Letta ha una chance in più rispetto a Bersani e questa sera scioglierà la riserva.
27 Aprile 2013 , Scritto da CARANAS
L’accordo sui possibili ministri è quasi fatto (salvo ripensamenti dell’ultima ora)
Letta sta lavorando anche in notturna per tentare di salvare il salvabile e non deludere Napolitano. Forte della sua posizione di mandato e di una possibile exit strategy nel caso in cui Berlusconi s’impuntasse sul nome di Brunetta e Ghedini ( in caso di mancato accordo, andrebbe alle Camere e – se non ottenesse la fiducia del Senato – guiderebbe il governo “elettorale”, gestendo gli affari correnti in vista delle elezioni. Giusto il tempo per cancellare il Porcellum) , il neo presidente del consiglio designato va avanti per la sua strada incassando (per ora) successi , come nel caso dell’incontro cattedratico in streaming col M5S.
Letta sta lavorando in stretto legame con Napolitano ( a questo punto non si capisce se Napolitano sta già usando prerogative presidenziali alla francese), che ha bacchettato Berlusconi per le pretese su Ghedini alla Giustizia.
L’idea accordante di Letta è quella di un governo all’insegna del cambio generazionale, pur con alcune personalità di peso a presidiare i tre o quattro dicasteri chiave. In questa ottica verrebbero esclusi tutti ministri del precedente governo Berlusconi come Brunetta, Sacconi, Gelmini.
Ci potrebbe essere tutt’al più qualche possibilità per l’ex ministro per gli Affari europei, Anna Maria Bernini .
La nuova ondata del Pd annovera invece i nomi di Maria Chiara Carrozza (rettore della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa), Francesco Boccia ,Sergio Chiamparino e Graziano Del Rio (renziani), e anche Stefano Fassina .
Per il tesoro sono in pole position Giuliano Amato al Tesoro ( speriamo di no – non ci va di sentir parlare ancora di sacrifici imposti dal ‘dottor sottile’), ma anche Salvatore Rossi di Bankitalia o Domenico Siniscalco) con due viceministri Pdl e Pd ( scelta poi scartata in serata ), Anna Maria Cancellieri all’Interno, Franco Frattini alla Difesa ( il mitico Zeb televisivo) e Massimo D’Alema o Mario Monti ( meglio) agli Esteri.
Il presidente Napolitano userà tutti i suoi poteri per forzare la mano ai capi-partito promuovendo entro domenica la nascita dell’esecutivo nella convinzione che in Parlamento nessuno oserà assumersi la responsabilità di impallinarlo. A parte il M5S e Sel. Ma non è detto che Letta non trovi la quadra con una proposta ai grillini difficilmente rifiutabile.
Letta sta lavorando anche in notturna per tentare di salvare il salvabile e non deludere Napolitano. Forte della sua posizione di mandato e di una possibile exit strategy nel caso in cui Berlusconi s’impuntasse sul nome di Brunetta e Ghedini ( in caso di mancato accordo, andrebbe alle Camere e – se non ottenesse la fiducia del Senato – guiderebbe il governo “elettorale”, gestendo gli affari correnti in vista delle elezioni. Giusto il tempo per cancellare il Porcellum) , il neo presidente del consiglio designato va avanti per la sua strada incassando (per ora) successi , come nel caso dell’incontro cattedratico in streaming col M5S.
Letta sta lavorando in stretto legame con Napolitano ( a questo punto non si capisce se Napolitano sta già usando prerogative presidenziali alla francese), che ha bacchettato Berlusconi per le pretese su Ghedini alla Giustizia.
L’idea accordante di Letta è quella di un governo all’insegna del cambio generazionale, pur con alcune personalità di peso a presidiare i tre o quattro dicasteri chiave. In questa ottica verrebbero esclusi tutti ministri del precedente governo Berlusconi come Brunetta, Sacconi, Gelmini.
Ci potrebbe essere tutt’al più qualche possibilità per l’ex ministro per gli Affari europei, Anna Maria Bernini .
La nuova ondata del Pd annovera invece i nomi di Maria Chiara Carrozza (rettore della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa), Francesco Boccia ,Sergio Chiamparino e Graziano Del Rio (renziani), e anche Stefano Fassina .
Per il tesoro sono in pole position Giuliano Amato al Tesoro ( speriamo di no – non ci va di sentir parlare ancora di sacrifici imposti dal ‘dottor sottile’), ma anche Salvatore Rossi di Bankitalia o Domenico Siniscalco) con due viceministri Pdl e Pd ( scelta poi scartata in serata ), Anna Maria Cancellieri all’Interno, Franco Frattini alla Difesa ( il mitico Zeb televisivo) e Massimo D’Alema o Mario Monti ( meglio) agli Esteri.
Il presidente Napolitano userà tutti i suoi poteri per forzare la mano ai capi-partito promuovendo entro domenica la nascita dell’esecutivo nella convinzione che in Parlamento nessuno oserà assumersi la responsabilità di impallinarlo. A parte il M5S e Sel. Ma non è detto che Letta non trovi la quadra con una proposta ai grillini difficilmente rifiutabile.
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