politica
La mafia uccide d'estate
Mentre l’Italia è in agonia è ammirabile che la casta della cultura e della politica si riunisca in convivio,ma la mafia non è solo quella che ammazza,la mafia è pure quella dell’evasione fiscale, dei colletti bianchi- è mafia quella che uccide le speranze dei giovani disoccupati per mancanza di parentele ed amici politici.I politici che hanno partecipato al convegno dovrebbero anche preoccuparsi di manovre anti corruzione,antievasione, anti privilegi. La Sicilia in questo è maestra. Mentre i politici convenientemente per loro si sono fatti commissariare,noi avremo lacrime e sangue . Per non mettere la loro faccia nella prossima manovra fiscale,viene inaugurata una nuova stagione dell’ accademia della politica… per formare altri professionisti….non bastano,forse, quelli che già ci sono… secondo una recentissima statistica sono un milione e trecentomila persone che vivono di politica, cioè sulle nostre spalle.
Forse era meglio andare alle elezioni subito. Ho tanta nostalgia della vecchia cara lira.
Senza albero e con le palle degli addobbi in mano
Il governo dei ragionieri ci farà passare veramente un brutto Natale. Quello che mi auguro è che lo stipendio degli italiani possa ancora salvarsi, perché la tredicesima, amici cari, è già andata.
Passiamo alla cassa di Stato e saldiamo il conto delle feste:
-Introduzione ICI prima casa, 350 euro -media anno per famiglia
-Costo della bolletta energetica, 180 euro -media mensile per famiglia
-Mutuo prima casa, bolli e canoni vari, prestiti a saldo e assegni post targati con scadenza a dicembre (non gridate allo scandalo, ma la realtà è questa) chiudono la lista della nostra spesa natalizia.
Su un ammontare di 1.300 euro, media stipendio mensile per gli italiani (sfortunati), riceveremo in resto, saldando tutto, poco più di 100 euro. Non ho contabilizzato gli assegni da onorare entro dicembre, ci mancherebbe. Ma con 100 euro di tredicesima, mi chiedo, gli italiani, che faranno? Ah, già, i regali da mettere sotto l’albero. Per una famiglia media di 4 persone, in budget avremo solo 25 euro a testa da spendere per profumi e balocchi. Tuttavia, i singoli, e solo i singoli, con cento euro di resto potranno permettersi anche il cenone di fine anno. Balleranno da soli, ovviamente. Tristezza, avete ragione, ma la realtà, come ho già scritto sopra, è proprio questa.
Per nostra fortuna i ragionieri di Governo non hanno ancora messo mano al risanamento dei conti pubblici, e in materia di economia e finanza tutto tace, altrimenti alla tristezza della tredicesima perduta aggiungeremmo anche i dolori delle tasse nuove da pagare. Ma il Governo dei migliori (i ragionieri di Monti) non ci farà questa mala parte per il Santo Natale. Non ne sono sicuro, ma almeno ci spero, o resteremmo davvero senza albero e con le palle degli addobbi in mano.
Fonte :Ragusa news
Berlusconi: un futuro dietro le quinte
Berlusconi: un futuro dietro le quinte, ma pronto a combattere il "comunismo" in campagna elettorale.

Berlusconi, intervenendo ad una riunione del Pdl, ha spiegato che lui starà per ora "dietro le quinte", ma che è pronto a "raddoppiare" per combattere il comunismo nella campagna elettorale. Intanto la Lega ribadisce che l'alleanza è finita.
Certo stare "dietro le quinte", non vuol dire abbandonare il campo. E tanto meno restare per sempre in posizione defilata. Anzi può voler dire stare in agguato. Per far cadere il nuovo governo? Questo francamente non sembra essere al momento nel novero delle cose possibili. E allora la strategia di Berlusconi per i prossimi mesi può essere probabilmente questa: stare defilato mentre si varano i provvedimenti (quelli dei sacrifici) che il suo governo non è stato in grado di prendere. Ma restare in agguato pronto a scendere in campo se e quando si ripresenterà l'occasione elettorale.
10 giorni e questo governo sarà dimissionario
Stretta sulle pensioni, niente patrimoniale
I piani del governo: da gennaio assegni non più adeguati all'inflazione. Ici progressiva, ritocco Iva
Il ministro del Welfare, Elsa Fornero
ROMA - Blocco dell'adeguamento delle pensioni al costo della vita; riduzione del cuneo fiscale sul lavoro; niente patrimoniale finanziaria, ma più imposte sulla casa con la revisione delle rendite catastali e un'Ici progressiva; nuovi aumenti dell'Iva. Sono queste le novità emerse ieri dalla lunga riunione al ministero del Tesoro tra il presidente del Consiglio, Mario Monti, e i ministri economici per preparare la manovra di aggiustamento dei conti pubblici e per la crescita che verrà approvata dal governo al più tardi lunedì 5 dicembre.
Per ora sono stati individuati i capitoli sui quali intervenire per far fronte all'emergenza. La manovra si limiterà a 15 miliardi, forse anche meno, se la prossima settimana la Commissione europea concederà all'Italia, ma anche agli altri Paesi, lo sconto sulla misura dell'aggiustamento, cioè di considerare il ciclo economico avverso. In caso contrario servirebbero almeno 25 miliardi per centrare il pareggio di bilancio nel 2013.
Pensioni
Il premier e ministro dell'Economia fa molto affidamento su questo capitolo per recuperare risorse fin dal 1° gennaio. Svariati miliardi si potrebbero risparmiare bloccando la cosiddetta «perequazione automatica» delle pensioni, cioè l'adeguamento al costo della vita che scatta a gennaio di ogni anno. Considerando che solo nel pianeta Inps (escluse quindi le pensioni del pubblico impiego) ogni punto di inflazione vale un paio di miliardi di spesa per la perequazione e che quest'anno l'inflazione si avvicinerà al 3%, la misura può valere molto. Un assegno di mille euro perderebbe, a seconda di come si fa il decreto, da pochi euro a 30 euro al mese in caso di blocco totale.
Già un provvedimento del governo Berlusconi - come in passato avevano fatto con decisioni simili i governi Prodi e Amato - ha previsto per il biennio 2012-2013 un blocco completo della perequazione per le quote di pensione ricche, quelle eccedenti 5 volte il minimo (2.304 euro) e parziale per quelle tra 3 e 5 volte il minimo (1.382-2.304 euro) che saranno rivalutate al 70%. Il decreto potrebbe colpire queste ultime e anche le pensioni di importo inferiore salvaguardando solo quelle fino al minimo (circa 460 euro) o due volte il minimo. Un'altra ipotesi per far cassa prevede il blocco dei pensionamenti d'anzianità, ma sembra avere meno chance.
La riforma
Altre misure per far fronte all'emergenza potrebbero riguardare l'anticipo al 2012dell'aumento dell'età pensionabile per le donne del settore privato e di quota 97 (62 anni d'età e 35 di contributi oppure 61+36) per la pensione d'anzianità, che a legislazione vigente scatterebbe nel 2013. Il pacchetto di provvedimenti urgenti sarebbe comunque accompagnato dal varo della riforma strutturale «per l'equità» messa a punto dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che introdurrebbe dal 2012 il calcolo della pensione col metodo contributivo pro rata per tutti e la fascia d'età pensionabile flessibile tra 63 e 68-70anni.
Il fisco e la crescita
Non ci sarà la patrimoniale finanziaria perché, è convinzione del governo, alla fine i grandi capitali e gli evasori la farebbero franca, il gettito sarebbe minimo e gli svantaggi superiori ai benefici. I patrimoni immobiliari verranno invece colpiti con l'Ici progressiva e la rivalutazione delle rendite catastali. Altre risorse potrebbero arrivare da un ritocco dell'aliquota Iva del 10% e forse di quella già portata al 21% mentre l'evasione fiscale dovrebbe essere combattuta con una riduzione del tetto all'utilizzo del contante. Le maggiori entrate andrebbero a finanziare un taglio di qualche punto del cuneo fiscale sulle imprese, forse attraverso maggiori sgravi Irap sul costo del lavoro. Questa misura dovrebbe favorire le assunzioni e la crescita dell'economia insieme col pacchetto infrastrutture (project financing, cioè coinvolgimento dei privati), liberalizzazioni (professioni, esercizi commerciali) e dismissioni.
Fonte : Corriere.it
EVVIVA NONOSTANTE LO SPREAD SIAMO PRIMI IN EUROPA
Quanto guadagnano i nostri parlamentari ?
Molto, troppo, a giudicare dal contenuto di una e-mail che circola da tempo nella rete. Forse vecchia, forse nuova. Che le cifre siano tutte vere, o qualcuna meno, poco importa. Ciò che conta è che, comunque, il messaggio non è altro che fotografia di una realtà: quella della disparità dei trattamenti. Una volta, un pensionato "sociale", che aveva letto un articolo in cui si parlava dei milioni che i personaggi pubblici, politici compresi, spendono per la cura del proprio corpo, disse che era "una vergogna", che i giornali disquisissero su questioni simili, quando c'è gente che muore di fame. "Come si fa - scrisse - a preoccuparsi se tale presentatrice spende un milione al giorno al centro di bellezza, e tale ministro solo ottocento mila lire, quando io, e tanti come me, non le prendono neanche in un mese, ottocento mila lire?". Già, come si fa?
E io pago !
Vota Antonio, vota Antonio...
Deputati che da anni poltriscono in parlamento: ecco la lista dei primi 15:
On. TREMAGLIA FLI - 39 anni - 7.488.000 € di stipendio
On. LA MALFA MISTO - 37 anni - 7104000 € di stipendio
On. TASSONE Mario - 33 anni - 3663000 € di stipendio
On. COLUCCI PDL - 32 anni - 6144000 € di stipendio
On. FINI Gianfranco FLI - 28 anni di stipendio
On. CASINI Pier Ferdinando UDC - 28 anni - 5376000 € di stipendio
On. DE CORATO PDL - 24 anni - 4608000 € di stipendio
On. TURCO PD - 24 anni - 4608000 € di stipendio
On. DELFINO UDC 24 anni - 4608000 € di stipendio
On. CALDERISI Giuseppe PDL - 23 anni - 4416000 € di stipendio
On. MANNINO Misto - 23 anni - 4416000 € di stipendio
On. D'ALEMA Massimo PD - 22 anni – 4.224.000 € di stipendio
On. BOSSI Umberto Lega Nord - 20 anni - 3840000 € di stipendio
On. VITO PDL - 19 anni - 3648000 € di stipendio
Sicuramente nella lista fatta ci sarà chi ha percepito uno stipendio maggiore o minore, quello che fa scandalo e ribrezzo è che ci siano individui che da quasi 40 anni occupano il parlamento e che da 40 anni vengono pagati con moneta sonante tutti i mesi, soldi delle nostre tasse.. e poi parlano di giovani e ricambio generazionale.. Ma mi facciano il piacere!
Non c'è niente da ridere : tasse italiane, scavati la fossa !
Qui non cambia nulla o se cambia, sicuramente si va in peggio.
E’ STATA battezzata Super-Imu, sarà la nuova tassa sulla casa. Per una parte recupererà la vecchia Ici sulla prima casa, abolita frettolosamente da Berlusconi nel 2008, dall’altra anticiperà al 2012 il nuovo “involucro” dell’Imu creato dal federalismo di Bossi. Quanto sarà l’aliquota? I decreti federali la indicano nel 6,6 per mille (un po’ meno della vecchia Ici), ma a pesare sulle tasche dei proprietari di casa sarà l’operazione di rivalutazione delle rendite catastali, ovvero la base imponibile dell’Ici-Imu: oggi sono rivalutate al 105 per cento e potrebbero arrivare al 115 o al 125. Una vera e propria stangata che tuttavia sarebbe ispirata a criteri di progressività (chi ha di più paga di più) ispirati alle categorie d’estimo (con detrazioni decrescenti) o al reddito. A completare il quadro la Res (la tassa sui servizi varata in extremis da Tremonti): sarà del 2 per mille. In tutto, calcola la Uil servizi territoriali, una media di 340 euro a famiglia.
L’attesissima riforma della previdenza:
Se l’idea iniziale del ministro Elsa Fornero era quella di un meccanismo «flessibile» che, dopo l’anticipo dell’età minima a 63 anni nel 2012, avrebbe consentito di creare un meccanismo in base al quale chi resta al lavoro più a lungo prende di più e chi va via prima prende di meno, ora le cose potrebbero cambiare. In un primo incontro con la Fornero, il «guru» delle pensioni della Ragioneria generale dello Stato, Francesco Massicci, avrebbe espresso parecchi dubbi. Il sistema flessibile infatti, secondo la Rgs, è per sua natura «flessibile» e non consente dunque stime certe di risparmi. Dunque se si vuole intervenire, meglio riprendere le vecchie proposte di correzione rendendo più serrato il meccanismo delle quote per raggiungere quota 100 (cioè 65 anni più 35 di contributi, oppure 64 e 36) nel 2015. Di fatto le pensioni di anzianità potrebbero scomparire come chiedono Ue e Bce.
L’IVA- sembra la carta che ormai il governo tecnico è intenzionato a giocare per recuperare, pronta cassa e strutturalmente, 8,4 miliardi. Un punto dell’aliquota oggi al 21 per cento vale 4,2 miliardi (esattamente quanto consentirà di incassare in ragione d’anno l’aumento messo a segno da Tremonti nella manovra d’estate, dal 20 al 21 per cento). Ma è possibile che l’aumento sia di due punti, oppure che si intervenga sull’aliquota intermedia, oggi ferma al 10 per cento ed alcuni sostengono che potrebbe essere toccata anche quella sui beni di prima necessità attualmente al 4 per cento. A favore dell’aumento dell’Iva c’è la situazione ormai in recessione del paese (si attendono i dati Istat del terzo trimestre per certificarla) e lo scalino dell’imposta sui consumi non dovrebbe far salire l’inflazione. Le risorse così recuperate potrebbero servire per ridurre Irpef sui redditi più bassi e l’Irap, ma la coperta è corta anche se il governo è intenzionato a seguire un stretta politica di compensazioni.
…..
Dunque se ho capito bene con l’Italia in completa recessione, e ancora non abbiamo toccato il fondo, la soluzione di tecnici e politici è di aumentare le tasse ai cittadini? Bravi, dei veri geni. Se aumenti l’IVA la gente compra di meno e incassi meno IVA.
E se aumenti l’età pensionabile, posto che non sia una lesione dei diritti umani, dove cavolo trovano da lavorare i giovani se i più anziani non vanno in pensione? E dove cavolo lo trovano se tre quarti della produzione è spostata o all’Est o in Cina? Che lavori ci sono?
Per dare un segnale forte, bisognerebbe cominciare col tagliare, ma per davvero, lo stipendio di politici e dipendenti pubblici sopra i 5.000 euro al mese prima di cominciare a chiedere ancora soldi agli Italiani . Bisognerebbe tassare con prelievo forzoso chi ha almeno 1 milione di euro, chi investe in borsa per somme superiori a 500.000 €, chi ha portato i soldi all'estero e li ha fatti rientrare con una ridicola tassa mantenendo l'anonimato e vanificando l'opera della Guardia di finanza, bisognerebbe poi rendere tracciabili i movimenti in danaro a partire da 300 € favorendo le persone che non possono permettersi un cc e un libretto di assegni ( si può pensare a un versamento in posta), si potrebbe vendere una parte del patrimonio immobiliare dello Stato, si dovrebbero dimezzare il numero dei parlamentari e abolire le province, le comunità montane e tutti gli enti inutili e clientelari, si dovrebbero dimezzare i Consiglieri regionali, si potrebbero abolire tutte le auto blu ecc.ecc.
(f. Giorn.mo)
E Lecco esiste perché ci sono i lecca lecca !
Il popolo del web commenta l’affermazione del deputato leghista Buonanno: “La Padania esiste per il grana padano
Una perla della politica attuale: “La Padania? Certo che esiste, altrimenti non esisterebbe il Grana Padano!». Questa l’affermazione del deputato leghista Gianluca Buonanno, lo stesso noto agli onori di cronaca per aver proposto il Viagra con lo sconto agli azianti, per aver messo vigili di cartone sulla statale di Varallo e per aver inventato una multa di 100 euro per chi dice parolacce. Un uomo dalle infinite risorse. Poteva non commentare il fantasioso popolo di Twitter? No, non poteva fermarsi dal trasformare un teorema pseudoscientifico sull’inoppugnabilità della Padania in un tormentone.
/image%2F0564428%2F201304%2Fob_611cd6c6b210ad166c0babdc3cca724c_1-car.jpg)


