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Blog  di Caranas

Fuscaldo ... breve cronaca di una morte annunciata

3 Settembre 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #FUSCALDO

 

Dio è perfetto, quindi non può migliorare, gli uomini sì 

Fuscaldo.jpeg

                                                                       di Carmelo Anastasio

L’unico modo per non temere la morte, per l’intera comunità di un piccolo paese in declino  è non pensarla, non crederci, tirare a campare . Così mi è sembrato in questa lunga estate fuscaldese, così appare sin dal bivio della Madonnella. Il  cittadino comune se ne frega,  le volta le spalle, anche se lei è ovunque , in ogni strada , in ogni vineddra, in ogni casa , chiesa, catoio, non accorgendosi però che non si può voltare le spalle a ciò che è ovunque. 

Oggi, in ogni istante vissuto a Fuscaldo,  la trovi sempre lì ad accompagnare la tua triste ombra  , muta e nascosta; non parla e si nasconde , come il teschio sotto la pelle , con  quel ghigno  sempre uguale.

Immerso in quella solitudine ,  fermo o in cammino sotto la canicola, non puoi non pensarci . Ogni immagine, ogni evento, ogni pietra, diventa sinonimo di perdita degli occhi che,  per quanto possano esser belli, non sopravvivranno ai denti (per chi ancora ne ha ) che invece andranno ad arricchire quel ghigno mortale.

Non cambia nulla a Fuscaldo, la curva di Gauss ha già superato il limite centrale degli errori e ora quel destino mortale corre lentamente in discesa. Non c’è mutamento di stagione in senso politico, , e persino i morti , nell’accidia più che comune in alcuni paesani, nell’indolenza noiosa, vengono buttati ingenuamente  in politica.

Comare morte salta in ogni stanza, in ogni angolo, minacciosa col suo peso di bara, a nulla servono gli scuotimenti d’avviso. Fuscaldo è lì appisolato su quel dorso di vacca, non si sveglia. A nulla serve il lavoro dei giusti, dei singoli e delle associazioni di volontariato, sono solo mosche che si avvicinano con doloroso stupore a quel teschio di fantasma.

Il basso e l’alto della vita di Fuscaldo è tagliato ;  strana giostra di legami e libertà. Sarà sufficiente portare alla Marina la caserma, poi si potrà avvertire il prete per celebrare le esequie di questo paese . Allora,  uomini e donne, poveri e ricchi, vivi e “morti” non potranno più sognare. Neanche in una clinica svizzera. Quella se la può permettere solo Bossi.

L’inferno è cominciato da un pezzo. E forse non c’è più neanche la voglia di tornare in paradiso né con madonne , né con San Giacomo.

 

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G
<br /> <br /> Che tristezza e sofferenza anche concreta traspare da questo post, questa tua descrizione della morte del tuo Paese.<br /> <br /> <br /> HO Nossa è una sensazione che a volte avverto anch'io non per il mio paese che fa di tutto per sopravvivere, ma per la casa mia: muffa, crepe sul muro le piante del giardino che seccano,<br /> lampadari rotti, io pulisco faccio di tutto ma non basta.<br /> <br /> <br /> Ti ho nel cuore<br /> <br /> <br /> <br />
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C
<br /> <br /> Cara Giuly, sono tanti anni che mi porto dietro questa morte nel cuore e mi fa sempre più rabbia perchè non vedo alcun cambiamento. <br /> <br /> <br /> <br />