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Blog  di Caranas

Quella pioggia e quel sole, il sole dei morenti

25 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS

 

di Caranas

 

Vado spesso a Milano, mi piace girare per le vie di Brera ed annusare odori antichi, sentire ancora vecchi sapori, fotografare vetrine di negozi secolari ‘ Qui si vende il chinino di stato’, ma soprattutto per indagare la nuova povertà , quella fatta di lunghe file, quella dei morsi della fame , del freddo pungente che penetra nelle ossa. In questi viaggi non c’è spazio per l’immaginazione, la vita è lì tutta cruda che esaspera le logiche del reale che si incrocia ormai in tutte le vie, in ogni quartiere, dal centro in periferia, come nelle foto che qui mostrano l’attesa del pranzo caritatevole quotidiano in via Ponzio (Città Studi ). Incontro esseri di cui persino lo sguardo diventa insopportabile e non puoi non pensare che sono sguardi di vivi morenti. Bisogna ricordare bene il colore di queste ferite, con generosità, con amore facendole risplendere un po’ al sole, con quel poco che puoi dare e pensare che non sempre per i neo clochard è una scelta di vita.

 

 

Quella pioggia e quel sole, il sole dei morenti
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Via Ponzio Milano
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Quella pioggia e quel sole, il sole dei morenti
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SIRMIONE immagini

25 Aprile 2013

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Da comunista a presidente di tutti

24 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

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Come cambiano le cose: nel 2006, al tempo della sua prima elezione, Giorgio Napolitano era il primo comunista al Quirinale. L'uomo che - secondo Berlusconi e i giornali di destra - portava la bandiera rossa sul Colle. Oggi è invece l'uomo delle istituzioni, super partes, che può gestire la crisi grazie alla sua saggezza. Sono passati solo sette anni, ma è cambiato tutto: dove c'erano i Ds, oggi c'è il Pd; dove c'era Forza Italia oggi c'è il Pdl; e dove c'era un comunista, oggi c'è Re Giorgio.

Ai tempi della prima elezione, il fatto che un ex dirigente del Pci diventasse Presidente della Repubblica era l'occasione migliore per lanciare l'allarme: "Napolitano ha una militanza di mezzo secolo con i comunisti, per questo non l'abbiamo votato. C'è stata un'occupazione militare da parte della sinistra", questo fu il commento a caldo del Cavaliere. Che qualche tempo dopo etichettò il Presidente della Repubblica come "uno dei loro"; un comunista.(yahoo)

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Berlusconi, al Pdl ho detto cantate “Meno male che Giorgio c'è' “

23 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

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ROMA, 22 APR - ''Quando sono entrato alcuni parlamentari hanno iniziato a cantare 'Meno male che Silvio c'è', ed io ho detto loro di cambiarlo in 'Meno male che Giorgio c'è'. E lo ribadisco con forza: 'Meno male che Giorgio c'è'''. Lo afferma Silvio Berlusconi, in una delle tante interviste rilasciate dopo il discorso di Napolitano. (ANSA).

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A parte il nome di Amato, questa volta Brunetta ha ragione

23 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

“Il Pdl è pronto ad un governo di larghe intese forte e politico, di legislatura, che duri cioè cinque anni”. Così il capogruppo del Popolo della Libertà alla Camera dei deputati, Renato Brunetta, afferma in sala stampa a Montecitorio. E sul nome del futuro presidente del Consiglio aggiunge: “Nessuna preclusione per noi va bene sia Amato, Bersani o Renzi, sta al Pd ora, se loro non sono pronti, si vada al voto”. Lo stop al nome di Giuliano Amato arriva dalla Lega Nord confermato in sala stampa dal Capogruppo del Carroccio al Senato, Massimo Bitonci  

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Serracchiani : Ho vinto perché dal 25 febbraio non sento nessuno del mio partito

23 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #SATIRA UMORISMO COLTO

 

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La neo governatrice vince, anche se di poco, sul candidato di centrodestra. Molto ridimensionato il M5S. "Ce l'ho fatta perché dal 25 febbraio non sento nessuno del mio partito", commenta la presidente. E su Grillo: "L'abbiamo sfidato su temi specifici"

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Rodotà , uomo di sinistra vera, risponde alle provocazioni di Scalfari

23 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

stefano rodota

Caro  direttore, non è mia abitudine replicare a chi critica le mie scelte o quel che scrivo. Ma l'articolo di ieri di Eugenio Scalfari esige alcune precisazioni, per ristabilire la verità dei fatti. E, soprattutto, per cogliere il senso di quel che è accaduto negli ultimi giorni. Si irride alla mia sottolineatura del fatto che nessuno del Pd mi abbia cercato in occasione della candidatura alla presidenza della Repubblica (non ho parlato di amici che, insieme a tanti altri, mi stanno sommergendo con migliaia di messaggi). E allora: perché avrebbe dovuto chiamarmi Bersani? Per la stessa ragione per cui, con grande sensibilità, mi ha chiamato dal Mali Romano Prodi, al quale voglio qui confermare tutta la mia stima. Quando si determinano conflitti personali o politici all'interno del suo mondo, un vero dirigente politico non scappa, non dice "non c'è problema ", non gira la testa dall'altra parte. Affronta il problema, altrimenti è lui a venir travolto dalla sua inconsapevolezza o pavidità. E sappiamo com'è andata concretamente a finire.

La mia candidatura era inaccettabile perché proposta da Grillo? E allora bisogna parlare seriamente di molte cose, che qui posso solo accennare. È infantile, in primo luogo, adottare questo criterio, che denota in un partito l'esistenza di un soggetto fragile, insicuro, timoroso di perdere una identità peraltro mai conquistata. Nella drammatica giornata seguita all'assassinio di Giovanni Falcone, l'esigenza di una risposta istituzionale rapida chiedeva l'immediata elezione del presidente della Repubblica, che si trascinava da una quindicina di votazioni. Di fronte alla candidatura di Oscar Luigi Scalfaro, più d'uno nel Pds osservava che non si poteva votare il candidato "imposto da Pannella". Mi adoperai con successo, insieme ad altri, per mostrare l'infantilismo politico di quella reazione, sì che poi il Pds votò compatto e senza esitazioni, contribuendo a legittimare sé e il Parlamento di fronte al Paese.

Incostituzionale il Movimento 5Stelle? Ma, se vogliamo fare l'esame del sangue di costituzionalità, dobbiamo partire dai partiti che saranno nell'imminente governo o maggioranza. Che dire della Lega, con le minacce di secessione, di valligiani armati, di usi impropri della bandiera, con il rifiuto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, con le sue concrete politiche razziste e omofobe? È folklore o agire in sé incostituzionale? E tutto quello che ha documentato Repubblica nel corso di tanti anni sull'intrinseca e istituzionale incostituzionalità dell'agire dei diversi partiti berlusconiani? Di chi è la responsabilità del nostro andare a votare con una legge elettorale viziata di incostituzionalità, come ci ha appena ricordato lo stesso presidente della Corte costituzionale? Le dichiarazioni di appartenenti al Movimento 5Stelle non si sono mai tradotte in atti che possano essere ritenuti incostituzionali, e il loro essere nel luogo costituzionale per eccellenza, il Parlamento, e il confronto e la dialettica che ciò comporta, dovrebbero essere da tutti considerati con serietà nella ardua fase di transizione politica e istituzionale che stiamo vivendo.

Peraltro, una analisi seria del modo in cui si è arrivati alla mia candidatura, che poteva essere anche quella di Gustavo Zagrebelsky o di Gian Carlo Caselli o di Emma Bonino o di Romano Prodi, smentisce la tesi di una candidatura studiata a tavolino e usata strumentalmente da Grillo, se appena si ha nozione dell'iter che l'ha preceduta e del fatto che da mesi, e non soltanto in rete, vi erano appelli per una mia candidatura. Piuttosto ci si dovrebbe chiedere come mai persone storicamente appartenenti all'area della sinistra italiana siano state snobbate dall'ultima sua incarnazione e abbiano, invece, sollecitato l'attenzione del Movimento 5Stelle. L'analisi politica dovrebbe essere sempre questa, lontana da malumori o anatemi.

Aggiungo che proprio questa vicenda ha smentito l'immagine di un Movimento tutto autoreferenziale, arroccato. Ha pubblicamente e ripetutamente dichiarato che non ero il candidato del Movimento, ma una personalità (bontà loro) nella quale si riconoscevano per la sua vita e la sua storia, mostrando così di voler aprire un dialogo con una società più larga. La prova è nel fatto che, con sempre maggiore chiarezza, i responsabili parlamentari e lo stesso Grillo hanno esplicitamente detto che la mia elezione li avrebbe resi pienamente disponibili per un via libera a un governo. Questo fatto politico, nuovo rispetto alle posizioni di qualche settimana fa, è stato ignorato, perché disturbava la strategia rovinosa, per sé e per la democrazia italiana, scelta dal Pd. E ora, libero della mia ingombrante presenza, forse il Pd dovrebbe seriamente interrogarsi su che cosa sia successo in questi giorni nella società italiana, senza giustificare la sua distrazione con l'alibi del Movimento 5Stelle e con il fantasma della Rete.

Non contesto il diritto di Scalfari di dire che mai avrebbe pensato a me di fronte a Napolitano. Forse poteva dirlo in modo meno sprezzante. E può darsi che, scrivendo di non trovare alcun altro nome al posto di Napolitano, non abbia considerato che, così facendo, poneva una pietra tombale sull'intero Pd, ritenuto incapace di esprimere qualsiasi nome per la presidenza della Repubblica.

Per conto mio, rimango quello che sono stato, sono e cercherò di rimanere: un uomo della sinistra italiana, che ha sempre voluto lavorare per essa, convinto che la cultura politica della sinistra debba essere proiettata verso il futuro. E alla politica continuerò a guardare come allo strumento che deve tramutare le traversie in opportunità.

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BRAVA DEBORA ! Questo è il PD che voglio !

23 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 Regionali Friuli, vince Serracchiani. Aveva detto: “Sì a Rodotà, no a inciuci”

serracchiani_interna-nuova.jpg

Se quelle teste di cazzo avariate dei dirigenti PD avessero seguito l’esempio della Serracchiani, capace di sconfiggere PdL e M5S, ora avremmo Rodotà come presidente ed un governo con il M5S . In Friuli dove si è appena votato, l’esito del test  elettorale è il seguente : Testa a testa tra il presidente uscente del centrodestra Renzo Tondo e l'esponente del Pd, che la spunta per 2mila voti (39,4% a 39). Il candidato M5S al 19,2%, 8 punti in meno delle politiche. Un test  che avvalora ancor di più le proposte della base PD su Rodotà e che paga l’incazzatura di Serracchiani col suo partito.

In Friuli Venezia Giulia le urne hanno premiato  Debora Serracchiani, la candidata del Pd che due giorni fa entrò  in polemica con il suo partito per le scelte sul Quirinale (si era espressa per il sostegno a Rodotà e il no a qualsiasi inciucio) .

Il Pd è il primo partito, al 26,82%, seguito dal Pdl al 20,05% e M5S (13,75). Per il Pd “è andata straordinariamente bene, visto che dall’esito delle politiche in poi, non abbiamo brillato per iniziativa politica, fino ad arrivare all’elezione del presidente della Repubblica con tutto quello che è accaduto”, commenta Serracchiani. “Il Pd è il primo partito – prosegue – ma con fatica, comunque sotto il risultato a cui potevamo aspirare, e cioè circa il 30%”.

Ignazio Marino, ”questa è la dimostrazione che quando c’è gente nuova e preparata si vince”.

Ora, se solo volesse, Napolitano potrebbe  designare premier Stefano Rodotà a garanzia del NO AGLI INCIUCI.


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