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Blog  di Caranas

Sognando il vecchio partitone comunista italiano

9 Ottobre 2012 , Scritto da CARANAS Con tag #POLITICA

 

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Inutile pensarci, la nostra storia, quella del comunismo italiano, quella che nel 1976  arrivò a  12 milioni di voti (34,4 %), non è più quella gloriosa di allora ed anche Bersani lo sa. Di più non si può fare, un pragmatismo che sa molto di tramonto, adda passà a nottata diceva il grande Eduardo, tramonto più che sol dell’avvenire. E tutto questo proprio nel momento in cui il capitalismo è in forte crisi a livello globale , crisi priva di sbocchi proprio  per l’assenza di un forte sistema comunista che fino a qualche anno fa ha rappresentato un serio competitore che dava energia al capitalismo internazionale e gli faceva trovare i giusti anticorpi per rigenerarsi. Morto il PCI ( quello cinese è altra cosa che si rigenera proprio col capitalismo) , caduto il muro di Berlino, già con l’ascesa di Boris Eltsin al potere in quel territorio che era la culla tradizionale del comunismo internazionale, il capitalismo diventò “sistema”, annunciando senza saperlo , la propria fine per mancanza di un modello antagonista perfetto. Scrivevo qualche giorno fa in una poesia che con l’IPad e l’IPod non si fa rivoluzione. Non si discute più davanti alle fabbriche, non c’è più coscienza di classe, occorrerebbe ripartire uccidendo questa lobotomizzazione di massa , ritornando magari ai volantini di una volta. Si continua a pensare di tirar la giacca a Casini, ma mandiamolo a farsi benedire ! Più coraggio ci vuole ! Più di dieci milioni di voti (ancor negli anni ’90) possono fare la differenza solo se c’è un’IDEA, e questa idea deve ripartire dagli uomini vecchi e nuovi del glorioso PCI ora PD. Noi comunisti siamo ancora tanti, non so quanti, ma certamente più di quelli che dice la Questura.

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