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Blog  di Caranas

FORZA ITALIA ADDIO. NASCE IL PARTITO DELLA NAZIONE. MA NON DURERA’ A LUNGO

5 Febbraio 2015 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 FORZA ITALIA ADDIO. NASCE IL PARTITO DELLA NAZIONE. MA NON DURERA’ A LUNGO

DI LUCIO GIORDANO

E’ la fine di Forza Italia. E va bene. A breve sarà la fine di Ncd. E anche questo appare evidente. Ma non crediate che Silvio Berlusconi o Angelino Alfano si straccino le vesti. Tutt’altro. Certo, l’ex cavaliere deve fare l’offeso per essere stato preso per i fondelli dal suo allievo, il restauratore dello status quo Matteo Renzi. E deve dire che no, sul Quirinale, il suo figliolo putativo non si è comportato bene. Logico. Deve salvare la faccia , Silvio, davanti al suo elettorato sempre più striminzito. Lo stesso farà Angelino, anche se lui, con i sondaggi inchiodati al 2 per cento, conta davvero poco nello scacchiere politico nazionale.

Ma state certi che l’ex cavaliere, al di là del fatto che abbia mostrato il broncio, in realtà è felicissimo di rottamare quella creatura che gli ha regalato tante soddisfazioni in politica e che oggi è un ‘polmone’, come si dice a Roma. Cioè una palla al piede. Detto ancor meno prosaicamente è un cancro tra le chiappe. Insomma, Silvio non ha nessuna voglia di tenersi Forza Italia. Vuole rottamare il suo partito e finirà per riuscirci liberandosi di Fitto, Brunetta e tutta quella corte che negli anni gli ha regalato largo seguito. In realtà Berlusconi sta solo cercando un pretesto e in breve potrebbe trovarlo. Esempio . L’ex governatore della Puglia chiede l’azzeramento dei vertici di Forza Italia e lui continuerà nel suo rifiuto. Si arriva alla rottura e alla fine di Forza Italia. Punto.

Che volete: Silvio ha 78 anni, la politica non lo appassiona più, se non avesse da difendere le aziende di famiglia avrebbe già lasciato il trono al suo pargolo briccone del Pd e sarebbe volato ad Antigua, a svernare nell’ultimo rintocco della sua vita. Sono gli ordini di scuderia a costringerlo a resistere. Non altro. Tutta colpa di quel Dennis Verdini che ha studiato la strategia. Verdini. Per chi non lo conoscesse è il Richelieu italiano. Non decapita le teste dei nobili, come faceva il famoso cardinale francese. In compenso, colleziona rinvii a giudizio:dalla p3 alla P4 fino al crack del credito cooperativo fiorentino. E’ astutissimo e molto amico di Renzi. Sono stati loro due ad accordarsi sul nome al Quirinale, con il benestare di Berlusconi, e tutto è stato studiato nei particolari.

Scenari futuri, quasi presenti. Come detto, Forza Italia si disintegra, Ncd si disintegra, Renzi si libera della sinistra del Pd, dopo aver disintegrato l’immagine progressista dei democratici e fa nascere il Partito della nazione, capace di radunare tutti gli elettori della destra radicale italiana, coagulando i voti suoi, di Berlusconi e di Alfano. Scelta studiata a tavolino ma scelta necessaria. Una sorta di arroccamento dei conservatori e dei reazionari del Paese, per difendere i privilegi acquisiti in questi 30 anni barbari e che il vento nuovo che sta spazzando la vecchia Europa rischia di far perdere. Il patto del Nazareno, che ormai appare evidente è vivo e vegeto, a questo punta: a creare un partito unico, un pensiero unico, un comitato d’affari unico per privatizzare il privatizzabile, con l’appoggio di un’informazione sempre più asservita e che esautora i suoi giornalisti migliori e con la schiena dritta. Perchè l’italiano medio non deve sapere, l’italiano medio si deve cibare di propaganda.

Galoppa sulle riforme, Matteo, proprio perchè deve arrivare in tempi brevi a modificare la legge elettorale e la costituzione e arrivare al presidenzialismo. Un presidenzialismo autoritario che in altri tempi avrebbe avuto un nome molto più amaro. Galoppa, Renzi, prima che anche la casalinga di Licata scopra il disegno, prima che il muratore di Bussolengo faccia uno più uno uguale due.

Riuscirà nel suo disegno, l’attuale inquilino di Palazzo Chigi? Per qualche giornalista di Alganews Renzi e i suoi hanno già vinto. Protetto da poteri fortissimi, come Troika e finanza internazionale, Matteo rischia di durare almeno 30 anni. Altri opinionisti non ne sono affatto convinti e io tra questi. Renzi infatti ha tirato troppo la corda con i suoi fedeli alleati, Alfano e Berlusconi. E anche il più fedele dei politici sarebbe pronto a rovesciare il tavolo in un sussulto di dignità , quando una corda troppo stretta soffoca il respiro. Tra l’altro la scelta di Mattarella è paradossalmente sbagliata. Per Matteo, non per gli italiani. Disegnato come uomo tutto d’un pezzo, integerrimo servitore dello stato, l’attuale presidente della repubblica perderebbe la faccia se assecondasse riforme ai limiti della costituzionalità. Sempre che poi, andando a referendum, come è costretto ad andare, l’attuale presidente del consiglio non incappi nell’ira degli italiani. Perchè la realtà è che non ha nemmeno una maggioranza certa , figuriamoci i due terzi del parlamento. Per farle approvare, queste riforme cosi importanti, serve ben altro: un referendum. A questo punto ci si chiede perchè la sinistra del Pd non si ribelli agli schiaffi che prende di continuo, facendo cadere il governo e andando al voto con l’unica legge elettorale esistente: il consutellum. Paura di perdere il vitalizio, forse. Oppure mancanza di coraggio nel formare un movimento di cittadini illuminati e progressisti, lo stesso genere di schieramento che ha trionfato in Grecia e rischia di trionfare anche in Spagna. O più semplicemente è l’incapacità di remare tutti dalla stessa parte a bloccarli. Ma se all’improvviso qualcuno a sinistra trovasse l’ardore di far nascere il Syriza italiano, mettendo da parte certi vertici, Renzi inizierebbe a tremare.

La mossa del Quirinale, dunque, proprio quella che per molti è stato il successo dell’attuale premier, potrebbe diventare la tomba politica dell’ex sindaco di Firenze. Nei giorni dell’elezione di Mattarella , Renzi ha diviso a destra e sinistra, ha minacciato le urne, di cui lui è il primo ad aver paura. Con i soliti toni arroganti ha rivendicato la vittoria sulla scelta di Mattarella. Come detto, ha tirato insomma troppo la corda. Qualcuno rischia seriamente di fargliela pagare. E se poi gli italiani si radunassero in massa, pacificamente e ad oltranza davanti Palazzo Chigi, forse la sua breve primavera si concluderebbe prima del previsto. Certo, a quel punto, povero Silvio: ha perso la faccia, facendosi prendere a pesci in faccia dal suo Matteo e nemmeno potrebbe gioire per esser diventato il padre nobile del Partito della nazione.

Se invece l’operazione Patto del nazareno, molto inaspettatamente riuscisse dovremmo dar ragione al novantaseienne Licio Gelli. Intervistato cinque anni fa da un quotidiano, a domanda precisa rispose: ” Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo. Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa”. Ecco. La sua serenità, però, non coinciderebbe con quella degli italiani onesti. Degli italiani che amano la democrazia.

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[ f. Alganews]

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R
Dopo vent’anni di guerra civile (anche se solo mediatica) tra berluschini e mondo ex comunista, l’arrivo dei cinque stelle, ha fatto unire in pochi giorni i due fronti come nulla fosse. Un disperato abbraccio per sopravvivere. A dimostrazione del vuoto di valori ed ideali che c’è dietro ai vecchi partiti. E che il sistema mafioso è uno solo, non c’è nessuna differenza tra destra e sinistra. L’unica differenza reale è tra loro e noi, tra chi si piega e aderisce al sistema e chi ne sta fuori.
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C
In effetti il M5s deve aver fatto preoccupare alquanto la casta. Sarà molto difficile trovare in Italia chi non è disposto a piegarsi davanti ai poteri forti :-)
G
Un'analisi ben fatta, molto vicino a quello che penso e che molti italiani iniziano a pensare.
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C
Grazie Giuseppe :-)