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Blog  di Caranas

FILI DI PAROLE D'INIZIO ESTATE

25 Giugno 2011 , Scritto da CARANAS Con tag #CAFFE' LETTERARIO

Fili di parole d’inizio estate. Lettera a se stesso di un morto mai nato.

Barca.jpg

                                                                               di Caranas

 

Ci sono dei giorni che non riesco a sentire proprio nulla. Tutto fermo, tutto uguale. Solo il mio respiro condizionato dal fumo delle sigarette che rompe ritmicamente quella quiete. E’ difficile da spiegare, anche perché quell’anelito di vita sembra non appartenermi, è come se respirassi con i polmoni di un altro , un altro con pantaloni bruciacchiati che guardo e mi guardo respirare. Dicono che la solitudine davanti al pc è una malattia che contagia molti. La mia è più particolare perché mi regala una compagnia tristissima : la mia. Boh, sarà che oggi non ho rotto le scatole a nessuno. Il caldo umido scorre inesorabile lungo le tempie e scorre lentamente in una danza a spirale sempre più giù fino ai cabasisi tranquilli perché oggi non hanno avuto giri di boa. Il computer è finalmente spento. Magari l’accendo dopo per scrivere queste righe.

Ora riesco a concentrarmi e a pensare a tutti questi anni passati così velocemente tanto da non ricordare quasi nulla di recente ( a parte le cose che mi hanno più colpito nei libri che leggo). Sarà che mi vien più facile ricordare cosa successe cinquant’anni fa che l’anno scorso. O forse ho frequentato poco il Bar Lume o il Bar Condicio, o forse non ho ancora l’arco senile, sarò a mezza strada. Beh, qualcosa  di Milano , si ,ricordo. Quella parte scivolata in un buco nero in cui non posso più entrare a cercare, a guardare gli inevitabili distacchi amorosi e non.

E’ la vita ! Una barca spezzata nel mezzo, con prua e poppa sollevate e il mare a coprire la ferita.  Accendo una sigaretta. Anche per non sentire quel respiro di prima. Meglio l’intermittenza dei colpi di tosse.

Penso ai sorrisi improvvisi di quando avevo 12 anni, allo sguardo tormentato ma aperto sul mondo, al coraggio inconsapevole di lasciare il paese. Ma anche alle paure. Penso a come sono adesso, i tratti riflessi non somigliano al ritratto di allora, sono mutati da un tempo dilatato in una maschera ostinata.

A  volte è anche come se mi svegliassi da un sonno prolungato pomeridiano, una specie di ipnosi che non ti permette di aggiornare l’ora. Ecco, talvolta è un desiderio lontanissimo che affiora e mi smuove e ti dà un senso di soddisfazione come quando ti cancelli da face book , non più prigioniero di stupidaggini altrui.

Un po’ come adesso che mi aggrappo al ricordo di quel pomeriggio trascorso  in sei , ragazzi e ragazze,  tra i ruderi di San Giovanni vecchio sotto Pisasale. Quel ricordo pulsante e vivo , profumato di ginestre, si aggrappa ai miei occhi, alle mie orecchie e mi stira un sorriso. Il sorriso di allora.

Era il 25 giugno 1962, la festa del Corpus Domini. Quell'anno, il Milan di Altafini e Nereo Rocco, vinse lo scudetto già ai primi di aprile .

 

Corpus-domini---dalla-rete.jpg

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P
<br /> <br /> Ciao,   questa sera  anch'io  sono sul balcone. Non ho come te i peperoncini ma sono al<br /> settimo piano e mi godo il cielo stellato. Oddio! a guardare bene questa sera sono pochine e lontane.<br /> <br /> <br /> Sul tuo pensiero: avevo scritto sul mio blog qualcosa di simile ,anche se completamente diversa  dal tuo,poi ho pensato che era stupida e l'ho tolta. Credo di averla salvata da<br /> qualche parte. la rimetterò perchè condividio il tuo pensiero! ciao buona serata!<br /> <br /> <br /> <br />
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P
<br /> <br /> UN PENSIERO BELLISSIMO , TIPICO DI CHI IN QUALCHE MODO SOFFRE LA SOLITUDINE. NON LA SOLITUDINE DI NOI STESSI,MA DI CIO' CHE CI CIRCONDA. SPERO CHE I GIOVANI A DIFFERENZA DI NOI, NON<br /> SENTANO QUESTA SOLITUDINE. A NOI PESA. UN TEMPO LE PORTE DI CASA RESTAVANO APERTE, SI AFFACCIAVANO I VICINI DI CASA, CI SI SCAMBIAVA IL VINO CON LA CICORIA, IL DOLCE CON LA PASTA. qUATTRO<br /> CHIACCHIERE LA SERA....! ORA , NON C'è QUASI PIù NEANCHE IL SALUTO...CI SI GUARDA TUTTI IN CAGNESCO..MAH..SI, ANCHE A ME MANCANO GLI ANNI PASSATI NON PERCHE' RAMMIRICO LA MEZZA ETA' MA PERCHE'<br /> C'E' TROPPA FALSITA'. IO L'HO ELIMINATA DA TEMPO. PREFERISCO PASSARE LA GIORNATA IN SILENZIO,ASPETTANDO CHE TORNI MIO MARITO DAL LAVORO. ...! CI SI PUO' INGEGNARE COME MEGLIO CREDIAMO MA, NESSUNA<br /> COSA AL MONDO SOSTITUISCE IL RAPPORTO UMANO...QUELLO VERO!CIAO, BUONA SERATA!!<br /> <br /> <br /> <br />
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C
<br /> <br /> GRAZIE DELLE BELLE PAROLE PATRIZIA. Non ho l'aia, mi sistemo una sedia sul balcone a mirare i miei peperoncini nascoti tra i gerani. Ciao<br /> <br /> <br /> <br />