ALLA SCOPERTA DEL GIOCO CHE FU
« GIRO GIRO TONDO, COM’ERA BELLO IL MONDO »
di Carmelo Anastasio
Per Pinocchio quello dei balocchi era un mondo speciale , per noi lo era quello dei giocattoli fatti in casa e quello dei giochi per la via , anzi per le vineddre.
Se poi arrivava un giocattolo ”industriale” come in occasione della Befana o della festa di Santa Lucia, la felicità arrivava alle stelle.
C’era anche un certo fascino nei modelli di latta e in legno ereditati da qualche bambino dal periodo fascista ( come non pensare alla “presa di
Macallè” di Camilleri!) , la stessa attrazione che si provava nei giocattoli di plastica durante il boom economico. Il cavallino di legno su rotelle, i trenini , le bambole di pezza delle bambine
( qui pigotte), gli aerei fatti strappando le pagine del quaderno con la cover nera e con bordi rossi …
Nostalgia? Era un po’ che volevo scrivere qualcosa sull’argomento ed ora che ho completato alcuni modelli, il lavoro si conclude con la descrizione dei giochi che facevamo da piccoli a Fuscaldo (CS) , giochi poveri ma divertentissimi.
« Il gioco è l’espressione del carattere dell’infanzia, l’atto spontaneo per cui il bambino si rivela. Il bambino fa quello che vede fare e gioisce» (non ricordo dove l’ho
letta).
Alcuni giochi (maschili) fuscaldesi
Monopattino e carro

Il carro povero era costruito con una tavola, due assi e 4 ruote di legno ( i timpagni usati per pressare nei vasetti le alici salate – sopra si metteva una pietra). Il monopattino era più figo e più funzionale perché venivano usati dei cuscinetti come ruote, inoltre
poteva esserci un’ulteriore tavola davanti e verticale con relativo sterzo in sommità. Un pezzo di gomma da spingere sul cuscinetto posteriore faceva da freno.
Fionda
“A ghjiunda” era la mia arma giocattolo preferita. Con essa si andava a caccia di lucertole ( la sensibilità verso questi animali era allora completamente opposta rispetto a quella attuale).
“Strumbulu” (trottola )
La trottola a Fuscaldo l’avevamo quasi tutti. Con essa si facevano veri e propri tornei che terminavano con il rito della “ciurlata” finale (lasciare uno o più segni con la punta metallica sullo strumbulo di chi aveva perso).
A sordi spicci o a buttuni
Venivano usate monete vecchie o bottoni. La moneta veniva sbattuta contro un muro in modo da farla rimbalzare e avvicinare il più possibile a quelle già a terra. La vincita era rappresentata dalla moneta toccata dall’altra lanciata contro il muro.
Ari stacci
Come per il gioco delle bocce. Venivano usate pietre piatte ( chiattonelle ) e lisce. Il boccino era rappresentato da un cutigno ( sasso rotondo ) bianco o nero.
Going
Era un gioco praticato di più dalle bambine ma anche da noi maschietti che mettevamo più forza nel far avanzare l’ovale. Era costituito da due cordicelle con maniglie alle estremità e da un ovale arancione infilato nelle corde. Allargando le maniglie, l’ovale si spostava dalla parte del secondo giocatore. (foto introvabile)
Battamuro
Venivano utilizzate delle figurine. Si tracciava un segno su un muro (a circa un metro dal suolo), si stabiliva il numero delle figurine da far cadere e l’ordine d’intervento dei giocatori. La figurina appoggiata al segno veniva rilasciata e se andava a coprire una figurina (dell’avversario che aveva tirato prima) già a terra, quest’ultima veniva vinta dal tiratore di turno.
Trampoli

Troppo alti, cadevo sempre sul selciato.
Variante : due latte grandi (quelle della conserva) tenute da uno spago che faceva anche da fermo per i piedi.
Telefono
Classico quello fatto con i barattoli del passato di pomodoro ( ce n’erano pochi in giro perché la conserva ognuno la faceva in casa ). Il telefono funzionava solo se il filo era ben teso.
Carrarmatu
Veniva costruito con un rocchetto del filo per cucire. Le basi del rocchetto venivano intagliate a denti di squalo. L’elastico interno , una volta caricato, permetteva il lento movimento.
U fischetteddru
Era costruito con un semplice pezzo di latta (come nel disegno di Cenzino Ciofi) . Allora non avevamo ancora le lattine di aranciata o Coca Cola , c'erano quelle della "conserva " (estratto di pomodoro).
I missili ( pericolosissimo – non provarci)
La capocchia di 3 fiammiferi (meglio cerini) veniva ricoperta con la carta stagnola dei pacchetti di sigarette (allora non esisteva la pellicola d’alluminio ). Un quarto fiammifero veniva usato per l’accensione da sotto. L’esplosione faceva alzare il missile anche fino a 2 metri d’altezza.
A musica a trumba
Si soffiava dentro la parte verde del cipollotto che presentava una zona centrale rigonfia. Il suono provocato era quello della tromba. Usavamo di più lo Zufolo a 3 buchi fatto con canne secche. I “maestri”, quelli più grandi, erano capaci di suonare il doppio zufolo a più fori ( due cannucce affiancate).
lo zufolo usato dai più bravi
Ari frecce ( pericolosissimo – non provare )
L’arco veniva costruito con due ferri di ombrello opportunamente legati con fil di rame (quello dei fili elettrici) alle estremità . Un terzo fil di ferro appuntito costituiva la freccia ( 'u colpu).
A chiancula ( a volte cacata )
Si costruiva per catturare uccelli ( ripeto non c’era un’educazione ambientale – per fortuna non prendevamo mai nulla ). La trappola veniva usata più che altro per far scherzi agli amici più grandi e più capaci nella cattura dei cardellini. Si andava sul posto, si facevano saltare gli stecchini a V che trattenevano la pietra e si defecava dentro ricoprendo poi con la chiattonella di arenaria.
A ra puzza
Come l’attuale “ ce l’hai !”
A scoppula figura
Col palmo della mano si batteva sulla figurina cercando di capovolgerla.
A ra rota
L’anima metallica di un copertone o quella di un vecchio braciere, veniva usata come ruota guidata tramite un bastoncino che serviva a farla accelerare ed a regolarne la direzione. Questo gioco era già usato nell’antica Roma come quello di cavalcare una canna.
A ra vulandina
Dopo merenda ( una fetta di pane di casa con grasso di maiale spalmato a mo di nutella ed una spolverata di zucchero sopra) , spesso si giocava alla "VULANDINA" : un pezzo di spago fissato ad un pezzetto di legno. Si faceva girare velocemente per imitare il suono del vento.
contributo di Cenzino Ciofi
A cucuwa
Le mani venivano unite lasciando una piccola apertura dove si soffiava per imitare il verso dei piccioni. Muovendo leggermente la mano destra , il suono veniva modulato.
A libero
Per fare questo gioco Berlusconi si spostava sino a Fuscaldo (ma perdeva sempre). Era un gioco di gruppo. I ragazzi del primo gruppo dovevano far prigionieri quelli del secondo gruppo individuati a vista nelle viuzze strette dove si nascondevano. Dell’Utri riusciva a nascondersi così bene che non veniva mai preso.
A toccammuccia
Tutti i bambini tranne uno ( Ghedini) che copriva gli occhi tenendo gli avambracci poggiati al muro, dovevano nascondersi per non farsi scoprire. Tempo per nascondersi : il bambino al muro doveva contare sino a 30 ( sta ancora contando!)
Ara ‘ndringhita ( gioco preferito da To.Re. e Si.Be.)
Non era un gioco mafioso, di bello tra noi c’era che non conoscevamo il gioco “a guardie e ladri” . Era un’altalena praticata con un tavolone lungo, quello usato per le impalcature.
A vocula
L’altalena , allora era arrangiata con pezzi di corda e una tavola.
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L'altalena di Tarzan

Ne mancano molti (es. biglie). Chi ne ha voglia potrà incrementare con altri giochi. Non ricordo bene come era quello popolare dei VARRILI. Chi se lo ricorda? (Scrivete!) C’era poi : “ Esce
padre Girolamo” se non ricordo male , poi "A scribbia" a "Toccaferru", "aru ciucciu" ed infine lo schiaffo del soldato e tutti gli altri che si praticavano sulla
spiaggia.
il nostro sciroppo rinforzante !
Incrocio delle mani per la piramide umana al mare

Non
farlo!
Gioco delle biglie sulla sabbia

altri giochi d'epoca

al mare anni '50



I nostri fumetti ( poi c'era Braccio di ferro, Capitan Miky... e più avanti Diabolik , Killer...


copyright by Carmelo Anastasio Vimodrone (MI)
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