Caro Venditti, compagno di scuola, compagno per niente...
12 Ottobre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #ATTUALITA'
Volevo scrivere su Venditti e sulla sua ultima uscita sulla Calabria, poi ho preso in
prestito un “pezzo” da strill.it che rispecchia in buona parte quello che penso su Venditti e sulla mia regione.Non ho aggiunto nulla di mio su quello che in realtà non va in Calabria perché tutti conosciamo bene la situazione reale. Su come la penso sui “panni sporchi” , ormai i pochi lettori di questo blog si sono fatti
un’idea. Nota : Giusva Branca è il Direttore responsabile
del quotidiano on line. Caranas
" Venditti ha sbagliato, ma il dramma della Calabria è reale"
di Giusva Branca - Strill.it è un giornale e, come tale, fa informazione. La fa bene o meno bene, a seconda di come ci riesce e, ovviamente, più o meno compatibilmente con il consenso dei lettori.
E l’informazione passa dalle notizie buone (non molte) e da quelle meno buone.
L’uscita di Antonello Venditti, datata estate 2008 – e non l’estate scorsa, come giustamente (ma in modo impalpabile rispetto alla considerazione globale della vicenda) sottolineato dalla lettera inviataci dall’artista - è stata, fuori da ogni ragionevole dubbio, sgarbata, fuori luogo, fuori contesto ed anche falsa nei contenuti, laddove si disconosce alla Calabria il ruolo di guida culturale.
Ancora peggiore la replica di Venditti che ha cercato di “sistemare” la faccenda offrendo interpretazioni autentiche dalle quali proveniva – inequivocabile – lo stridio delle unghie sugli specchi e che, come spesso accade, hanno messo in bella mostra una toppa assai peggiore del buco.
Ora, però, archiviata la vicenda Venditti (può capitare a tutti una sera d’estate di dire delle sciocchezze, anche se, ad esempio, a me non sarebbe mai passato per la mente di dire qualcosa di assoluto ed inappellabile su un popolo), il dato che resta è un altro ed origina dalle dinamiche mediatiche che hanno creato l’onda anomala sulla cresta della quale è stata a cavallo l’intera vicenda.
Personalmente, nella qualità di direttore responsabile, ho scelto di pubblicare quel video non certo per esigenze di cronaca (il fatto, come lo stesso Venditti sottolinea era quasi stantio), ma per rispondere all’esigenza del lettore che ce lo ha segnalato e di altri che avevano già attenzionato il filmato, presente da mesi su youtube.
Che in poche ore, poi, la vicenda sia diventata un caso nazionale del quale, tra gli altri, si sono interessati col massimo risalto Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Il Giornale, Il Messaggero, Il Tempo, Il gazzettino, Sky tg 24, Rai, Radio 24 ore, Rtl, Radio Capital qualcosa significa.
Significa che, al di là di tutto, le gente di Calabria ha reagito e lo ha fatto in maniera compatta.
I dati, quindi, sono due e rappresentano, reazione ed unità, un evento di portata storica per la Calabria che cela, però, il peccato originale.
Venditti sbaglia quando maledice la Calabria (“Dio, perché hai fatto la Calabria…?”), sbaglia ancora quando la etichetta come priva di cultura, sbaglia ulteriormente nei modi e nei contenuti della rettifica, ma solleva – e lo fa con la credibilità dirompente dell’artista – una tematica sulla quale ci troviamo d’accordo e, addirittura, al suo fianco se vorrà veramente dimostrare di essere vicino alla Calabria.
Per la Calabria non c’è più tempo e, al di là di quanto detto da Venditti in senso stretto, questo era probabilmente, il contenuto del concetto che, vanificato dal corto circuito cervello-lingua verificatosi nella notte di Marsala, Antonello Venditti avrebbe voluto esprimere.
La Calabria – e strill.it lo ha scritto in tutte le salse - sta affondando, vittima non certo del destino cinico e baro, ma di sé stessa. Non di una mancanza di cultura, caro Antonello, ma, paradossalmente, della presunzione derivante dalla consapevolezza di essere figli della cultura.
Ma la cultura da sola non basta per garantire sviluppo, la coscienza etica troppo spesso è stata travolta dal senso “familistico” più o meno allargato che ha prodotto danni forse irreparabili ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
La reazione e la compattezza della Calabria offesa dalle parole (ma non, secondo me, dall’anima di quanto dichiarato da Venditti) dimostrano che ancora un minimo di capacità reattiva della gente calabrese c’è.
Vorremmo tanto, noi di strill.it, essere travolti di mail – come accaduto per il cantautore romano – anche per vicende gravissime, che trattiamo quotidianamente e per le quali sarebbe bene che i responsabili, politici e non, sentissero lo stesso fiato sul collo che ha portato il caso-Venditti da strill.it a Sky tg 24 passando per Repubblica, Tg com, Radio 24, Corsera.
Vorrebbe dire che, forse, un po’ di speranza per la Calabria c’è ancora.
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