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Blog  di Caranas

L’Italia sta affondando – ormai è chiaro – e Fuscaldo sprofonda vivacchiando .

27 Luglio 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

Piazza-fuscaldo-copia-1.jpg

                                                                           di Caranas

Sono a Fuscaldo (a estivare - si fa per dire ) da ormai 12 giorni. Ho già rivissuto tutte le difficoltà di ogni anno di noi “turisti calabresi” . Qui , dopo i primi tre giorni, la  "depressione" comprimente e derivante dall’agonia ( ‘u rago ) del paese,  ti aggredisce anche in piazza dove cerchi rifugio  assistendo all’ennesimo festeggiamento in onore di San Giacomo Maggiore Apostolo , patrono di questa comunità. Sempre le solite cose, non c’è verso ! Non cambia nulla .

Il solito in giacca e cravatta , quattro o cinque giovani che cercano di movimentare  ” l’aria “ davanti al palco, rumore (non melodia)  assordante che non permette neanche un saluto vocale, ed i soliti anonimi ma non troppo seduti ai tavoli di plastica semivuoti che ormai riempiono mezza piazza.  

Fuscaldo mostra ancora una volta il suo declino prettamente italico e, certamente non è tutta colpa della crisi.

Torno dalla Spagna e , a  Fuscaldo , a differenza non dico di Barcellona che vive solo di Gaudì, ma dei paesini limitrofi della Catalogna,  le  difficoltà le noti subito  tutte ( compresa l'assenza di spazzini nelle vie e quelle derivanti dall'erba alta- prova a viaggiare da Fuscaldo Marina al Paese col finestrino destro aperto... ) e non sono minori rispetto alla Grecia ormai simbolo della crisi. In Spagna però, solo due settimane fa, tutta ‘sta crisi non l’ho vista a Barcellona , a Madrid invece no, lì si fa sul serio, e di botte la popolazione che protestava ne ha prese tante.  Certo anch’essa , come l’Italia, soffre per scelte di politica economica che hanno impoverito i cittadini e messo in ginocchio il sistema delle imprese, da noi però  esiste una strana calma. Come a Fuscaldo. Nessuno s’incazza. Nessuno, neanche  quelli che di solito affidano i propri messaggi di protesta a FB, neanche  escono , chiusi in casa o a cercare il fresco su quella specie di cortissimo-lungomare fuscaldese.

"Perché? Appunto, per senso di colpa tanto per la nazione , tanto per il paesello, perché siamo intimamente consapevoli del fatto che il disastro al quale si sta cercando ora di riparare (senza frutti) l’abbiamo creato noi stessi, ognuno di noi, gli italiani presi singolarmente, spesso senza nemmeno rendercene conto, anno dopo anno, giorno dopo giorno. Tutti o quasi ( nella mia piccola realtà , perdonatemi, io no, a meno che non mi si voglia incolpare di aver sempre votato a sinistra, la mia sinistra, ma mi inserisco ugualmente) abbiamo avuto e abbiamo una quota di responsabilità per la situazione di dissesto nelle finanze pubbliche.  Abbiamo spolpato lo Stato, ne abbiamo tratto tutti un qualche indebito vantaggio, e adesso con chi dovremmo prendercela se non con noi stessi?

Siamo tutti colpevoli, quo quota ovviamente. Quello che non ha mai pagato le tasse e quello che se le è ridotte, diciamo così, di sua iniziativa, tanto prima o poi ci sarebbe stato un condono per qualunque tipo di abuso. Quello che ha avuto una consulenza pubblica che forse non gli spettava o che forse non meritava. Quello che al genitore anziano ha fatto ottenere l’invalidità grazie ad un amico medico compiacente. Quello che – commerciante, barista, panettiere, calzolaio, corniciaio, idraulico – non ha mai emesso uno scontrino o una fattura, o ne ha emessi talmente pochi durante l’anno da risultare al fisco quasi un indigente. Quello che lavora alla Asl, o che ha il cugino usciere al ministero, o la sorella impiegata alla Comunità montana, o il fratello autista alla municipalizzata, o la cognata cassiera in banca – e tutti sono stati assunti, non per merito o titoli, ma perché un politico o un sindacalista ha dato loro la classica spintarella.

E poi c’è il professore d’università che ha fatto vincere il concorso da ricercatore al figlio o alla nipote, quello che è andato in pensione con 15 anni sei mesi e un giorno di contributi e adesso fa il rappresentante di commercio, come un altro lavoro, rigorosamente in nero, fa anche l’operaio finito da anni in cassa integrazione. E poi ci sono il medico e l’avvocato che pretendono in nero metà del compenso dai loro clienti, il commercialista che vive di perizie grazie alle giuste amicizie in tribunale, il geometra che sa chi ungere all’ufficio edilizia del Comune, ecc. ecc. "

"L’Italia è stata [come il mio paesello d’origine che ne fa parte] per decenni, il circo appena abbozzato. Un paese nel quale tutti si sono fatti gli affari proprio alle spalle del prossimo, nella convinzione soggettiva di essere furbi, di non star facendo in fondo nulla di male, di fare quello che in fondo fanno tutti, e via giustificando se stessi. Sino a che il conto di tanto scialo con i soldi dello Stato (cioè nostri) ci è stato presentato e lo abbiamo scoperto non salato, ma salatissimo”. E a Fuscaldo il dissesto avanza. D’altra parte , da amministrazioni incapaci anche  di far fare la lettura dei contatori dell’acqua potabile cosa ti puoi aspettare ?

“Ecco perché gli italiani non scendono in piazza in massa a spaccare le vetrine o a insultare il prossimo, a darsi fuoco o ad assaltare gli edifici pubblici. Se lo facessero, da un lato si vergognerebbero come cani, dall’altro gli verrebbe anche un po’ da ridere. Non è il senso di responsabilità a trattenere la nostra rabbia, ma quel che ci resta di senso della decenza.”

Ma Berlusconi è tranquillo perché di coglioni che ancora lo voteranno ce ne sono moltissimi, soprattutto a Fuscaldo.

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PS: non vado via subito perché altrimenti “ ammanca l’acqua !”

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