IL PASSATO RICORDATO
dedicato agli amici di Fuscaldo... credo che gli altri non si annoieranno
di Caranas

In testata ho scritto : «Il passato è bello perché noi lo ricordiamo bello, la bellezza è però solo nel ricordo » e mi viene da aggiungere che non è che i ricordi si dissolvano e scompaiano, se ne stanno lì (come dice l’amico senatore del PD - G.C.) , nascosti sotto la crosta sottile della coscienza. Anche quelli sui giochi da bambino che credevo perduti per sempre. A volte ci restano tutta la vita, lì sotto. Altre volte succede qualcosa che li fa ricomparire. Nel caso specifico è bastato un rocchetto di legno per filo da sarta a evocare un’alluvione di memorie che, come guidate da un preciso disegno, in pochi istanti si sono collocate in una mappa unitaria e coerente in quel lontano passato. Così è successo al senatore amico ed è come se avessi scritto io le stesse cose.
Ora va tutto a posto in sincronia di immagini, suoni e odori. Tutto insieme.
Ed ecco il filo di parole
Il mangiadischi, il moretto, le penne a quattro colori, Il Corsaro nero, Ivanhoe, Spencer Tracy, Virna Lisi, Giuliana Lojodice, Warner Bentivegna, Una tragedia Americana, Rintintin, La freccia nera, La cittadella, Alberto Lupo, Corrado Pani, Il musichiere, Mario Riva, gli Oro saiwa, il caffè d'orzo, i fru fru, i ghiaccioli che lasciavano la lingua colorata, la zuppa inglese con i savoiardi, i momi, le gassose col tappo a pallina, l’odore della farina della putiga i Filippo, la mortadella di Ciccio i Nicolino, le caramelle menta di Donna Esterina, la gatta di Bellina, il palco in piazza, la Polaroid, il cinema di San Giacomo con le sedie impagliate portate in piazza, i caccavi, la corsa con l’uovo sul cucchiaio, la gara dei sacchi, il tiro alla fune, a’ndinna, il club Adamo, le ore estive sui mosaici, i soprannomi , Le mille e una notte, Sigfrido, i fotoromanzi delle sorelle, il libro Cuore, Gulliver, le strorie di Giufà, la cartella di cartone usata per tamburello (u ciambarinu), Lazzarella, Chillallà, Volare, Tex Willer, Killer, Diabolik, Topolino, le noccioline , i pizziddri di S.Lucia, il pappagallo della fortuna, u Capellaro, a Caccavella, Molla molla deci liri, , Linus, la prima Fiat 600 vinta col canone RAI, la prima TV Allocchio Bacchini, i pavesini, l’ovu friscu, il primo canale, il secondo canale e basta, il latte che arrivava alle sette, zu ‘Ndoniu du Pesjcu al lunedì , Nicola del venerdì per la questua, l’ombrellone fatto con lenzuolo e platani, i fazzoletti rovinati dai sassi per rompere il ghiaccio, l’acqua di Calipetru che non dissetava un catz, i suduri da sagliuta, i sorvi , l’uva passa, u stemma du partito liberale ara chiazza, il galletto Guzzi di papà, il biliardino di Za Esterina, i fattareddri, le infinite processioni, la tarantella delle campane di San Giovanni (che artista il suonatore!), Mosè l’ambulante, Donna Scina, Don Battista, Don Antonio, il Prof. Germanà, il Prof. Consolato, il saluto “Bongiorno e cazzi “ ,don Ciccio "dumani è luni", Filippu u pustero e l'attesa della lettera del lunedì nell'ufficio di Fabio, il sindaco Don Geppino, lo straordinario al Comune, Don Rafelu u medicu e i punti ara capu, , il Circolo Unione, le biciclette nuove di Benì e Giacomo, Don Pietro che mi passava le riviste dell'Accademia Cosentina, il presepe al Convento, padre Anacleto, padre Pacifico, le serenate, i mandarini i Romulicchio alla novena dell’Immacolata, l’assenzio con l’anice Bosco, la bottiglia di vermouth delle feste da Giacomino o da Clara, le lampadine rotte per amoreggiare, la luce che andava via durante il film del lunedì, i porci ammazzati all’alba alla befana, il trapano a pedale del dentista, il quadro "Vanità" del suo studio, le cannucce per succhiare il mosto dai varrili, i muluni giganti, i scjusjù supra a zimba, i vitarvi, gli astucci di legno, i patani da Sila, i primi Lego, le cerbottane, la prima cera Pongo, le case del presepio increspate con la caniglia, l’amaro Giuliani, a purga di citratu e crimuni, il rinforzante Proton, i battamuru di natale, i tric-trac, il primo scaldino elettrico della doccia, u mattuni cavudu, la pistola a 12 colpi di Santa Lucia, il gruppetto C.I.S.M. (centro investigazioni scacco matto), le cantate “Anche se la terra …”, u ciucciu ca purtava a scorta di livuni, l’odore della farmacia, i quadri di Rosalbino, Don Lisandro e a scola cantorum di San Giovanni (quando J.Oracoli nun facìa casinu!), il Cral ara cruci, Lascia o raddoppia al bar della Croce ed Assunta con i magnifici Moretti, il fiasco di vino della domenica da Ciccio Chirico, i misteri portati al venerdì santo, le "guerre" Croce-Piazza, gli scout, i chierichetti, la biblioteca di Don Aldo, u predicaturu con la lunga barba, Padre Casimiro uno di noi, i pomeriggi dal maestro cusituru in piazza, u 'mbastaru, Prugghjo, Esterina,Giacumu i Giancristo e le messe cantate, Peppareddru ed il suo tabacco di pizzico, Decu, il mitico barbiere Peppino, i comizi , l'avanti e indietro delle passeggiate in piazza, i manifesti del P.C.I., quelli della DC, u pisciatoriu, i biscotti Lazzaroni, le caramelle Rossana, Orlando e i telegrammi i Nuzzo, don Rafè e ra banca 'ndru purtuni i Montesano, quel bambino come noi che non ebbe il tempo di dimenticarsi tutte queste cose perchè si fece il bagno nella cibbia di sopra ara vasca (ciao Renà), quell'altro ucciso da un fulmine dopo aver trovato lavoro al nord (ciao Giovà), i sussidiari, i pinnini, l’educazione fisica ridotta a : “ Passooò !”, Carosello, a pasta china da duminica , u mattuni cavudu ppa Candilora, le bussole che sbattevano durante le puntate di Maigret… e la canzone "Lontano lontano" di Tenco per sigla, l’odore indimenticabile delle mattonelle scure bagnate della piazza che venivano lavate con una grossa pompa nera prima della festa di San Francesco e infine i passi leggeri di mia madre mentre mi addormentavo. Un bel viaggio!
allora ero così

Il primo televisore di Fuscaldo (foto di Giacomo Cariolo)

la bottiglia col tappo a sfera (foto di Nicola Bonavita)
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