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Blog  di Caranas

Gabriel Garcia Marquez ci ha lasciato in solitudine

19 Aprile 2014 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'

Gabriel Garcia Marquez ci ha lasciato in solitudine

Gabriel Garcia Marquez è morto giovedì scorso, all'età di 87 anni nella sua casa di Città del Messico.

Autore di "Cent'anni di solitudine", il capolavoro della letteratura del ventesimo secolo, un capolavoro che ha fatto sognare tantissimi e che gli è valso il premio Nobel nel 1982. Gabo era da tempo malato, ne parla in “Vivere per raccontarla

L’ultima apparizione pubblica risaliva al 6 marzo scorso, giorno del suo compleanno.

Nei giorni scorsi si era affacciato dalla sua casa, dove era in convalescenza dopo essere stato dimesso, per rassicurare il gruppo di giornalisti e semplici lettori che stazionavano davanti alla porta, in attesa di notizie sul suo stato di salute..

Iniziò da giornalista e aspirante regista (frequentò anche Centro Sperimentale di Roma), poi si dedicò alla scrittura con scarsa fortuna, fino alla pubblicazione, nel 1967, di "Cent'anni di solitudine"; un romanzo costato quindici anni di lavoro nel quale credeva moltissimo, tanto da indurlo a chiudersi in casa e vendere tutto per mantenersi, pur di portarlo a termine.

E' la storia di un paese immaginario, Macondo, raccontata attraverso le vicende centenarie della famiglia Buendia, il cui patriarca, Aureliano, era il fondatore.

Una storia fatta di intrighi e magie, passioni e tradimenti, rivoluzioni e repressioni; una fantastica e iperbolica allegoria della storia dei popoli latinoamericani che si richiama in quasi tutti i suoi scritti, come "L'amore ai tempi del colera" e "Cronaca di una morte annunciata" , o “La incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata”.

Scrittore di sinistra pagò la sua amicizia con personaggi discussi come Fidel Castro e Chavez, gli costò la critica del mondo accademico e politico, al contrario di una vera e propria adorazione nutrita dal popolo sudamericano nei suoi confronti.

Grazie Gabo, i tuoi compleanni si sono fermati ma non si fermerà il desiderio di festeggiarli da parte di chi ha amato e amerà Macondo; la loro solitudine comincia oggi, e sarà alleggerita dalle sue pagine per cento e cento anni ancora.

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