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Blog  di Caranas

HO VISTO UN FILM : CASINI AL QUIRINALE E ALFANO A PALAZZO CHIGI

8 Ottobre 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Ho visto un film

Film.jpg

di  Andrea SARUBBI  deputato in progress

 

Mi piacerebbe credere alla notizia dei 45 fuggiaschi dal Pdl, davvero. Non che non siano vere le cene di corrente, o i mal di pancia, o tutto il resto: semplicemente, non credo che alla fine Scajola abbia il coraggio di andarsene davvero, sfidando il mare aperto senza neppure la prospettiva di un porto in cui ormeggiare. Magari con una nuova legge elettorale gradita a Casini, tipo il sistema tedesco, il coraggio si troverebbe pure; in queste condizioni, però, mi pare difficile che la maggioranza perda pezzi. Se mai, temo il contrario: dopo aver letto le ultime dichiarazioni sul condono – quanto tempo è che lo dico? Sarà almeno un anno e mezzo? – ho visto un film terribile, che purtroppo non mi pare molto di fantascienza.

Silvio è bollito e se ne rende conto, ma non vuole uscire di scena in maniera ingloriosa. Parentesi: non è già abbastanza ingloriosa la situazione, eccetera eccetera? Risposta: sì, ma lui non se ne accorge. Chiusa parentesi. I numeri in Parlamento non gli mancano – non a caso ripete costantemente a Napolitano che si dimetterà solo se sarà il Parlamento a sfiduciarlo – purché non si rompa l’alleanza con la Lega: Bossi lo sa, e per questo alza il prezzo con le battute sul voto nel 2012, ma alla fine sa pure che nel 2012 si perde sicuro, mentre nel 2013 chissà. Silvio, dicevo, vuole dunque uscire di scena come si deve: portando a termine il governo più longevo della storia repubblicana e scegliendo il proprio successore. Per questo non vuol sentire parlare di Berlusconi-bis, per questo sorride quando il Formigoni di turno gli nomina le primarie. Andrà avanti fino a fine legislatura con le forze che ha, ma cercherà di ottenere l’astensione dell’Udc sempre più frequentemente, per poi chiudere l’accordo in vista della campagna elettorale. E qui entra in gioco il condono: non una robetta da 5-6 miliardi, ma una roba grossa, un condono tombale sia sul fronte edilizio che su quello fiscale, che di miliardi ne frutterebbe almeno 16. È vero che 16 miliardi sono un bel gruzzolo per ridurre il debito, ma 16 miliardi sono pure il costo esatto del Fattore famiglia, assai gradito al mondo cattolico (me compreso, lo dico per la cronaca) e cavallo di battaglia dell’Udc in Parlamento. A rigor di norma europea, le entrate una tantum non possono essere utilizzate per la spesa corrente, e questo è vero; ma con una partita di giro un po’ larga si riesce a fare di tutto. A quel punto, si tratta solo di aggiungere un piccolo dettaglio: la promessa del Quirinale per Casini, in cambio di Alfano a Palazzo Chigi. L’Udc naturalmente ci sta, Fli – se non si spacca del tutto – rientra nel Centrodestra perché non ha alternative, con l’alibi che ormai Berlusconi non c’è più, l’Api decide lì per lì, la Lega si rassegna perché l’alternativa sarebbe perdere. Il film che ho visto, però, finiva con l’allestimento dei seggi: come siano andate quelle elezioni non lo so, e preferisco non saperlo se no non ci dormo più.

 

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