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Blog  di Caranas

QUANDO LE DONNE LA DAVANO PER IL “ LOR PIACERE”

5 Febbraio 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

A proposito della sentenza sullo stupro di gruppo

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                                                              °°°°°°°°°°°°°°°°°°°

 

C’era un tempo in cui nelle piazze delle “donne”, degli “operai” e degli “studenti” si conquistavano contemporaneamente tanti diritti. Non è un tempo lontano, vive ancora oggi nelle poche conquiste non ancora perse la più chiacchierata delle quali è l’articolo 18, articolo che andrebbe (per rispetto) chiamato con il suo vero nome: articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, senza dimenticare le iniziali maiuscole.

Il “tempo” che ha partorito lo Statuto dei Lavoratori era un tempo la cui spinta produsse la legge sul divorzio, quella sull’ aborto ma ha anche milioni di striscette incollate su altrettante pubblicità con su scritto “questa pubblicità offende la dignità delle donne”.

Le minigonne avevano lasciato spazio alle maxigonne a sottolineare il fatto che la Donna non fosse solo la ciccia che sta intorno alla …. e che a fare una battuta del genere si rischiavano seriamente e giustamente calci sugli ammennicoli maschili. Era un tempo in cui l’outing significava avere il coraggio (tanto)di gettare le basi dell’arcigay.

Era un tempo in cui oltre ai diritti dei lavoratori si scoprivano i pregi di quella “rivoluzione sessuale” propugnata dalla stessa persona che aveva messo in guardia il mondo contro la “psicologia di massa del fascismo” persona che fu ebreo comunista e tedesco nella Germania che scivolava verso il nazismo. Era il tempo in cui un’autrice italiana formava il proprio modo di pensare il sesso in quella stessa università di Trento dove tanti altri formavano il proprio modo di pensare la politica, autrice che ha regalato alle donne la consapevolezza di cosa c’è dietro le labbra e ai maschi la consapevolezza di cosa sia il nido da dove spicca il volo il loro uccello.

Era un tempo in cui si gridava “il personale è politico” un tempo in cui si credeva che la “Politica” con la P maiuscola riguardasse tutti, ma proprio tutti, gli aspetti della vita umana e per conseguenza i maschi che volevano essere qualcosa in più di tutto quello che sta attaccato al poteredelcazzo dovevano schierarsi dalla parte della dignità della donna anche dentro le proprie case, nel proprio privato.

Adesso fare politica, anche qui a sinistra, significa contrattare pezzetti di potere contro quelli che il potere lo creano e quindi lo conoscono meglio di noi.

Se fare Politica tornasse ad essere quel creare un punto di vista alternativo al neoliberismo (perché capitalismo non si può più dire), se ci ricordassimo che l’unico potere che ci piace è quello della fantasia e della solidarietà forse i diritti non ancora persi potrebbero essere riconfermati, e quelli che non abbiamo più riconquistati e l’umanità potrebbe ricominciare la sua marcia per il diritto ad una vita che vale la pena di vivere, una marcia contro l’imbecillità , la criminalità e la volgarità fisica morale e culturale del capitalismo e dei suoi derivati.

 

(Da un commento di Claudio su SEL.it)

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