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Blog  di Caranas

La razza secondo Almirante (nel 1942)

21 Giugno 2018 , Scritto da CARANAS Con tag #Razzismo di Almirante

«Il razzismo - scriveva il futuro segretario del Msi - ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore». «Altrimenti — scriveva ancora Almirante — finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose, fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue».

http://foranastasis.over-blog.it/search/Benigni%20Almirante/

 

Maledetta l'ora

il giorno il secondo, toh,

in cui du' merdaioli

ti misero al mondo. 

Maledetta l'ora

il giorno e l'annata

che la tu' mamma ti dette

la su' prima poppata.

 

Maledetta l'ora buia

ancor di più la notte cupa

che un finocchio ti convinse

a esser figlio della lupa.

 

Se dovessi maledirti

poi non saprei come finirla,

maledetto sia quel giorno

che ti fecero balilla. 

 

Maledetta l'ora

e tutto il calendario

in cui mille finocchi

ti fecero segretario. 

 

Maledetta la persona,

che stesse sempre male,

che ti parlò per la prima volta

della Destra Nazionale. 

S'aprisse la porta,

senza tu te ne sia accorto,

entrassero le mogli

di ogni partigiano morto.

 

Poi t'aprissero la bocca

e da maggio a carnevale

ti facessero be' le cose

e cantar l'Internazionale.

 

Poi arrivasse, come si chiama,

Terracini, no, Paietta, Natta e Ingrao

ti cacassero sugl'occhi

mentre cantan Bella Ciao.

 

Alla fine  vanno via,

finalmente sei contento,

ma ti piscia addosso Lama

mentre canta Fischia il vento.

 

Ti venisse un colpo,

ti venisse un accidente,

gli uomini son tutti uguali,

ma te tu sei differente.

 

Ti scoppiasse la vescica (tum!),

ti scoppiassero i coglion (tum tum!)

ti scoppiassero in un mese

trentatré rivoluzioni.

 

Ti venisse la febbre,

ti venisse un ascesso,

ti scoppiassero in culo

tutte le bombe che tu ha' messo.

 

Ti chiavassero la moglie (ah!)

tutti i morti delle guerre,

e ti nascesse un figliolo

che assomiglia a Berlinguerre.

 

dal Blog "Questa è la sinistra italiana" 

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