politica
Processo Mediaset, Berlusconi condannato
4 anni di reclusione per frode fiscale

Il tribunale di Milano ha anche deciso per l'ex premier l'interdizione dai pubblici uffici per tre anni. Pena di 3 anni per l'intermediario Agrama. Assolto Confalonieri. La rabbia di Alfano: "Ennesima prova di un accanimento"
MILANO - Silvio Berlusconi è stato condannato a 4 anni di reclusione per frode fiscale a conclusione del processo per l'acquisizione dei diritti tv di Mediaset. In particolare, i giudici milanesi hanno ritenuto prescritto il reato per il 2001, ma non per gli esercizi 2002-2003 nel corso dei quali - scrivono - è stata portata a termine "una evasione notevolissima". L'ex premier è stato anche condannato all'interdizione dai pubblici uffici per tre anni, provvedimento che non è immediatamente esecutivo essendo la sentenza di primo grado. La pena inflitta al Cavaliere è più dura di quella proposta nella requistoria dalla pubblica accusa, che aveva chiesto 3 anni e 8 mesi di carcere. Assolto invece Fedele Confalonieri.
f. RePubblico
Di Pietro perde voti, Grillo vicino al 22 %
Per forza ! Con le cavolate che dice... secondo lui Scilipoti era giovane !

Servizio Pubblico : Della Valle 1 – Marchionne 0 . Renzi in panchina
in sintesi :
23.22 La Costamagna stende al tappeto anche Fini, ricordandogli che Fiorito era stato candidato anche dal suo partito alla Regione Lazio. E che Fini ha contribuito alla depenalizzazione del falso in bilancio.
23.20 Santoro ricorda a Renzi che non ha capito bene la domanda della bella Costamagna, che i temi su D’Alema sono stati sviscerati da tanti anni anche nei suoi programmi. Ma considera meritoria la sua campagna di rottamazione.
23.12 In definitiva la giornalista chiede: “Cosa c’è davvero di diverso tra le e D’Alema?”
23.10 La Costamagna elenca le somiglianze tra Renzi e D’Alema. E rievoca una dichiarazione del sindaco di Firenze, in netta opposizione rispetto a quanto detto a inizio puntata:
“Il conflitto di interessi è un autogol. Non è su questo che si vanno a prendere i voti”.
Renzi però continua a non capire. O fa finta ?
Etica e politica non vanno insieme
"Non mi parli di etica in politica perché l'etica non c'entra nulla con la politica". Così il senatore del Pdl e avvocato di Berlusconi, Piero Longo, a "24 Mattino" su Radio 24 in merito all'incandidabilità dei condannati in Parlamento. "I migliori politici con l'etica forse non hanno mai avuto niente a che fare - ha aggiunto Longo a Radio 24 - Quale etica? Quella del comportamento personale? Massimo D’Azeglio veniva soprannominato per la sua vita disinvolta 'lo sporcaccione'. Churchill era spesso non alieno dall'assumere sostanze alcooliche, era ubriaco ed era un grandissimo statista. Non c'entra nulla la fedina penale specchiata. Colui che ha commesso un fatto di reato e poi si è riabilitato, vogliamo tenerlo fuori dal consorzio umano? Io non credo che sia giusto".
Dai Fornero, non fare la choosy !
Fornero choosy show
cinguettio
Dopo il Governo la Fornero tornerà a casa. Volevo dire, in università. Ma sì, è lo stesso, ci trova marito e figlia nell'una e nell'altra.
Fornero:"Meglio una zappa oggi che una laurea domani". Già, ti avrei vista bene a raccogliere carciofi” Ahahahah ..concordo!
La Fornero dice ai ragazzi di non essere esigenti. Io ai miei studenti dico sempre l'esatto contrario, soprattutto se si fanno il mazzo.
"Ministro Fornero occhi lucidi lascia convegno Torino dopo la contestazione: «Io avvilita»". (Questa non ha il minimo senso della vergogna).
La figlia della Fornero non è choosy. Infatti guida una fondazione finanziata dalla Sanpaolo della quale lei era vicepresidente.
Renzi < FUORI !>
Come la giri e la rigiri, son tutti uguali

“L’opposizione in Consiglio ne conta 59, da tre anni a questa parte. «Fuori!, non è il titolo del suo libro, è la sua filosofia di assumere gente da fuori, quando il Comune di Firenze ha già 5.200 dipendenti che si possono utilizzare», attacca il Pdl cittadino. Il punto non è tanto il costo delle assunzioni (2.400.000 euro l’anno), che per il sindaco è invece un’ottimizzazione dei costi, ma più che altro l’appartenenza di molti assunti (in Comune e partecipate), che illustra bene il «metodo Renzi». Alcuni vengono dall’Agesci, l’associazione degli scout cattolici italiani, da cui viene lo stesso Renzi, cattolico, ex segretario cittadino del Ppi e poi Margherita. Poi c’è la figlia del direttore del Corriere Fiorentino, influente giornale cittadino. Poi c’è qualche piddino già in lista nel 2009 e non eletto, poi la moglie di un attuale consigliere comunale del Pd, il portavoce di Lapo Pistelli (mentore di Renzi, poi da lui fatto fuori), ex dipendenti della Provincia trasportati per «fedeltà» in Comune (come l’autista, che Renzi ha fatto distaccare da lì), qualche ex assessore, tra cui Lucia De Siervo.” F. Il Giornale
Caro Renzi , se ti rode avere sul conto solo 20 mila euro comincia ad essere meno spendaccione, o evita di disperdere i soldi su più conti.
Vendola: "quando si parla di problemi concreti di milioni di italiani, di migliaia di docenti e studenti: Renzi non pervenuto"
Dimenticavo, il programma di RENZI : link
Abito in via Sacco e Vanzetti per scelta.
Grande Volontè, grande Bartolomeo Vanzetti - - - di Caranas
Straordinaria interpretazione di Gian Maria Volontè di Bartolomeo Vanzetti dal film "Sacco e Vanzetti) di Giuliano Montaldo.
Il commovente discorso è stato pronunciato il 19 aprile 1927 davanti il tribunale di Dedham (Massachusetts), lo stesso anno che Sacco e Vanzetti furono giustiziati alla sedia elettrica.
da youtube commenti :
Notare il netto accento piemontese che Volontè (milanese) diede al personaggio senza alcun problema. Scena mitica.
La cosa strepitosa di questa scena è la guardia alle spalle di Volontè (quella alla sinistra,che continua a guardarlo). Questa scena venne interrotta da Montaldo perché l'attore romano che impersonava la guardia si mise a piangere per l'interpretazione di Volontè :) Non ci saranno mai più attori così.
Difendere il lavoro- Avanti con la CGIL
La Cgil e' tornata a Piazza San Giovanni dopo due anni per difendere il lavoro e per contrastare "la politica di austerita"', che, denuncia il segretario generale Susanna Camusso "ha fallito" e si e' resa "colpevole" dell'attuale situazione del Paese. Per rilanciare l'economia Camusso suggerisce di spostare sul lavoro dei giovani i soldi previsti per produttivita'. E la Cgil non manca di dare un altro appuntamento alla piazza: Camusso chiude il suo discorso dal palco assicurando la partecipazione dell'Italia alla manifestazione, indetta dal sindacato europeo, per mercoledi' 14 novembre.
Manca quindi poco meno di un mese alla prossima iniziativa, a cui la Cgil si augura partecipino anche Cisl e Uil. Intanto, pero', bisogna pensate alla legge di stabilita', che secondo Camusso necessita di "profondi modifiche", non di qualche correzione, per ridurre "l'iniquita"'. La giornata a piazza San Giovanni e' stata lunga, l'iniziativa organizzata dalla Cgil per riunire le centinaia di vertenze ha, infatti, rappresentato una novita': si e' trattato di una non stop con lo slogan 'Il lavoro prima di tutto'.
Sulla piazza, che si e' cosi' riempita pian piano (la linea del sindacato e' di non dare numeri), hanno campeggiato sin dal mattino 30 stand regionali e di categoria. Mentre sul palco si alternavano alla musica di Eugenio Finardi, La Casa del Vento, Enzo Avitabile, le volti e i voci della crisi, ovvero le testimonianze di lavoratori a rischio. Camusso prima ha passeggiato tra gli stand, seguendo dal palco le note di 'Bella ciao' e poi ha preso la parola nel pomeriggio per dire ad alta voce che "Il Paese non si salva se non si salva il lavoro", che le aziende in crisi pagano "una politica sbagliata" fatta di finanza e non di investimenti.
Al Governo la leder della Cgil riserva parole dure, sottolineando che l'Italia non "aveva bisogno di professori" per ritrovarsi in una "situazione disastrata", su cui pesano mezzo milione di cassaintegrati e un altro mezzo milione di posti persi in tre anni. Infatti per Camusso "passando di spending review in spending review non si mettono a posto i conti dello Stato ma si fanno licenziamenti di massa". Dal palco non viene mai pronunciata la parola 'sciopero', incitato dal segretario generale della Fiom Maurizio Landini.
E ai cronisti che hanno fatto notare come la manifestazione del 14 novembre cada di mercoledi', ovvero di giorno lavorativo, Camusso ha risposto che la forma di partecipazione all'iniziativa del sindacato europeo non e' stata ancora decisa "vedremo nei prossimi giorni", visto che e' stata deciso solo ieri la data, "ne discuteremo con Cisl e Uil". Camusso evidenzia anche che ogni paese e' libero di articolare come meglio crede la manifestazione e cosi' alcuni Stati hanno optato per incrociare le braccia e altri no.
Alla Cgil e' arrivato il sostegno del segretario del Pd Pier Luigi Bersani ("la Cgil ha buone ragioni per scendere in piazza"), del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro. Il ministro del lavoro, Elsa Fornero, ha espresso rispetto. Mentre il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, in mattinata aveva detto di non essersi accordo della manifestazione, per poi puntualizzare: "Rispetto chiunque manifesti le proprie opinioni".
fonte : Rai News 24.it
Popolo della libertà in caduta libera fa concorrenza a Felix
di Caranas
Non si arrende .Pur di difendere i propri interessi insiste con la sua rincorsa alla conquista di Palazzo Chigi. Nonostante il PdL viene dato per morto o quasi, lui che fa ? S’inventa “L’Italia che lavora “ un nuovo partito per far dimenticare quel Popolo delle Libertà ormai in caduta libera nei sondaggi. Scrive il Corriere che l’intenzione del Cavaliere era quella di far saltare l’intesa sulla legge elettorale in modo da poter contare su un listino bloccato in cui infilare i preferiti. Per questo aveva chiesto ad alcune fedelissime deputate di costituire il gruppo alla Camera. Ma poi qualcosa è andato storto.
ROTTAMIAMOLI TUTTI
VELTRONI SI RITIRA
(vignetta Caranas)
Walter Veltroni “saluta” la compagnia in Parlamento. L’annuncio dell’ex sindaco di Roma e primo segretario del Partito democratico, è arrivato nel corso di “Che tempo che fa”, trasmissione condotta da Fabio Fazio su Rai3. È il primo “dinosauro” (come ama definirli Renzi) a compiere quel fatidico passo indietro richiesto a gran voce da un elettorato deluso. Forse l’esempio che altri faranno fatica a seguire. D’Alema, Bindi, Turco, Parisi, Finocchiaro, solo per citarne alcuni. Veltroni nel confermare la sua assenza alle prossime politiche, ha ribadito però il concetto che continuerà ad operare al servizio del partito citando nomi illustri quali Prodi ed Amato. In Africa è subito allerta e lo stanno già aspettando . Cedimento alla rottamazione ?
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