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Blog  di Caranas

religione

Il presepe di Caranas passione e tecnica

8 Dicembre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

 

                             
                                                                                                     di Caranas 
                                                                                    

Il presepe è una delle grandi tradizioni italiane (non solo) che scandiscono gli appuntamenti di Natale. Costruendo il presepe si ritorna all’atmosfera che ci circondava da piccoli per la gioia dei bambini ( ricordate le mille stelle a 10 lire? )Avevo nove anni quando costruii il primo presepe e dentro quel mondo fatto di materiali poveri (tutto fatto in casa , anche i pascjhareddri) vedevo un universo in cui la fantasia poteva  sbizzarrirsi . Non ho più smesso da allora   ( tranne che per gli anni universitari ) migliorando la tecnica con l’uso sempre più evoluto dei materiali fino a rendere il paesaggio quasi vivo.

Oggi, presi dai nostri problemi metropolitani, non abbiamo tempo da dedicare al presepe e poi : si sporca la sala, ci vuole tempo, bisogna uscire per comprare l’occorrente, non ci sono soldi perché c’è la crisi…

Ma cosa? Vuoi mettere la felicità provata e la soddisfazione di avvicinarti a Dio, quel Dio fattosi  bambino, un neonato che non fa paura… il Verbo che si è fatto carezza. Chissà che avrà provato quella volta San Francesco d’Assisi !

 

Tecniche costruttive o meglio … procedimento :

 

procurati dei pezzi di polistirolo, altri di legno, della stoffa di sacco, un po’ di scagliola (gesso), carta da pacchi, segatura, muschio (lo trovi anche sugli alberi ad indicare il nord), dei sassolini e carta stagnola .

Su una base di legno ( va bene anche il ripiano di un vecchio banco di scuola), prepara lo scheletro scenografico partendo dalla grotta ; poi passa al paesaggio circostante con case, resti di tempio romano ( usa tappi di sughero incollati in verticale con attak)  , ruscello e laghetto ( con la carta stagnola fissata dai sassolini per l’argine).

Quando il presepe incomincia a prendere corpo, accartoccia più volte  la carta da pacchi e con essa ricopri le forme già preparate con il polistirolo ed altri materiali (grotta , monti , ecc.) e con la stoffa di sacco altre forme da ricoprire poi con spennellate di gesso quasi liquido. Non dimenticare il cielo ( con carta stellata rigorosamente blu) . Puoi ora sistemare le luci ( prendi quelle con il marchio CE) e il contenitore della paglia per la stalla ( usa pezzi di tralci di vite o legnetti incollati a X con attak). Infine colora come meglio credi usando i colori a tempera un po’ liquidi in modo da poter spruzzare il miscuglio sulla carta da pacchi.

Usa la segatura per i viottoli , spiazzi ecc. e sistema i pastori ( se non li hai preparati prima col Das o plastilina o pasta di sale, acquistali pensando alle giuste misure per il tuo lavoro).

Manca la stella cometa e qualche angioletto da sistemare sopra la grotta.

Fai nevicare con della farina bianca. Il presepe è pronto! La notte del 25 metterai il bambino  Gesù.

Non dimenticare : ai bambini , al mattino piace spostare i pastori (effetto dinamico!)

                                                  

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Dai Maya al catasrofismo tra fascino e realtà

3 Ottobre 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

Apocalisse del 2012 . Non ci credo ma mi preparo

 

                                                                                                di Carmelo Anastasio

 

 

 

      Come se non bastasse la crisi che ci attanaglia , ecco le immancabili ciliegine sulla torta : le tematiche catastrofiche legate alla fatidica data del 21 dicembre 2012 che abbondano in rete e sulle tv.

Perché è importante questa data? Sembra che rappresenti la fine del mondo e appassionati studiosi (dilettanti e non ) di archeoastronomia , scienza nuova solo per l’Italia , ne discutono eludendo però gli approfondimenti scientifici necessari ; forse perché è più bello fantasticare ed esplorare l’ignoto facendo cadere nell’oblio quelle spiegazioni che la storia ci dà ad interpretazione esatta dell’enigma.

E’ noto infatti che le reazioni ‘folkloriche’  di panico, avvengono per l’assenza di una valutazione razionale di una particolare minaccia, stereotipo timore che veicola la discussione e funge da stimolo.

Bisogna infatti risalire al misterioso calendario della civiltà Maya per capire che il 21 dicembre 2012 rappresenta soltanto la fine di un ciclo non quella del mondo. Il nostro calendario è ciclico : si susseguono le ore con ciclicità giornaliera per dare origine a un nuovo giorno  , si susseguono ciclicamente i giorni e i mesi mentre  gli anni crescono sempre.

Per il calendario Maya la ciclicità era un po’ diversa dalla nostra , comprendeva le ere ( quella attuale è l’era cosmica) . Prevedeva infatti un ciclo lungo formato da 5200 anni  a sua volta composto da 13 cicli corti di 400 anni circa. Finito il ciclo lungo … si ricominciava! Nulla di catastrofico quindi. Il ciclo attuale è iniziato circa 3188 anni a.C. Il 21 dicembre 2012 è assimilabile per questo al nostro capodanno del 2000.

Questa della End of the world è una delle tante profezie che si sono aggiunte successivamente e l’amplificarsi della faccenda ha permesso l’aggiunta di altro che non ha alcun senso. E la storia assomiglia al millenarismo medioevale europeo, tipica di quel modo di pensare alla fine del millennium. Un nuovo elemento della vena catastrofica  che sommerge via media, tv, stampa e cinema con attacchi e invasioni aliene. A latere, qualcosa di vero c’è in realtà. Ad esempio, sulla correlata inversione del campo magnetico terrestre,  c’è un’ampia bibliografia che tratta anche la fine dell’era cosmica Maya.  Studiosi del settore , Maurice Cotterel e Adrian Gilbert, sostengono che l’inversione non ha nulla di soprannaturale , si tratta semplicemente di un fenomeno dovuto  allo spostamento dell’asse della terra ( e qui si ritorna alla ciclicità ) , cosa avvenuta più volte nel passato e che avverrà di nuovo. Quando , non si sa.

Il piano dell’ellittica del sistema solare vedrà lentamente una diversa inclinazione assiale della terra,  ma questo non comporta influenze ufologiche o archeoatrologiche  nonostante il tema del diluvio universale sia ancora oggi uno dei grandi misteri già appartenuto ad ogni cultura antica.

L’inversione del campo magnetico terrestre è oggi misurabile attraverso l’esame di alcune particelle contenute nelle rocce. Particelle che sono dotate  della capacità  di “registrare” il lento processo dell’inversione della polarità; attenzione però, viene misurato il processo di variazione ma non è possibile stabilire quando avverrà l’inversione. La conseguenza più immediata della variazione del campo magnetico è l’aumento lentissimo delle radiazioni che bombardano la terra , ma nulla di apprezzabile. L’altro bombardamento, quello delle notizie false,  provoca una psicosi che incomincia a generare business . Come negli anni settanta. Crescono infatti quelli che acquistano riviste specializzate ma anche provviste a lunga scadenza . Ci sono poi i più spinti, i fanatici, quelli  che si fanno costruire, o peggio si costruiscono “ fai da te “,  bunker della sopravvivenza come soprattutto sul territorio svizzero nel periodo della guerra fredda .

Credere all’apocalisse del 2012 è facile , come sostiene il Prof. G.Magli esperto in archeoastronomia : “l’uomo non accetta che qualcuno, in periodi storici diversi, abbia prodotto le stesse idee”. Eppure, civiltà che non si sono mai conosciute (o no?) costruirono piramidi a Giza mentre altre nello stesso tempo le costruivano a Caral (Perù) , ciclicità anche degli schemi mentali ?  Per approfondire , trovo interessanti  le teorie  di studiosi come Boval e Icke, ottimi professionisti che  agiscono in buona fede.

 

Se da un lato ci sono cose veramente inspiegabili, dall’altro c’è il rischio di cadere in drammatizzazioni dannose sia per i professionisti seri del settore, sia per coloro che subiscono l’onda del ‘panico morale’ non essendo preparati a ragionare con pensiero critico.

Le profezie ci sono sempre state nei secoli. Non ultima quella di Nostradamus, e tutte molto oscure nelle quali si può leggere ( ed è questo quello che affascina) ogni tipo di conclusione. A piacere, secondo l’interesse soggettivo,  ma anche di chi commercialmente può sfruttarle approfittando dell’onda. Si sa che libri di storie catastrofiche o di misteri sono molto venduti. Ognuno vede in questi scritti, nelle ‘Quartine’ profetiche , negli assunti ambigui e fumosi, quello che vi proietta la propria personalità, un riflesso di quello che si ha in mente. Salvo poi scoprire , come nel caso degli annunci di  Nostradamus, che con le date indicate ( 1732 e 1792) non ci aveva per niente azzeccato. Infatti in quegli anni, nulla di catastrofico avvenne. Come per il “mille e non più mille”  nell’avvento del 2000.

 

E’ tempo di crisi, di restrizione della libertà di stampa,  di disoccupazione ( “Per trovare lavoro bisogna non essere disoccupati “ – C. Pavese) , tempo di veleni in mare e di preoccupazione altissima, tempo speciale e terreno migliore per la proliferazione del “panico morale sociale”. E se la gente non sa più a cosa credere, alla fine finisce col credere a tutto  ( G.Chesterton ) perciò prevale il : “non ci credo, ma mi preparo”.

 

 

                                                            ©  Carmelo Anastasio 2009 

 

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filidiparole...

27 Giugno 2009 , Scritto da CARANAS Con tag #RELIGIONE

 

                            

E se DIO fosse un UFO?

 

Un contributo all’interrogativo viene dall’arte. In un video inglese trovato su youtube , si vede un quadro pieno di mistero che si trova in una chiesa nel bresciano . Il mistero che l’avvolge, nasce dalla rappresentazione della crocefissione di Gesù Cristo, contornata ai due lati da due non meglio identificati oggetti “volanti”, così almeno li vedo ; non certamente raffigurazioni consone al tema, nel senso tradizionale del termine. I due oggetti infatti appaiono in stile astronave UFO e racchiudono all’interno una figura umana maschile (sparizione del corpo di Cristo? E l’altro? Il buon ladrone?)- Cosa ci fanno li i due oggetti? Qual è il messaggio dell’autore ? Trattasi di una partenza che annuncia una seconda venuta? Un teletrasporto di due eletti? Le due immagini suggestive sembrano  il prologo annunciante l’apocalisse, quasi una predizione profetica se collegate a  resurrezioni e giudizio finale di cui neanche il Figlio conosce il giorno e l’ora. E se fossimo stati creati ad immagine e somiglianza di extraterrestri ? Nella Bibbia quando si parla di Dio, le descrizioni sono sempre accompagnate da luci, bagliori e fuochi provenienti dal cielo. Potrebbe trattarsi di navicelle spaziali che al tempo in cui la bibbia è stata scritta , magari venivano interpretate come apparizioni divine. Magari lo stesso Eden era Atlantide scomparsa perché … non lo so!

Che filminteressante sarebbe! Vediamoci allora quest’altro video :

 

   

            
              
 

Il Popol Vuh, libro sacro dei Maya, narrava:

<< ... un diluvio fu suscitato dal Cuore del Cielo (...)
una pesante resina cadde dal cielo (...)
la faccia della terra si oscurò,
e una nera pioggia cadde su di essa,
notte e giorno>>.

Nella nostra epoca, dunque, starebbe per concludersi, secondo il calendario Maya, la quinta Era e, se non sono stati sbagliati i calcoli, il tutto si compirà nel 2012. Povero premier !!!

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CHIESA CATTOLICA, MA SOPRATTUTTO ROMANA

14 Aprile 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #RELIGIONE

 

» di Carmelo Anastasio

 

Premessa
: questo articolo non vuole assolutamente mettere alcuno in rotta di collisione con la posizione secolare della Santa Sede sulla sua romanità, né tantomeno mettere in dubbio la sua “saggezza infallibile” anche se  la regola infallibile per l’interpretazione delle posizioni remote del Vaticano e della Scrittura è la Scrittura stessa (Credo di Westminster 1646).

Per evidenziare meglio il mio modo di affrontare taluni temi, mi sembra opportuno citare Denis Diderot  : “Scrivo su Dio: conto su pochi lettori e ambisco a poche approvazioni. Se questi pensieri non piaceranno a nessuno non potranno che essere cattivi, ma se dovessero piacere a tutti li considererei detestabili.”   (Pensieri filosofici, 1746)

                                                       ………………..

Per approfondire, con riflessioni dinamiche,  il discorso sulla romanità della Chiesa Cattolica e dei suoi atti caratterizzati nel tempo certamente da spirito non evangelico, si potrebbero spendere fiumi di parole. Basterebbe citare ciò che non fece Costantino nei confronti di papa Silvestro nel 324 che attendeva ricompensa per il battesimo dell’imperatore , oppure ancora,  il Credo di cui in premessa : “ Non c’è altro capo della Chiesa all’infuori del Signore Gesù Cristo.E il papa di Roma non può essere il suo capo, in alcun senso …”. O il “puttaneggiar  coi regi”  di Dante (Inferno, XIX,108 e 112-117) :

 

Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,

non la tua conversion, ma quella dote

che da te prese il primo ricco patre!

 

Per dirla in senso impertinente (P.O.) :” tutte le religioni del mondo pretendono di avere il monopolio della verità per sé, a scapito di altre e di conseguenza finché ci saranno religioni, che siano romane o universali o altro, ci saranno guerre di religione, come ci sono e , come ci insegna la storia, ci sono sempre state. Però ,  non ci sono guerre di scienza , magari non santa , ma certo Katholika, cioè non romana ma universale”.

L’importanza della romanità della Chiesa Cattolica non sfuggi neanche all’Uomo della Provvidenza Cavalier Benito che dell’universalità della Chiesa aveva un concetto più che Romano che ben si sposava con i suoi obiettivi. Candidamente , il 5.5.1929 alla Camera spiegò : “ Le idee religiose hanno ancora molto impero, più di quanto non si creda da taluni filosofi. Esse possono rendere grande servizio all’umanità. Essendo d’accordo col papa si DOMINA ancora la coscienza di 100 milioni ( oggi più di un miliardo) di uomini.

 

Ma torniamo al nocciolo “glocale” (termine a cui sono affezionato). Già in FUSCALDO nel 1559 , esattamente il 4 settembre, nella prigione del Castello dell’Elce, la tematica sulla Chiesa cattolica veniva affrontata, non certo in posizione di vantaggio (grazie al vescovo di Lesina e Nunzio pontificio romano) da uno dei tanti finiti poi sul rogo in Ponte ( la testata di Ponte di Castel S.Angelo – approfondimenti si potranno fare , per chi vuole, presso il Convento della Minerva –Roma dove è depositato l’originale atto di condanna del  Gian Luigi Pascale). Riporto alcuni passi di una sua lettera scritta nel castello di Fuscaldo :

“… Avendo scritta la presente ed aspettando l’opportunità di mandarvela , il Signore mi ha dato comodità di comunicarvi la disputa che fu tra me e il Vicario di Cosenza.Egli adunque , venuto che fu , da esaminare quelli della Guardia, che fu la sera, avendo egli cenato ed avendosi bevuto (secondo che mi disse il prete il quale mi serve)sei gran bicchieri di quei vini , se ne venne in Fuscaldo e entrato nella prigione con un detto sig.Odoardo, gentiluomo cosentino, la prima domanda che mi fece fu questa : - Donde sei tu?- Del Piemonte, risposi. Ed egli: - non avevi , soggiunse, altro che fare, se non venire a sedurre queste povere genti della Guardia?- Se Gesù Cristo è seduttore, risposi io, confesso di averli sedotti, altrimenti no; perciocché non ho detto loro altro se non quello che ho imparato nella sua scuola.- E dov’è questa scuola? Mi domandò egli. – In Ginevra, risposi, dove si predica la pura Parola di Dio.- E chi la predica?domandommi ancora.- Risposi : i Ministri di quella  Chiesa.-     Allora esso soggiunse, che cosa vuol dire : cattolica? – Risposi: universale.- Tu sei pure convinto ora , diss’egli, ritenendo che la Chiesa sia solo in Ginevra.- Io non dico che in Ginevra sia solo la Chiesa, né che sia Chiesa universale; ma la riconosco per chiesa di Gesù Cristo particolare, membro dell’universale, perciocché vi si predica la parola di Dio e vi si amministrano i Santi Sacramenti, secondo l’ordinazione di Gesù Cristo. Per la qual cagione non facciamo noi come pessimamente fate voi altri , i quali attaccate la Chiesa universale ad un luogo, e la considerate secondo la pompa , grandezza e lustro di questo mondo. Quale predicazione di Parola di Dio avete voi? Anzi la perseguitate a sangue e fuoco, e volete che in luogo di quella siano predicate le dottrine degli uomini, le quali sono un culto di Dio vano, come testifica il Profeta Isaia, e Gesù Cristo dopo di lui.   …..

Vi gloriate che la vostra Roma sia la Chiesa universale … Così voi, dipingendovi la Sacra Scrittura una Chiesa povera al mondo, vile, dispregiata e perseguitata, ve ne fabbricate una ricca, onorata e che perseguita.  …”

 

La Chiesa fondata da Cristo fu definita durante i concili di Nicea e Costantinopoli ( 325 e 381 ): UNA , SANTA, CATTOLICA, APOSTOLICA (cattolica nel senso sinodale e universale, non Romana). Il fondamento è già posto da Gesù Cristo, nessuno può metterne un altro (I Corinti 3.10). Gesù ha fondato un’unica Chiesa di cui Egli solo è il Capo (Efesini 4.15 e Colossesi 1.18). A me pare che la Chiesa Romana elabori astutamente la sua “Petrologia” istituendo un concetto errato di Chiesa che afferma la giurisdizione universale per diritto divino del Vescovo di Roma. Tant’è che la Chiesa di Roma è stata fondata quasi sicuramente da Paolo.Di Pietro infatti se ne perdono le tracce ad Antiochia e li si perde anche il significato di “ Pietro-Pietra” , perdita  che genera  tuttora anatemi che ricadono su tutti coloro che affermano che il primato del papa romano è in realtà un’affermazione più ideologica che teologica:  «il papa è nudo».

Concilio Vaticano I (1870) – Primato apostolico di Pietro : “Se qualcuno affermerà  che il Romano Ponteficie non sia il successore del beato Pietro : sia anatema”.

Si potrebbe  continuare con i 27 princìpi del Dictatus Papae  di Gregorio VII, ma allora  s’innescherebbe una discussione senza termine.

Per ultimo mi chiedo : perché nella versione ufficiale del Credo recitato oggi, manca il termine “romana” … “credo nella Chiesa, Una, Santa, Apostolica   …” e basta! C’è stato forse un ripensamento della C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana)?

La definizione di “Cattolica”del dizionario di Salvatore Battaglia non è errata e da me già conosciuta . Il punto sta nel farla propria… crederci laicamente!

 

Chiusa Pensando al dogma dell’infallibilità del papa (1870) :

“Bisogna mettersi d’accordo sulle premesse : è l’uomo solo uno sbaglio di Dio o Dio solo uno sbaglio dell’uomo? (F.Nietzche)

 

“ Se devo essere punito per aver subordinato la fede alla ragione, allora sono pronto …” ( Voltaire)


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discutiamone un po' ... con Piergiorgio Odifreddi

13 Aprile 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #RELIGIONE

                   CRISTIANI E CRETINI

 

Cristo è la traslitterazione del termine greco christos  , «unto», scelto dalla Bibbia dei Settanta per tradurre

il termine ebraico maschia , «messia», col quale l’Antico Testamento indicava colui che doveva venire a restaurare il regno di Israele.

Fra i tanti sedicenti Cristi o Messia della storia, i Vangeli canonici identificano il loro con Gesù: a sua volta la traslitterazione di Ye(ho)shua, «Dio salva» o «Dio aiuta», un nome comune ebraico che secondo Matteo fu suggerito in sogno a Giuseppe da un angelo perché il figlio di Maria «avrebbe salvato il suo popolo dai suoi peccati». Cristiano, che ovviamente significa «seguace di Cristo», nella tradizione evangelica sta dunque a indicare «seguace di Gesù», secondo un uso che gli Atti degli Apostoli fanno risalire alla comunità di Antiochia.

   Col passare del tempo l’espressione è poi passata a indicare dapprima una persona qualunque, come nell’inglese christened, «nominato» o «chiamato», e poi un poveraccio, come nel nostro povero cristo.



Addirittura, lo stesso termine cretino deriva da «cristiano» (attraverso il francese crétin, da crétien), con un uso già attestato dall’Enciclopedia del 1754: secondo il Pianigiani, « perché cotali individui erano considerati come persone semplici e innocenti, ovvero perché, stupidi e insensati quali sono, sembrano quasi assorti nella contemplazione delle cose celesti».

   L’accostamento tra Cristianesimo e cretinismo, apparentemente irriguardoso, è in realtà corroborato dall’interpretazione autentica di Cristo stesso, che nel Discorso della Montagna iniziò l’elenco delle beatitudini con :« Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei Cieli» usando una formula che ricorre tipicamente anche in ebraico (anali ruach).

In fondo, la critica al Cristianesimo potrebbe dunque ridursi a questo: che essendo una religione per letterali cretini, non si adatta a coloro che, forse per loro sfortuna, sono stati condannati a non esserlo. Tale critica, di passaggio, spiegherebbe anche in parte la fortuna del Cristianesimo : perché, come insegna la statistica, metà della popolazione mondiale ha un’intelligenza inferiore alla media(na), ed è dunque nella disposizione di spirito adatta a questa e altre beatitudini.

   Benché perfettamente soddisfacente nelle sue conclusioni, la critica etimologica sarebbe però facilmente rimuovibile da coloro che trovassero la sua argomentazione troppo debole : in fondo, in quanto Europei (dal greco eurys ops, «faccia larga») siamo anche letteralmente dei «faccioni», ma questo non ci basta per dedurre che allora abbiamo tutti un’espressione cretina e dunque come Europei non possiamo non dirci Cristiani (anche se qualcuno l’ha fatto, con argomenti non molto più articolati).

   Se vogliamo arrivare in maniera convincente alle stesse conclusioni, e cioè che il Cristianesimo è indegno della razionalità e dell’intelligenza dell’uomo, dovremo allora caricarci sulle spalle la Bibbia ( dal greco biblia, «libri») e percorrere la via crucis di una sua esegesi: non soltanto dei Vangeli (dal greco eu angelion,«buon messaggio» o « buona novella»), ma anche di ciò a cui essi si sono ispirati in precedenza , e che hanno a loro volta ispirato in seguito, dal Genesi al Catechismo.

   Così come , se volessimo dimostrare che il Cristianesimo ha costituito non la molla o le radici del pensiero democratico e scientifico europeo , bensì il freno o le erbacce che ne hanno consistentemente soffocato lo sviluppo, dovremmo turarci il naso e ripercorrerne la storia maleodorante del sangue delle vittime delle Crociate e dei fumi dei roghi dell’Inquisizione.

   E per evitare che quella storia si potesse troppo facilmente dismettere «come cosa d’altri tempi», dovremmo ricordare che anche la nostra epoca ha le sue crociate e le sue inquisizioni: perché conquistare i pozzi di petrolio dei Mussulmani, o fare referendum contro le biotecnologie, non è troppo diverso dal liberare il Santo Sepolcro dagli infedeli, o processare l’eliocentrismo. Soprattutto quando il Dio che «lo vuole» o «è con noi» è lo stesso il cui nome, oltre ad essere invocato nelle chiese, si incide sulle fibbie naziste e si stampa sui dollari statunitensi.

   Non si tratta, naturalmente, di fare di ogni erba un fascio, benché la  Chiesa Cattolica sia riuscita nel Novecento a fare con ogni fascio un concordato. Terremo dunque distinte le posizioni delle varie denominazioni del Cristianesimo, ma ci concentreremo sul Cattolicesimo: non certo per le sue immaginarie pretese di  costituire la varietà autentica della religiosità cristiana, bensì per le sue reali capacità di condizionare la vita politica, economica e sociale delle nazioni del Sud Europa e del Sud America (non a caso, le più arretrate dei loro continenti).

   In fondo , è proprio perché il Cristianesimo in generale, e il Cattolicesimo in particolare, non sono (soltanto) fenomeni spirituali, e interferiscono pesantemente nello svolgimento della vita civile di intere nazioni, che i non credenti possono sempre rivendicare il diritto , e devono a volte accollarsi il dovere, di arginare le loro influenze : soprattutto quando , come oggi, l’anticlericalismo costituisce più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa.

   In condizioni normali, una tale difesa sarebbe naturalmente compito delle istituzioni e dei rappresentanti del popolo. Purtroppo, però, questi sono invece tempi anormali, in cui presidenti, ministri e parlamentari fanno a gara per genuflettersi di fronte a papi, cardinali, vescovi, e ricevono man forte dagli apostati non solo del Comunismo e del Socialismo, ma addirittura del Risorgimento, in cui i padri avevano doverosamente separato le faccende dello Stato da quelle della Chiesa.

   A testimonianza basterà ricordare, a parte i reciproci salamelecchi tra presidenti e papi, da un lato le invocazioni alla Madonna nei discorsi di insediamento di Oscar Luigi Scalfaro al Quirinale il 28 maggio 1992 e di Pier Ferdinando Casini a Montecitorio il 31 maggio 2001, dall’altro la presenza di Massimo D’Alema e Walter Veltroni in piazza San Pietro il 6 ottobre 2002, alla cerimonia di beatificazione di Josemarìa Escrivà del Balaguer, fondatore della famigerata  Opus Dei.

   Tocca dunque ai cittadini comuni doversi far carico della difesa del laicismo (da laos ,«popolo», e laikos, <popolare»), per ovviare alle deficienze dei loro rappresentanti. E nella fattispecie,  tocca a un matematico farsene carico , per ovviare questa volta alle deficienze dei filosofi. Soprattutto di quelli che  a parole si dichiarano laici, ma nei fatti risultano essere più papisti del papa: un’impresa olimpica , tra l’altro , visti i papi che corrono. E naturalmente un matematico non poteva non fare omaggio , almeno nel titolo, al più illustre dei suoi predecessori : il Bertrand Russell di Perché non sono cristiano (1957) che fece controcanto al  Perché non possiamo non dirci cristiani  di Benedetto Croce (1943) . Ovvero, ogni epoca ha non solo i suoi filosofi collaborazionisti, ma anche i suoi matematici resistenti.

… 

Piergiorgio Odifreddi

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ECCIDIO 1561

30 Marzo 2009 , Scritto da Carmelo Anastasio Con tag #RELIGIONE

ECCIDIO 1561
                      
                
"... il carnefice col coltello insanguinato fra i denti, in mano la benda sgocciante di sangue, le braccia rosse di sangue, andava afferrando i prigionieri l'un dopo l'altro, come un beccaio prende i montoni che vuole scannare... i prigionieri guardioti stavano chiusi, ammucchiati dentro una casa. La mattina dell'11 venne il boja a pigliarsi una a una le vittime. Trattone quello che gli capitava fra mano, gli legava una benda sugli occhi e menavalo in un luogo spazioso poco distante da quella casa. Qui fattolo inginocchiare, con un coltello gli tagliava la gola e lo gettava da parte, cadavere, o agonizzante com'era. Ripresa poi quella benda e quel coltello, su tutti gli altri ripeteva la stessa operazione. In quest'ordine 88 persone furono sgozzate ...
...Così la Chiesa voleva fare dell'Italia un cimitero, entro il quale non fossero che mute sepolture e la maestà del suo tempio, sua reggia; tutto escluso, anche la vita".
 F. De Boni - L'inquisizione e i calabro-valdesi



Maledizione

Adesso basta!                                                   
Mi hai annoiato
con la memoria che invochi                             
come antico guerriero
morente intrappolato
da inamovibile destino.
Né pietà né memoria ti darò.
Ladro sei!
Senza vera storia continui
 a cospargere
di polvere i nostri occhi puntati
alla ricerca del tempo.
Ora basta! Pietre, pietre, sempre pietra.
Paese desolato
non avrai anche il cuore così duro
come portale ornamentoso?
Massacrato da uomini stolti                      
più che dai colpi del tempo,
insepolto sui sepolti,
dormi nella gloria che non fu                 
condannato a scontare 
maledizioni in solitudine,
conseguenze d'eccidio
di colui che autore
riposa ora VICINO AL SANTO.
E quì,noi, chiusi ,
come lucertole usciamo al caldo,
protagonisti di memoria
insieme a giochi cesellati,
scolpiti,
dipinti,
non aprendo porte al cervello
arricchito di presepi. 

Carmanas                              
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