Delirio e scadenzario leghista al raduno di Pontida
Il Senatur al raduno di Pontida: «Una crisi adesso gioverebbe alla sinistra. Bisogna abbassare le tasse. Ministeri? Due al Nord». Condanna alle "missioni di pace"
PONTIDA (BERGAMO)
Far cadere il governo Berlusconi sarebbe un favore alla sinistra. Lo ha affermato il leader della Lega Umberto Bossi, non certo intenzionato a «mandare in malora» il Paese. Dal palco del raduno del partito a Pontida, il Senatur ha parlato di fronte a circa 80 mila militanti, secondo la stima del stima del ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. Dopo la consueta cerimonia di giuramento dei 52 sindaci neoeletti all'ultima tornata delle amministrative, , hanno sfilato sul palco i segretari nazionali.
Ore 12.15 - "La Lega non è in rotta"
«I giornalisti dicono solo falsità, sono schiavi di Roma, la Lega non è in rotta, ma è pronta a conquistare la libertà della Padania». Così, circondato da tutto lo stato maggiore del partito, Umberto Bossi ha iniziato il suo discorso, sottolineando che non ci sono divisioni all’interno del Carroccio.
Ore 12,17 - Appello a Tremonti: "Riscrivi il patto di stabilità"
«Un pò di soldi si possono trovare», occorre far finire le missioni di guerra. «Caro Giulio se vuoi avere i voti della Lega non puoi toccare più i Comuni, gli artigiani, le piccole imprese - ha affermato il Senatur rivolgendosi a Tremonti.
Ore 12,19 - "La leadership di Berlusconi potrebbe finire nel 2013"
«La tua premiership è in discussione dalle prossime elezioni». Bossi ha lanciato un messaggio diretto al Cavaliere: «Non è detto che alle prossime elezioni andremo con Berlusconi», se non «ascolterà le nostre proposte la sua leadership potrebbe finire con le prossime elezioni politiche», ha osservato il Senatur.
Ore 12,23 - "Allevatori, i truffati siete voi"
«Allevatori, i truffati siete voi: non basta venire a Pontida, bisogna andare giù a far vedere al Parlamento, al Pdl e a quei delinquenti come Casini che danno a voi dei ladri. A loro bisogna dare una mano di bianco», ha detto Bossi agli allevatori che da tempo chiedono di rinviare il pagamento della multe sulle quote latte.
Ore 12,26 - "Ministeri al Nord, a Roma c'è solo la cultura della burocrazia"
«Il mio ministero e quello di Calderoli vengano in Lombardia. Al nord ci saremo io, Roberto Calderoli e poi verrà anche Tremonti. Che senso ha avere un ministero dell’Industria a Roma? A Roma c’è solo la cultura della burocrazia. Tutti i giorni saremo lì». Il Senatur ha rilanciato il decentramento dei ministeri al Nord e parlato anche della scuola di magistratura inaugurata ieri a Bergamo. «I magistrati non potranno fermare un popolo in cammino contro il centralismo padano». Ed ancora: «La Lombardia ha diritto ad avere i suoi magistrati».
Ore 12, 30 - "Brianza piena di mafiosi, bisogna dare un segnale"
«La Brianza è piena di mafia e con i ministeri a Monza diamo un segno di rilancio alla gente», ha detto rivolto al ministro dell’Interno Roberto Maroni: «Sai che la Brianza è piena di mafia? Dagli una soppressata».
Ore 12, 35 - L'urlo dei militanti leghisti: "Secessione"
«Secessione, secessione!». L'urlo del popolo leghista si è levato non appena Bossi ha citato i costi della politica romana, inneggiando anche a «Padania libera!» e «Libertà». «Questo è il risultato che si otterrà se si continua a trattare il Nord come un somaro». Così ha replicato il leader del Carroccio: «Se volete la secessione ci si prepari: la Lega verrà incontro ai popoli del nord che vogliono una pressione molto forte verso il centralismo, e lo avranno. L’altra volta ci ha fermato la Magistratura, questa volta saremo ancora più incazzati».
Ore 12,40 - "Non faremo la fine della Grecia"
«Non faremo la fine della Grecia». Ne è sicuro Bossi, per il quale c’è la possibilità di tagliare le tasse senza il rischio di avere i problemi di Atene. Per il fisco «dobbiamo trovare i soldi. Dalla fine delle missioni di guerra o di pace che dir si voglia si può recuperare un bel miliardo di euro».
Ore 12,45 - "Non manderemo in malora il Paese"
«Non ci prenderemo la responsabilità di mandare in malora il paese ma può darsi che la gente ci dica stop, basta con Berlusconi ed allora dovremo decidere tutti assieme», ha commentato il Senatur, precisando che andare alle urne in questo momento equivarrebbe solo a fare un favore alla sinistra.
Ore 12, 50 - Maroni: "Sognamo una Padania libera e indipendente"
«Il capo ha già detto tutto, ha detto cose molto chiare e molto forti: chi ha orecchie per intendere, a Roma, ha già inteso». Così ha esordito il suo intervento Roberto Maroni, acclamato a gran voce come prossimo premier. Il ministro dell’Interno ha insistito più volte che bisogna rivedere il patto di stabilità e togliere le spese per la sicurezza. «Noi abbiamo un grande sogno: una Padania libera e indipendente».
Ore 13,00 - Lo "scadenziario" della Lega
Al termine del comizio è stato distribuito un volantino con tutti gli impegni che il Carroccio chiede al governo di realizzare nei prossimi 180 giorni. Entro due settimane, il Consiglio dei Ministri deve approvare la riforma costituzionale che prevede il dimezzamento del numero dei parlamentari e il senato federale, la cui approvazione definitiva dovrà avvenire entro 15 mesi. La Lega chiede inoltre l’approvazione da parte del consiglio dei ministri del decreto legge sulle missioni militari con riduzione dei contingenti impegnati all’estero.
Entro 30 giorni, invece, per il Carroccio devono essere approvati altri sei punti: l’attivazione delle procedure per l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia alle regioni che le abbiano richieste; approvazione delle misure per la riduzione delle bollette energetiche; riforma del patto di stabilità interno per i Comuni e per le Province; taglio dei costi della politica; finanziamento del trasporto pubblico locale; prime norme per l’abolizione delle ganasche fiscali e delle misure «vessatorie» di Equitalia.
Sessanta giorni è invece il termine ultimo per approvare la metodologia per la definizione dei costi standard da applicarsi alle amministrazioni dello Stato. Entro l’estate del 2011 il Carroccio chiede di approvare la proposta di legge di riforma fiscale e l’approvazione definitiva in Parlamento entro la fine dell’anno. La soluzione definitiva del problema delle quote latte dovrà essere definita entro l’autunno del 2011, mentre entro il dicembre di quest’anno dovrà essere definito il codice delle autonomie.
fonte : La stampa.it
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