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Blog  di Caranas

Post con #ufo e scienza oggi tag

GIAPPONE - cosa esce dall'acqua ? Guarda bene

12 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #UFO E SCIENZA OGGI

Cosa sarà ?
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Inutile prendersela con Berlusconi, il mondo finirà il 21 maggio 2011

9 Marzo 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #UFO E SCIENZA OGGI

Italiani nella fortezza dei Maya: "Aspettiamo la fine del mondo"

Trentotto famiglie italiane si preparano all’apocalisse costruendo villette-bunker. E dall’America una comunità cristiana annuncia: il mondo finirà il 21 maggio, non nel 2012

 

 

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Profezia Maya

CITTÀ DEL MESSICO, 9 marzo 2011 -  SI STANNO preparando alla fine del mondo, ma potrebbero aver sbagliato i calcoli. Da quasi un anno trentotto famiglie italiane si sono trasferite in Messico per costruire una cittadella in grado di resistere a qualsiasi tipo di minaccia. Le villette-bunker che sfideranno l’apocalisse sorgeranno a Xul, un paesino dello Yucatan a cento chilometri da Merida.
 

Sotto le case, secondo quanto riportano i media messicani, si estende una fitta rete di tunnel. Le porte e le finestre sono ovviamente a prova di bomba. I muri sono così spessi da rendere inutile un attacco con i bazooka.
Le famiglie che si stanno preparando all’inverno nucleare hanno ottenuto la cittadinanza messicana. Tutte e 38 fanno parte di Quinta esencia, un’associazione di cui si sa poco o nulla. Il loro obiettivo dichiarato è quello di «preservare l’equilibrio ecologico». Come faranno a portare a termine questo compito, una volta asserragliati nei rifugi costruiti per resistere anche all’arma-fine-di-mondo del dottor Stranamore, davvero non si sa. Dal villaggio Le due aquile (così è conosciuto a Xul la fortezza governata dagli italiani) non trapela assolutamente nulla. Gli unici autorizzati a entrare sono gli operai incaricati di costruire i bunker extra lusso. Da quando sono iniziati i lavori, molti di loro hanno trovato il modo di arrotondare lo stipendio. Insomma, anche l’apocalisse può rivelarsi un ottimo antidoto alla disoccupazione.

 

Le trentotto famiglie impediscono anche alle autorità messicane di visitare la loro fortezza. «Ci hanno detto — spiega il commissario municipale Ubaldo Pérez Borges — che non stanno aspettando la fine del mondo. Perché però non ci spiegano costa stanno facendo? Perché non ci fanno dare un’occhiata?»

I CANTIERI di Xul sono ancora aperti e la cittadina non è ancora del tutto finita. Il problema è che tutti gli sforzi e i soldi spesi dalle 38 famiglie italiane potrebbero essere stati gettati al vento. La brutta notizia per i residenti del villaggio-fortezza arriva dalla California: secondo Harold Camping la fine del mondo è prevista per il prossimo 21 maggio. Il leader di Family Stations, una piccola comunità cristiana di Oakland, è sicuro: la profezia Maya, che indica il 20 dicembre 2012 per l’apocalisse, è sbagliata. «Un gruppo eletto di persone — sottolinea Camping — verrà salvato e portato in paradiso, mentre i peccatori patiranno 153 giorni di sofferenze». Oltre al danno, per le 38 famiglie di Xul, si preannuncia anche la beffa.
 

di Luca Bolognini



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PROVE DI VIAGGIO SUL PIANETA ROSSO

15 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #UFO E SCIENZA OGGI

Come un vero sbarco su Marte

È stata effettuata la prima delle tre uscite previste nell’ambito della simulazione Mars500 dell'ESA. Anche se la passeggiata è stata virtuale, l'emozione è autentica per il nostro Diego Urbina, protagonista dell'impresa insieme al compagno di viaggio Alexandr Smoleevskiy.

 

di Elena Lazzaretto14/02/2011 18:39

Oggi, 14 febbraio, Diego Urbina e Alexandr Smoleevskiy hanno mosso i primi passi in un ambiente marziano simulato, fedelmente ricreato presso gli stabilimenti dell’Institute of Biomedical Problems (IBMP), a Mosca, nell’ambito della missione Mars500. Tutto si è svolto come da programma, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi.

 

Gli orologi moscoviti segnavano le 13:00 quando i due membri dell’equipaggio, che conta in tutto sei uomini di diverse nazionalità, hanno effettuato questa prima uscita, indossando speciali tute spaziali. La passeggiata è durata un’ora e 12 minuti, poi Urbina e Smoleevskiy sono tornati a bordo del modulo di atterraggio, il lander, virtualmente sceso nel punto stabilito lo scorso sabato, 12 febbraio. Urbina, Smoleevskiy e Wang Yue, il terzo componente della squadra ad aver effettuato la discesa e l’atterraggio su Marte, si alterneranno nelle prossime uscite. Sono infatti previste altre due passeggiate, il 18 e il 22 febbraio, prima di tornare a bordo del lander, decollare, raggiungere la navicella madre e riunirsi al resto della squadra, rimasta in “orbita” intorno al pianeta. Le tempistiche, la divisione dell’equipaggio in due squadre, il numero di passeggiate: tutte le operazioni seguono fin nei minimi dettagli la tabella di marcia progettata come se tutto si stesse svolgendo realmente su Marte e non qui sulla Terra, all’interno di speciali stabilimenti e moduli chiusi ermeticamente.

 

La superficie in cui si verificano le uscite misura 10 metri per 6, è ricoperta di sottile sabbia rossastra ed è stata ricostruita prendendo come modello la regione nei pressi del cratere Gusev, su Marte. “Oggi, guardando questo paesaggio rosso – ha dichiarato Urbina - ho sentito quanto emozionante sarà fare altrettanto per chi metterà piede su Marte”.

 

Ma prima che qualcuno riesca a farlo davvero bisognerà investire ancora tempo, ricerca, tecnologia e aspettare, soprattutto, che la missione Mars500 giunga al termine. Se per arrivare a destinazione è stato necessario effettuare un viaggio di circa 250 giorni, quello di ritorno ne richiederà altrettanti e rappresenterà la vera sfida per l’equipaggio, soprattutto dal punto di vista psicologico.

 

Ci si metterà sulla strada di casa il primo marzo, dopo aver riempito il lander di materiale che non serve più e averlo abbandonato dove si trova come inutile zavorra: così si prevede di procedere anche nella realtà. Il ritorno è in programma per novembre di quest’anno. Fino a questo momento, tuttavia, la missione può definirsi un successo: il morale dell’equipaggio è alto e tutto è andato per il meglio.

 

 

 

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Individuata una delle ultime tribù incontaminate in Amazzonia

7 Febbraio 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #UFO E SCIENZA OGGI

 

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Scommetto che le prime persone pronte a disturbarli , saranno  un gruppo di cristiani missionari che li minacceranno col  fuoco eterno. Consente di mantenere le nostre credenze a noi stessi. Non hanno bisogno di noi per insegnare loro come vivere, essi sembrano fare bene.

Magari gli alieni stanno facendo la stessa cosa con noi.

 

 

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SANGUE DI SAN GENNARO IL TRUCCO C'E’

22 Settembre 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #UFO E SCIENZA OGGI

Il miracolo di San Gennaro tra fede e scienza: Cosa succede in quell'ampolla? Ecco cosa dicono gli scienziati
Yahoo! Notizie IlSussidiario.net

newMiracolo Di San Gennaro
Il «miracolo» di San Gennaro si ripete ogni anno davanti a migliaia di fedeli. Dal canto suo la scienza si è spesso confrontata con questo e simili avvenimenti, cercando di spiegarli e, come nel caso del Cicap, di confutarli. Ecco cosa dice la scienza sulla liquefazione del sangue del Santo, che si verifica tre volte l'anno: il sabato precedente la prima domenica di maggio e negli otto giorni successivi; il 19 settembre e per tutta l'ottava delle celebrazioni in onore del patrono; il 16 dicembre.

L’ORIGINE DELLA TRADIZIONE - La Chiesa è stata la prima a non riconoscere il carattere miracoloso della liquefazione del sangue di San Gennaro, ma una vera e propria sollevazione popolare dei napoletani ha costretto il Vaticano a mantenere la tradizione. E la vicenda fa discutere fin dai tempi dell’imperatore Costantino, quando il vescovo Severo trasferì le spoglie del santo dall'Agro Marciano, dove era stato sepolto, a Napoli. Durante il tragitto Severo incontrò la nutrice Eusebia con le ampolline del sangue del santo: alla presenza della testa, il sangue nelle ampolle si sarebbe sciolto.

LA «CONFUTAZIONE» DEL CICAP - Franco Ramaccini del Cicap sostiene però che il «miracolo può essere spiegato scientificamente grazie al principio della tissotropia. I materiali tissotropici diventano infatti più fluidi se sottoposti a una sollecitazione meccanica, come piccole scosse o vibrazioni, tornando allo stato precedente se lasciati indisturbati». E il Cicap è arrivato a riprodurre in laboratorio una sostanza simile al sangue delle ampolline. Per gli esponenti del Cicap dunque anche i movimenti rituali hanno una spiegazione logica: «I movimenti rituali che ci sono stati tramandati dalla tradizione cominciavano in fin dei conti ad assomigliare di più a quelli giusti per liquefare e mantenere liquida una sostanza tissotropica. Sembrava sempre più un trucco molto ben studiato per funzionare automaticamente, da solo».

L’ASTROFISICA MARGHERITA HACK - Per l’astrofisica laicista Margherita Hack osserva: «Nessun miracolo, è un normale fenomeno chimico per il quale c'è una spiegazione scientifica». In cosa consista il fenomeno chimico, lo ha spiegato lei stessa in passato, in una intervista risalente al 1999: «Il miracolo del sangue di San Gennaro è solo una reazione chimica. C'è un composto di ferro semisolido che sembra sangue. Basta metterlo in un'ampolla, scuotere, e questo diventa liquido». Per la Hack, oggi «c'è più attenzione per questi presunti fenomeni paranormali, da una parte c'è un sempre crescente desiderio della gente di credere, dall'altra ci sono studiosi impegnati nel dimostrare come nella maggior parte dei casi, sì, insomma, c'è il trucco. O comunque c'è una spiegazione scientifica, come per il sangue di San Gennaro che si scioglie».

LO SCIENZIATO CATTOLICO - L’esperto cattolico Gianni Fochi, chimico della Normale di Pisa, spiega invece al Sussidiario di essere «favorevole a svolgere indagini scientifiche non distruttive con gli strumenti più moderni a nostra disposizione, dopo avere aperto le ampolle con il sangue di San Gennaro. Il Vangelo insegna ai cristiani che la verità rende liberi. Se pure si arrivasse a dimostrare che il sangue contenuto nelle ampolle è artefatto, san Gennaro resterebbe sempre un grande santo».

ROBERTO SAVIANO E SAN GENNARO - E tra coloro che si interrogano sulla miracolosa liquefazione c'è anche un "insospettabile". E' lo scrittore Roberto Saviano, scrittore nato proprio a Napoli e noto autore di Gomorra, che dalle colonne de La Repubblica traccia un ricordo del "San Gennaro" della sua giovinezza, che diventa allegoria per una città come quella partenopea, spesso preda dei suoi mali: «in una città disperata, il Santo è la speranza che prima o poi qualcuno interverrà con una forza superiore e qualcosa andrà bene».

 

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UFO A NAPOLI

17 Giugno 2010 , Scritto da CARANAS Con tag #UFO E SCIENZA OGGI

Ma chi bellu cafè , sulu a Napoli u sannu fà

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Veramente strani gli avvistamenti “extraterrestri”  nel cielo di Napoli due sere fa. Quasi una ventina di luci sferiche avvistate nel quartiere di Arenella e si sa, Napoli è rumorosa e molti hanno urlato di paura. C’è stato anche chi ha chiamato la polizia convinto di non avere allucinazioni ed anche un po’ impaurito. Le luci sferiche si muovevano a mezzanotte nel cielo partenopeo ammirate sui terrazzi dai napoletani muniti di macchina fotografica e cinepresa. Uno spettacolo durato circa 15 minuti . UFO ? Ma mi faccia il piacere direbbe Totò. Secondo me dovrebbe trattarsi  di Sky lanterns , le ultime cineserie , ovvero palloni piccoli tipo mongolfiera che volano sfruttando lo stesso principio dell’aria calda  che gonfia in qualche modo la sfera  creando un suggestivo spettacolo. Non ci credi? Guarda il video

 

 

 

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