Fuscaldo: « Alla ricerca di un bracciante, tra fichi e mestizia»
25 Marzo 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO
La scorsa estate, alla ricerca di qualcuno disposto a lavorare al “Calvario” (circa un ettaro di terra ), parlando delle difficoltà incontrate in tale infruttuosa ricerca con un vecchio contadino di Fuscaldo, rimasi meravigliato dalle sue osservazioni accompagnate da mimiche alla Monti e dalla sua conoscenza di argomenti che non si limitavano solo all’avvicendarsi regolare delle stagioni (considerazioni tipiche contadinesche) ma che spaziavano in altro lasciando intravedere una cultura tutt’altro che rurale. Mi disse :
« Amico mio, oggi i giovani non vogliono assolutamente toccare la vanga e se li rimproveri… , non dico se li “frusti”, vanno subito dai carabinieri. Anche i meno giovani che una volta erano abituati al continuo andirivieni in Argentina, Stati Uniti, Brasile e che già negli anni sessanta contavano col centesimo, ora parlano di migliaia di euro e l’autorità paterna sui ragazzi è rilassata e le ragazze , ancor più pronte a cogliere il vantaggio del denaro, perdono ogni disciplina e fermezza. Le botte che prendeva la mia generazione, mi sembra ancora di sentirmele sul sedere con rispetto parlando. Solo pochi tornavano negli anni settanta con qualche soldo e per qualche anno; incominciavano a costruirsi una casa e poi ripartivano lasciando pilastri di cemento la cui armatura visibile in cima, era destinata a rimanere lì a grattare il cielo arrugginendo negli anni. Una volta si diceva : «casa per quanto ci stai e terra per quanta ne vedi », ora è il contrario. La terra non la vuole lavorare più nessuno ed i giovani, aspettando la manna dal cielo, passano il tempo, benché diplomati o laureati , davanti al computer ore e ore, o in cerca di abbigliamento griffato. La mente si restringe anziché allargarsi ».
«Voi, generazione più o meno del ’50 (continuò), cresciuti sotto l'influenza della DC , con lo spauracchio dei comunisti che mangiavano i bambini, senza certezze e punti fermi, in qualche modo vi siete prodigati negli studi , magari anche lavorando al nord, laureandovi e occupando posti di responsabilità, siete in qualche modo più fortunati ma perchè avevate voglia di crescere , … la maggior parte dei giovani di oggi invece che fa ? Mi meraviglio che tu ci torni ancora a Fuscaldo, ma meraviglia ancora di più che nonostante non ci vivi, hai ancora voglia di far rivivere questo pezzetto di territorio , la tua terra, la vigna, gli alberi da frutto… Si vede che ci tieni, ma forse sei l’eccezione ».
Ringraziai l’amico per gli apprezzamenti e per la sua lucida analisi, poi la discussione continuò sulla tipologia delle piante di fico, alberi di cui ricordava vasta presenza nel mio terreno . Fu così che appresi che il fico è innamorato delle pietre e delle cisterne, il che significa che le sue radici sono oltremodo distruttive per la muratura ed hanno una prodigiosa intuizione per la vicinanza dell’acqua . Mi disse che da noi come in tutta la Calabria, esistono molte varietà di fico. Provo a ricordarmele (alcune dovrò citarle in dialetto perché non conosco il termine in italiano e non so neanche se esiste):
- Aduttata (dottata) – ottimo frutto fresco ma anche essiccato al sole tagliato in verticale viene usato anche per le “nocchette”
- Pezzottolo - spesso attaccato dai bruchi ma cresce in gran misura ogni due o tre anni
- Sjcaveddra
- Culumbru
- Paravisi – ha la pelle tenera ma si guasta facilmente con la pioggia e richiede molto sole per essiccarsi
- Natalisa o natalina - dura fino a Natale
- Citrulara ( a forma di cetriolo)
- Muntanara
- Nivureddra ( frutto piccolo e molto gustoso, matura in agosto )
- Birvidili (essiccato serve per i crapiceddri )
- Vescovo (appare quando tutte le altre varietà sono state già raccolte
Sicuramente avrò dimenticato qualche varietà , ce ne sono altre che ora non ricordo.
Incontrai di nuovo l’amico contadino e parlammo di tradizione erboristica fuscaldese : per le contusioni si applichi una fetta di fico d’India… per il raffreddore infuso di menta piperita… per gli ascessi impacchi di lattuga…, ma questo è un altro discorso e magari ne scriverò .


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