi li paga? E quali sono gli effetti benefici su un’umanità che forse chiede qualcosa di diverso dai soliti populisti discorsi che, il giorno dopo, si disperdono nel vuoto? Ma perché dire che i poveri sono soltanto coloro che hanno fame di qualcosa di materiale? I poveri di una volta, diventati ricchi, non sono forse gli attuali strozzini o gli attuali criminali che sfruttano la povera gente?

Ed ecco il grosso equivoco della Chiesa di oggi. Se prima parlava solo di anima (ma di quale anima?), ora parla anzitutto di corpo (ma di quale corpo?). Non vi siete mai chiesti il motivo per cui la Chiesa ha condannato i grandi Mistici, riuscendo perfino, alla fine del ‘600 con la condanna del quietismo, ad annullare la Mistica? D’altronde, tutti sanno, se conoscono un po’ di storia della Mistica, che i Mistici sono sempre stati malvisti dalla Chiesa, proprio perché saltavano ogni mediazione, compresa quella ecclesiastica, tra il Dio religioso e il “fondo dell’anima”, dove opera solo la Divinità assoluta, ovvero sciolta da ogni impaccio strutturale.

Ciò di cui ha veramente bisogno l’uomo di oggi è la riscoperta del proprio essere, quel “conosci te stesso” che era scritto a caratteri cubitali sul frontone del tempio di Apollo a Delfi.

Per fare qualche esempio concreto: non si combatte il razzismo o la xenofobia dicendo semplicemente che si parteggia per i migranti o extracomunitari in genere, o compiendo qualche opera di integrazione. Non si combatte l’ideologia leghista, contrapponendole alcuni gesti di ecumenismo con i musulmani. Ci vuole ben altro, che sembra sfuggire a papa Francesco, così attento alla visibilità mediatica ma così distratto sulla realtà più profonda dell’essere umano. È chiaro: parlare di Mistica, non rende!

Oggi la Chiesa sembra ancor più impazzita: vuole riconquistarsi il consenso della gente, ma non capisce che tale illusione durerà poco, e, quello che è peggio, la Chiesa sta lasciando morire il vero bisogno dell’essere umano: la sua sete di quel Divino che non ha etichette da esibire, ma che è la vera essenza della nostra libertà, di quella libertà da cui dipende anche la libertà del nostro essere sociale. Qui sta l’Essenziale di cui parlavo sopra. Il rischio c’è, ed è forte, che l’Essenziale venga coperto da quell’eccesso di beni, che la società moderna impone come vero benessere, lasciando però soffocare l’essere nel mal-essere. Su frontone del tempio di Apollo a Delfi c’era un’altra scritta, poco conosciuta o poco reclamizzata: “nulla di eccessivo”, “nulla di troppo”. Non si può conoscere se stessi, quando si è sotto la cappa di un avere smodato. Come può la Chiesa parlare di Essenzialità, quando vive in una mastodontica struttura tale da soffocare perfino lo Spirito santo?

Oggi la Chiesa è tremendamente povera di “spirito” e, purtroppo, è riuscita a spegnere del tutto l’esigenza mistica, sostituendola con quella pseudo-religiosità da quattro soldi (è per questo che attira il consenso di tanta gente, che tuttavia se ne guarda bene dal praticarla), che insiste nel proporre riforme liturgiche senza né capo né coda, fuori dal contesto storico, ma soprattutto sostituendo la Mistica con il “grosso animale” di platoniana memoria. E per “grosso animale” intendo anche quell’impegno per il socio-politico-assistenziale verniciato di misericordia o di carità cristiana: ma lo “spirito” dov’è?

Ora, l’aver da parte di papa Francesco non solo di nuovo emarginato la Mistica, ma spento anche l’anima profetica, l’unica in grado oggi di contestare il “grosso animale”, ovvero la struttura della Chiesa, e soprattutto di riattivare il mondo profondo del divino, ovvero della sorgente della libertà dell’essere umano, sta portando la stessa Chiesa, e di conseguenza anche la società civile, ancora succube, in una tale involuzione da precludere ogni possibilità di salvezza, tanto più che il carisma mediatico del pontefice-star, ha generato in questi anni un istupidimento generale.

Uscirne, per il momento sembra quasi impossibile o, per lo meno, ciò creerebbe un maggior isolamento, anche perché, guardandomi attorno, vedo solo alcuni preti rimasti tra i vecchi ribelli, anche ora cocciutamente arrabbiati, ma su posizioni unilaterali o monocorde, senza quella carica rivoluzionaria che era la caratteristica dei grandi Mistici, oramai estinti. Forse sarebbe il caso di riprendere i loro scritti, e proporli all’uomo moderno, senza aspettare che la Chiesa-struttura lo faccia, a meno che non arrivi un papa deciso a dare un nuovo corso alla Chiesa, proponendo ciò che ora sembra impossibile, ma è solo rischiando sull’impossibile che si potrà dare una nuova svolta anche a questa società, prigioniera del “grosso animale

Mostra altro

Hieros Gamos - Iddio dunque creò l’uomo a sua immagine; Egli li creò maschio e femmina. Chissà cosa ne pensa Odifreddi

20 Gennaio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

Hieros Gamos - Iddio dunque creò l’uomo a sua immagine; Egli li creò maschio e femmina.  Chissà cosa ne pensa Odifreddi

In principio Dio creò il cielo e la terra.

Ma Dio non era un singolo individuo, non regnava sull’universo da solo. Regnava con la sua compagna, che era la sua diletta.

E così nel primo libro di Mosè , chiamato Genesi, il Signore disse :<< Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza>> mentre parlava con la sua metà, la sua sposa. Poiché la creazione è un miracolo che avviene nel più perfetto dei modi solo quando vi è unione fra principio maschile e femminile.

<< Iddio dunque creò l’uomo alla sua immagine; egli lo creò all’immagine di Dio; Egli li creò maschio e femmina>>.

Come avrebbe potuto Dio creare la donna a sua immagine se non aveva l’immagine al femminile? Egli l’aveva, e in principio era chiamata Athiret.

Con il tempo, Athiret divenne nota agli ebrei come Asherah , la nostra Madre Divina, e il Signore fu conosciuto con il nome di El, il nostro Padre Celeste.

E fu così che El e Asherah desiderarono sperimentare il loro grande sacro amore in forma fisica e condividere tale felicità con i figli che avrebbero generato. Ogni anima creata venne accoppiata, ricevette una gemella fatta della stessa essenza. Nel libro chiamato Genesi questo è narrato nell’allegoria della compagna di Adamo che viene creata da una sua costola, vale a dire dalla sua essenza, poiché ella è carne della sua carne e ossa delle sue ossa, spirito del suo spirito.

Quindi Dio disse: << essi divennero una carne sola>>.

Così nacque lo hieros-gamos, il matrimonio sacro fondata sulla fiducia e la consapevolezza che unisce gli amati in una cosa sola. Questo è il dono più sacro fattoci dal Padre e dalla nostra Madre Celesti.

Questo scritto potrebbe far nascere discussioni, basta pensare che le religioni Abramitiche a un certo punto hanno cancellato la donna e di conseguenza il sesso. Ma viene spontaneo chiedersi : << se vogliamo cancellare la donna, perchè l'omosessualità tra maschi viene così demonizzata? >>

Mostra altro

Gesù era sposato ? Sembrerebbe di sì secondo il professore di studi religiosi Barrie Wilson

13 Novembre 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

Gesù era sposato ? Sembrerebbe di sì secondo il professore di studi religiosi  Barrie Wilson

di Caranas

Chissà se sarà un nuovo gossip , in realtà sarebbe la ripetizione di quello più antico visto che riguarda Gesù e Maria maddalena. Un attempato professore di studi religiosi, Barrie Wilson ( classe 1940) , sostiene di aver trovato delle prove inconfutabili in un libro del 570 ( scritto in aramaico ed intitolato “Storia ecclesiastica di Zaccaria il Retore “ ) abbandonato ad ammuffire nella biblioteca British Library , in cui si afferma il rapporto tra Gesù e Maria Maddalena che avrebbero avuto anche due figli.

Imitando Dan Brown, il professore ha scritto e pubblicato un intrecciato romanzo sull’argomento : “ Il vangelo perduto”. Gli appassionati dovranno aspettare la pubblicazione del volume in Italia per poter leggere nomi e cognomi (dei due figli , in copto) e aprire nuove discussioni accademiche sull’attendibilità del documento ritrovato dal professor Wilson.

Mostra altro

La condanna a morte di Meriam, un concentrato di crudeltà e di offese ai diritti umani

16 Maggio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

La condanna a morte di Meriam, un concentrato di crudeltà e di offese ai diritti umani

Meriam Yehya Ibrahim Ishag condannata a morte per aver sposato un cristiano

La donna sudanese, educata nel cristianesimo, Meriam Yehya Ibrahim Ishag - questo è il nome della donna, 27enne è stata condannata a morte per apostasia e a ricevere 100 frustate per adulterio, avendo sposato un cristiano. Il radicalismo islamico sta diffondendo la violenza nel mondo. Per i musulmani è tempo di denunciare questo islam violento, scegliendo "l'islam della città", non "l'islam beduino del deserto".

Meriam è stata condannata ieri all'impiccagione per apostasia. Essendo incinta di sette mesi, la sentenza sarà ritardata di due anni. Ma intanto la donna dovrà anche ricevere 100 frustate per adulterio, avendo lei, considerata musulmana - contratto matrimonio con un cristiano, ciò che non è permesso dalla legge islamica. La vicenda definita "stupefacente e orribile", è un concentrato di umiliazioni per i diritti della persona.

Meriam Yehya è nata da padre musulmano. Ma avendo l'uomo abbandonato la famiglia alla sua nascita, la piccola è stata educata dalla madre, un'etiope ortodossa, alla religione cristiana. La donna ha poi sposato un cristiano del Sud Sudan. Dal 1983 a Khartoum vige la sharia e un tribunale islamico ha condannato Meriam alla morte. La condanna è avvenuta l'11 maggio, ma i giudici le hanno dato quattro giorni per ripensarci e tornare alla fede islamica. La donna, nella gabbia degli accusati, ha risposto: "Sono cristiana e non ho mai fatto apostasia [dall'islam]". Alla sentenza di morte i giudici hanno aggiunto la pena di 100 frustate per "adulterio". La donna era stata arrestata nell'agosto 2013 proprio per adulterio. La corte islamica vi ha aggiunto l'accusa di apostasia dopo che la donna si era dichiarata cristiana, e non adultera.

Essendo Meriam nata da un padre musulmano e da una mamma cristiana, l'Islam obbliga che i figli siano musulmani: è il padre che decide e non la persona stessa. Questo è contrario ai diritti umani e ai diritti dell'infanzia

Mostra altro

La via Crucis a Roma in diretta streaming

18 Aprile 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

La via Crucis a Roma in diretta streaming

La Via Crucis di Roma, la seconda per Papa Francesco, si potrà seguire in diretta streaming sul canale ufficiale del Vaticano (in cima al post). E anche questo è un po’ un segno dei tempi che cambiano, come lo saranno le dirette in 3D delle canonizzazione dei papi del 27 aprile.

Nelle quattordici stazioni la croce sarà portata da un operaio, un imprenditore, due clochard, due carcerati, ma anche due ex tossicodipendenti, due malati, due anziani, due bambini, una famiglia. Una sorta di spaccato della società, con particolare attenzione alle fasce più deboli. Nell’ultima stazione il compito sarà affidato al Cardinale Agostino Vallini.

Mostra altro

Tra religione e ragione

13 Febbraio 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

 

“Il desiderio, finché ha la fortuna di restare inappagato, rende la vita degna di essere vissuta “

                                                                                              di Caranas

Non ricordo bene dove ho letto la frase di cui sopra, ci ho pensato a lungo nei giorni scorsi dopo un recente scambio  “botta e risposta” su FB con un amico prete. Lungi dall’essere qualcosa legata ad un appagamento materiale di sensi (nessun riferimento a “Quello strano oggetto del desiderio”) , la frase s’intreccia in quel percorso che inevitabilmente ognuno di noi, più o meno nella matura età, è destinato a fare quando si scontra rimanendoci aggrovigliato, tra religione e filosofia. L’ultimo post del prete : “Un uomo in ricerca è un uomo di "fede" “, mi ha fatto riflettere e pensare giungendo ad alcune considerazioni :

sono convinto che la fede è inutile cercarla, o ce l’hai ( perché Dio te l’ha data in dono) , o non ce l’hai e magari la cerchi disperatamente perché sei altrettanto disperatamente convinto che la vita nonostante tutte le ostilità  non può finire prima o poi ( meglio poi, più tardi possibile).

Ma , mi chiedo,   il credere ( e quindi avere fede) , come può essere premessa indispensabile  del fondamento razionale del conoscere se la conoscenza stessa raggiunta in un baleno ( per chi ha fede innata) o a tappe per i più ostici,  è poi coronata dal dubbio?

E’ anche vero però che se non credi, non presti neanche l’attenzione necessaria per arrivare ad un’accettabile grado di conoscenza verso Dio ( non succede ad Odifreddi, ma ai più comuni mortali si). Come conciliare allora la ricerca di Dio con l’immensità di fatti che giustificano il lunghissimo percorso scientifico alla ricerca della Sua particella ?

Se poi Dio non è cattolico (come affermava il Cardinale Martini da pochissimo scomparso) non è neanche universale e quindi non è infinito, o no ?

Ci sono domande a cui la nostra ragione non sa rispondere; aveva ragione Don Aldo 50 anni fa . E i dubbi restano, anche se come diceva Costantino Kavafis nella sua Itaca :

Quando ti metterai in viaggio per Itaca

devi augurarti che la strada sia lunga,

fertile in avventure e in esperienze.

I Lestrigoni e i Ciclopi

o la furia di Nettuno non temere,

non sarà questo il genere di incontri

se il pensiero resta alto e un sentimento

fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.

Tra religione e ragione
Mostra altro

Nell'Ultima Cena di Leonardo sono stati individuati Graal e Sindone.Sigolare scoperta di un medico calabrese

3 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

cenacolo_web_cerchio.jpg 

Gli elementi sono nascosti nelle decorazioni del capolavoro di Leonardo: la coppa è nascosta nel montante della finestra compresa tra i primi due arazzi, alle spalle di Bartolomeo che è il primo apostolo a sinistra del dipinto. E proprio sopra al “calice” tra le macchie nel muro, che sembrano elementi senza senso, spunta un volto molto simile a quello della Sacra Sindone-

Un elemento inedito potrebbe essere stato scoperto da Gabriele Montera, medico cosentino, sul celebre dipinto “L'ultima cena” di Leonardo da Vinci. Osservando da una certa distanza il capolavoro conservato a Santa Maria delle Grazie a Milano emerge il Sacro Graal, la coppa che ha entusiasmato e mosso la fantasia di una miriade di personaggi nel corso della storia.

La coppa è nascosta nella decorazione del montante della finestra compresa tra i primi due arazzi, alle spalle di Bartolomeo che e' il primo apostolo a sinistra del dipinto. A prima vista sembra un semplice decoro e invece, prestando attenzione, emerge l'immagine del Graal. Un accostamento non incredibile per un illuminato come Leonardo.

Gabriele Montera ha fatto questa scoperta casualmente, osservando una riproduzione del dipinto nel suo studio medico una sera al termine delle visite. Quella stampa era a terra, in attesa ormai da tempo di essere collocata sul muro. Fu un lampo.

''La ragione sonnecchiava e fu allora che la mia anima ascoltò  la voce di Leonardo'', afferma Montera  che ha scritto un libro dal titolo “Il calice svelato” proprio per raccontare la rivelazione della coppa sul dipinto del Cenacolo.

Ma questa non e' l'unica novita'.

Mostrando il dipinto a un amico per verificare che non fosse soltanto un abbaglio, quest'ultimo fece notare a Gabriele Montera un'altra particolarità. Sopra il calice tra le macchie nel muro che sembrano elementi senza senso, spunta un volto che e' molto simile a quello della Sacra Sindone. Il significato è di notevole simbologia, si vede infatti Gesù che appoggia le labbra al Sacro Graal, la coppa che in numerose interpretazioni è stata accostata proprio alla discendenza del Cristo per l'assonanza con le parole ''Sang Real'' cioè  sangue reale.

Trasponendo il negativo del volto raffigurato nella Sindone a quelle macchie nel muro, molti tratti coincidono, soprattutto la forma delle labbra. E qui torna un dubbio posto da alcuni studiosi, ovvero che l'autore della Sindone possa essere stato lo stesso Leonardo.

Nelle scoperte di Gabriele Montera sull'Ultima Cena ce n'è un'altra ancora molto significativa. Da studi geometrici che partono dalla lunghezza del tavolo raffigurato, che misura 8,80 metri (cioè quanto è largo il refettorio di Santa Maria delle Grazie che lo custodisce), Montera ha ricavato le misure della Sacra Sindone. Secondo il medico cosentino, le figure sul dipinto non rispettano le proporzioni che derivano dall'ampiezza della stanza. ''Non poteva essere un errore, non era da Leonardo - spiega l'autore della scoperta - e allora mi sono accorto che sono il doppio rispetto allo spazio. Dividendo per due la misura del tavolo, il risultato e' di 4,40 metri proprio come la Sindone che e' 4,42 metri''.

Analizzando le righe disegnate sul dipinto, che sembra siano state aggiunte successivamente, secondo Montera la tovaglia potrebbe coincidere proprio con il lenzuolo che avvolse il corpo di Gesù dopo la Crocifissione. Leonardo potrebbe essere stato custode di tanti misteri, e forse anche appartenente ai Rosa+Croce. Se l'intuizione di Gabriele Montera fosse confermata, si aprirebbe un nuovo capitolo nel grande mondo delle opere di Leonardo da Vinci.

Il medico cosentino sta organizzando nella città dei Bruzi una serie di manifestazioni sulla figura dello scienziato toscano. Una collocazione, quella di Cosenza, che gli permette di avvicinarlo alla figura di Telesio, il filosofo dei sensi. ''Il sensus di cui parla - spiega Montera - non credo si fermi al senso materiale dell'esperienza della natura. Ma e' anche intuizione, qualcosa di indefinito che spinge a guardare i fenomeni non soltanto con gli occhi''.

Fonte : Adnkronos

Mostra altro

Questo è il nuovo Papa - notizie per conoscerlo meglio

13 Marzo 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

20130313_papam.jpg

 

Il nuovo Papa è il gesuita argentino Cardinale Jorge Mario Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires (Argentina). Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina e sprovvisti di Ordinario del proprio rito, è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936. Ha studiato e si è diplomato come tecnico chimico, ma poi ha scelto il sacerdozio ed è entrato nel seminario di Villa Devoto. L'11 marzo 1958 è passato al noviziato della Compagnia di Gesù, ha compiuto studi umanistici in Cile e nel 1963, di ritorno a Buenos Aires, ha conseguito la laurea in filosofia presso la Facoltà di Filosofia del collegio massimo «San José» di San Miguel.

Fra il 1964 e il 1965 è stato professore di letteratura e di psicologia nel collegio dell'Immacolata di Santa Fe e nel 1966 ha insegnato le stesse materie nel collegio del Salvatore di Buenos Aires.

Dal 1967 al 1970 ha studiato teologia presso la Facoltà di Teologia del collegio massimo «San José», di San Miguel, dove ha conseguito la laurea.

Il 13 dicembre 1969 è stato ordinato sacerdote.

Nel 1970-71 ha compiuto il terzo probandato ad Alcalá de Henares (Spagna) e il 22 aprile 1973 ha fatto la sua professione perpetua.

È stato maestro di novizi a Villa Barilari, San Miguel (1972-1973), professore presso la Facoltà di Teologia, Consultore della Provincia e Rettore del collegio massimo. Il 31 luglio 1973 è stato eletto Provinciale dell'Argentina, incarico che ha esercitato per sei anni.

Fra il 1980 e il 1986 è stato rettore del collegio massimo e delle Facoltà di Filosofia e Teologia della stessa Casa e parroco della parrocchia del Patriarca San José, nella Diocesi di San Miguel.

Nel marzo 1986 si è recato in Germania per ultimare la sua tesi dottorale; quindi i superiori lo hanno destinato al collegio del Salvatore, da dove è passato alla chiesa della Compagnia nella città di Cordoba come direttore spirituale e confessore.

Il 20 maggio 1992 Giovanni Paolo II lo ha nominato Vescovo titolare di Auca e Ausiliare di Buenos Aires. Il 27 giugno dello stesso anno ha ricevuto nella cattedrale di Buenos Aires l'ordinazione episcopale dalle mani del Cardinale Antonio Quarracino, del Nunzio Apostolico Monsignor Ubaldo Calabresi e del Vescovo di Mercedes-Luján, Monsignor Emilio Ogñénovich.

Il 3 giugno 1997 è stato nominato Arcivescovo Coadiutore di Buenos Aires e il 28 febbraio 1998 Arcivescovo di Buenos Aires per successione, alla morte del Cardinale Quarracino.

È autore dei libri: «Meditaciones para religiosos» del 1982, «Reflexiones sobre la vida apostólica» del 1986 e «Reflexiones de esperanza» del 1992.

È Ordinario per i fedeli di rito orientale residenti in Argentina che non possono contare su un Ordinario del loro rito. Gran Cancelliere dell'Università Cattolica Argentina.

 

Relatore Generale aggiunto alla 10ª Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001).

Dal novembre 2005 al novembre 2011 è stato Presidente della Conferenza Episcopale Argentina.

Dal B. Giovanni Paolo II creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 2001, del Titolo di San Roberto Bellarmino.

 

Guccini aveva previsto

Il treno, ah, un treno è sempre così banale se non è un treno della prateria

o non è un tuo "Orient Express" speciale, locomotiva di fantasia.

L' aereo, ah, l' aereo è invece alluminio lucente, l' aereo è davvero saltare il fosso,

l' aereo è sempre "The Spirit of Saint Louis" ,"Barone Rosso"

e allora ti prende quella voglia di volare che ti fa gridare in un giorno sfinito,

di quando vedi un jumbo decollare e sembra che s' innalzi all'infinito.

 

E allora, perchè non andare in Argentina? Mollare tutto e andare in Argentina,

per vedere com'è fatta l'Argentina...

 

Il tassista, ah, il tassista non perse un istante a dirci che era pure lui italiano,

gaucho di Sondrio o Varese, ghigna da emigrante, impantanato laggiù lontano.

Poi quelle strade di auto scarburate e quella gente anni '50 già veduta,

tuffato in una vita ritrovata, vera e vissuta,

come entrare a caso in un portone di fresco, scale e odori abituali,

posar la giacca, fare colazione e ritrovarsi in giorni e volti uguali,

 

perchè io ci ho già vissuto in Argentina, chissà come mi chiamavo in Argentina

e che vita facevo in Argentina?

 

Poi un giorno, disegnando un labirinto di passi tuoi per quei selciati alieni

ti accorgi con la forza dell' istinto che non son tuoi e tu non gli appartieni,

e tutto è invece la dimostrazione di quel poco che a vivere ci è dato

e l' Argentina è solo l' espressione di un' equazione senza risultato,

come i posti in cui non si vivrà, come la gente che non incontreremo,

tutta la gente che non ci amerà, quello che non facciamo e non faremo,

anche se prendi sempre delle cose, anche se qualche cosa lasci in giro,

non sai se è come un seme che dà fiore o polvere che vola ad un respiro.

 

L' Argentina, l' Argentina, che tensione! Quella Croce del Sud nel cielo terso,

la capovolta ambiguità d' Orione e l' orizzonte sembra perverso.

Ma quando ti entra quella nostalgia che prende a volte per il non provato

c'è la notte, ah, la notte, e tutto è via, allontanato.

E quella che ti aspetta è un' alba uguale che ti si offre come una visione,

la stessa del tuo cielo boreale, l'alba dolce che dà consolazione

 

e allora, com'è tutto uguale in Argentina! Oppure, chissà com'è fatta l' Argentina,

e allora... "Don't cry for me, Argentina"...

«Bergoglio critica le nomine di Ratzinger»

La stampa argentina: assegnate le sedi a due arcivescovi non graditi all' episcopato

 

CITTA' DEL VATICANO - Il cardinale Jorge Bergoglio, arcivescovo di Buenos Aires, è a Roma da domenica e la stampa argentina ipotizza che sia venuto «anche» per segnalare il «disappunto» dell' episcopato per la «piega» che stanno prendendo le nomine episcopali in quel Paese: una piega troppo di destra, rispetto alla posizione «moderata» della maggioranza dei vescovi. Il motivo «istituzionale» della venuta di Bergoglio è una riunione del Consiglio della segreteria del Sinodo dei vescovi, alla quale è stato eletto dall' assemblea di ottobre. Ma quando un cardinale viene a Roma dall' America Latina, ne approfitta per trattare con la Curia - e magari con il Papa - ogni affare pendente. Impossibile ottenere un riscontro a queste voci dallo stesso cardinale Bergoglio, uomo dalla proverbiale riservatezza. Non siamo riusciti neanche a sapere se il prestigioso gesuita e presidente della Conferenza episcopale argentina sarà o no ricevuto dal Pontefice. Negli ambienti argentini di Roma ieri si diceva che oggi avrebbe avuto dei «colloqui» in Segreteria di Stato. Se Bergoglio ha chiesto un incontro a Benedetto XVI, è verosimile che l' avrà: secondo le indiscrezioni pubblicate in settembre dalla rivista «Limes», il cardinale argentino è stato il più votato, dopo Ratzinger, all' ultimo Conclave. Al terzo scrutinio i suoi voti sarebbero stati 40. 

Mostra altro

Produce navi da guerra, e quindi il Vaticano lo sceglie come presidente dello Ior

15 Febbraio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

Von.jpg

 

La faccia tosta di Padre Federico Lombardi è notevole. Quando qualcuno osserva che il nuovo capo dello Ior, l’avvocato tedesco Ernst Von Freybergè anche presidente dei cantieri navali Blohm Voss Group di Amburgo, che costruiscono pure navi da guerra, che cosa ribatte il portavoce della Santa Sede? Osserva che i cantieri navali fanno involucri, quello che poi ci si mette sopra è responsabilità di altri.

Mica è così, caro Lombardi. Le bugie hanno le gambe corte. Intanto per cominciare la Blohm Voss Group, dei Thyssen Group, ha regalato alla guerra mondiale la Bismark – quella che affondò l’incrociatore Hood – e come se non bastasse anche il fior fiore dei famigerati U-Boats, come iType XVII, Type XXI e il  Type XXVI . Le navi americane e inglesi colate a picco dai famigerati U-boats  durante il conflitto, col loro carico di uomini, furono 2228: ammontano a decine di migliaia le vittime.

Ma era la guerra ed è acqua passata, si dirà. Beh, in anni più che vicini, il vizietto guerrafondaio però continua ed ecco allora prodotti dalla Blohm Voss Group per la Marina Militare Argentina il “destroyer” (si noti il nome ) Meko 360H2 dell’Almirante Brown Class. E poi il Meko H1 Aradu (F89) per la Marina Militare Nigeriana. E ancora la Fregata for the Nigerian Navy F215 Brandenburg della Brandenburg-class frigate e la Fregata F209 Rheinland-Pfalz, della Bremen-class frigate per la Marina Militare Tedesca. Infine la Fregata Vasco de Gama per la Marina Militare Portoghese. Infine un po’ di pattugliatori  ben armati per i guardacoste argentini.

Allora come definire l’avvocato Von Freyberg? Un cattolicissimo militarista? Un venditore di armi di distruzione? Un commerciante in ordigni bellici? Un guerrafondaio che va a Messa? Mah, l’elenco potrebbe essere ancora molto lungo, caro Federico Lombardi, ma lei si sa fa un mestiere in cui bisogna far quadrare i conti della ditta…Peccato che produca armi, quelle che il Santo Padre poi all’Angelus condanna severamente dalla sua augusta finestrella.

f.Brogi.info

Mostra altro

L'ULTIMO PAPA ? MAGARI ! Comunque sia, no ad un nuovo Papa tedesco

13 Febbraio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

Dopo  i Maya, con le dimissioni  di Benedetto XVI  ecco riapparire la paura della finze del mondo .

penultimo-Papa.jpg

                                                                 di Caranas

Nella “città eterna” avrà inizio il conflitto finale tra le forze del bene e le armate sanguinarie di Satana. Un conflitto che si protrarrà a lungo e che si risolverà soltanto quando di Roma non resteranno che macerie. L’evento infatti rispolvera la profezia di Malachia: il pontefice uscente sarebbe il penultimo seguito da ‘Petrus Romanus’ il cui pontificato, stando alla premonizione attribuita a San Malachia di Armagh, si concluderà con la distruzione della città di Roma e, conseguentemente, con la fine del mondo, finirà quindi anche l'ostentazione di tanta ricchezza che suona come sonori schiaffi sui volti dei bambini  che muoiono di fame ogni giorno. 

9partpapa_gal_autore_12_col_portrait_sh.jpg                             

Dobbiamo crederci ? Di certo si sa che la figura affascinante e un po’ misteriosa del Papa è da sempre legata a doppio filo con profezie di ogni tipo. Il terzo segreto di Fatima, rivelato nel 2000, aveva per oggetto la possibile morte violenta di un pontefice, da Giovanni Paolo II interpretato come il presagio dell’attentato che egli subì a opera del turco Ali Agca nel 1981. Ma c’è un profezia che ricorre sempre “a ogni morte di papa” e quella attribuita a San Malachia , un elenco di 112 motti che sarebbero attribuibili ad altrettanti pontefici a partire da Celestino II, vede  Benedetto XVI al posto  111°. Il prossimo, quindi, sarebbe anche l’ultimo della lista, Pietro Romano. Dopo, più niente: nell’interpretazione millenaristica della lista, il prossimo pontefice sarebbe quindi l’ultimo prima del secondo ritorno di Cristo e della successiva fine del mondo. Forza Don Gallo !

 

 

 

Mostra altro
1 2 3 4 5 > >>