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Blog  di Caranas

Redditometro e Stato di polizia fiscale

19 Gennaio 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #NOTIZIE OGGI

Le dieci domande del Redditometro

Dai lavoratori dipendenti ai pensionati, ecco le regole.
L'Adusbef ricorre al Tar contro il decreto di dicembre


ROMA - Era prevedibile. Contro il redditometro delle polemiche è arrivato il primo ricorso alla giustizia amministrativa. L'associazione dei consumatori Adusbef ha dato mandato ai propri legali di impugnare «in tutte le opportune sedi», dalle Commissioni tributarie al Tar del Lazio, il decreto ministeriale sul redditometro «affetto da rilevanti vizi di illegittimità, anche di ordine costituzionale, che invece di contribuire alla lotta all'evasione e all'elusione fiscale, sta ottenendo l'effetto di un ulteriore risentimento dei contribuenti onesti, spesso perseguitati, verso il Fisco e un vero e proprio Stato di polizia fiscale».

Ma qual è l'addebito? Il nuovo redditometro, secondo l'Adusbef, è «in palese violazione degli articoli 3, 24 e 53 della Costituzione e dello Statuto dei diritti del contribuente, poiché pone a carico del cittadino contribuente l'onere della prova, che in qualsiasi civiltà giuridica dovrebbe essere posto in capo all'amministrazione pubblica, la quale dispone di strumenti invasivi e di accesso ai conti correnti bancari e postali, non c'entra nulla con la lotta all'evasione, assomigliando a uno strumento coercitivo teso a terrorizzare i contribuenti onesti piuttosto che gli evasori».

Intanto l'Agenzia delle entrate continua a diffondere indicazioni tranquillizzanti circa l'applicazione dello strumento di accertamento sintetico. In particolare, a proposito dei consumi correnti, il vicedirettore delle Entrate, Marco Di Capua, ha spiegato che saranno misurati con le medie Istat ma se un contribuente non si riconosce nel dato, potrà fornire anche argomentazioni non documentate. «Per esempio - ha detto Di Capua - se una persona non spende per alimentari perché va a mangiare tutti i giorni dalla madre che abita nello stesso pianerottolo potrà portare questa motivazione».

I parametri
Undici tipologie familiari per misurare i redditi medi
Il nuovo redditometro serve al Fisco per identificare eventuali redditi non dichiarati. Il ragionamento che lo guida è: se un contribuente spende una data cifra dovrà avere un reddito adeguato. Saranno proprio le grosse incongruenze a finire nel mirino del Fisco. Lo strumento riguarda qualsiasi contribuente singolo, calato però all’interno di un determinato contesto familiare (11 tipologie) e inquadrato in una determinata area geografica (Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole).

Le spese
Anagrafe tributaria e cento voci da controllare
Il Fisco cercherà di capire se quello che spendiamo è coerente con il reddito che dichiariamo. Ecco perché ha scelto cento voci da mettere sotto controllo: si tratta di spese, risparmi e investimenti. A ciascuna di queste voci il Fisco attribuirà un valore: in alcuni casi lo assumerà dalle banche dati che compongono l’Anagrafe tributaria (dati certi), per alcune altre, per le quali non ha dati incontrovertibili, assumerà il valore medio delle tabelle dell’Istat, scegliendo quello relativo alla nostra tipologia familiare e territoriale.

La spia

 

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