FINI INFAME ? Ce ne sono altri?

Perciò dopo Mirabello “non cambia nulla, è tutto come ieri.
Papà cos'è il coraggio? Ora te lo spiego con due foto
Amburgo 13 giugno 1936 . Tutti salutano il Fuhrer tranne uno.
Firenze 1931. Nuovo stadio intitolato al "martire fascista Giovanni Berta" I giocatori della Fiorentina salutano romanamente tranne uno Bruno Neri.
Da qui Allah
Settembre , andiamo...
di Caranas
In questo inizio settembrino, dopo una lettura laica della bibbia, eccola puntuale una nuova mezza crisi mistica. Mi mancava. Sarà l’effetto Gheddafi. Continuo a pensare che se Dio può uccidere l’uomo, non può cancellare il fatto dei fatti : che l’uomo ( e la donna) avendo violato il suo divieto e mangiato il frutto dell’albero della conoscenza , sono irrimediabilmente simili a lui. E da qui tutto il male della terra, soprattutto quello di Fuscaldo. La mia è forse una visione distorta delle cose, ancorata ad una ideologia troppo sinistrosa (o sinistra?) che non esiste più. L’approccio ad altre visioni è però vano nel circoscrivere la realtà. Assai più reali risultano gli infiniti e multiformi segni che si sprigionano da ogni parte in cui di malavoglia mi sono calato. Fuscaldo per me sta diventando un tarlo. Ognuno di questi segni con tanto nero intorno a rabbia tipicamente calabrese, ambisce a trasformarsi in discorso con scopo di rivelazione liberatrice che nel contesto fuscaldese assume declinazioni quasi antropologiche. Mi è però chiaro il fine : la parte non chiusa del passato vista con una lente necessariamente diversa da quella comune e tipicamente fuscaldese , riaffiora con voglia seminascosta di riscoprire una storia inedita proiettata in un futuro brillante per la “culla” denunciando svantaggi dell’isolamento e dell’indifferenza, come condizione unica per assicurarmi la sopravvivenza di quella gran parte di spirito che ha le sue radici in quella culla , in questa visione disincantata del presente. Facile a dirsi ora che ho vinto quasi per caso solo 91 € al superenalotto. E se avessi fatto 6? Starei ancora qua a scrivere queste cose? Non so.
Non sono passati molti giorni dal rientro ed ancora non riesco a cancellare quelle facce che mettevano a nudo la loro realtà sottocutanea. Facce che hanno rotto l’uniforme , protette però da un campo magnetico che non fa filtrare fuori, come da un buco nero, la vergogna. Facce entrate in quel per loro vario che vario non è, trincerandosi senza apparenti canali di congiunzione se non quello del servilismo schivo della solidarietà altrui. Da Fuscaldo a Salimati , ripercorrendo quella strada tante volte itinerata da adolescente in groppa ad un galletto Guzzi, nella canicola di agosto, tra campagne addomesticate , colture a tappetino, alberi a quadriglie e strade incanalate tra siepi e muretti, ogni anno mi lascio ricatturare da questi luoghi non sconosciuti dove il fuscarisi sta dentro le cose gravemente. E non c’è danza nel suo passo, assente nella sua origine greca (più o meno). Ora osservi e vedi che non rimane neanche quell’identità pastorizia generosa che tanto mi rallegrava a 10 anni con panari pieni delle migliori cose della terra lavorata. Che pace ora alla Serricella non più trafficata come allora. Positivo o negativo? Segno dei tempi. Ombre, uomini, soltanto uomini soli. Occorrerebbe un passo più lungo da qui Allah …
La tragedia di un uomo ridicolo
La tragedia di un uomo ridicolo
di Marco Travaglio
Questo Gheddafi è proprio adorabile. Da anni fa la caricatura di B. per farci capire la ridicolaggine dell’ometto che ci governa. Ma noi niente, continuiamo a prenderlo sul serio. Arriva in Italia più truccato e pittato di lui, coi capelli più incatramati di lui, addobbato da abiti più comici dei suoi, tipo il principe De Curtis in Totò sceicco. Se lui sfoggia dieci o venti ragazze alla volta, il Colonnello ne recluta 600 in una botta sola, sempre a pagamento. Porge a B. la mano da baciare, ben sapendo che lui bacia chiunque gli capiti a tiro, purché provvisto di pecunia. Anche i 30 cavalli berberi sono un perfido messaggio subliminale contro un tipetto che si fa chiamare Cavaliere ma ha sempre maneggiato stallieri: i cavalli preferisce farli senatori, deputati e ministri (i 32 denti bianchissimi del maggiordomo Frattini Dry col sorriso prestampato, tipo paresi, parlano da soli). Il discorso-fiume di un paio d’ore al galoppatoio dei carabinieri, poi, è un’altra citazione comica, stavolta da Totò a colori, dove il maestro Antonio Scannagatti e la sua banda attaccano una marcetta infinita mandando in bestia il boss italoamericano Joe Pellecchia che tenta di arringare dal balcone la folla del paesello natìo.
Tra qualche anno, quando sulla tragedia di quest’uomo ridicolo (non Gheddafi, l’altro) sarà calato il sipario, gli storici s’interrogheranno sull’epidemia che contagiò un’intera nazione, accecandola al punto di non farle vedere la comicità involontaria di chi la governava. Un po’ come in Cecità, il romanzo di Saramago, dove gli abitanti di una città immaginaria cadono vittime di un misterioso virus e diventano tutti ciechi. Immaginiamo un elettore del mitico Nord-Est, con la sua bella partita Iva, la sua villetta, il suo capannone, i suoi chiavistelli anti-rapina, la sua ronda padana anti-negher, il suo fazzoletto verde al collo o nella pochette, i suoi poster di Calderoli e Borghezio, insomma le sue radici cristiane. E proviamo a immedesimarci nei suoi pensieri alla vista del beduino travestito da dittatore dello Stato libero di Bananas che insegnava la storia del colonialismo e la teologia islamica e pure cristiana a ministri imbalsamati, noti prenditori e banchieri con le pezze al culo e al suo omologo italiota, accasciato e assopito sul trono imperiale mentre persino i cavalli berberi, per non parlare di quelli dei carabinieri, davano segni di impazienza. Avrà pensato, sentendolo chiedere altri 5 miliardi all’anno dall’Europa e minacciare in caso contrario l’invasione islamica, di essere stato preso per i fondelli dal Pdl? Avrà deciso di smettere di votare per questi impostori? Avrà provato un fugace desiderio di una destra normale, presentabile, sobria, allergica a certe sceneggiate? Macché.
Chi dovrebbe informare e far riflettere questa brava gente, cioè i giornali di centrodestra, è troppo impegnato a giustificare persino il Berlusgheddafi Show. Titoli deIl Giornale: “Gheddafi? Per la sinistra era un fratello”, “Perché bisogna fare affari con il Colonnello”, “Berlusconi: Con la Libia si è chiusa una ferita”. Titoli di Libero: “Silvio nella tenda: Sto lavorando per l’Italia”, “La Libia è meno terrorista per merito dell’Italia” (il concetto di “meno terrorista” ricorda quella fanciulla “un po’ incinta”), “È un’alleanza necessaria per uscire dalla morsa cinese” (sic). Dunque, malgrado gli sforzi delCammelliere, ci terremo il Cavaliere senza nemmeno riderci su. E lui si prepara a nuovi e decisivi appuntamenti politici: il lancio del nuovo album scritto a quattro piedi con Apicella (13 canzoni d’amore in napoletano, titolo ancora coperto da segreto di Stato) e il “processo breve” per non finire in galera. “Voglio andare in tv – annuncia – e spiegare agli italiani la mia odissea giudiziaria, non voglio fare la fine di Craxi”. Tanto per farci capire che anche lui è colpevole. Grazie, l’avevamo intuito.
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